Schiavi di Abruzzo è un comune italiano di abitanti della provincia di Chieti, in Abruzzo.

Geografia fisica Il paese sorge nella propaggine meridionale della regione, al confine con il Molise, dal quale è separata dal fiume Sente, ed è tradizionalmente considerato parte del Sannio. Il centro comunale è posto a , su uno sprone nel versante meridionale del monte Pizzuto, non lontano dal fiume Trigno; il territorio è suddiviso in nove contrade (Taverna, Cannavina, Salce, Casali, Valli, Valloni, San Martino, Badia, Cupello). Numerosi terremoti hanno colpito nei secoli il territorio comunale, tra cui il terremoto della Maiella del 1706 che causò la rovina di alcuni edifici.

Storia Diversi insediamenti protostorici sono stati rinvenuti nei territori corrispondenti all'attuale Schiavi d'Abruzzo e nelle sue frazioni. Si suppone che la località, situata a poca distanza dall'antica Terventum e da Pietrabbondante, nel VI secolo a.C. si trovasse nel territorio dei Pentri, una delle quattro popolazioni sannitiche di origine Sabella (oltre a Carricini, Caudini e Irpini). La loro presenza è testimoniata dal ritrovamento di alcuni edifici sacri (i cosiddetti "Templi Italici") nella frazione Taverna, in località Torre. In epoca romana, alcune iscrizioni lasciano intendere che sia stato sede di municipio, ascritto alla tribù Voltrina.

Il toponimo Sclavi, che per la prima volta è citato in un documento dell'anno 922, è stato associato alla presunta fondazione del borgo da parte di abitanti di origine slava.

Ai tempi dei Normanni esso divenne feudo di Roberto da Sclavo. Si ritiene che dal XVIII secolo sino all'eversione della feudalità nel Regno di Napoli il paese sia stato possedimento della famiglia Caracciolo, ramo di Santobuono. Primo conte di Schiavi fu infatti don Alfonso Caracciolo (1603-1660), terzo principe di SantobuonoIn questo periodo era comune nell'Italia meridionale e in tutta Europa la vendita e l'acquisto di paesi, che spesso rimanevano all'aristocrazia, per molte generazioni, che aveva il potere di imporre tasse e amministrare la giustizia locale, restando sottomessa alla monarchia. Uno studio comprensivo su questo tema è Tommaso Astarita, The Continuity of Feudal Power: The Caracciolo di Brienza in Spanish Naples, Cambridge, Cambridge University Press, 1991. Questo libro è incentrato su un ramo differente della famiglia Caracciolo, includendo un complesso di tre piccoli paesi, simili a Schiavi di Abruzzo, localizzati in Basilicata. I marchesi Caracciolo di Brienza, erano un ramo di uno dei clan più antichi e potenti nel regno di Napoli, ed erano tra le cento più ricche famiglie feudali in quel periodo..

Nel corso della seconda guerra mondiale, il territorio schiavese si trovò non lontano dalla linea Barbara e divenne presto una trincea-osservatorio per le truppe tedesche, che si resero protagonisti di uno scontro a fuoco con la popolazione locale, durante la quale si contarono alcune vittime e danni materiali. Nel 1943 alcuni anarchici nei territori di Schiavi d'Abruzzo, Salcito e Trivento diedero vita ad una formazione partigiana denominata Banda Porfirio.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Schiavi di Abruzzo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 luglio 1991. Lo stemma si può blasonare:

Nello stemma sono raffigurate le tre antiche torri di ingresso al paese e riprende l'antico stemma medioevale ritrovato preso l'Archivio di Stato di Napoli. Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.Immagine del gonfalone.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Maurizio La chiesa di San Maurizio si trova nel borgo antico; di origini medievali è stata ristrutturata nel XIX secolo. Si conserva la cantoria lignea di Francesco d'Onofrio. Al suo interno sono custodite le reliquie di San Maurizio.

Altre chiese Monastero di Santa Maria in Valle Rotana: dell'XI secolo, era in località Badia. Già nel XVIII secolo era in rovina e alcune lapidi sono state rimontate presso la nuova chiesa di Santa Maria in Badia; Ex chiesa di Sant'Antonio: risale al XVIII secolo. Avente impianto semplice a capanna, in blocchi squadrati, è usata come centro convegni; Ex chiesa Evangelica Valdese: attiva fino alla seconda guerra mondiale, dal 2008 è utilizzata come biblioteca e archivio dell'Archeo Club; Chiesa di Santa Teresa del Bambino Gesù (Valloni); Chiesa di Santa Rita da Cascia (San Martino); Chiesa di San Rocco (Casali); Chiesa di San Pietro (Valli); Chiesa di Madonna delle Grazie (Badia); Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Cannavina); Chiesa di Santa Maria del Carmine (Taverna); Chiesa di San Silvestro Papa (Taverna); Chiesa di Madonna del Divino Amore (Cupello); Chiesa di San Giovanni Battista (Salce).

Architetture civili Case-mura. Nel centro storico, vi sono delle case con muri a scarpa con archi e sottoportici; molte sono realizzate in pietra calcarea. Non vi è una prova certa dell'esistenza di un castello, ma tuttavia ne rimane una traccia toponomastica in largo Castello. Il centro storico risale circa al XV secolo.

Altro Monumento ai caduti: fu realizzato nel 1920 circa in onore dei 77 caduti e dispersi della prima guerra mondiale, e in seguito venne aggiunta la lapide a memoria dei 44 caduti e dispersi della seconda guerra mondiale. Monumento agli alpini, opera della fonderia Marinelli di Agnone. Croce agli Eroi caduti delle Forze dell'Ordine, si trova sulle pendici del monte Pizzuto a Anfiteatro Caduti di Nassiriya, si trova in frazione Taverna, adiacente gli scavi dei Templi Italici, ed è stato costruito nel 1990 circa. Fontana di San Rocco, situata dal 1886 nel centro storico. Fonte Lattiera, antica fonte situata nella frazione San Martino, dedicata a San Felice. Fontana dell'Abbeveratoio

Siti archeologici Templi italici

Nella valle si trovano i resti di due templi che risalgono al periodo dell'antichità classica, dal III secolo a.C. circa fino al massimo sviluppo dell'Impero romano. Sono conosciuti come "i templi italici", con riferimento alle popolazioni italiche di cui facevano parte anche i Sanniti. Scavi archeologici dei templi sono stati condotti dal dipartimento dei beni archeologici della regione Abruzzo. Scavi Archeologici Badia-Taverna-Monte Pizzuto, siti Protostorici, Neolitici ed Enolitici, della prima età del ferro; Acquedotto Romano e Villa Romana, nelle adiacenze del monte Pizzuto.

Società Evoluzione demografica La popolazione nel 1861 raggiungeva i abitanti. Come le altre regioni rurali dell'Italia meridionale, il paese fu coinvolto dall'emigrazione di massa tra il 1861 e il 1914, che portò a un declino dell'economia agricola. La popolazione arrivò a un picco di abitanti nel 1961; è poi vistosamente scesa a causa della forte emigrazione dal paese verso altre aree del Paese e l'estero durante gli anni del cosiddetto boom economico.

Lingue e dialetti Il dialetto del paese è conosciuto come "schiavese" e fa parte del sistema dei dialetti meridionali intermedi.

Tradizioni e folclore Tra le tradizioni del paese vi sono i "Mazzoroni", tipiche maschere di carnevale e il ballo tradizionale tipico dell'Alto vastese e del Molise detto "Spallata". In estate vi si svolge la rassegna musicale e culturale Schiavi della Musica.

Cultura Musei Museo archeologico, vi sono custoditi i ritrovamenti di oggetti di epoca sannita e il teschio di una giovane donna sannita; Museo delle tradizioni contadine, vi sono custoditi attrezzi e foto d'epoca.

Cucina Uno dei piatti tipici sono le sagne appezzate, un tipo di pasta dalla forma romboidale.

Infrastrutture e trasporti Strade Il comune è interessato dalla strada statale 650 di Fondo Valle Trigno, tramite lo svincolo denominato Schiavi di Abruzzo.

Mobilità urbana I trasporti interurbani di Schiavi di Abruzzo vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da Dicarlobus.

Amministrazione

Note

Voci correlate Parco eolico di Schiavi di Abruzzo

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