Con la parola fordismo si indica una peculiare forma di produzione e organizzazione scientifica del lavoro basata principalmente sull'utilizzo della tecnologia della catena di montaggio (assembly-line) allo scopo di incrementare la produttività. Il significato è variabile nei diversi Paesi. Spesso connotato negativamente, il concetto fu teorizzato da Antonio Gramsci e dal socialista Henri de Man.Paolo Jedlowski, William Outhwaite, Dizionario delle scienze sociali, Milano, Il Saggiatore, 1997, ISBN 88-428-0311-1, alla voce "Fordismo e postfordismo" a cura di Alain Lipietz.
Il termine fu coniato attorno agli anni 1930 per descrivere il successo ottenuto nell'industria automobilistica a partire dal 1913 dall'industriale statunitense Henry Ford (1863 - 1947); ispiratosi alle teorie proposte dal connazionale Frederick Taylor (1856 - 1915), ebbe poi un considerevole seguito nel settore dell'industria manifatturiera, tanto da rivoluzionare notevolmente l'organizzazione della produzione a livello globale e diventare uno dei pilastri fondamentali dell'economia del XX secolo, con notevoli influenze sulla società. Con l'aggettivo fordista si usa indicare un regime di produzione ispirato al paradigma adottato da Ford, o una sua stretta evoluzione.
Caratteristiche
I due capisaldi del fordismo erano il paradigma industriale tayloristico, accompagnato da una spinta di automazione (riflesso della meccanizzazione), e la concessione di retribuzioni più elevate di quelle mediamente riconosciute dalla prassi delle relazioni industriali dell'epoca.
Questo secondo aspetto non era però conseguenza di una qualche forma di filantropia, ma semmai era l'espressione di una lungimiranza socio-economica, poiché era la premessa della produzione di massa, ossia il volano dell'economia di consumo (una classe operaia povera non si può permettere neppure la più spartana utilitaria).
Ma i due capisaldi erano connessi anche sul piano funzionale: la potente razionalizzazione del ciclo produttivo aveva come prerequisito un'intensa sottomissione delle maestranze alla disciplina organizzativa (quasi maniacale) del fordismo, che arrivava a calcolare con esattezza i minimi movimenti corporei del dipendente: questo regime alienante doveva trovare almeno una forma di riparazione nel salario più generoso, che saggiamente veniva assegnato all'operaio Ford.
Fordismo negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti è una filosofia sociale che sostiene che ricchezze e profitto possono essere raggiunti con alti salari che permettono ai lavoratori di acquistare i beni che hanno prodotto.Anche per questo motivo, i due autori che hanno "inventato" la denominazione fordismo hanno, sia pure con un diverso percorso, creduto di accostarlo sul piano dottrinale al corporativismo, fenomeno di ben altra matrice ed indirizzo. (Dizionario delle scienze sociali, op. cit.)
La parola fordismo fu coniata attorno agli anni trenta, ma già quindici anni prima il successo ottenuto nell'industria automobilistica da Ford era obiettivamente un fenomeno rimarchevole. Fordismo indica una serie di pratiche industriali associate alle innovazioni introdotte nella fabbricazione di automobili americane da Ford dall'ultimo decennio dell'Ottocento fino al secondo decennio del Novecento. Questo processo consiste nel ridurre operazioni complesse a compiti più piccoli e semplici da svolgere, eseguibili anche da lavoratori inesperti. Ma l'innovazione più importante fu l'introduzione della catena di montaggio nel 1913, che ha fatto scendere il tempo per completare una macchina da venti ore a un'ora e mezza, ottenendo così una produzione di massa di oggetti omogenei (ad esempio, ogni Ford T era nera,Any customer can have a car painted any colour that he wants so long as it is black ("Qualsiasi cliente può avere una macchina dipinta nel colore che vuole, basta che sia nera"). Celebre slogan pubblicitario inventato da Ford stesso e riportato nella sua autobiografia My Life and Work (1922) al capitolo V.Questo è solo generalmente vero. In realtà tra il 1908 e il 1914 e nel biennio finale 1926-1927 la model T era disponibile anche in colori differenti dal nero in particolare, verde, marrone, grigio e blu. ed originariamente le personalizzazioni del modello base erano pressoché inesistenti).
Questo comportò un aumento della produzione, con il calo dei costi di produzione medi, per rendere il prodotto più accessibile al pubblico. Esso fu anche un grande investimento di capitali; la meccanizzazione permise l'efficienza, e fu un grande affare. Con 10 milioni di prodotti venduti, Ford fece una fortuna e i suoi operai diventarono i più pagati nel mondo. Tale aumento di stipendio, che Ford portò a cinque dollari al giorno (quasi il doppio di quello che guadagnava un normale operaio) però non fu concesso a tutti. Gli operai che ottennero tale aumento furono quelle persone che superarono determinati controlli: Ford fece fare indagini non solo sui suoi lavoratori, ma anche sulle loro famiglie: se i rapporti con i vicini erano buoni oppure no, se la moglie lavorava o quali associazioni frequentassero i loro figli. Solo chi rientrava in determinati "standard" aveva diritto all'aumento di stipendio. Ford per esempio arrivò a licenziare centinaia di operai perché non andarono al lavoro per festeggiare il Natale ortodosso, cosa che lui giudicò antiamericana.
Dai promotori del fordismo, Detroit fu assunta come modello di impianto urbanistico ottimizzato per la produzione industriale. Il sistema di produzione fordista ha quattro elementi chiave: È caratterizzato da una particolare divisione del lavoro (la separazione dei diversi compiti tra diversi gruppi di lavoratori) in cui lavoratori non specializzati eseguono semplici operazioni ripetitive mentre tecnici qualificati e personale di direzione ricoprono incarichi relativi alla ricerca, al design, al controllo della qualità, finanza, coordinamento e marketing. È un sistema dove la fabbricazione è altamente standardizzata. La produzione non è organizzata con il criterio di dislocare nella stessa zona macchine simili, ma le macchine sono disposte funzionalmente, ovvero nel corretto ordine di sequenza richiesto per la fabbricazione del prodotto. Le varie parti della catena di montaggio sono collegate insieme da un nastro trasportatore (la linea di assemblaggio) per facilitare un veloce ed efficiente svolgimento dei compiti. I prezzi calano, portando un incremento delle vendite e dello sviluppo potenziale del mercato di massa. Molti commentatori ritengono che il fordismo sia stato caratteristico dell'industria occidentale dal 1945 fino agli anni settanta, e che sia stato collegato al sorgere dei maggiori paesi produttori d'auto.
Il fordismo è associato, sul piano della dottrina logistica industriale, al particolare modello territoriale dell'attività economica, detto divisione spaziale del lavoro, in cui vi è una separazione spaziale tra il luogo di sviluppo del prodotto (centro di ricerca e sviluppo) e gli effettivi centri di montaggio standard di un prodotto. Il modello rimase dominante del mondo industrializzato fino agli anni sessanta e settanta, quando il conformismo dei consumatori fu intaccato dal crescente numero di disegnatori, pensatori, e consumatori stessi. E così si sono venuti a creare termini come postindustriale, postfordismo e mercato di nicchia. Il fordismo è stato parte, come componente tecnologica, del momento di efficienza che ha caratterizzato l'età del progresso americano. Dopo l'inizio della Grande depressione, la politica americana fu quella di tenere alti i salari nella speranza che il fordismo avrebbe risolto la crisi.
Fordismo nell'Europa occidentale Secondo lo storico Charles S. Maier,Cenni biografici:
Harvard bio page il fordismo in Europa è stato preceduto dal taylorismo - una teoria sociologico-industriale del lavoro disciplinato e organizzato, basato su studi (almeno formalmente ispirati al rigore scientifico) dell'efficienza umana - e dal sistema di incentivi. Il taylorismo attrasse gli intellettuali europei fino alla Grande Guerra.
Dal 1918, tuttavia, l'attenzione si spostò sul fordismo, che prevedeva la riorganizzazione dell'intero processo produttivo su concetti come linea di assemblaggio, standardizzazione e mercato di massa. Ma con la grande depressione si compromise la visione utopistica della tecnocrazia americana; tuttavia il predominio con cui gli Stati Uniti uscirono dalla seconda guerra mondiale ravvivò l'ideale. Sotto l'ispirazione di Antonio Gramsci (secondo cui il fordismo significa intensificare il lavoro, dopo averlo reso meccanicamente ripetitivo, per promuovere la produzione), i marxisti fondarono il concetto di fordismo negli anni trenta, e negli anni settanta elaborarono il post fordismo. Antonio e Bonanni (2000)Op. cit. in sezione Bibliografia di questa voce tracciano lo sviluppo del fordismo e delle successive fasi economiche, dalla globalizzazione alla globalizzazione neoliberale, durante il ventesimo secolo, enfatizzando il ruolo ricoperto dall'America nella globalizzazione. Tali autori sostengono che il fordismo raggiunse nei decenni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale il culmine, nel dominio americano e nell'affermarsi del consumismo di massa, ma collassò con le crisi politiche e culturali degli anni settanta. Con il progresso tecnologico e la fine della guerra fredda si entrò nella fase neo liberale della globalizzazione negli anni novanta. Loro accusano gli elementi negativi del fordismo, come l'ineguaglianza economica perdurata comunque, e i relativi problemi culturali di sviluppo sorti che inibiscono gli scopi della democrazia americana.
Fordismo in Unione Sovietica
Lo storico Thomas Hughes (Hughes 2004) ha dettagliatamente spiegato in che modo l'Unione Sovietica abbracciò con entusiasmo negli anni venti e trenta il fordismo e il taylorismo, importando esperti americani di entrambe le scuole e affidando ad aziende americane la costruzione di parte delle proprie strutture industriali. I concetti di piani quinquennali e di controllo centralizzato dell'economia possono essere direttamente rintracciati nell'influenza del taylorismo sul pensiero sovietico. Hughes cita Stalin: l'efficienza americana è quella forza che non conosce né riconosce ostacoli; che una volta iniziata una missione, anche se di poco conto, la continua fino al compimento; senza l'efficienza USA è impossibile un lavoro serio e costruttivo... la combinazione di rivoluzione russa con l'efficienza americana è l'essenza del leninismo. Hughes descrive come entrambe le parti, sovietici ed americani, scelsero di ignorare o negare il contributo delle idee dell'esperienza americana nello sviluppo e nella crescita di potere dell'Unione Sovietica. I sovietici lo fecero perché desideravano porsi al mondo come gli artefici del proprio destino, che nulla dovevano ai rivali. Gli americani lo fecero perché non desideravano ammettere il proprio apporto alla creazione del più potente avversario: l'Unione Sovietica.
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