è un manga scritto e disegnato da Osamu Tezuka. Fu pubblicato per la prima volta in Giappone dal 1974 al 1976 sulla rivista Big Comic, per poi essere raccolto in quattro volumi tankōbon tra il 1978 e il 1979. L'edizione italiana è stata edita da Hikari Edizioni nel 2018.
Trama Il manga narra le vicende di Shumari, un samurai hatamoto, vassallo diretto dello Shogun, che si è trasferito nell'isola di Hokkaidō alla ricerca di sua moglie Tae e dell'uomo con cui l'ha tradito e con cui è fuggita sull'isola. La storia narrata inizia nell'estate del 1869, al termine della guerra Boshin fra i sostenitori dell'imperatore e dello shogunato, dopo la sconfitta di quest'ultimi a Goryōkaku, ultimo baluardo della loro resistenza, e la caduta dell'effimera Repubblica di Ezo.
La vicenda dura poco meno di trent'anni, lungo i quali la modernizzazione dell'isola e dell'intero Giappone è rappresentata attraverso le avventure vissute dal samurai. L'isola di Hokkaido, nello specifico, era il luogo più selvaggio dell'arcipelago e paragonabile al far west americano, ma che col tempo perde le sue caratteristiche.
Sinossi
Primo volume Nell'incipit del manga Shumari viene assalito da alcuni banditi dopo essere stato scambiato per un sopravvissuto dell'esercito imperiale. Chiede loro se conoscono un certo Shoma Otsuki e al loro rifiuto stermina in pochi secondi tutto il gruppo ad eccezione di una giovane Ainu che decide di risparmiare. Shumari si offre di riportarla al suo Kotan (villaggio ainu), ma poi ritira l'offerta perché il villaggio si trova in una zona pericolosa per il samurai ricercato dalla polizia. Tuttavia Shumari, testardo, non può non fare ciò che ha deciso di fare perciò la fa montare in sella con lui. La giovane, innamoratasi, di notte andrà alla ricerca di alcuni monili per Shumari, ma verrà fetita da un orso e morirà prima di raggiungere il villaggio insieme a Shumari. In seguito, in un luogo reso deserto da un'invasione di cavallette, Shumari incontra un uomo di nome Kichibei che dice di essere un falegname proveniente da Edo. Dopo un po' di tira e molla, Shumari lo fa montare sul cavallo con lui e lo salva da un branco di lupi che uccide a colpi di katana. Nella foga cade una pistola a Kichibei, che quindi rivela a Shumari di essere un mekashi (una sorta di spia e detective) e gli racconta la storia dei capitali militari nascosti da Takeaki Enomoto in un luogo segreto, segnato con un tatuaggio sulla pelle di un suo subordinato ora in fuga. Kichibei punta la pistola a Shumari e lo costringe a camminare davanti a lui in direzione di Sapporo. Hanno un breve dialogo in cui Shumari parla dell'inospitalità del territorio, ma all'improvviso appare all'orizzonte un'enorme nuvola nera di cavallette pronta a divorare ogni cosa. Shumari prontamente si nasconde in una tana, mentre Kichibei, disarcionato, va in preda al panico e inizia ad esplodere proiettili in aria. Dopo il passaggio delle cavallette, Shumari trova un Kichibei ormai morente per i morsi degli insetti e gli dà il colpo di grazia.
Un colono e sua moglie osservano sotto una pioggia battente il fiume ingrossarsi sempre di più. L'uomo, per rinforzare l'argine ed evitare di perdere i campi coltivati, decide di andare al villaggio ainu di Petsu Kitai per ottenere aiuto e rinforzare l'argine, ma incontra un uomo che si rivela essere Shumari. Shumari accetta la richiesta di aiuto del colono e si fa guidare fino alla sua fattoria, lì incontra la moglie dell'uomo e immediatamente riconosce Tae. Shumari tuttavia non riesce ad ottenere la propria vendetta su Shoma Otsuki, l'uomo con cui la moglie Tae è scappata, in quanto Shoma scappa dalla fattoria e viene colpito dall'inondazione del fiume, morendo affogato. Shumari cerca di convincere Tae a lasciare questa terra povera e soggetta ad inondazioni, ma la donna è inamovibile: ha amato Shoma Otsuki e ora che non c'è più vuole vivere e coltivare la terra in cui è sepolto. Senza una meta Shumari vaga fino a giungere a Sapporo, città che era stata fondata in quegli anni, e viene arrestato per gli omicidi commessi. Viene posto in una cella con un anziano prigioniero e un altro carcerato, ma di notte la piccola prigione di legno si rivela essere un modo per ovviare alle condanne a morte: il freddo della notte di Sapporo infatti è abbastanza rigido da uccidere per ipotermia e il primo a farne le spese è il prigioniero più giovane, mentre il più vecchio sembra non sentire il freddo. Con alcuni stratagemmi Shumari riesce a fare ospitare lui e il vecchio nella stazione di polizia e l'anziano prigioniero gli racconta di avere una figlia a Edo e di volerla rivedere ad ogni costo. In seguito Shumari, dopo aver mentito per rincuorare il vecchio, viene portato di fronte al giudice che gli offre l'opportunità di collaborare con le autorità per evitare la pena di morte.
Il samurai accetta di guidare una piccola brigata di soldati alla ricerca dei capitali militari nascosti da Takeaki Enomoto da qualche parte sull'isola. L'ammiraglio aveva tatuato il luogo sulla schiena di un suo subordinato, che grazie alle intuizioni di Shumari, viene trovato poco lontano da un villaggio ainu in cui aveva comprato uno specchio per poter riprodurre quanto impresso sulla sua schiena. La mappa porta il drappello di soldati a una sorgente termale, in cui Shumari si accorge che le monete d'oro sono state frantumate in pepite e poi dissolte nell'acqua. Vedendo la crudeltà del comandante, che uccide a sangue freddo l'uomo tatuato, il protagonista decide di uccidere tutti i presenti, di modo che nessuno possa sapere il luogo in cui si trova il denaro.
Shumari quindi estrae parte dell'oro e prima ferma una carovana di mercanti per acquistare attrezzi da lavoro, ma quando si accorge che vogliono ucciderlo, attacca lui per primo. Una prostituta che viaggiava con i commercianti si intestardisce di voler seguire l'uomo e quindi si stabilisce in una capanna vicina alla sua, ma viene uccisa da lupi feroci. Il samurai porta infine alcune pepite alla ex moglie Tae per aiutarla. Shumari quindi raggiunge un terreno lievemente collinare che inizia a coltivare, quando viene raggiunto da un giovane uomo a cavallo vestito all'occidentale. Si presenta come Yahichi Dazai, figlio del proprietario di quelle terre che si offre di vendere quell'appezzamento. In breve raggiungono un accordo, ma poco dopo le piante appena germogliate sono preda di un'invasione di topi. Nel frattempo l'uomo riceve la visita di Mine Dazai, la sorella minore, e ne rimane colpito dai modi irruenti e dal suo aspetto identico a quello di Tae. Yahichi invece gli spiega che il progetto della famiglia è di incamerare terre e sfruttare i giacimenti di carbone dell'isola per rifondare la Repubblica di Ezo e chiede a Shumari se è disponibile a diventare suo socio fornendogli i capitali nascosti, ma si rifiuta. L'uomo prova a ripiantare dei semi e a sfruttare degli stratagemmi per evitare che i roditori distruggano tutto ma è inutile, allora cattura dei lupi che prima affama, poi libera contro i topi. Il piano non funziona del tutto, quindi è costretto a lasciare il campo.
Poco dopo Shumari decide di iniziare un allevamento di cavalli che sembra promettere bene. Per caso incrocia un piccolo bambino ainu che sa solo il suo nome, Pon Shon, e beve sakè come surrogato del latte materno. Prima vorrebbe abbandonarlo, ma viene riportato indietro da un orso ammaestrato tipico degli indigeni di Hokkaido, quindi capisce che è un orfano e ne ha conferma quando trova una donna ainu uccisa. Riconosce le frecce di Yaju Dazai, il figlio maggiore della famiglia, un uomo violento e impulsivo. I due arrivano allo scontro in un villaggio colpito dal colera, in cui Shumari si era recato per comprare dei viveri. Il samurai è privo delle sue armi ed è costretto a uscire allo scoperto quando Yaju dà fuoco alle abitazione, ma lanciandogli addosso un vaso di olio, il primogenito Dazai è avvolto dalle fiamme e Shumari riesce a scappare.
Secondo volume Qualche anno dopo la miniera avviata dalla famiglia Dazai è sull'orlo del fallimento. Ha preso il triste nome di "cunicolo dei bruti", in cui vengono fatti lavorare prigionieri e disertori, che muoiono a ritmi molto alti per crolli o fughe di gas. Yahichi propone di richiedere fondi statali, ma il padre rifiuta per non sottomettersi all'autorità. L'allevamento di Shumari invece ha iniziato a produrre cavalli di buona qualità. Pon Shon è cresciuto ed è un aiuto indispensabile per il padre adottivo. Un giorno di presenta alla fattoria Mine Dazai, chiedendo di poter lavorare in cambio della metà dei 30.000 ryo dissolti nelle sorgenti termali, visto che la miniera è prossima al collasso. Su spinta di Pon Shon che vuole una nuova madre, Shumari, sia pure sicuro che la donna è qui solo per i soldi e potrebbe ucciderlo subito dopo averli ricevuti, accetta l'accordo. I rapporti inizialmente sono molto difficili e l'inverno particolarmente rigido complica le cose: il cibo scarseggia e uno dopo l'altro muoiono i cavalli della stalla finché non ne sopravvive solo uno. Durante una tormenta più forte delle altre, la capanna crolla sotto il peso della neve, Mine è ferita, ma Shumari e Pon Shon riescono a salvarla e a costruire un iglù di fortuna in cui ripararsi.
Passato l'inverno il rapporto fra Mine e Shumari è radicalmente cambiato e i due convivono come fossero marito e moglie. La donna ha un breve confronto con il fratello Yahichi in cui le dice che il padre è ormai in punto di morte. Decide quindi di andarlo a trovare un'ultima volta, ma subito dopo viene picchiata dal fratello maggiore Yaju. Ritornata alla fattoria, poco dopo Pon Shon si ammala di Okori, una malattia dello stesso ceppo della malaria, e siccome Shumari è ancora ricercato, lei si occupa di andare a Sapporo dal medico. In città il dottore la scambia per Tae e, colpita da questo riconoscimento, decide di andare a far visita alla ex moglie del protagonista, dove constata la loro incredibile somiglianza. Crede quindi di essere solo un rimpiazzo della donna tanto amata da Shumari e che ora lo ha abbandonato, così, presa da una fortissima gelosia, decide di denunciare l'uomo alla polizia. Gli agenti in breve trovano la fattoria e la circondano, tanto che il samurai preferisce arrendersi per non mettere in pericolo il bambino malato. Mine comunque decide di tornare all'allevamento per prendersi cura di Pon Shon,
Shumari viene quindi tradotto allo Shujikan, un enorme penitenziario costruito per contenere i reduci dell'esercito dello shogunato dopo la guerra Boshin e anche i sopravvissuti della Ribellione di Satsuma del 1877 ad opera di Saigo Takamori. Nel carcere il samurai vede i trattamenti terribili a cui vengono sottoposti i detenuti, tanto che alcuni vengono evirati da un secondino senza una vera ragione. Con un'astuta provocazione, Shumari riuscirà a ottenere un regolare duello con quel carceriere e ad ucciderlo. Fa inoltre la conoscenza di Jubei, un altro ex samurai che con un piccolo scalpello aveva svuotato un intero tronco d'albero, e propone al protagonista di scappare insieme nascosti al suo interno. Il protagonista rifiuta l'offerta e poco dopo l'attrezzo viene scoperto da una guardia, che minaccia i detenuti alla ricerca del colpevole. Shumari si costituisce, conscio che gli alti funzionari non permetteranno mai la sua esecuzione, in quanto è la chiave per ritrovare il tesoro di Takeaki Enomoto.