Fu apprendista del principe Raimondo di Sangro di Sansevero. Per lui costruì le macchine anatomiche che sono oggi conservate all'interno del museo della Cappella Sansevero. Docente della Facoltà di Medicina a Palermo (che in seguito sarebbe confluita nell'Università degli Studi di Palermo), specializzato in anatomia nel 1756 e in particolare in ricostruzioni di scheletri anatomici.
Le macchine anatomiche
Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, commissionò al Salerno le macchine anatomiche intorno al 1763. ll 5 febbraio 1756 il principe acquistò il primo scheletro dotato di arterie e vene e assegnò una pensione all'autore.
Nel 2008 i ricercatori dell'University College London hanno eseguito esami scientifici sui due modelli; da tali studi è emerso che gli scheletri sono effettivamente umani, ma i sistemi circolatori sono completamente artificiali e costituiti da filo metallico, cera colorata e fibre di seta con tecniche artigianali comunemente utilizzate dagli studiosi di anatomia dell'epoca.
L'eccezionale realizzazione dell'apparato circolatorio artificiale dei modelli ha alimentato la credenza popolare secondo cui i due corpi sarebbero stati il risultato di esperimenti alchemici condotti dal Principe di Sansevero su due servi ancora in vita. La leggenda vuole che le macchine siano state realizzate direttamente dal Principe, che avrebbe usato per i suoi esperimenti due servi, iniettando nei loro corpi una sostanza di sua invenzione, che avrebbe trasformato il sangue in metallo e così salvaguardato il circuito sanguigno.
Al contrario, secondo un saggio di Sergio Attanasio, docente di storia dell'architettura, il principe di Sangro non sarebbe direttamente intervenuto nella realizzazione dei due corpi, ma li avrebbe acquistati da Giuseppe Salerno quando erano già completati. Inoltre un contratto conservato nell'archivio notarile di Napoli testimonierebbe come Raimondo di Sangro si fosse impegnato a fornire al dottor Salerno il filo di ferro e la cera necessari al lavoro.
Nel 2008 i ricercatori dell'University College London hanno eseguito esami scientifici sui due modelli; da tali studi è emerso che gli scheletri sono effettivamente umani, ma i sistemi circolatori sono completamente artificiali e costituiti da filo metallico, cera colorata e fibre di seta con tecniche artigianali comunemente utilizzate dagli studiosi di anatomia dell'epoca.
Riconoscimenti Le macchine anatomiche furono viste e apprezzate anche dal marchese de Sade.
Note
Collegamenti esterni
MACCHINA ANATOMICA - manifattura napoletana (Seconda metà sec. XVIII) / MACCHINA ANATOMICA - manifattura napoletana (Seconda metà sec. XVIII) (altra versione), su catalogo.beniculturali.it, Ministero della cultura.
Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Palermo