Il Football Club Crotone, meglio noto come Crotone, è una società calcistica italiana, con sede nella città di Crotone. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano di calcio.

Fu costituita il 20 settembre 1910 con la denominazione di “S.S. Crotone”, ma fu affiliata alla FIGC e partecipò ai primi tornei del calcio italiano nel 1921.La Gazzetta dello Sport di martedì 24 maggio 1921 nel paragrafo "Nuove società affiliate nel mese di aprile" del comunicato ufficiale della Presidenza Federale della F.I.G.C., seduta del 18 maggio 1921 (giornale conservato microfilmato dalla Biblioteca Nazionale Braidense e Biblioteca Comunale Centrale (Milano). Il club fu rifondato nel 1945, dopo la guerra, assumendo il nome di US Crotone. Il sodalizio fallì nel 1979, quando venne rifondato con il nome di AS Crotone, che cambierà più volte denominazione fino all'esclusione dai ranghi della FIGC, nel 1991. Per dare continuità al calcio crotonese un'altra società cittadina chiamata A.P. Nuova Crotone M.J. divenne la naturale continuazione del vecchio sodalizio. L'attuale denominazione fu assunta al termine della stagione 2000-2001, nel campionato di debutto in Serie B.

I colori sociali sono il rosso e il blu. Disputa le partite casalinghe allo stadio Ezio Scida.

Nel 2016 ha partecipato per la prima volta al campionato di Serie A, dove ha disputato (fino al 2021) tre stagioni complessive, occupando il 56º posto della classifica perpetua dal 1929 ed il 66º della tradizione sportiva in Italia.

Storia Dalle origini agli anni settanta

La prima società calcistica crotonese nasce il 20 settembre 1910 con il nome di Società Sportiva Crotona. Il primo consiglio di presidenza è costituito da F. Turano, A. Lucifero, Francesco Torromino e M. Morace. Partecipa ai tornei minori, con qualche apparizione in Prima Divisione Calabra.Partecipò per la precisione ai campionati 1940-1941, 1945-1946 e 1951-1952. Le partite vengono disputate al Campo Sportivo della Marinella, in terra battuta e ubicato in prossimità del lungomare cittadino, e i giocatori sono per la maggior parte gente del luogo che gioca a calcio per passione.

La società cambia denominazione durante gli anni venti e trenta: il nome di Società Sportiva Milone è chiaramente un riferimento al grande atleta crotoniate che dominava nei primi giochi olimpici ai tempi della Magna Graecia. Durante il ventennio fascista la società viene ribattezzata Società Sportiva Fascista Crotone.Con comunicato ufficiale del Direttorio Federale F.I.G.C. n. 19 del 1º dicembre 1937 pubblicato dal giornale Il Littoriale di Roma. Cfr.

Al termine del periodo di inattività per motivi bellici, nel 1945 ha inizio l'era ventennale del presidente Silvio Messinetti. La squadra crotonese si iscrive al campionato di Serie C con la nuova denominazione di Unione Sportiva Crotone."Annuario degli Enti Federali e delle Società 1951-1952" edito a Roma dalla F.I.G.C., pag. 58 (conservato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze). A Crotone arriva l'allenatore ungherese Lajos Politzer e nel campionato 1946-1947 i rossoblù sfiorano la Serie B, venendo sconfitti negli spareggi da Messina e Reggina. La stagione 1950-1951 termina con una salvezza. Il giocatore dell'anno è senz'altro Luciano Comaschi, esterno di ruolo, che mette a segno ben 7 gol in 23 partite, attirando su di sé le attenzioni del che a giugno lo ingaggia facendolo esordire in Serie A.

Nel 1951-1952 la squadra retrocede in quarta serie, nonostante un discreto decimo posto in campionato, a seguito del riordinamento strutturale dei campionati nazionali. La stagione 1952-1953 passa agli annali per aver proposto il primo vero testa a testa in campionato tra Crotone e Catanzaro, che si contendono la promozione. La stagione del "derby della provincia di Catanzaro" è amara per i rossoblù: è la compagine catanzarese a trionfare per soli tre punti in classifica. Seguono altri sei anni consecutivi nella quarta serie, ma il 1959 è l'anno del ritorno in Serie C: l'attacco rossoblù è il migliore del campionato, con 66 gol in 34 partite, e al termine della stagione la squadra riesce a vincere in volata su Akragas e Avellino, assicurandosi il primo posto grazie a un solo punto di vantaggio sulla squadra agrigentina.

Dopo alcuni campionati con alti e bassi, nel 1962-1963 il Crotone retrocede per soli 2 punti in quarta serie. L'anno successivo disputa un campionato molto positivo riuscendo a riottenere immediatamente la Serie C dopo un lungo testa a testa con il . Seguono così quattordici campionati consecutivi in terza serie, durante i quali la squadra crotonese lancia nel grande calcio diversi giovani di valore come Giorgio Fanti, Gaetano Montenegro, Bruno Petroni, Oscar Righetti e Michelangelo Sulfaro.

Nella stagione 1976-1977 il Crotone del presidente Merigliano, allenato da Gianni Corelli, disputa un campionato al termine del quale finisce terza alle spalle di e Paganese, sfiorando la promozione in Serie B. Nonostante alcune vittorie di rilievo, ad esempio il successo nel derby contro la Reggina per 2-1 grazie alla doppietta di Natale, a condannare i crotonesi sono anche le sconfitte negli scontri diretti contro il Bari, vittorioso per 3-2 sia all'andata che al ritorno.

L'annata 1977-1978 inizia negativamente. Malgrado la squadra allestita dal presidente Merigliano annoveri anche giocatori che hanno militato in Serie A, come Abbondanza, le cose si complicano dall'inizio. Il nuovo allenatore Pirazzini esclude dalla squadra la stella Piras; i risultati non arrivano, e a gennaio la squadra viene affidata all'allenatore delle giovanili Luigi Maifredi, alla sua prima esperienza su una panchina. Le cose non vanno meglio e dopo poche partite arriva Oronzo Pugliese, ma non c'è più niente da fare e il Crotone conclude il campionato al penultimo posto. A seguito della modifica del campionato di Serie C, suddiviso in Serie C1 e Serie C2, il Crotone viene retrocesso in Serie C2 per poi essere dichiarato fallito al termine della stagione 1978-1979 che lo vede, per la prima volta nella storia, terminare un campionato all'ultimo posto.

Gli anni ottanta

Nel 1979 la società riparte dalla settima serie, la Prima Categoria, con una nuova denominazione: Associazione Sportiva Crotone. La compagine vince sia il campionato di prima categoria che quello di promozione dell'anno successivo, e nella stagione 1981-1982 disputa così il Campionato Nazionale Dilettanti. I rossoblù, seppur neopromossi, collezionano subito diverse vittorie, tra cui un 6-2 in casa alla Rosarnese. La diretta antagonista per la promozione è la Gioiese, guidata da Franco Scoglio, e le due formazioni in pratica si giocano il campionato negli scontri diretti. Nel primo confronto, in casa, il Crotone non va oltre lo 0-0, con relativi incidenti per un gol annullato e campo squalificato per una giornata. La successiva gara interna, Crotone-Juve Stabia, viene giocata sul neutro di Cosenza, imbiancato da una grande nevicata, e vinta 2-0. Tuttavia i risultati non sono continui, malgrado l'esonero di Pulvirenti e l'arrivo di Mimmo Comito, e la squadra arriva a giocarsi il campionato in casa della Gioiese: il match viene però perso per 1-0 a causa di un autogol. Anche l'Ischia va a precedere in classifica la formazione crotonese.

Nella stagione seguente la squadra rimane competitiva, ed è ancora in lotta per la promozione tra i professionisti: giocatore chiave è il giovane mediano crotonese Luciano De Paola, mentre il nuovo acquisto Pepe risulterà il capocannoniere dei suoi con 12 gol. Guidato dal nuovo allenatore Mario Santececca il Crotone si trova così a rivaleggiare per la promozione con l'Afragolese, appena retrocessa dalla Serie C per irregolarità. All'undicesima giornata c'è il confronto diretto tra le prime della classe: all'Ezio Scida la formazione ospite ottiene la vittoria. Ciononostante i rossoblù riguadagnano presto il primato in classifica, per poi perderlo nuovamente dopo la partita con la Juve Stabia giocata a Gragnano. La trasferta di Nola può riportare il Crotone a riagganciare l'Afragolese, ma in terra campana finisce 1-1: il campionato si decide quindi nello scontro diretto. La partita vede la vittoria per 2-0 dei campani sui calabresi, che per il secondo anno di fila falliscono di poco la promozione.

Alla fine della stagione Santececca viene esonerato insieme al direttore sportivo Pulvirenti. Partono anche tanti elementi della formazione titolare: Giovanni Lucente è il nuovo presidente e il calciomercato porta gli innesti di Crisafulli, Berlingheri, Storace e Scarfone. La stagione 1983-1984 prende avvio con diversi risultati negativi - la rosa è praticamente priva dei titolari - e dopo lo 0-0 interno con la Vibonese il pubblico comincia a contestare la squadra. A novembre, però, vengono acquistati Fantozzi e Bertuzzo, e piano piano Pelle e Bonanni ritornano in condizione: insieme ai rientri arrivano le vittorie, 1-0 sul Cassino e 2-0 sul Corigliano. E malgrado la successiva sconfitta sul campo della capolista , il Crotone vince a Siderno avvicinandosi alla compagine leccese. Si arriva alla sfida di vertice, disputata all'Ezio Scida e vinta 1-0 con rigore di Pelle; dopo il successo contro il Castrovillari alla penultima, nell'ultima giornata contro il Siderno arriva la promozione in Serie C2: le reti decisive nell'occasione sono di Pelle su rigore e Chiappetta. Tuttavia è un ritorno in Serie C2 negativo: la squadra è costretta a lottare per la salvezza, non regge il salto di categoria e al termine della stagione retrocede per tre punti. Dopo la stagione di transizione 1985-1986, in cui la società cambia denominazione in Kroton, il campionato 1986-1987 segna il ritorno in C2: i crotonesi risultano i più forte grazie al miglior attacco e alla miglior difesa del torneo, concludendo la stagione al primo posto con una sola sconfitta al passivo. Questa volta il Crotone del neo-presidente Capogreco si fa trovare pronto e disputa un bel campionato di Serie C2, concludendo la stagione al quarto posto.

Gli anni novanta

Al termine del campionato di Serie C2 1990-1991 arriva la retrocessione per un solo punto e successivamente il secondo fallimento. Dal 1991 al 1993 la Nuova Crotone, altra società cittadina fondata nel 1956, disputa campionati di prima categoria regionale indossando una divisa a strisce verticali gialle e nere.

Nel 1992-1993 la Nuova Crotone assume la denominazione Football Club Crotone Calcio, alla cui guida va il giovane presidente Raffaele Vrenna.

La società inizia dunque a inanellare una serie di promozioni, che nel giro di pochi anni la portano alle soglie delle massime divisioni: in due anni il Crotone passa dalla Promozione calabrese al Campionato Nazionale Dilettanti (C.N.D.). Alla prima stagione nel C.N.D. (1995-1996) il Crotone non va oltre l'undicesimo posto in classifica. Nella stagione successiva, quella 1996-1997, dopo un testa a testa con il Locri, riesce, invece, a centrare la promozione in Serie C2.

Nella stagione 1997-1998, dopo un buon campionato, la squadra crotonese si trova di fronte il Benevento nella finale dei play-off di Serie C2. La partita si tiene sul campo neutro del Via del mare di Lecce, alla presenza di migliaia di tifosi. Al 44' minuto del primo tempo Petitto porta in vantaggio il Benevento; nel secondo tempo i rossoblù rimontano, raggiungendo il pareggio al 53' con un gol di Moschella su calcio di rigore e siglando il sorpasso diciannove minuti più tardi con Balestrieri (entrambi i gol calabresi sono propiziati da Pino Tortora). La stagione 1998-1999, giocata in C1, si chiude con il Crotone salvo al nono posto, con Alessandro Ambrosi capocannoniere del campionato (19 reti).