I Cecil sono una famiglia nobiliare inglese elevata al rango di Pari d'Inghilterra, tra le più ricche e influenti del Regno Unito sin dal XVI secolo.

Storia Origini

Il capostipite fu il celebre William Cecil, I barone Burghley, di antica famiglia gallese (Cecil rappresenta l'anglizzazione del gallese Tsytsil). Il nonno di William, David Cecil, era stato un sostenitore di Enrico Tudor, poi Enrico VII d'Inghilterra (anche i Tudor erano gallesi di origine, Tewdwr l'originale), permettendo così alla famiglia di arrivare a corte. Lord Burghley fu uno de più potenti uomini dell'Inghilterra elisabettiana, insieme con il collega Walsingham e poi suo figlio Robert. Iniziò la sua carriera al servizio del Lord Protettore Edward Seymour, I duca di Somerset, fratello di Jane Seymour e zio del piccolo Edoardo VI.

Durante i torbidi seguiti alla salita al trono di Maria la Cattolica, dopo il breve regno di Edoardo, Cecil rimase in disparte, senza criticare pubblicamente la politica del governo ma contemporaneamente avvicinandosi alla fazione protestante e all'erede presuntiva al trono, Elisabetta. Fu così che fece la propria fortuna, poiché quando costei salì al trono come Elisabetta I lo fece suo primo consigliere e Lord Privy Seal, cioè custode del Sigillo Reale. William fu sempre un fedelissimo di Elisabetta, e insieme a Walsingham organizzò un efficientissimo servizio segreto che sventò numerosi complotti, tra cui il più famoso fu quello di Ridolfi (della famosa famiglia fiorentina), nel quale era implicata anche Maria Stuart e il Duca di Norfolk, che venne giustiziato. Morì molto ricco e molto potente e a proseguire la sua opera sarà il figlio Robert, avuto dal secondo matrimonio con la coltissima Mildred Cooke.

Conti di Salisbury

Robert Cecil, I conte di Salisbury fu il più importante statista inglese del suo tempo. Elisabetta I aveva piena fiducia in lui e il rapporto fra i due era di assoluta complicità; quando il Conte di Essex, suo favorito, si mise a capo di una rivolta aristocratica il cui obiettivo era la rimozione di Cecil, Elisabetta non esitò a schierarsi, con quest'ultimo, che poi fece decapitare il rivale. In politica interna aveva anche la responsabilità della gestione delle finanze regie, in qualità di Cancelliere del Ducato di Lancaster (il Ducato di Lancaster è ancora oggi la maggior fonte di introiti per la Corona e la carica di Cancelliere esiste ancora). In politica estera il suo obbiettivo, come già lo era stato del padre, fu quello di unire tutti i popoli britannici sotto un unico sovrano e sotto l'unica fede protestante.

Per questo si impegnò a favorire l'emigrazione di protestanti inglesi e scozzesi in Irlanda, cui concesse numerose terre nell'Ulster e propiziò l'ascesa al trono di Giacomo I Stuart dopo la morte di Elisabetta. Giacomo gli delegò praticamente tutta l'autorità, facendone un uomo potentissimo, soprattutto dopo il fallimento della famosissima congiura delle polveri di Guy Fawkes. Il suo ruolo in questo episodio e negli eventi che seguirono è controverso: alcuni sostengono che Cecil (o Salisbury) sapesse tutto, o addirittura che avesse organizzato lui il tutto attirando degli ingenui fanatici cattolici come Fawkes in una trappola, allo scopo di dare un colpo decisivo al cattolicesimo in Inghilterra; in effetti alla congiura seguirono delle violentissime persecuzioni anti-cattoliche, delle quali Cecil viene ritenuto almeno parzialmente responsabile. In ogni caso va detto che tali accuse non sono mai state provate. Per la storia Cecil rimane un uomo politica abile e scaltro, che gestì con accortezza il passaggio dall'epoca dei Tudor a quella degli Stuart rafforzando notevolmente l'Inghilterra.

XVII secolo

Il figlio di Robert, chiamato William Cecil, II conte di Salisbury come il nonno, in origine portava il titolo di Lord Cranborne, che ancora oggi designa l'erede del titolo di Marchese di Salisbury. Inizialmente visse nella completa ombra del padre, studiò a Oxford e compì il Grand Tour in Europa e in Italia, fermandosi per un po' di tempo a Padova. Da qui venne richiamato in Patria dal padre che lo fece sposare alla figlia del Conte di Suffolk, Catherine Howard. La sua attività politica non fu importante come quella dei predecessori, ma fu comunque deputato ai Comuni e poi ai Lords quando divenne Conte di Salisbury.

L'evento più importante del suo tempo fu la guerra civile inglese, che lo vide schierarsi dapprima dalla parte del Parlamento, ma in definitiva contro i più radicali che volevano la morte di Carlo I; per questo Oliver Cromwell gli vietò di entrare nel Rump parliament rivoluzionario, nonostante fosse stato regolarmente eletto.

Suo genero, il Conte di Northumberland, fu un importante esponente della fazione parlamentare, e fu anche nominato dal Parlamento custode dei figli di Carlo I (tra cui i futuri re Carlo II e Giacomo II) nel suo castello di Alnwick. Un altro genero fu William Cavendish, III conte di Devonshire. Fu il primo legame parentale fra i Cecil e i Cavendish, l'altro è molto più recente e risale al XX secolo.

Figura abbastanza importante fu quella del IV conte, James Cecil che fu un cortigiano di re Giacomo II, (John Dryden gli dedicò un'opera Love Triumphant.Steven N. Zwicker, The Cambridge companion to John Dryden (Cambridge University Press, 2004), ) si convertì al cattolicesimo e fu poi imprigionato nella Torre di Londra prima di essere perdonato da re Guglielmo III, ma a quel punto era un personaggio indesiderato e non prese più parte alla vita politica. Morì molto giovane, ad appena 28 anni.

Suo nipote, il VI conte, fu un personaggio noto per la sua eccentricità, chiamato per questo il "Conte stregato" (The Wicked Earl). Passò la gran parte della sua vita a letto in una soffitta, sposò la figlia di un barbiere da cui poi si separò, alla sua morte lasciò la gran parte del suo patrimonio alla sua amante storica. La fortuna della famiglia, decisamente decaduta come si può capire, verrà risollevata dal figlio, che diventerà il primo Marchese

Marchesi di Salisbury

Alla morte del padre nel 1780, James Cecil gli succedette nei titoli di famiglia e si propose di rivalutare la casata dopo la misoginia e la dissolutezza nella quale il padre era vissuto per gran parte della propria vita. Egli prestò servizio al governo sotto Lord North come Treasurer of the Household dal 1780 al 1782 e sotto William Pitt il Giovane e poi sotto Henry Addington in qualità di Lord Ciambellano tra il 1783 ed il 1804. Egli venne dunque ammesso nel Privy Council di re Giorgio III nel 1780 e venne creato Marchese di Salisbury, nella contea di Wiltshire, nel 1789.

Sposò, nel 1773, Maria Amelia Hill, rivale in bellezza di Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire. Morì, dopo aver ristabilito il prestigio familiare, nel 1823. Dopo di lui la famiglia tornò protagonista della vita politica inglese.

Gascoyne-Cecil

L'unico maschio dei tre figli di Lady Maria Amelia Hill, un altro James Brownlow, iniziò anche lui la carriera parlamentare molto giovane e, subentrato al padre nel titolo marchiomale, entrò nella Camera dei Lord a 33 anni. Aveva sposato la piccola Frances Mary Gascoyne, appena quindicenne, figlia di Bamber Gascoyne, un politico noto per la sua lotta contro la schiavitù, che gli portò un sostanzioso introito dalle tenute dell'Essex e del Lancashire. Per questo aggiunse al suo il nome della moglie. Avranno sei figli, ma Frances morirà presto. Anni dopo il Marchese sposò Mary Catherine Sackville-West, oltre trent'anni più giovane, che gli darà altri 5 figli.

Gli succedette il figlio, Robert Gascoyne-Cecil, III marchese di Salisbury (1830–1903), nato dalla sua prima moglie, Frances Gascoyne. Robert era il figlio cadetto, laddove il primogenito James, secondo tradizione, morì celibe e senza discendenti prima del padre. Nonostante l'opposizione del padre che la riteneva di condizioni inferiori, sposò Giorgina Alderson, figlia di un illustre giurista, e fu un matrimonio felice, allietato da 7 figli. Salisbury fu un Conservatore nel senso più pieno del termine. Un Conservatore aristocratico. Mosse i suoi primi passi ai Comuni, dove entrò spesso in conflitto con i liberali e con la stessa leadership conservatrice, allora capeggiata da Benjamin Disraeli.

Il suo ambito di attività prediletto fu senza dubbio la politica estera, che dominerà per decenni. In questo campo la politica inglese dell'Ottocento aveva già dato illustri personaggi, da John Russell, che sostenne il Risorgimento italiano, a Lord Clarendon, protagonista della Conferenza di Parigi accanto a Camillo Benso, conte di Cavour e Napoleone III, a Lord Granville (nipote di Georgiana Devonshire) che aggiunse all'Impero il Protettorato egiziano. Erano tutti questi però esponenti liberali, tra i conservatori non c'erano mai stati grandi figure a capo del Foreign Office; Salisbury seppe colmare questa lacuna. Il suo primo grosso incarico fu quello di ministro per l'India, e fu per la prima volta ministro degli Esteri nel 1878, sotto Benjamin Disraeli con il quale si era riappacificato.

In precedenza era già stato ambasciatore plenipotenziario alla Conferenza di Costantinopoli, dove era riuscito ad ottenere l'appoggio dell'Impero ottomano contro la Russia. A Berlino tutelò gli interessi della Gran Bretagna nella spartizione dell'Africa tra le grandi Potenze voluta da Otto von Bismarck. Fu Primo Ministro per circa 14 anni, più a lungo di qualsiasi altro che avesse ricoperto quell'incarico sotto la regina Vittoria del Regno Unito, assumendo l'incarico per tre volte. La prima fu dal 1885-1886, poi, dopo un brevissimo governo Gladstone dal 1886 al 1892 e dal 1895 fino al suo ritiro nel 1902.

In questo periodo, in politica interna si oppose strenuamente all'Home Rule irlandese proposto dai Liberali (favorendo così la spaccatura dei liberali e la fuoriuscita degli Unionisti, capeggiati di Lord Hartington, poi l'VIII Duca di Devonshire, e da Joseph Chamberlain), così come aveva fatto in precedenza per la riforma elettorale; istituì però l'istruzione elementare gratuita e obbligatoria, l'edilizia popolare per gli operai e la previdenza per gli infortuni sul lavoro. In ambito internazionale portò l'Impero britannico al suo apice: lo ingrandì sottomettendo i Boeri e lo difese contro i Francesi a Fascioda (costringendoli a ritirarsi senza schierare le truppe). Salvaguardò l'integrità dell'Impero ottomano in funzione anti-russa e per questo combatté i separatisti ciprioti.

La sua influenza e il suo prestigio erano talmente grandi che persino il Venezuela e Panama gli richiesero di fare da arbitro nei loro negoziati con gli Stati Uniti. In Europa fu fautore della Splendid Isolation, evitando di immischiarsi in alleanze continentali, convinto (e i fatti gli avrebbero dato ragione), che una guerra europea avrebbe incrinato la supremazia britannica nel mondo: per questo avversò il tentativo del ministro delle Colonie unionista Joseph Chamberlain, padre del futuro Primo Ministro Neville Chamberlain, di ricercare un'alleanza con la Germania di Guglielmo II.

Il suo ultimo governo, infatti, fu costituito nel 1895 con l'appoggio fondamentale degli Unionisti ex-liberali e i massimi esponenti di questa corrente, Joseph Chamberlain e il Duca di Devonshire, divennero rispettivamente Ministro delle Colonie e Lord President of the Council. Nel 1902, con la conclusione vittoriosa della guerra boera, ritenne esaurito il suo compito. Morì nel 1903, un anno dopo aver lasciato Downing Street al nipote Arthur James Balfour; nel 1901 era morta, dopo 64 anni di regno, la regina Vittoria; nel 1900 era stato eletto per la prima volta deputato alla Camera dei Comuni, nella fila dei Conservatori, Winston Churchill.

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