Monsummano Terme è un comune italiano di abitanti della provincia di Pistoia in Toscana.
Geografia fisica Territorio Il territorio comunale si trova nella parte centro-orientale della Valdinievole e si articola in tre aree: le colline del Montalbano, la pianura in gran parte urbanizzata e la zona umida del Padule di Fucecchio. Data la vicinanza con il Padule, riserva naturalistica importante per la ricchezza della flora e della fauna e luogo di incontro per ammiratori del birdwatching, i corsi d'acqua sono molto brevi e si ricorda soltanto il torrente Candalla, che scorre nel centro cittadino (ove si trova in buona parte interrato dalle urbanizzazioni; si noti che il più grande parco pubblico cittadino, il "Parco Orzali", è in realtà una cassa di espansione idrica di questo piccolo corso d'acqua). Di particolare evidenza è il colle di Monsummano Alto che culmina a circa 340 metri sul livello del mare ed è caratterizzato dalla presenza di cave, ormai in disuso, che hanno conferito al fronte della montagna una innaturale ripidità. Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003
Storia
Etimologia del nome Si ritiene generalmente che il nome "Monsummano" derivi dall'unione del termine latino mons, montis (monte o colle a seconda del contesto) e il nome del dio Summano (Summanus) divinità venerata da etruschi e antichi romani che controllava i tuoni e i fenomeni atmosferici durante la notte, contrapponendosi a Giove che invece operava di giorno. Si suppone quindi che la collina di Monsummano fosse anticamente un luogo di culto connesso alla divinità, sebbene non siano mai stati trovati alcuni resti inerenti. Il nome della divinità sembrerebbe derivare dall'espressione sub manus che significa "precedente la mattina" visto che Summano operava prima che sorgesse il sole, anche se un'altra ipotesi non più accettata lo collegava all'epiteto summus manium, "il più grande dei Mani", tradizionalmente le anime divinizzate dei defunti.
Può anche essere che il nome significhi semplicemente "monte alto" (mons summus), dal momento che "summano" è un aggettivo arcaico derivato di "sommo" e utilizzato nel senso di "estremo, lontano".
Dalle origini all'età moderna In epoca etrusco-romana tutta la Valdinievole doveva essere un luogo per lo più di transito, con alcuni luoghi di sosta sacri, come testimonia un bronzetto del III secolo a.C. di Ercole promachos, trovato nel 1887 a Castelmartini (Larciano) ed oggi al Museo della città e del territorio. Risalgono all'epoca romana alcuni siti archeologici (Villa San Paolo al Pozzarello, di Vaiano e Segalare), alle pendici del Montalbano.
L'insediamento del castello di Monsummano Alto è documentato dal 1260, ma con tutta probabilità esisteva dal secolo precedente, o, secondo alcune considerazioni sulla topologia, all'epoca longobarda. Il castello fu al centro delle lotte tra fiorentini e lucchesi, con la definitiva conquista da parte dei primi nel 1331. La zona pianeggiante era invece paludosa (ne rimane memoria nel vicino padule di Fucecchio), e solo nella seconda metà del XVI secolo, con la costruzione delle varie fattorie e ville granducali nella zona, se ne avviò la bonifica, che permise l'insediamento umano.
La città bassa risale soprattutto al XVII secolo, quando, dopo la miracolosa apparizione della Vergine del 9 giugno 1573, il Granduca Ferdinando I fece avviare la costruzione del Santuario della Madonna della Fontenova (1602-1605) e di altri edifici destinati all'accoglienza dei pellegrini, come l'Osteria dei Pellegrini, oggi sede del Museo della città e del territorio.
Nel corso del XIX secolo Monsummano Terme sviluppò una certa importanza a livello politico e letterario, grazie all'apporto di Ferdinando Martini, la cui ultima dimora è oggi sede del Museo di arte contemporanea e del Novecento, e di Giuseppe Giusti, poeta facente parte della schiera dei "favorevoli all'Italia Unita", di cui oggi si conserva la casa natale e un monumento commemorativo al centro della piazza a lui dedicata che, particolarmente, rivolge "le spalle" alla chiesa, simboleggiando la sua avversione per il clero.
Al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "sì" non ottennero la maggioranza degli aventi diritto (708 su totale di ), sintomo dell'opposizione all'annessioneNidia Danelon Vasoli, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, Olschki, 1968, in cui si fa riferimento anche al casi di Castiglion Fibocchi e Radda in Chianti.
Nel corso della seconda guerra mondiale, Monsummano fu uno dei comuni toscani designati come luogo di internamento civile per ebrei stranieri.Ebrei stranieri internati in Italia. Vi soggiorna per un breve periodo nel 1941 una coppia di ebrei fiumani, prima di essere trasferiti a Montecatini Terme.Dopo l'8 settembre 1943, il marito Alessandro Weiller perirà nei campi di sterminio, mentre la moglie Mjriam Moevorah riuscirà a sfuggire all'arresto. Dopo l'8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, giungono a Monsummano anche altri ebrei, sfollati dalle città a causa dei bombardamenti, ma anche nel tentativo di sfuggire agli arresti e alle deportazioni. Già ai primi di novembre 1943 vi vengono arrestati i 6 componenti della famiglia Melli (nonni, genitori e due bambini piccoli) provenienti da Firenze; il 14 febbraio 1944 la stessa sorte tocca al ferrarese Carlo Levi.Si tratta dei coniugi Giulio Melli e Giuseppina Coen, fiorentini, sfollati, ambedue di 74 anni; il loro figlio Elio di 39 anni e sua moglie Vilma Finzin di 33 anni; i fratellini Sergio e Giuliano Melli rispettivamente di 10 e 3 anni. Assieme a Carlo Levi, monsummanese, 72 anni, vennero tutti internati al campo di Fossoli e da lì inviati ad Auschwitz senza fare ritorno. Cfr. Valeria Galimi, "Arresti in provincia di Pistoia", in Enzo Collotti (a cura di), Ebrei in Toscana tra occupazione tedesca e RSI (Roma: Carocci, 2007), pp. 193, 199; e Vasco Ferretti, La resistenza nel pistoiese e nell’area tosco-emiliana, 1943-1945 (Firenze: Consiglio regionale della Toscana, 2018), p.46. Fu uno dei nuclei maggiori di ebrei deportati dalla provincia di Pistoia.<ref>Gli 85 ebrei deportati dalla provincia di Pistoia risultano così ripartiti: Montecatini Terme (22), Borgo a Buggiano (18), Prunetta (9), Cutigliano (7), Serravalle Pistoiese (7), Monsummano Terme (7), Agliana (7), Lamporecchio (3) e San Baronto (1), Larciano (2), Pescia (2). Cfr. Valeria Galimi, op. cit., pp. 231-240, e CDEC Digital library.</ref> Nessuno di loro sopravviverà alla prigionia.
Monsummano, oltre che essere stata per tempo al centro di uno dei più importanti distretti calzaturieri italiani (dagli anni venti del Novecento) come Maltagliati Abbigliamento, oggi nella vicina Uzzano; è anche, dal XIX secolo, città termale con due grotte naturali: la Grotta Giusti e la Grotta Parlanti, quest'ultima da poco in fase di rinnovamento in seguito alla chiusura per cessata attività. La città, dopo aver subito un flusso emigratorio con l'avvento del fascismo (quando partì la famiglia di Yves Montand), divenne luogo di immigrazione negli anni 1951-1961, soprattutto dal Sud Italia (Basilicata e Campania), passando rapidamente da abitanti (nel 1951) a (nel 1961), grazie all'attrazione del settore calzaturiero.
Nel 1969 Monsummano Terme fu visitata dal cantautore britannico David Bowie – ancora agli inizi della sua carriera, in quel periodo infatti stava ancora finendo di registrare Space Oddity –, il quale partecipò al Festival Internazionale del Disco, annuale festival cittadino che quell'anno si svolse dal 31 luglio al 2 agosto e che accoglieva artisti da tutto il mondo. L'esperienza del cantante ci viene raccontata dal suo manager Kenneth Pitt: il viaggio era stato molto lungo, la città era nel complesso molto piccola e la band di supporto che li avrebbe accompagnati durante la registrazione e l'esibizione non possedeva alcuna nozione musicale, ma aveva apprezzato le grotte termali e l'hotel in cui aveva pernottato insieme alla troupe e alla sua fidanzata del tempo Angie, che sposerà poco dopo. Il festival si svolse al teatro Primeo di Monsummano, chalet che non esiste più presso il municipio e Bowie esibì la canzone When I Live my Dream, arrivando secondo in classifica ma stupendo ugualmente la giuria e il pubblico con la sua musica e il suo stile, al punto che gli fu assegnato un premio speciale per il disco meglio prodotto – si tratta della sua primissima apparizione in Italia.
David Bowie diventerà di lì a poco un musicista di fama mondiale, ma la città di Monsummano si dimenticherà rapidamente di questo evento, infatti pochissimi giornali lo riportarono (solo piccoli stralci da Il Tirreno e La Nazione, che intitolò il proprio articolo «Bowie è nato a Monsummano»), ciò cambiò nel 2019, 50 anni dopo l'esibizione, quando il comune di Monsummano, in collaborazione con gli organizzatori originali del festival e il fanclub italiano del cantante condussero un'indagine e ritrovarono numerosi documenti del festival nei quali si legge il nome del cantante, e anche due fotografie in cui è visibile Bowie. Nel 2019 il parco di villa Renatico Martini è stato ufficialmente intitolato al Duca Bianco, e nel parco fu installata un'arena nella quale annualmente si svolge l'evento "L'uomo che cadde su Monsummano", concerto tributo all'artista.
Simboli
Lo stemma di Monsummano Terme, riconosciuto con decreto del capo del governo del 28 febbraio 1930, contiene i simboli semplificati degli antichi territori di Monsummano e Montevettolini, riuniti nel 1775 dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena in un nuovo Comune denominato Due Terre. Nell'antico emblema di Monsummano, documentato dal 1332, era raffigurato un monte sostenente una mano aperta a sua volta sormontata da un piccolo giglio di Firenze, ed era accostato da due leoni rampanti addossati; il monte sotto una mano è un'arma parlante ("mons sub manu"). Montevettolini aveva invece un monte accompagnato da una "scuffia", un berretto di panno che veniva legato sotto il mento con un nastro rosso — unico elemento rimasto dell'antico emblema — in riferimento all'antico nome del paese: Montescuffiano.
Il gonfalone municipale è un drappo di azzurro concesso con regio decreto del 20 gennaio 1930.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Leopoldo Chiesa di San Nicolao Santuario di Santa Maria della Fontenuova Chiesa dei Santi Michele Arcangelo e Lorenzo Martire Oratorio della Madonna della Neve Chiesa rettoria di Cristo Redentore
Architetture civili Villa Medicea di Montevettolini Villa Martini Museo di Casa Giusti Borgo di Montevettolini Teatro Yves Montand Osteria dei Pellegrini
Architetture militari Castello di Monsummano Alto
Aree naturali Grotta Giusti Grotta Parlanti
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di persone, pari all'8,58% della popolazione.
Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania 494 (2,34%) Romania 433 (2,05%)
Cultura Musei
Museo della Città e del Territorio Museo di arte contemporanea e del Novecento Museo di Casa Giusti
Geografia antropica Frazioni
La frazione più importante del comune è Cintolese, seguita da Montevettolini, Pozzarello, Monsummano Alto, Bizzarrino, Grotta GiustiNucleo abitato sorto attorno alla grotta, Uggia, Pazzera e da altre due che sono quartieri di Monsummano stesso: Le Case e Vergin De' Pini.
Infrastrutture e trasporti Strade