Gaby (Goaby o lou GòbyJolanda Stévenin, Prouverbi é préléngon a la nouhtra mouda - Proverbes et phrases idiomatiques dans le parler de Gaby, Aoste : Imprimerie valdôtaine, 2011, 9788886523943. in patois valdostano, Goobi o z'Überlann in töitschu) è un comune italiano di abitanti della Valle d'Aosta. Si trova nella valle del Lys.

Geografia fisica Territorio Gaby si trova nella valle del Lys, tra i comuni di Issime e di Gressoney-Saint-Jean. A Nord è chiuso dalle Alpi Biellesi.

Il punto più elevato del territorio comunale è raggiunto dal Mont Néry (3.075 m), verso ovest, al confine con i comuni di Issime e Brusson.

Il vallone di Niel, a monte del capoluogo, famoso per la cascata del torrente Niel (28 metri), costituì nel passato il passaggio naturale per i commerci con il vercellese e con il biellese. Dalla frazione di Niel partono mulattiere e sentieri escursionistici per le cime e i valichi alpini che delimitano il territorio comunale: Colle Lazoney, Punta Tre Vescovi, il Colle della Mologna Grande, che collega la Valle del Lys con la Valle Cervo in Piemonte, e il Colle della Mologna Piccola.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa).

Origini del nome Contrariamente alle regole di pronuncia della lingua francese standard, l'accento del toponimo Gaby va posto sulla penultima sillaba, e non sull'ultima ("Gàby"), secondo la pronuncia del patois valdostano locale.

Il toponimo Gaby da: Gabbio, voce indicante una proprietà privata e chiusa (dal latino cavea); Gabiens, antica famiglia nobile del Monferrato; Gauw, voce alemanna che significa cantone.

Storia Il primo nucleo abitato fu probabilmente quello di Lihrla, dove si trovano oggi le rovine di una casaforte, utilizzata come lazzaretto durante l'epidemia di peste del 1630.

Il centro si spostò in seguito a Kiamourseyra, sede dell'attuale capoluogo.

Gaby è stato un feudo dei Vallaise durante il XIV secolo, e venne ceduto in seguito ai nobili locali Troc-Drisquer, proprietari della casaforte di Palatz, risalente al 1632 secondo un'iscrizione in lingua tedesca rinvenuta su una trave del tetto: "" (= Jean Trenta l’ha fatta costruire e il capomastro Hans Goyet l’ha costruita nell’anno 1632). Da notare che l'odierno cognome gabençois Trentaz (pron. Trenta) deriva dalla francesizzazione di Dris(z)quer, che rimanda al tedesco Dreiziger (= lett. "il trentesimo")Joseph-Gabriel Rivolin, Les noms des familles valdôtaines, Le messager valdôtain : almanach illustré, Imprimerie valdôtaine, 2015..

Gaby ha fatto parte per secoli del comune di Issime, con il nome di Issime-Saint-Michel (ufficiale), o Überlann (localmente, in Töitschu), mentre l'attuale Issime si chiamava Issime-Saint-Jacques. Il feudo di Gaby, che comprendeva il vallone di Niel e il territorio fino al Pont-de-Trentaz, fu ceduto dai nobili de Vallaise ai nobili locali Troc-Drisquer.

Lo statuto di comune autonomo fu conferito nel 1952 grazie all'azione di Mgr. Jean-Joconde Stévenin, sindaco di Aosta, sebbene le parrocchie furono divise già nel 1786, con l'istituzione della parrocchiale di San Michele Arcangelo.

Simboli Lo stemma e il gonfalone comunali sono stati approvati con deliberazione del consiglio comunale del 24 aprile 1992.

Il primo quarto riproduce lo stemma del Ducato di Aosta; la bilancia del è un attributo dell'arcangelo Michele, patrono della parrocchia locale, istituita dal vescovo di Aosta Paolo Giuseppe Solaro il 24 novembre 1786; il terzo quarto riporta lo stemma dei signori di Vallaise e d'Arnad, che dal XII secolo dominò su quasi tutta la valle di Gressoney e su gran parte della bassa valle della Dora Baltea; il giglio, in francese fleur de lis, si riferisce al nome del torrente Lys. Festina lente è il motto della famiglia Vallaise.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di nero, al rettangolo di bianco cucito e caricato dello stemma del Comune.

Monumenti e luoghi d'interesse Santuario di Vourry: si trova a 2 chilometri dal capoluogo di Gaby, in località Vourry, ed è dedicato alla Madonna delle Grazie (fr. Notre-Dame-de-Grâce). Gli ambienti glaciali del gruppo del Monte Rosa sono un sito di interesse comunitario e una zona di protezione speciale (cod. SIC/ZPS: IT1204220, 8645 ha)

Società Evoluzione demografica

Lingue e dialetti Gaby rappresenta un'isola linguistica di patois francoprovenzale nella valle del Lys, dove notoriamente viene parlata la lingua walser, nelle sue due varianti titsch e töitschu, di origine germanica. Tale anomalia si deve all'epidemia di peste del 1637: durante tale epidemia, la popolazione walser di Gaby venne drasticamente decimata. Negli anni successivi la popolazione francofona della bassa valle andò a ripopolare il comune. Segni delle radici walser del paese sono ancora riscontrabili nei numerosi rascard sparsi per tutto il territorio comunale, in particolare nel vallone di Niel.

Oltre ad essere trilingue italiano-francese-tedesco (lingue di istruzione ufficiali per i comuni della valle del Lys), e a parlare il patois, in virtù della vicinanza geografica e dei rapporti storici con l'adiacente Valsesia e con il Canavese, la popolazione locale parla anche il piemontese.

Tradizioni e folclore Il costume femminile Il tipico costume femminile nasce nel secolo XIX prendendo ispirazione dagli abiti della vicina Savoia. Originariamente era destinato a fungere da abito da sposa e da cerimonia, esso veniva personalmente confezionato da colei che era poi destinata ad utilizzarlo. La tradizione vuole che l'abito fosse talmente personale che esso avrebbe dovuto scomparire alla morte della donna che lo aveva cucito. I colori dominanti del vestito in sé sono il nero e il bianco, è però usanza ravvivare l'abito con l'aggiunta di un foulard e di un grembiule dai colori più vivaci. Attualmente il costume viene normalmente usato dalle donne di Gaby durante le cerimonie pubbliche, quali battesimi, matrimoni o funerali.

Le stalle scolpite

Nel vallone di Niel, presso i villaggi di Niel e Gruba, sono presenti numerose pietre scolpite a ricordare la forma della classica stalla per animali. Si pensa fossero opere create dagli abitanti (abili muratori) per i bambini, in modo da intrattenerli nel gioco durante le lunghe giornate. Queste opere sono forse uniche nel loro genere nella Valle d'Aosta.

Cultura Citazioni Il torrente Lys nell'Ottocento ispirò Giosuè Carducci, il quale inserì nei suoi Idilli alpini la poesia L'ostessa di Gaby.

Economia Come in molti comuni valdostani anche nel comune di Gaby si produce energia idroelettrica. La centrale di Zuino, in gestione alla CVA, sfrutta le acque dei torrenti Lys e Fòrkòbach.

Amministrazione Fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Walser.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport Nel comune di Gaby si svolge la Marcia degli Alpini - Memorial Leonardo Follis.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia Gaby entre passé et avenir, Aosta: La Vallée, 1982 Jolanda Stévenin, I cinquant'anni del comune di Gaby, Aosta: Tipografia valdostana, 2002 Jolanda Stévenin, Gaby les traces du passé: les gens, les œuvres, les jours d'une petite communauté au cœur de la Vallée du Lys, Quart: éd. Musumeci, 1993 Jolanda Stévenin, Une pierre énigmatique de Gaby: une ancienne maison du XVIIIème siècle révéle l'activité de ses anciens habitants, in Pagine della Valle d'Aosta, fascicolo 7, dicembre 1997, pp. 52–53 Jolanda Stévenin, Prouverbi e préléngon a la nouhtra mouda: proverbi e detti popolari nella parlata di Gaby, Aosta: Tipografia valdostana, 2011 Jolanda Stévenin, Rien que le souvenir: Gaby, histoire d'hier et d'avant-hier, Quart: éd. Musumeci, 1988 Jolanda Stévenin, Gens du Gaby: les mentalités, Aoste: Imprimerie valdôtaine, 1997 Jolanda Stévenin, Au pays ensorcelé: contes de Gaby et de ses alentours, Quart: éd. Musumeci, 1990 Guido Cavalli, Trent'anni a Gaby = Trente ans à Gaby, 13 agosto 1995, Quart: éd. Musumeci, 1995 Jolanda Stévenin, Notre-Dame des Grâces: un pèlerinage de la vallée du Lys, Aoste: Imprimerie valdôtaine, 2008

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