Pontey (pron. fr. AFI: ) è un comune italiano di abitanti della Valle d'Aosta. È situato sulla destra orografica (envers) della Dora Baltea, a circa 24 chilometri ad est dal capoluogo regionale.

Geografia fisica Territorio Il comune si trova a un'altitudine di 525 m s.l.m., confina con i comuni di Chambave, Saint-Denis, Châtillon e Champdepraz e culmina con la cima del Mont Ruvic a 2922 m s.l.m. Nel territorio comunale sono presenti tre corsi d'acqua a regime torrentizio chiamati Molinaz, Eau-Noire ("Éve Née" nel patois locale, che significa "Acqua nera") e VauSito ufficiale del comune di Pontey..

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa)Le zone sismiche in Italia: Valle-Aosta, statistica 2006, www.abspace.it

Clima La posizione del paese sulla destra orografica della valle centrale (all'envers) fa sì che esso sia soggetto ad un microclima molto diverso dai paesi siti sulla sinistra orografica, infatti d'inverno le montagne a cui il paese è addossato mantengono in ombra il paese per due mesi circa dal 20 di novembre al 30 di gennaio, proprio per questo motivo le temperature scendono in maniera molto più decisa e toccano i -10 °C anche di giorno, con punte notturne in anni eccezionali di -30 °C. Durante l'estate proprio per la sua posizione gode di una maggiore illuminazione solare rispetto ai paesi vicini, e grazie a questo il computo delle ore di sole durante l'anno è in sostanziale parità. Il paese si trova in zona climatica E (2971 Gradi Giorno) ai sensi però dei contributi regionali per il riscaldamento tutti i comuni valdostani sono valutati come zona climatica F.

Origini del nome Il nome probabilmente deriva da ponticulus, nome assegnato dai Romani durante il periodo della loro occupazione.

Storia

Il territorio comunale era già abitato in epoca protostorica, come attesta il ritrovamento di una stele della cultura Seine-Oise-Marne in località Mont Tsailloun (o Tasillon). Un insediamento salasso dell'età del ferro è stato ritrovato sulle pendici della Cime Noire, ai confini con il comune di Chambave. Una tomba di epoca barbarica è stata rinvenuta in località Proley nel 1963. In patois, è chiamata Artsón di djablo (= "madia del diavolo") ed è ricordata dalla fiaba locale dellArca di Proulèi.

Durante l'epoca fascista, Pontey fu accorpato al comune di Castiglione Dora. Il comune è stato ripristinato nel 1946.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Regione Valle d'Aosta n. 641 del 31 ottobre 2001. Stemma Questa è la descrizione dello stemma comunale come riportato nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta:

Il primo e l'ultimo quarto si riferiscono alla casata degli Challant, che possedettero in maniera continuativa il territorio di Pontey sin dal XIII secolo: nel 1277 il territorio che corrisponde all'attuale circoscrizione comunale di Pontey fu diviso in due parti che spettarono ai Signori di Ussel e Saint-Marcel (ricordati nel primo quarto) e a quelli di Châtillon. Nel 1565 le signorie di Châtillon, Ussel e Saint-Marcel furono cedute al ramo di Fénis, baroni di Châtillon (ricordati nel quarto quarto dello stemma). Il secondo quarto riunisce due elementi araldici distinti: l'emblema del vescovado di Aosta (il riccio di pastorale d'oro in campo azzurro), dal quale dipendeva direttamente la parrocchia di San Martino già nel XII secolo, e una stella a sei punte di nero in campo d'oro, tratta dallo stemma della famiglia svizzera Arbenz, o Arbenson (d'oro, al monte di tre cime, ordinate in fascia, nascente dalla punta e sostenente una marca gentilizia di nero, accostata nel cantone destro della punta da una stella a sei raggi dello stesso). Il terzo quarto è composto dal ponte, arma parlante del Comune, e dalle chiavi in campo rosso, tratte dallo stemma della famiglia dei nobili Tillier (d’argento al tiglio nodrito sulla campagna erbosa di verde, al capo di rosso caricato da due chiavi nascenti, addossate e passate in decusse, d'argento), un ramo della quale si stabilì a Pontey nel XVII secolo.

Gonfalone Questa è la descrizione del gonfalone comunale come riportato nel BUR della RAVDA:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Riferimenti alla chiesa sono presenti in una bolla papale del 1176 di papa Alessandro III, quale comunità facente parte della diocesi di Aosta.

Sul territorio sono presenti tre edifici ecclesiastici: la chiesa parrocchiale dedicata a san Martino, a Lassolaz (capoluogo), , la cappella di Sainte-Croix della Croisettaz, sita in frazione Banchet, è di origine settecentesca e un tempo era dedicata a san Rocco e a San Sebastiano, mentre oggi è dedicata all'Esaltazione della Santa Croce e a Notre-Dame-de-Tout-Pouvoir, la cappella dedicata alla Beata Vergine Addolorata, detta di Notre-Dame-de-Pitié, in frazione Torin, è stata fondata nel 1722.

Architetture civili Altoforno di Plan-Fornet

A Plan-Fornet si conservano vari resti di archeologia industriale, in particolare un altoforno a canniccio a pianta quadrata, detto "alla bergamasca", risalente al XVIII secolo e tra i più antichi della Valle d'Aosta. L'altoforno di Pontey, areato grazie all'energia idraulica del torrente e alimentato dal carbone di legna preparato nelle carbonaie dei dintorni, produceva ferro e rame e cadde probabilmente in disuso già alla fine del Settecento. Tra le concause che condussero all'abbandono di Plan-Fornet va annoverata la posizione periferica rispetto ai siti di produzione e lavorazione del materiale ferroso ma soprattutto l'introduzione in Valle d'Aosta di tecnologie più performanti da parte di François-Balthazard Mongenet, in particolare con l'uso del vapore in altoforni più moderni alimentati a carbon coke.Dal pannello informativo di Plan Fornet. A seguito della valorizzazione turistica del sito, una parte della struttura è stata restaurata enfatizzando gli inserti in laterizio, ammiccando al restauro ottocentesco eseguito sulla Tour du Pailleron di Aosta secondo i dettami allora in voga di Viollet-le-Duc. Cava di macine della Valmeriana Poco distante, a monte di Plan-Fornet, si trova la cava di macine della Valmeriana, nella località omonima ricca di pietra ollare, sulle pendici del mont Barbeston. La cava è oggi dismessa e anch'essa è stata valorizzata turisticamente dal comune a partire dagli anni 2010.Le macine della Valmeriana, sito del Comune di Pontey, accesso il 22 marzo 2020. Seguendo il Tour delle macine, sia nel bosco che in piccole caverne, numerosi frammenti di macine si trovano sparsi al suolo, mentre alcuni massi erranti sono scavati o recano incise macine solo abbozzate.

Altro In località Ussert si trovano i resti delle fonderie Gervasone.

Siti archeologici

Oltre all'archeologia industriale, il territorio comunale presenta varie emergenze di interesse archeologico tout court. L'insediamento della tarda età del bronzo, in località Mont-Tsaillon (o Tasillon), al confine con Chambave, facente capo a una comunità dedita all'attività mineraria Il Villaggio dei Salassi del Clapey di Ghiabiou sulla Cime noire In località Proley si conservano i resti di una tomba barbarica.

Società Evoluzione demografica Pontey ha avuto un piccolo boom demografico all'inizio degli anni ottanta, con il trasferimento di molte persone dai comuni vicini tanto che da poco meno di 500 abitanti del 1981 si è arrivati ad oggi a oltre 800 abitanti.

Lingue e dialetti

Come in buona parte della regione, anche in questo comune è diffuso il patois valdostano.

Servizi Sociali Nel comune sorge una microcomunità per anziani dedicata all'utenza dell'Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin.

Cultura Istruzione Il comune ha a disposizione una scuola primaria dedicata a Jean-André Arbenson e una dell'infanzia dedicata a don Laurent-Samuel Henriod.

Eventi thumb|right|upright|Ferpafrapa al rogo (carnevale 2010) Importanti ricorrenze per il paese sono il patrono San Martino e il carnevale, durante il quale viene bruciato il pupazzo di Ferpafrapa.

Economia Il comune possiede alcune strutture ricettive e diversi locali oltre ad un negozio di alimentari.

Sin dal tempo dei Romani, sulle pendici del mont Barbeston è proseguita l'attività estrattiva di macine da mulino ricavate dalle pietre locali, in roccia eclogitica oceanica (cloritoscisti a granato e cloritoide), macine che vennero esportate per secoli anche fuori dalla Valle d'AostaNel Museo Mineralogico dell'Università di Bologna, per esempio, si conserva una macina di probabile origine valdostana ritrovata lungo la via Emilia nei pressi di Fidenza in livelli di scavo databili all'Età del ferro. Cfr. .

Nel territorio comunale sono ancora in attività alcune cave di serpentino e sono stati installati 2 impianti idroelettrici ad acqua fluente composti da 2 gruppi da 1 MW alimentate dalle acque della Dora Baltea e una piccola centralina idroelettrica di 100 kW alimentata dalle acque dell'Éve Née.

In passato, le fontane locali venivano utilizzate per far macerare la canapa (in francese, per il ruissage du chanvre), mentre sulle pendici veniva coltivata la vite a pergolato, soprattutto il vitigno autoctono Prié.

Nel territorio è attiva una discarica per rifiuti speciali non radioattivi gestita dalla stessa ditta che gestisce la discarica regionale di Brissogne.

Inoltre sono attive una società che si occupa di distribuzione di Gas GPL per il riscaldamento, una di distribuzione bevande e una di costruzioni oltre a varie piccole imprese artigiane.

Infrastrutture e trasporti

Strade L'asse viario del comune è costituito dalla Strada Regionale 10 (SR10) che permette l'attraversamento del comune da est a ovest fino al bivio tra i villaggi di Banchet e Valérod, situato all'altezza della cappella dell'Esaltazione della Santa Croce.

Diverse strade comunali facilitano poi la comunicazione interna.

Il comune è collegato con i comuni limitrofi tramite due ponti sulla Dora Baltea lungo la SR10: uno lo collega con la SS26 (Torino - La Thuile), e l'altro con l'abitato di Châtillon passando vicino alla stazione ferroviaria di Châtillon.

Lungo la strada che dalla località Lezin porta alla località Crétaz-Boson (lungo la Dora Baltea) è ancora visibile il vecchio ponte non più transitabile, neppure a piedi, ma comunque caratteristico.

Come raggiungere Pontey Pontey è raggiungibile tramite la SS26, prendendo il bivio per la strada regionale 10, oppure dal comune di Châtillon, scendendo lungo rue de la gare e proseguendo dritto dopo la deviazione per Ussel.

Mobilità urbana Il comune è inoltre servito da un servizio di pullman gestito dalla società SAVDA.

Non è presente la ferrovia anche se è facilmente raggiungibile nel vicino comune di Châtillon.

Amministrazione

Fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Sport In questo comune si gioca a palet (è presente un'associazione comunale), caratteristico sport tradizionale valdostanoDati 2011. Cfr. .

Almeno una volta l'anno si svolgono gare di ciclocross e le eliminatorie delle batailles de reines.

Impianti sportivi Il comune dispone di un'area sportiva polifunzionale aperta in data 3 maggio 2010, per la pratica del Calcio a 5, pallavolo, tennis e mountain bike. Nel territorio comunale si trova anche una palestra di roccia.

Note

Bibliografia Fausta Baudin, Omar Borettaz, Rosella Obert, Pontey: storia e immagini di una comunità, Aosta: Tipografia valdostana, 2002 Damien Daudry, Segnalazione e documentazione fotografica del villaggio protostorico della Cime Noire, in Bulletin d'études préhistoriques et archéologiques alpines, fascicolo 16, 2005, pp. 157–176 Mario Catalano, Santuario astronomico delle ruote cosmiche in Val Mariana, 2002 Pierre Daudry, A proposito di pietre solari e di una strada lastricata sulle alture di Pontey, in Bulletin d'études préhistoriques alpines, fascicolo 2, 1969/1970, pp. 183–188