La gazzella delle sabbie o gazzella delle sabbie d'Arabia (Gazella marica ), conosciuta nella Penisola Arabica anche come reem, è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla tribù degli Antilopini. È una gazzella altamente adattata agli ambienti aridi e sabbiosi della Penisola Arabica e delle regioni adiacenti del Medio Oriente, dove frequenta soprattutto dune, pianure sabbiose e ghiaiose, altopiani desertici e pianure costiere.

Per gran parte del XX secolo venne trattata come sottospecie della gazzella subgutturosa (Gazella subgutturosa), con il nome Gazella subgutturosa marica. Le analisi molecolari hanno tuttavia dimostrato che le due forme appartengono a linee evolutive distinte: G. marica è filogeneticamente più vicina alle nordafricane gazzella di Cuvier (Gazella cuvieri) e gazzella bianca (Gazella leptoceros) che a G. subgutturosa. Il Mammal Diversity Database la riconosce pertanto come specie distinta.

Descrizione

La gazzella delle sabbie è una gazzella di piccole o medie dimensioni, caratterizzata da una corporatura leggera, arti lunghi e sottili e una colorazione particolarmente pallida. La lunghezza testa-corpo è di circa 90-100 cm, l'altezza al garrese generalmente di 55-65 cm e il peso degli adulti si aggira intorno ai 18-25 kg, con i maschi mediamente più grandi delle femmine.

Il mantello varia dal crema al giallo-bruno molto chiaro e appare generalmente più pallido di quello della gazzella subgutturosa. Le parti inferiori, l'interno delle zampe e la regione della groppa sono bianchi. La fascia scura lungo i fianchi, tipica di numerose altre specie del genere Gazella, è molto debole o completamente assente.

Anche il disegno del capo è relativamente poco contrastato. La fronte e gran parte del muso sono chiari, mentre le strisce facciali sono generalmente meno marcate che nella gazzella d'Arabia (Gazella arabica). Gli zoccoli sono scuri.

Le corna sono presenti in entrambi i sessi, carattere importante per distinguerla dalla maggior parte delle popolazioni di G. subgutturosa, nelle quali le femmine sono normalmente prive di corna o ne possiedono di molto ridotte. Nei maschi di G. marica le corna misurano mediamente circa 27 cm, sono fortemente anellate e assumono superiormente una forma leggermente lirata, con le punte rivolte verso l'interno. Quelle delle femmine sono generalmente più corte di circa 10-15 cm, più sottili e relativamente diritte.

La colorazione pallida e la corporatura slanciata costituiscono adattamenti agli ambienti desertici aperti. Rispetto a Gazella arabica, la specie mostra una maggiore affinità per terreni sabbiosi pianeggianti ed evita generalmente montagne, pendii ripidi e substrati fortemente rocciosi.

Tassonomia La gazzella delle sabbie fu descritta nel 1897 dallo zoologo britannico Oldfield Thomas sulla base di un esemplare proveniente dal Najd, nell'Arabia centrale. L'olotipo, un maschio adulto conservato presso il Natural History Museum di Londra con il numero BMNH Mamm.1897.1.14.5, costituisce il riferimento nomenclaturale della specie.

La sua classificazione è stata a lungo controversa. Thomas la descrisse originariamente come specie distinta, ma nel 1951 Ellerman e Morrison-Scott la considerarono una sottospecie della gazzella bianca, con il nome Gazella leptoceros marica. Successivamente venne associata alla gazzella subgutturosa e per diversi decenni fu generalmente indicata come Gazella subgutturosa marica.

Le analisi del DNA mitocondriale pubblicate nel 2011 mostrarono tuttavia che Gazella subgutturosa nella sua accezione tradizionale era polifiletica. Le gazzelle delle sabbie dell'Arabia formavano una linea nettamente distinta dalle popolazioni asiatiche di G. subgutturosa e risultavano invece più strettamente imparentate con Gazella cuvieri e Gazella leptoceros.

Analisi successive hanno confermato questa struttura filogenetica. Nel cosiddetto clade delle gazzelle subgutturose, G. subgutturosa e Gazella bennettii costituiscono un gruppo, mentre G. marica, G. cuvieri e G. leptoceros ne costituiscono un altro.

Il riconoscimento di G. marica come specie distinta è oggi adottato dal Mammal Diversity Database e dalla Lista rossa IUCN.

La forma karamii Un ulteriore problema tassonomico riguarda una piccola gazzella dell'Iran sud-occidentale descritta da Colin Groves nel 1993 come Gazella bennetti karamii, sulla base di un esemplare raccolto nel 1929 a est di Borazjan, presso Bushehr. La forma venne successivamente indicata come Gazella bennettii karamii e, nella revisione di Groves e Grubb del 2011, elevata al rango di specie con il nome Gazella karamii.

L'analisi morfometrica del cranio dell'olotipo, pubblicata nel 2013, mostrò tuttavia che esso rientrava nella variabilità di Gazella marica e gli autori sinonimizzarono quindi G. karamii con quest'ultima. Questa interpretazione è oggi adottata dal Mammal Diversity Database, che include esplicitamente karamii tra i sinonimi di G. marica.

La situazione delle popolazioni iraniane rimane comunque complessa. Nel 2019 un'analisi genetica di gazzelle selvatiche dell'Iran sud-occidentale ha rilevato aplotipi mitocondriali attribuibili a G. marica nella Mond Protected Area, nella provincia di Bushehr, e in una popolazione della provincia del Khuzestan.

La popolazione della Mond Protected Area potrebbe rappresentare una popolazione naturale relativamente pura di gazzella delle sabbie, mentre quella del Khuzestan comprendeva aplotipi di G. marica e di G. subgutturosa ed era stata interessata da traslocazioni. Gli autori hanno pertanto sottolineato la necessità di analisi basate anche su marcatori nucleari e genomici prima di definire con certezza l'estensione naturale della specie in Iran.

Distribuzione La distribuzione storica della gazzella delle sabbie comprendeva gran parte delle pianure desertiche della Penisola Arabica e si estendeva verso nord attraverso la Mesopotamia e la Siria meridionale.

Secondo il Mammal Diversity Database, alla specie sono associate segnalazioni in Arabia Saudita, Oman, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Yemen, Giordania, Iraq, Siria, Turchia e Iran. Lo stato delle popolazioni varia tuttavia enormemente tra questi paesi e la semplice presenza nelle mappe tassonomiche non implica l'esistenza di popolazioni naturali numerose e attuali.

Le popolazioni selvatiche meglio documentate sopravvivono oggi soprattutto in Arabia Saudita, Oman ed Emirati Arabi Uniti. In Giordania rimangono nuclei molto piccoli nel deserto orientale. La situazione in Iraq è scarsamente conosciuta, mentre la presenza contemporanea di popolazioni naturali in Kuwait, Qatar, Siria e Yemen è incerta o fortemente ridotta. In Turchia sono stati liberati animali provenienti dal centro di allevamento di Ceylanpınar.

La presenza naturale nell'Iran sud-occidentale, a ovest dei Monti Zagros, è stata suggerita dai dati genetici pubblicati nel 2019. Aplotipi mitocondriali di G. marica sono stati identificati nella provincia di Bushehr e nel Khuzestan, indicando che la specie potrebbe essere naturalmente presente nelle pianure sabbiose e desertiche dell'Iran sud-occidentale.

Habitat La specie è fortemente associata agli ambienti desertici pianeggianti. Frequenta soprattutto deserti sabbiosi, dune e cordoni dunali, pianure di sabbia e ghiaia, altopiani calcarei relativamente pianeggianti, superfici basaltiche aperte e pianure costiere. Evita generalmente rilievi ripidi e fortemente rocciosi.

Nel Rub' al-Khali, il grande deserto sabbioso dell'Arabia meridionale, utilizza tanto le dune quanto le depressioni e le pianure interdunali, spostandosi in relazione alla disponibilità stagionale della vegetazione.

Uno studio pubblicato nel 2025 sulla popolazione reintrodotta nell'area protetta di 'Uruq Bani Ma'arid, in Arabia Saudita, ha mostrato che, a distanza di circa vent'anni dalle reintroduzioni, le gazzelle delle sabbie conservavano una netta preferenza per gli habitat aperti e sabbiosi dell'interno della riserva, distinguendosi ecologicamente dalle gazzelle d'Arabia, maggiormente associate alle aree rocciose occidentali.

Biologia La gazzella delle sabbie è una specie mobile e, a differenza di molte popolazioni di gazzella d'Arabia, non è strettamente territoriale. La distribuzione estremamente irregolare delle precipitazioni negli ambienti desertici favorisce spostamenti stagionali su distanze considerevoli alla ricerca di vegetazione appena germogliata.

Durante l'inverno, quando le temperature sono più basse e le precipitazioni possono produrre temporanee esplosioni di vegetazione, gli animali possono riunirsi in gruppi relativamente grandi. Storicamente sono state osservate mandrie comprendenti diverse decine e occasionalmente fino a un centinaio di individui. Durante le stagioni più difficili i gruppi tendono invece a frammentarsi.

Nell'area protetta di 'Uruq Bani Ma'arid le gazzelle reintrodotte hanno mostrato movimenti stagionali ben definiti: durante la stagione fresca si spostavano maggiormente verso l'interno del Rub' al-Khali, mentre nei mesi più caldi si concentravano più vicino al margine occidentale dell'area protetta.

Anche il ritmo di attività cambia con la temperatura. Durante la stagione calda la specie presenta un'attività prevalentemente crepuscolare e notturna, riducendo gli spostamenti nelle ore centrali della giornata; durante la stagione fresca l'attività diviene invece in larga misura diurna e crepuscolare.

Osservazioni effettuate in cattività in Qatar hanno confermato una marcata plasticità stagionale nell'attività quotidiana, con alimentazione, locomozione e riposo modulati dalle condizioni termiche.

Alimentazione La specie è un erbivoro opportunista capace di alternare pascolo e brucatura in funzione delle risorse disponibili. Consuma graminacee, piante erbacee, foglie, germogli, frutti e parti succulente delle piante desertiche.

Nell'Arabia settentrionale la dieta comprende graminacee del genere Stipagrostis, specie di Tribulus e numerose Amaranthaceae, tra cui Atriplex, Suaeda e Traganum nudatum. In Bahrain e nelle regioni orientali sono state osservate gazzelle alimentarsi anche di Heliotropium crispum e Helianthemum lippii.

La disponibilità stagionale delle piante effimere è particolarmente importante dopo le precipitazioni. Durante i lunghi periodi asciutti vengono invece utilizzati maggiormente arbusti e altre piante perenni.

La gazzella delle sabbie è fortemente adattata alla scarsità d'acqua e può vivere per lunghi periodi senza bere direttamente. Gran parte del fabbisogno idrico viene ottenuta dalla vegetazione. Nell'Arabia settentrionale è documentato il consumo della coloquintide (Citrullus colocynthis), i cui frutti ricchi d'acqua possono costituire un'importante fonte di liquidi durante i periodi più asciutti.

Riproduzione

La riproduzione mostra una marcata stagionalità nelle popolazioni selvatiche. Nella Penisola Arabica il periodo principale degli accoppiamenti cade generalmente in autunno, con un picco intorno a ottobre.

La gestazione dura circa 156 giorni, poco più di cinque mesi, e la maggior parte delle nascite avviene tra marzo e aprile.

La specie è notevole tra le gazzelle arabe per la frequenza relativamente elevata dei parti gemellari. Possono tuttavia nascere anche piccoli singoli, soprattutto nelle femmine giovani o in condizioni ambientali meno favorevoli.

I piccoli sono precoci e possono stare in piedi e camminare poco dopo la nascita. Durante le prime settimane rimangono spesso nascosti mentre la madre si alimenta nelle vicinanze.

Le femmine possono raggiungere la maturità sessuale già durante il primo anno di vita, sebbene in natura la prima riproduzione dipenda fortemente dalle condizioni nutrizionali.

Conservazione La Lista rossa IUCN classifica la gazzella delle sabbie come vulnerabile (VU) secondo il criterio C2a(i).