Vernole (Èrnule in dialetto salentino; τα Βέρνουλα, ta Vèrnula in grico) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato a sud-est del capoluogo provinciale, il comune include cinque frazioni (Acaya, Acquarica di Lecce, Pisignano, Strudà, Vanze) e un tratto della costa adriatica della penisola salentina, nello specifico parte delle marine di San Cataldo, condivisa con Lecce, e Torre Specchia, condivisa con Melendugno. Nel territorio comunale ricadono la cinquecentesca cittadella fortificata di Acaya e la Riserva naturale statale Le Cesine gestita dal WWF. Vernole fa parte dell'Unione dei comuni Terre di Acaya e Roca.

Geografia fisica

Territorio

Vernole è situata nel versante orientale della penisola salentina, a 12 km dal capoluogo provincialeFonte: Sito del Comune di Vernole in direzione sud-est. Il territorio comunale ricade nella Valle della Cupa, una porzione di pianura, intorno al capoluogo leccese, caratterizzata da una grande depressione carsica. Comprende le frazioni di Acaya, Acquarica di Lecce, Pisignano, Strudà, Vanze e parte delle marine di San Cataldo e Torre Specchia. Fa parte del comune di Vernole la Riserva naturale statale Le Cesine, una riserva statale naturalistica situata a ridosso della costa adriatica. La riserva rappresenta una delle ultime zone paludose che in passato si estendevano da Otranto a Brindisi. Nell'oasi vi sono gli stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalle piogge, che sono separati dal mare da un cordone di dune sabbiose.

Il territorio comunale confina a nord con il comune di Lecce, a ovest con i comuni di Lizzanello e Castri di Lecce, a sud con i comuni di Calimera e Melendugno, a est con il mare Adriatico.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Clima

Dal punto di vista meteorologico Vernole rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +16 °C, mentre quella del mese più caldo, settembre, si aggira sui +29,1 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.

Classificazione climatica di Vernole: Zona climatica: C Gradi giorno: 1104

Origini del nome Lo storico locale Eugenio De Carlo, in una pubblicazione del 1941, ritiene che Vernulae possa derivare dal verbo latino verno (germogliare, essere primavera) visto il clima mite predominante dei luoghi. Giacomo Arditi, nel 1879, ipotizza le origini da vernatio (deporre le vecchie spoglie) per indicare la rinascita degli abitanti di San LorenzoCorografia Fisica e Storica della Provincia di Terra d'Otranto. Tradizionalmente si pensa che Vernole sia una derivazione da ver in olae (primavera tra gli ulivi) per le distese di ulivi che contraddistinguono il paese.

Storia

Le testimonianze di un primo insediamento umano risalgono all'età del bronzo. Già in età preistorica infatti, si evidenzia una presenza di popolazioni indigene che si insediarono dapprima nel triangolo Acquarica-Acaya-Pisignano dove hanno fatto la loro apparizione i monumenti megalitici, menhir e specchie. Questi insediamenti cominciano a subire mutamenti con nuovi apporti culturali dei Messapi, quindi dei Greci e poi dei Romani. I segni più evidenti della presenza umana appartengono al periodo messapico. In località Pozzo Seccato, presso Acquarica di Lecce, scavi archeologici condotti dall'Università del Salento hanno portato alla luce un insediamento messapico che consisteva in una vera e propria masseria fortificata costruita alla fine del IV secolo a.C. Pozzo Seccato di Acquarica di Lecce.

Le prime notizie scritte su Vernole si hanno nel 1115 nell'atto di donazione al Vescovo di Lecce Formoso Lubelli della "metà del casale di Vernole, che si dice di San Lorenzo" che il normanno Goffredo, conte di Lecce e Ostuni, firma il 15 agosto per il restauro della chiesa maggiore di Lecce. Donazione successivamente confermata da Costanza d'Altavilla, imperatrice e regina di Sicilia il 23 novembre 1195. In seguito alle continue irruzioni saracene gli abitanti decisero di spostarsi nell'attuale sito di Vernole. Del primo nucleo rimangono solo le vestigia della piccola chiesa di San Lorenzo, ormai diroccata. L'appartenenza alla Chiesa Vescovile di Lecce cessò nel 1806. L'altra metà del casale seguì le stesse sorti dinastiche di Lecce fino all'arrivo degli Aragonesi che nel 1463 assegnaro il feudo ai Tarantini. Quindi passò ai Pagano, ai Saluzzo, ai Saraceno ed infine ai Bernardini, ultimi feudatari fino al 1806L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto - Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994. Nel marzo 1865, in seguito alla legge per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, le attuali cinque frazioni cessarono di essere comuni e furono annesse al comune più grande.

La rivolta del 1961

Era il mese di gennaio dell’anno 1961 quando si tennero le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale che vedevano contrapposte la lista della Democrazia Cristiana da una parte e dall’atra una civica composta prevalentemente da cittadini delle frazioni. A Vernole l’aria era già molto tesa in quanto, a causa della complessa legge elettorale in vigore all’epoca, vennero eletti per entrambe le liste dieci consiglieri comunali, nonostante la lista della DC avesse ottenuto un maggior numero di voti. Ad eleggere il sindaco doveva essere il Consiglio Comunale, ma la maggior parte delle sedute non portavano ad avere alcun risultato proprio a causa di questa parità. Un mistero avvolse in quei giorni la piccola comunità dell’est Salento: uno degli eletti nella lista DC, il consigliere Mangè, durante una cena di partito probabilmente, venne colto da un malore e venne a mancare istantaneamente. Tra la paura e lo sgomento dei presenti, si paventò l’ipotesi di un avvelenamento avvenuto tramite alcune sostanze versate nel caffè del malcapitato. La morte del consigliere Mangè portò quindi a una modifica della composizione del Consiglio Comunale, che si ritrovò quasi sul punto di eleggere un sindaco che aveva incassato un numero di voti inferiore. Ma ai cittadini non piaceva la piega che stava prendendo il quadro politico locale, e si radunarono all’ingresso del Municipio, che all’epoca aveva sede presso il Palazzo dove ora si trova il Tabacchi, ma con ingresso in via Sant’Anna. Un centinaio di cittadini sbarrarono l’ingresso del Comune e le autorità locali si ritrovarono nelle condizioni di dover chiedere aiuto alle forze di polizia provinciali, in quanto non erano in grado di reprimere questa spontanea manifestazione. La tensione in paese era sempre maggiore, e nonostante in paese arrivò la squadra speciale della “celere” (così chiamata da alcuni testimoni) i manifestanti vernolesi si scontrarono contro le forze dell’ordine che decisero di fare uso di armi leggere. Alcuni carabinieri si rifugiarono nelle corti di via Sant’Anna e della Piazza, e in loro difesa lanciavano lacrimogeni dileguando alcuni presenti costringendoli a recarsi di corsa a disinfettarsi gli occhi. Nel frattempo il prefetto di Lecce ritenne opportuno prendere una posizione contro la comunità di Vernole e organizzò una spedizione guidata dal Maggiore Perenze, il militare protagonista della cattura del bandito Giuliano in Sicilia, uno dei primi casi di mafia dell’isola. Una decisione che risuonò nella stampa nazionale: “È possibile un dispiego di forze speciali così importante per un paese così piccolo?” Forte della sua esperienza, il maggiore Perenze giunse a Vernole nel pieno delle manifestazioni. Nel frattempo erano state chiuse tutte le attività commerciali e si respirava aria d’assedio. Il maggiore Perenze, forte della sua esperienza, si posizionò in Piazza Vittorio Veneto e con toni accesi invitava i manifestanti a ritirarsi. Ma i vernolesi non la presero bene e reagirono con lancio di pietre verso la polizia e il maggiore Perenze venne privato del suo fucile e del Cappello che venne gettato nella fontana. La celere allora iniziò ad eseguire arresti, caricando nelle camionette chiunque capitasse sui loro passi. Vennero forzati i portoni delle corti dove molti manifestanti si erano nascosti, alcuni riuscirono a scappare, altri recuperarono i traini per gli asini e li gettarono sulla strada per ostacolare il passaggio delle vetture della polizia. A questo punto, le Autorità Provinciali decisero di dare ascolto alle richieste della comunità di Vernole e disposero la fine dell’assedio con la nomina di un commissario prefettizio, dott. Luigi De Mitri, che si sarebbe sostituito al Sindaco fino a nuove elezioni. Fu così che i manifestanti decisero di ritirarsi e quelli che erano stati arrestati vennero processati presso il Tribunale di Lecce, ma non ci furono gravi pene per nessun vernolese.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Chiesa di Maria Santissima Assunta

La chiesa Matrice di Maria Santissima Assunta fu costruita sulle rovine di un precedente edificio nel 1730. Fu consacrata nel 1748. Il campanile è del 1740. La facciata principale, tripartita da due trabeazioni orizzontali, è riccamente decorata secondo i canoni tipici del Barocco leccese. Nella parte inferiore possiede tre nicchie con le statue in pietra dei Santi Oronzo al centro, Giusto e Fortunato ai lati. La parte superiore, con al centro un finestrone finemente lavorato, ha sui lati altre due nicchie con le statue allegoriche della Speranza e della Carità; l'ultima statua situata sul punto più alto della facciata rappresenta la Fede. Il campanile è del 1740. L'interno, con pianta a croce latina a navata unica, conserva altari barocchi scolpiti tra il 1731 e il 1748. Sulla sinistra si trovano gli altari di san Francesco Saverio e di sant'Oronzo, mentre sulla destra gli altari in onore dei santi Donato e Vito e della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. L'altare più antico è quello custodito nel transetto di sinistra e dedicato a Santa Maria delle Grazie, il transetto destro ospita invece l'altare della Natività e quello dedicato al Santissimo Sacramento. Nel 1930 è stato aggiunto, sul lato destro, un cappellone in cui sono conservate le statue dei protettori sant'Anna e san GioacchinoLuciano Graziuso, Vernole e frazioni, dal passato al presente monumenti e documenti.

Chiesa di Sant'Anna La chiesa di Sant'Anna venne edificata tra il 1673 ed il 1680 per mezzo dell'interessamento del curato don Gervasio Sansonetti. Costruita interamente in pietra leccese, presenta una facciata semplice e lineare con una sola trabeazione che la divide in due sezioni: la fascia inferiore è scandita da quattro paraste scanalate sormontate da capitelli in stile corinzio e contiene il portale d'ingresso, affiancato da due nicchie vuote disposte una per lato. Nella fascia superiore si aprono tre archetti traforati che riprendono in parte la decorazione della finestra a vetrata della sezione inferiore. L'interno, con una pianta ad aula unica rettangolare, contiene l'altare principale addossato alla parete. Decorato secondo lo stile barocco di fine Seicento, tra le sue colonne tortili è inserita come pala d'altare una copia dell'originaria tela raffigurante sant'Anna trafugata nel 1991.

Chiesa di Maria Santissima della Visitazione