Il Consolidated PBY Catalina (designazione di fabbrica "Model 28") era un aereo da pattugliamento marittimo, realizzato a partire dalla seconda metà degli anni trenta dall'azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation.
Costruito in diverse versioni, sia come idrovolante che come anfibio, venne impiegato dall'United States Navy, la marina militare statunitense, e da diversi Paesi alleati; fu il velivolo di maggiore successo della sua categoria durante la seconda guerra mondiale.
Nonostante la vetustà del progetto e più di 80 anni di carriera, un consistente numero di esemplari viene tuttora utilizzato nella lotta aerea antincendio; altri velivoli superstiti vengono impiegati come warbird nelle rievocazioni storiche.
Storia del progetto Il progetto del Catalina si deve all'ingegnere Isaac M. Laddon, che lo disegnò in risposta a una specifica dell'U.S. Navy: il requisito era relativo a un pattugliatore marittimo con cui sostituire i precedenti Consolidated P2Y (costruiti anche dalla Glenn L. Martin Company con la denominazione Martin P3M)..
Il nuovo aereo doveva avere un peso totale non superiore a , essere un monoplano azionato da due motori radiali Pratt & Whitney XR-1830-68 Twin Wasp T1A1-G da 800 hp e avere un'autonomia di alla velocità di crociera di 160 km/h..
L'idrovolante Consolidated Model 28 fu accettato quale finalista del concorso unitamente al modello presentato dalla Douglas; di quest'ultimo fu ordinato un prototipo designato XP3D-1 il 20 maggio 1933, mentre quello del Model 28 fu richiesto solo il 28 ottobre successivo, con designazione XP3Y-1.
Il disegno dell'XP3Y-1 costituiva una sostanziale rivisitazione di quello del Consolidated P2Y, dal quale si differenziava in primo luogo per la configurazione alare monoplana, per la fusoliera a un solo piano e per l'impiego dei già citati motori di più recente concezione..
Portato in volo per la prima volta sul Lago Erie il 28 marzo del 1935., l'XP3Y-1 mise in evidenza caratteristiche di tutto rilievo, pur necessitando (come emerso durante una serie di voli di prova svolti presso la Coco Solo Naval Air Station, la base aerea della marina statunitense situata nella Zona del Canale di Panama a Coco Solo) di alcune modifiche all'impennaggio.
All'atto pratico i due modelli concorrenti non evidenziarono sostanziali differenze nelle prestazioni ma il minor prezzo (90.000 $, contro i 110.000 del rivale) fece propendere il parere della commissione dell'U.S. Navy (incaricata di esaminare le due proposte) verso il modello presentato dalla Consolidated.
Il 29 giugno 1935 venne emesso un ordine di fornitura per 60 esemplari con la nuova designazione di PBY-1: in sostanza il ruolo del velivolo affiancava quello di bombardiere ai già previsti compiti di ricognitore (secondo il sistema di designazione in vigore il codice "PB" indicava Patrol Bomber)..
Il prototipo XP3Y-1 diede dimostrazione delle proprie potenzialità volando senza scalo tra la base di Coco Solo e San Francisco in 34 h e 51 min, nel mese di ottobre del 1935. Rientrato presso la casa costruttrice per le modifiche necessarie a renderlo pienamente operativo, il prototipo ne uscì nel marzo (o maggio) successivo per raggiungere il reparto di destinazione (lo squadron VP-11F) in concomitanza con il completamento dei primi esemplari di serie. I velivoli di questa prima versione (60 in tutto) integrarono una serie di modifiche già sperimentate sul prototipo, tra le quali l'adozione di motori R-1830-64 Twin Wasp SB-G da 900 hp.
Già nel mese di luglio dello stesso anno la U.S. Navy emise l'ordine per 50 esemplari della nuova versione PBY-2 (identificata dal costruttore come "Model 28-2"), caratterizzata dalla differente configurazione dell'impennaggio e dall'incremento del carico di bombe trasportabili.
La successiva versione PBY-3 ("Model 28-3"), equipaggiata con nuovi motori di maggiore potenza, venne ordinata (in 66 unità) nel successivo mese di novembre mentre fu del dicembre del 1937 l'ordine per 33 esemplari della versione PBY-4 ("Model 28-4"): in questa versione, dotata di motori ulteriormente aggiornati, fecero per la prima volta la propria comparsa le caratteristiche bolle vetrate ai lati della fusoliera, a copertura delle postazioni delle mitragliatrici.
Nel corso del 1938 l'Unione Sovietica acquistò 2 o 3. esemplari del Model 28-2 (o, secondo altri, 3 Model 28-3), dotati di motori Wright Cyclone, e la relativa licenza di costruzione per una versione denominata GST (da Gidro Samolet Transportnyj, "Aereo Idrovolante da Trasporto"). La produzione fu assegnata agli stabilimenti dell'OKB-49, situati a Taganrog (sul Mar d'Azov), la cui direzione era affidata a Georgij Michajlovič Beriev.
Circa la motorizzazione dei Catalina prodotti in Unione Sovietica, fonti occidentali indicano trattarsi di radiali Mikulin M-62., a loro volta realizzazione su licenza del Wright Cyclone, mentre fonti di lingua russa indicano il motore semplicemente con la denominazione "M-62", con ciò facendo riferimento alla denominazione originariamente assegnata all'unità motrice Shvetsov ASh-62, sviluppata dal Wright Cyclone su progetto di Arkadij Dmitrievič Švecov.
Nel medesimo anno la Consolidated vendette un Model 28-4 all'aeronautica militare britannica, la Royal Air Force, che al termine delle prove di valutazione (il cui svolgimento, presso il Marine Aircraft Experimental Establishment di Felixstowe, fu interrotto dallo scoppio della seconda guerra mondiale), decise di adottare l'idrovolante per il proprio Coastal Command assegnandogli (per la prima volta) il nome "Catalina" (dal nome dell'isola californiana al largo di Los Angeles), che sarebbe stato successivamente adottato ufficialmente anche dalle autorità statunitensi.
Lo scoppio della guerra comportò nuovi massicci ordini per l'idrovolante della Consolidated, particolarmente da parte della RAF: per far fronte a queste nuove commesse furono avviate produzioni su licenza da parte della Canadian Vickers (in seguito divenuta Canadair) e della Boeing of Canada, mentre anche la casa madre raddoppiò le proprie linee di montaggio.
L'installazione di nuovi e più potenti motori e l'adozione di modifiche minori portò, nel corso del 1939, alla realizzazione della nuova variante "Model 28-5" (PBY-5 per l'U.S. Navy), battezzata "Canso" (dal nome della città della Nuova Scozia) dalla Royal Canadian Air Force..
Ancora nello stesso anno vide la luce la prima variante anfibia del Catalina, la PBY-5A: realizzata dalla casa madre (che dal 1943, fondendosi con la Vultee Aircraft, diede origine alla Convair) partendo dalla versione idrovolante, mediante l'aggiunta del carrello d'atterraggio retrattile in fusoliera, comportò marginali differenze nelle prestazioni e contribuì considerevolmente alla diffusione del velivolo, conferendogli una maggiore versatilità d'impiego..
Sempre partendo dal Model 28-5, una nuova variante denominata PBN-1 Nomad venne realizzata dalla Naval Aircraft Factory: le modifiche consistevano nella revisione dello scafo e dei piani di coda, nel rifacimento dell'impiantistica interna del velivolo e nell'aumento della capacità dei serbatoi di carburante..
L'ultima evoluzione del progetto, nota come "Model 28-6", recepì le modifiche precedenti che, unite ad altri interventi di dettaglio, diedero vita alla versione idrovolante PB2B-2 (costruita dalla Boeing of Canada) e a quella anfibia PBY-6A (realizzata dalla Consolidated). La produzione del Catalina ebbe termine nel 1944.
Tecnica Cellula
Il Consolidated Model 28 era un idrovolante a scafo centrale dalla struttura interamente metallica. La fusoliera era realizzata su un solo piano, diversamente da quella di molti altri idrovolanti (detti per questo "a doppio ponte"); lo scafo inferiore presentava un doppio gradino, uno nella zona centrale del velivolo e l'altro che raccordava la parte inferiore con il tronco di coda. La parte superiore della fusoliera aveva disegno semicircolare, dal quale spiccavano la postazione vetrata anteriore per il bombardiere e la cabina di pilotaggio a posti affiancati. All'estremità di prua era disposto un finestrino di puntamento dotato di paratia a saracinesca (che veniva abbassata durante le manovre di ammaraggio), che trovava impiego anche durante le operazioni di ormeggio.
Dietro ai piloti erano alloggiati il marconista e il navigatore; alle loro spalle, nel pilone centrale che sosteneva l'ala, trovava posto un meccanico addetto ai motori: la postazione era ricavata nella parte superiore del pilone (al fine di poter visionare le gondole dei motori) ed era dotata di due fornelli elettrici e serbatoio per l'acqua. La sezione posteriore della fusoliera ospitava le postazioni laterali per le mitragliatrici (ricoperte dalle caratteristiche bolle vetrate a partire dalla versione PBY-4) e aveva funzione di dormitorio, equipaggiata con letti a castello, particolarmente utili nel caso di missioni lunghe e distanti dalle basi di appartenenza.
L'ala era posizionata a parasole, sostenuta dal pilone centrale e da una coppia di aste di controvento per ciascun lato. Gli alettoni erano ricoperti in tela. Alle estremità delle semiali erano disposti i galleggianti stabilizzatori dotati di sistema di ritrazione: una volta in volo questi galleggianti venivano richiamati verso l'esterno, fino a formare l'estrema propaggine delle estremità alari. L'impennaggio, infine, aveva dimensioni generose ed era di tipo cruciforme, con i piani orizzontali a sbalzo.
A partire dalla versione PBY-5 fecero la loro comparsa le varianti anfibie, dotate di carrello d'atterraggio retrattile, di tipo triciclo anteriore, con gli elementi posteriori monoruota che si ritraevano nella parte centrale della fusoliera, lasciando la ruota a sporgere parzialmente dal corpo del velivolo.
Motori La propulsione del Catalina venne affidata a due radiali Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp: questo motore a 14 cilindri, disposti su due stelle e raffreddati ad aria, accompagnò costantemente lo sviluppo del pattugliatore della Consolidated, puntualmente aggiornato, a sua volta, nelle versioni disponibili: in questo modo la potenza erogata passò dagli 800 hp degli esemplari installati sul prototipo, ai 1.200 hp di quelli impiegati nelle ultime versioni del velivolo.
Le eliche erano generalmente Hamilton Standard del tipo tripala, metalliche, a passo variabile, anche se su alcuni esemplari vennero montate eliche costruite dalla Curtiss Electric.
Sistemi Il Catalina fu uno dei primi velivoli statunitensi, unitamente ai Douglas B-18, a impiegare apparati radar. Gli esemplari impiegati dal Coastal Command della RAF furono dotati di apparati radar ASV (Air-to-Surface Vessel) per la ricerca dei sommergibili nella fase di emersione mentre, sempre in funzione antisommergibile, alcuni esemplari vennero dotati di apparecchiature MAD (Magnetic Anomaly Detector); l'impiego di questa apparecchiatura fece guadagnare ai velivoli il soprannome di Madcat (letteralmente, "gatto pazzo"). Risulta inoltre che su alcuni esemplari sia stato montato un dispositivo simile all'anello Mausi tedesco, al fine di rintracciare e far detonare le mine navali.
Armamento La difesa del Catalina era affidata a 4 diverse postazioni armate: una all'estrema prua dotata di una, o due, mitragliatrici calibro .30, un'altra disposta posteriormente in posizione ventrale - anche in questo caso armata con una mitragliatrice calibro .30 - e due laterali equipaggiate ciascuna con una mitragliatrice calibro .50..
L'armamento di caduta era alloggiato al di sotto delle semiali e poteva essere costituito da bombe (fino a 4.000 lb, pari a 1.814 kg) oppure da due siluri o, ancora, da cariche di profondità.
Impiego operativo