La medicina dell'arte e dello spettacolo è una branca della medicina (anche nota più semplicemente come “medicina dell'arte” o, in ambito accademico, come "medicina delle arti performatiche" o, frequentemente ma erroneamente, come “medicina dello spettacolo”; in inglese Performing Arts Medicine; in francese: Médecine des Arts) che si occupa almeno dei seguenti due grandi ambiti di ricerca e di azione:
la prevenzione, la diagnosi, il trattamento (medico, chirurgico e/o psicologico) e la riabilitazione delle malattie degli artisti del mondo della danza, del circo, della musica e delle arti della voce (canto, recitazione, etc.) e delle arti miste (musical, busking, etc.). l'elaborazione di percorsi di ricerca umanistica per “curare l'arte” in ciò totalmente differenziandosi dalla medicina dello sport e dalla medicina del lavoro, branche sorelle ma differenti in toto. Questo secondo ambito è florido e caratterizzante gli studi e le ricerche accademiche soprattutto italiane e francesi.
Tali linee di ricerca e di azione sono seguite sia negli ambienti clinici e negli ambulatori sia nelle aule delle accademie, dei conservatori, etc., quindi onstage ('sul palcoscenico') e offstage ('fuori dal palcoscenico').
Chi sono gli specialisti
In atto, tale branca della medicina è, in Italia, priva di un corso di specializzazione post lauream, pertanto di essa possono, se accuratamente formati sul campo, occuparsi medici laureati e abilitati all'esercizio della professione, psicologi, logopedisti e fisioterapisti laureati ed abilitati all'esercizio della professione nonché audioprotesisti, infermieri e altri professionisti della prevenzione e della riabilitazione. Tra i medici, in genere, la professano, a volte a tempo pieno, alcuni tra i fisiatri, i foniatri, i neurologi, gli ortopedici e gli otorinolaringoiatri.
Va, però, precisato che ormai è sempre più attestata la differenza tra le ultraspecializzazioni delle branche specialistiche di questi ultimi (chiamate in Italia, per esempio, “foniatria artistica”, “fisiatria artistica” etc.) e la medicina dello spettacolo propriamente detta, che ha significazioni almeno iperonimiche.
Va anche chiarito che il lavoro di un clinico formato in medicina delle arti non coincide con l'uso dell'arte e della musica a fini preventivi, diagnostici, terapeutici e/o riabilitativi. C'è, cioè, una chiara differenza, anche ai sensi di legge, dalla musicoterapia e dall'arteterapia, le quali non rientrano nelle aree cliniche riconosciute dalla medicina ufficiale e, in ogni caso, hanno filosofia di base, metodologie, prassie e fini differenti da quelli della medicina al servizio degli artisti.
Infine, va specificato che anche chi non ha un titolo medico o riabilitativo ma è un insegnante oppure un professionista, per esempio, delle arti del canto o della danza o della musica può mettersi al fianco degli specialisti, se si è previamente perfezionato in questo. Quella degli “Atletologi formati in Medicina dell'Arte”, che finisce per rappresentare concretamente il tratto di unione tra artisti e sanitari, è, infatti, secondo le linee internazionali elaborate nel 2022 da Alfonso Gianluca Gucciardo, una figura cruciale per poter agire prontamente (arrivando spesso con più facilità e prima degli stessi sanitari) al fine sia di formare all'autoascolto e all'autotrattamento gli artisti sia di offrire loro specifiche azioni di prevenzione e di primo soccorso nonché una attenta riatletizzazione nei casi di possibile incidente/problema.
Destinatari, statistiche e tassonomia Gli attori, i cantanti, i musicisti, i danzatori, i circensi, gli artisti di strada e tutti coloro che, a vario titolo ed a vario livello, professano le performing arts.
Escludendo quelle acute da incidenti di palcoscenico o similari, le patologie più frequenti che la medicina dello spettacolo può trattare per singola arte sono:Cfr. Sataloff R.T. – Brandfonbrener A.G. – Lederman R.J., Performing Arts Medicine, Plural, San Diego 2009Cfr. Goudard Ph. (ed.), Les arts du cirque, CMB, Paris 2010
per i circensi e i danzatori: problematiche ortopediche e neurologiche (incluse distonie e paralisi) e psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright); per i cantanti/attori/doppiatori/ventriloqui: noduli cordali, polipi cordali, laringoceli, disassiamenti aritenoidei, paralisi cordali, gastroesofagopatie, patologie psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright); per i musicisti: allergopatie, neuropatie periferiche, overouse syndromes, distonia focale, patologie psicologiche (disturbi di attacco di panico, stage fright); per le maestranze: allergopatie, neuropatie periferiche, tumori del cavo rinofaringeo, etc.
Storia Sebbene sia, forse, Antifonte di Ramnunte – nella Ipotesi che si trova ad esordio della Orazione sul coreuta (412 a. C.) – uno dei primi a parlare di “cura della voce” in un'ottica che potrebbe richiamare ante litteram la medicina delle arti, è nel ventesimo secolo che un fiorire di studi settoriali o compositi ha portato alla definizione della medicina dell'arte e all'approfondimento di molti dei suoi settori. Prima, essa è come se fosse stata un tutt'uno con la medicina del lavoro, almeno da quando, nei primi anni del '700, quest'ultima è nata con Bernardino Ramazzini.
Riviste indicizzate su PubMed La medicina dell'arte è approfondita e trattata all'interno della rivista scientifica Medical Problems of Performing Artists,https://www.sciandmed.com/mppa/ indicizzata su PubMed.
Percorsi di Formazione Accademici
Dal 2024 in Italia, è possibile accedere al Master universitario di primo livello in medicina delle arti performatiche. Il master vede Alfonso Gianluca Gucciardo come direttore scientifico e didattico, Beppe Vessicchio come direttore artistico e Lara Fabian come testimonial per la prevenzione e la cura degli artisti.
A Milano, all'Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi di Milano e l'Istituto Auxologico, si tiene il Master Universitario di II livello in Medicina Riabilitativa per artisti da palcoscenico, che è coordinato da Laura Perucca e vede la direzione scientifica di Rosa Maria Converti.
Per le figure non mediche e non riabilitative, è disponibile, invece, una formazione accademica a parte; si tratta del perfezionamento universitario annuale in “Atletologia per prendersi cura degli artisti / Performing Arts Medicine related Athletology”.
Note
Bibliografia
Goudard Ph., Le cirque entre l'élan et la chute. Une esthétique du risque, Espaces 34, Saint-Gély-du-Fesc 2010 Goudard Ph., Les arts du cirque, CMB, Paris 2010 Gucciardo A.G., Disodie sesso-correlate? Un contributo alla medicina dell’arte, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, III, Omega, Torino 2005, 337-342 Gucciardo A.G. – Di Mirto C., Doping e Medicina dell'Arte. Aspetti medici, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, V, Omega, Torino 2009, 509-524 Gucciardo A.G., Quale medico per l'artista della voce. Nella e oltre la Evidence Based Medicine, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, VI, Omega, Torino 2010 Gucciardo A.G., Silenzio e Voce. Per lib(e)rare il sé in scena e in ogni dove, Qanat, Palermo 2016 Gucciardo A.G., Curare l'Arte, il Corpo e la Voce. Conoscere, prevenire, riconoscere e guarire in Medicina dello Spettacolo, Qanat, Palermo 2017 Gucciardo A.G., Successi e insuccessi, ferite e feritoje in medicina dello spettacolo, in foniatria e in fonopedìa, Qanat, Palermo 2019 Gucciardo A.G., La médecine des arts du spectacle vivant. Histoire, diffusion internationale, pensée, éthique et pratiques. La medicina delle arti e dello spettacolo vivente. Storia, diffusione internazionale, pensiero, etica e prassi, Thèse de Doctorat, Université 3, Montpellier 2022; https://hdl.handle.net/11570/3244413 Sataloff R.T., Professional Voice. The science and art of clinical care, RavenPress, New York 1991 Sataloff R.T. – Brandfonbrener A.G. – Lederman R.J., Performing Arts Medicine, Plural, San Diego 2009 Sturniolo G., Doping e arte. Alcune considerazioni psicologiche, in: Fussi F. (ed.), La voce del cantante, V, Omega, Torino 2009, 525-538
Categoria:Medicina
Categoria:Arti performative