Il Partito Pheu Thai (PPT; , ; ) è un partito politico della Thailandia fondato nel settembre 2008. Appoggia le politiche del magnate ed ex primo ministro della Thailandia Thaksin Shinawatra, che nel 1998 fu fondatore e quindi leader del partito di governo Thai Rak Thai (TRT).

Deposto con il colpo di Stato del 2006, Thaksin in seguito ha vissuto in esilio e dall'estero ha controllato con i suoi alleati TRT e il successivo Partito del Potere Popolare (quest'ultimo maggiore partito di governo tra il 2007 e il 2008), disciolti da sentenze dalla Corte costituzionale rispettivamente nel maggio 2007 e nel dicembre 2008, e ha poi creato e controllato il PPT, principale partito della coalizione di governo dall'agosto 2011 fino al colpo di Stato militare del maggio 2014, che diede il via a cinque anni di dittatura di una giunta militare.

Alle contestate elezioni del 2019, Pheu Thai fu il partito che ottenne più seggi ma il potere rimase in mano ai militari, il cui nuovo Partito Palang Pracharath fu alla guida della nuova coalizione di governo avvantaggiata dalla Costituzione scritta dai militari nel 2017 – con la quale la giunta poté scegliere tutti i 250 senatori – e dalle irregolarità commesse dalla Commissione elettorale, a sua volta scelta dai militari.

Alle elezioni del 2023 Pheu Thai fu il secondo partito dopo il progressista Kao Klai, con il quale strinse un'alleanza a cui aderirono altri partiti pro-democrazia che raccolse 313 dei 500 deputati nella Camera bassa. Fu presentata al nuovo Parlamento a camere congiunte la candidatura a primo ministro del leader di Kao Klai Pita Limjaroenrat, e fu bocciata per il mancato appoggio dei senatori che erano gli stessi delle precedenti elezioni. Pheu Thai formò quindi una nuova coalizione senza Kao Klai a cui aderirono clamorosamente i partiti legati ai militari, e il 22 agosto 2023 fu eletto primo ministro il neo-eletto deputato di Pheu Thai Srettha Thavisin. Quello stesso giorno fece ritorno in Thailandia Thaksin dopo 15 anni di esilio.

Storia Premesse il governo di Thai Rak Thai

Thai Rak Thai vinse le elezioni del 2001 e Thaksin prese la guida del governo di coalizione formato con i partiti Nuova Aspirazione e Nazione Thai. Il partito fu in grado di conquistare il potere grazie alle novità imposte dalla Costituzione del 1997 - stilata in un periodo in cui i militari erano rimasti ai margini della vita politica - che spianò la strada alla possibilità di avere elezioni compiutamente democratiche. Negli anni successivi, la popolarità di Thaksin e del partito crebbero in particolare nella Thailandia del Nord e nell'Isan soprattutto per le politiche populistiche in favore delle classi più povere, come l'abbassamento dei prezzi per la sanità pubblica, prestiti a basso interesse in favore dei contadini, investimenti nell'istruzione pubblica ecc. Fu rilanciata l'economia del paese, che era stata messa a dura prova con la crisi finanziaria asiatica del 1997/1998. Il governo ebbe anche apprezzamenti per il modo in cui gestì gli aiuti per le vittime del terremoto e maremoto dell'Oceano Indiano del 2004 che colpì la costa occidentale nel sud del paese. Ricevette invece aspre critiche nel 2003 per aver occultato le notizie relative alla diffusione in Thailandia dell'influenza aviaria e per la "guerra alle droghe" scatenata quell'anno dal governo, che provocò la morte di persone.

La gestione del potere da parte di Thaksin fu mirata anche nell'intaccare gli interessi delle vecchie élite di Bangkok legate ai militari e alla monarchia, consolidatesi negli anni settanta. L'opposizione fu messa ai margini del dibattito parlamentare, alleati di Thaksin furono inseriti in posti di comando nevralgici della polizia, dell'esercito, della commissione elettorale e della Corte costituzionale. Fin dall'inizio si creò una frattura tra la nuova e la vecchia classe politica, che avrebbe generato un drammatico conflitto ultradecennale anche tra la popolazione. Nel corso degli anni il partito vide coesistere al suo interno diverse fazioni e differenti ideologie, spesso fra loro in antitesi, come il nazionalismo, il populismo, la socialdemocrazia, il conservatorismo e il liberalismo. Lo storico thai di estrazione marxista Gilles Ji Ungpakorn ha evidenziato lo scollamento tra i vertici del partito, che promossero campagne lesive dei diritti umani e più volte si proclamarono leali alla monarchia, e buona parte dei militanti di base, che avevano appoggiato il TRT per porre fine a secoli di rigido dominio monarchico e militare nel paese.

Thaksin divenne il primo capo di governo thailandese a portare a termine il proprio mandato elettorale di quattro anni. Nelle successive consultazioni del 2005, il TRT ebbe la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, e fu la prima volta che un partito ci riusciva nella storia della Thailandia. Forte dei risultati conseguiti, Thaksin prese una serie di drastici provvedimenti che furono la scintilla per aumentare la tensione politica nel paese. Uno dei più controversi fu l'impiego delle forze armate per combattere l'insurrezione nella Thailandia del Sud dei musulmani locali, senza prima cercare una soluzione politica al problema. La scelta non fece che aumentare le violenze nella zona, dove tra il 2004 e il 2016 si sarebbero registrati omicidi e ferimenti in attentati. Sia importanti capi militari che la monarchia espressero pubblicamente il loro dissenso e si acuì quindi la contrapposizione tra i sostenitori di Thaksin da una parte e le élite monarchico-conservatici di Bangkok e i militari dall'altra, che stavano perdendo potere e vedevano i loro interessi lesi dalle politiche del TRT. Oltre alla classe dirigente di Bangkok, l'opposizione poteva contare sulla maggior parte dell'elettorato in Thailandia del Sud, di tradizione conservatrice.

Il tentativo di Thaksin di creare una dittatura elettorale andando incontro ai bisogni delle masse vide la vecchia classe dominante ricompattarsi e reagire con decisione. Tra le principali accuse rivolte al TRT e a Thaksin vi furono quelle di corruzione e di voler rovesciare la monarchia. Le opposizioni gridarono allo scandalo alla fine del 2005 per la vendita a un'azienda di Singapore delle azioni della Shin Corp, la maggiore azienda thai nel ramo delle telecomunicazioni facente capo alla famiglia Shinawatra, sostenendo che era stato svenduto un patrimonio nazionale e che la famiglia non aveva pagato le tasse relative alla vendita. Si scatenò un'ondata di proteste anti-Thaksin monopolizzate dalle Camicie gialle della neonata Alleanza Popolare per la Democrazia, che il governo non riuscì a controllare. Ma il partito poteva contare sulla forza del proprio elettorato e furono quindi indette nuove elezioni per l'aprile 2006 alle quali non si presentarono le opposizioni. I risultati furono quindi dichiarati invalidi dalla Corte suprema.

Thaksin rimase alla guida di un governo provvisorio fino al 19 settembre 2006, quando un colpo di Stato pose fine all'esperienza di governo del TRT mentre lo stesso Thaksin si trovava a New York per una riunione delle Nazioni Unite e fu quindi costretto a rimanere in esilio. Il generale Surayud Chulanont, guida del colpo di Stato, fu posto a capo di un governo ad interim. La giunta militare fece arrestare diversi parlamentari e personaggi di spicco di TRT. Alcuni parlamentari dichiararono di voler rimanere nel partito, ma molti ne uscirono dopo il golpe. La giunta abrogò la costituzione del 1997 e in quel periodo fu scelto con cura il gruppo che approntò la nuova Costituzione caldeggiata dai militari. Nel maggio del 2007 il partito fu dissolto dalla Corte costituzionale per frode elettorale e i giudici stabilirono che a 118 dei suoi membri fosse vietato di partecipare alla vita politica per i cinque anni successivi. La nuova Costituzione fu approvata da un referendum popolare nell'agosto 2007.

Governo del Partito del Potere Popolare

Nel dicembre 2007 si tennero nuove elezioni e buona parte dei membri di TRT che non erano stati interdetti si presentarono nelle file del Partito del Potere Popolare (PPP), che appoggiava la politica e gli interessi di Thaksin. Il PPP vinse le elezioni e il suo leader Samak Sundaravej fu nominato primo ministro. Thaksin dal suo esilio britannico era rimasto una figura centrale della politica nazionale e fece ritorno in patria dopo le elezioni, confidando che le accuse di corruzione rivoltegli in quel periodo si risolvessero con un nulla di fatto. Ma il tribunale aveva invece ricevuto grandi poteri con la nuova Costituzione, sia lui che la moglie furono condannati a pene detentive e buona parte dei loro beni furono confiscati. Nell'agosto 2008, l'ex primo ministro lasciò quindi definitivamente la Thailandia e passò in esilio gli anni che seguirono, ma rimase comunque sempre in una posizione dominante nella politica nazionale tenendosi in contatto con i propri alleati e sostenitori.

A seguito di nuove veementi proteste delle Camicie gialle, la Corte costituzionale decretò nel settembre 2008 la fine del governo di Samak, giudicato colpevole di conflitto di interessi, e in dicembre quello del suo successore e cognato di Thaksin Somchai Wongsawat, accompagnando la sua destituzione con lo scioglimento del PPP. Il nuovo governo fu affidato al leader del Partito Democratico (PD) Abhisit Vejjajiva, che divenne primo ministro grazie al voto dello stesso Parlamento - senza che si fossero tenute elezioni - nel quale molti dei membri dei partiti che facevano parte della coalizione di governo avevano finito per confluire nel PD.

Fondazione di PPT e primi anni all'opposizione (2008-2011) Il Partito Pheu Thai fu fondato nel settembre 2008, in previsione delle decisioni della Corte costituzionale, che il 2 dicembre fece sciogliere il PPP e il giorno dopo la maggior parte dei suoi parlamentari confluirono nel PPT. La prima assemblea generale del partito scelse il proprio esecutivo il 7 dicembre e fu quindi eletto come capo del partito Yongyuth Wichaidit.

Quegli stessi giorni i fuoriusciti del PPP e della coalizione di governo si unirono al Partito Democratico. Il PPT chiese venisse formato un governo di unità nazionale ma la proposta fu respinta dalla nuova maggioranza che faceva capo al PD. Subito dopo, un parlamentare di PPT propose di dissolvere il Parlamento e andare a nuove elezioni, ma anche questa proposta fu respinta dal presidente della Camera. Il 15 dicembre fu eletto come candidato a primo ministro del PPT Pracha Promnok, che da quel momento si pose a capo dell'opposizione al governo di Abhisit Vejjajiva.

All'inizio del 2009 si scatenarono una serie di manifestazioni delle Camicie rosse del Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura (FUDD), nuovo movimento che appoggiava la famiglia Shinawatra nato per fare cadere il governo del PD e ritornare alle urne. Le dimostrazioni si ripeterono durante l'anno e le più grandi e agguerrite furono quelle della primavera 2010, che ebbero inizio a marzo e finirono in maggio dopo ripetuti interventi dell'esercito e che portarono alla morte di decine e decine di manifestanti e all'arresto dei capi delle Camicie rosse.

Partito di governo (2011-2014)

Il PPT vinse le elezioni del 2011 e la sorella di Thaksin Yingluck Shinawatra divenne primo ministro, prima donna a ricoprire la carica in Thailandia. Malgrado il PPT avesse ottenuto 265 dei 500 seggi alla Camera, Yingluck formò un governo di coalizione con altri 5 partiti, fu eletta alla Camera con 296 voti e ricevette la carica dal re l'8 agosto 2011. L'opposizione dei conservatori fu inizialmente moderata. Il governo ebbe riconoscimenti positivi per il modo in cui furono gestite le inondazioni che afflissero il Paese alla fine del 2011, le peggiori dall'inizio degli anni sessanta del Novecento.