La narratofilia è il termine che identifica l'attrazione erotica nei confronti delle parole o storie oscene. Nasce dalla combinazione delle parole narrazione (forma di organizzazione del discorso umano) e parafilia (pulsione erotica).
Etimologia
Terminologia e classificazione Il termine narratofilia deriva dal verbo latino narrāre, raccontare o narrare, e dal suffisso di origine greca -philia, affetto o attrazione per qualcosa. Segue uno schema morfologico comune nei neologismi sessuologici del XX secolo, in cui una radice descrittiva è unita a -philia per descrivere un particolare focus di eccitazione erotica. Esempi includono pictofilia (attrazione per le immagini), coprofilia (interesse sessuale per le feci) e scopofilia (eccitazione sessuale derivante dall'osservazione). Questa terminologia mostra uno sforzo da parte di clinici e ricercatori di costruire un vocabolario neutro per descrivere interessi sessuali atipici durante l'ascesa della sessuologia moderna a metà del XX secolo.
All'interno della tassonomia delle parafilie, la narratofilia è considerata uno dei tanti interessi sessuali atipici piuttosto che una condizione clinica formalmente riconosciuta. Il termine indica l'eccitazione suscitata da contenuti verbali erotici o osceni che possono essere pronunciati, scritti o immaginati. Questo la colloca accanto ad altre parafilie che coinvolgono mezzi sensoriali o rappresentazionali, come la pictofilia.
I principali manuali diagnostici, incluso il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, non elencano la narratofilia come un disturbo distinto. Secondo gli attuali criteri nosologici, un interesse parafilico non è considerato patologico a meno che non si traduca in disagio clinicamente significativo, compromissione funzionale o implichi un comportamento non consensuale. Di conseguenza, la narratofilia è classificata come un interesse parafilico ma non diagnosticamente come un "disturbo parafilico".
Utilizzo più antico La prima apparizione documentata del termine narratofilia risale ai primi anni '70, quando il sessuologo John Money e la sua collaboratrice Anke Ehrhardt introdussero i termini narratofilia e pictofilia nel libro Man & Woman, Boy & Girl come esempi di parafilie erotiche. Ciò collocò la narratofilia nel più ampio quadro delle mappe dell'amore di Money, un modello concettuale che descrive il modo in cui le persone sviluppano modelli di eccitazione erotica. Questo utilizzo dei primi anni '70 è corroborato da scritti accademici simultanei che adottarono il termine come parte della terminologia tecnica delle parafilie.
Commenti successivi hanno confermato questa pubblicazione come il momento in cui il termine fu coniato. Un successivo articolo di Diederik F. Janssen su Archives of Sexual Behavior identifica esplicitamente Money ed Ehrhardt come i primi ad usare il termine narratofilia in forma scritta, osservando che esso nacque nel contesto della sessuologia clinica di metà secolo, che cercava di catalogare le parafilie con crescente precisione linguistica. Janssen colloca il termine accanto ad altri neologismi coniati da Money per descrivere focus erotici atipici, sottolineandone la trasparenza etimologica e il suo allineamento con le tendenze linguistiche contemporanee nella classificazione psicosessuale.
Ricerca e utilizzo in letteratura La narratofilia è tipicamente citata nella letteratura e nella ricerca principalmente in tre contesti diversi. In indagini storiche e terminologiche sulla nomenclatura parafilica, dove si traccia come clinici e ricercatori abbiano adottato e utilizzato termini come narratofilia per descrivere il loro posto in sessuologia. Molte panoramiche sugli interessi sessuali atipici elencano la narratofilia tra una vasta gamma di interessi sessuali innescati da stimoli verbali. Così come indagini e studi epidemiologici che includono la narratofilia tra fantasie e interessi auto-riportati.
Storia
Origine del concetto L'origine della narratofilia è considerata difficile da individuare a causa del conflitto tra un termine clinico moderno e la sua antica presenza senza nome nella cultura e nella letteratura. Per secoli, la parafilia è stata inquadrata come un peccato e un crimine attraverso la visione religiosa dominante nel mondo occidentale. Coloro che mostravano interessi e comportamenti sessuali al di fuori della procreazione erano considerati peccatori, fallimenti morali e criminali. Questi comportamenti erano spesso raggruppati sotto l'etichetta stigmatizzante di perversionePurcell, Catherine E.; Arrigo, Bruce A. (2006). The psychology of lust murder: paraphilia, sexual killing, and serial homicide / Catherine E. Purcell and Bruce A. Arrigo. Amsterdam; Boston, MA: Academic Press. ISBN 978-0-12-370510-5. o deviazione sessuale.
Passaggio allo studio clinico Alla fine del XIX secolo, sessuologi come Richard von Krafft-Ebing iniziarono a studiare questi comportamenti, trasformandoli da "peccato" a condizione medica. Il suo lavoro, Psychopathia Sexualis, fu il primo tentativo di catalogare gli interessi sessuali non genitali come condizioni medicheKrafft-Ebing, Richard von (2013). Psychopathia Sexualis: A Medico-Forensic Study. Burlington: Elsevier Science. ISBN 978-1-4831-9410-3.. Il suo libro creò il quadro clinico per classificare e identificare l'eccitazione sessuale, sebbene Krafft-Ebing non definisse la narratofilia. Questo nuovo profondo cambiamento clinico stabilì il ruolo del campo medico nella diagnosi, portando a interventi precoci come la castrazione chirurgica (rimozione di uno o entrambi i testicoli), che sono spesso considerati gravi.
Distinzione clinica moderna Con l'introduzione della narratofilia da parte di John Money in Mappa dell'amore, essa veniva presa in considerazione per il trattamento solo se raggiungeva il livello di un disturbo parafilico che causava disagio o menomazione agli individui, come una grave compulsione o disagio per il comportamento. Secondo gli attuali standard clinici, la narratofilia non è elencata come un disturbo distinto nell'American Psychiatric Association (2013). Invece, è classificata sotto "altro disturbo parafilico specificato".
Questa distinzione significa che gli individui che soffrono di narratofilia generalmente non affrontano lo stesso trattamento intenso di coloro a cui sono stati diagnosticati gravi disturbi parafilici, come il disturbo pedofilico o il disturbo del sadismo sessuale. In alcuni casi, gli agonisti dell'ormone di rilascio delle gonadotropine, che sopprimono chimicamente il testosterone al di sotto dei livelli di castrazione, sono stati utilizzati come trattamento per coloro che presentavano il rischio più elevato di reati sessuali a causa dei loro gravi effetti collaterali. La narratofilia è in genere gestita, se non altro, attraverso la psicoterapia o la consulenza focalizzata sul disagio associato.
Sviluppo Nonostante la medicalizzazione e l'intenso controllo morale, la narratofilia offriva una forma discreta e privata di erotismo che aggirava la censura pubblica e il controllo applicati alla pornografia visiva o ai comportamenti apertamente sessualiSmith, Jacob (2008). Vocal tracks: performance and sound media. Berkeley: University of California Press. ISBN 978-0-520-25494-7.. L'erotismo audio è quasi antico quanto il fonografo stesso, con gli storici che hanno notato l'esistenza di materiale scurrile su cilindri fonografici a partire dal 1890. Si trattava di una raccolta di registrazioni audio sia amatoriali che commerciali che discutevano di argomenti sessuali. Tuttavia, le registrazioni furono prese di mira per essere perseguite in alcuni Paesi (ad esempio ai sensi del Comstock Act del 1873) e furono successivamente chiamate "pornofonia".
Cultura HI FI del dopoguerra Una storia meno formale dell'esperienza narratofila esisteva molto prima del termine. Dopo la seconda guerra mondiale, molti uomini svilupparono un interesse per le apparecchiature audio ad alta fedeltà, un hobby collegato alla loro formazione elettronica in tempo di guerraSmith-Biwer, Kelli. "The Hi-Fi Man: Masculinity, Modularity, and Home Audio Technology in the U.S. Midcentury." PhD dissertation, The University of North Carolina at Chapel Hill, 2023. ProQuest (30421336).. L'impianto stereo hi-fi domestico divenne uno status maschile e le riviste commercializzarono gli appassionati di audio come "arte elevata, maschile e individualista", mentre guardare la televisione era considerato "intrattenimento di massa di cultura bassa, femminile". Queste registrazioni utilizzavano il nuovo formato audio più chiaro e di lunga durata per simulare sesso, ambienti erotici o spazi riservati agli uomini, e questa chiarezza tecnica faceva sentire gli uomini più "hard core".
Erotica in vinile I "comedy album" di metà XX secolo (dischi anni ’50–’60 pensati per feste di adulti con monologhi, sketch, racconti ammiccanti o esplicitamente erotici, spesso con una voce narrante seducente) e l'"erotismo da appartamento da scapolo" (bachelor-pad erotica, erotismo pensato per lo scapolo urbano dell’epoca: riviste, dischi, racconti audio, immagini e atmosfere sexy più basate sul racconto, sul tono e sul contesto che sulla pornografia esplicita) dimostrano che le forme di eccitazione narratofila sono antecedenti al termine clinico moderno. Con l'espansione del mercato dei dischi per adulti, i dischi per feste, gli LP per addio al celibato e i dischi venivano venduti sottobanco. Questi dischi consentivano il linguaggio proibito e i temi sessuali che erano assenti nei media tradizionali.
Il passaggio dai "dischi blu" ai 78 giri, che si basavano principalmente su barzellette a sfondo sessuale e allusioni, agli LP a 33⅓ giri consentiva estese performance vocali e una narrazione erotica immersiva. Questi LP spesso impiegavano quella che gli studiosi chiamavano porno-performatività, che contiene scene di seduzione parlate, scene di sesso esplicite, respiri affannosi e gemiti. In particolare, anche gli LP educativi e terapeutici degli anni '60 e '70 (come The Sensuous Woman o The Pleasures of Love) confondevano i confini tra istruzione e performance erotica, dimostrando come la vocalità sessualizzata permeasse sia l'intrattenimento che la sessuologia.
XXI secolo Con l’ascesa della comunicazione digitale, dell’erotismo e dell’intimità basata sull’audio (come ASMR, podcast erotici, pornografia audio-descritta senza contenuti visivi, e audio erotici), la narratofilia ha guadagnato una rinnovata attenzione come espressione distinta della sessualità umana.
Note
Voci correlate Turpiloquio Turpiloquio nella lingua italiana Coprolalia
Categoria:Feticismo Categoria:Sociologia della comunicazione Categoria:Narrativa Categoria:Insulti e dispregiativi Categoria:Parafilie