La provincia di Perugia è un ente locale territoriale dell'Umbria che ha come capoluogo Perugia e conta abitanti. Dal 1927 al 1933 ebbe come sigla automobilistica PU, successivamente assunse la sigla PG. Confina a nord e a est con le Marche (provincia di Pesaro e Urbino, provincia di Ancona, provincia di Macerata, provincia di Fermo e provincia di Ascoli Piceno), a sud con il Lazio (provincia di Rieti) e con la provincia di Terni, a ovest con la Toscana (provincia di Siena e provincia di Arezzo).

È la provincia più estesa dell'Umbria e con i suoi 59 comuni è la prima provincia umbra per numero di suddivisioni, di cui occupa i tre quarti del territorio e la settima dell'intero territorio nazionale. La provincia si estendeva in tutto il territorio umbro tanto che in passato era nota anche come provincia dell'Umbria, comprese Rieti e la Sabina sino al 4 marzo 1923 che per decreto regio furono unite alla provincia di RomaRegio Decreto 4 marzo 1923, n. 545 fino al 1927, anno d'istituzione della provincia di Rieti (costituita con parte del territorio aquilano) e della provincia di Terni.

Storia Provincia dell'Umbria La provincia dell'Umbria fu una provincia italiana costituita nel 1860 dal regio Commissario generale straordinario Gioacchino Napoleone Pepoli (decreto n. 197 del 15 dicembre 1860); comprendeva i territori corrispondenti alle delegazioni pontificie di Perugia, Orvieto, Rieti e Spoleto. La provincia dell'Umbria era suddivisa nei sei circondari di Perugia, Foligno, Orvieto, Rieti, Spoleto e Terni.

Il 2 marzo 1923 subì il distacco del circondario di Rieti e dei comuni nella Valle del Tevere parte della ex provincia pontificia Sabina, che furono aggregati alla provincia di Roma; il 6 dicembre 1926, a seguito dell'istituzione della provincia di Terni, fu ridenominata provincia di Perugia.

La confusione amministrativa Nel 1921 la Giunta comunale di Terni avanzò la proposta di suddivisione nelle due province di Perugia e Terni. Con l'arrivo del Fascismo il dibattito s'interruppe per breve tempo, fino al 1923, a seguito dell'aggregazione dei circondari di Rieti e di Cittaducale alla provincia di Roma o del LazioR.D. 4 marzo 1923, n. 545: contemporaneamente furono soppressi i tribunali di Spoleto e Orvieto, le cui giurisdizioni passarono sotto il neoistituito tribunale di Terni.

Il dibattito continuerà, negli anni seguenti, nell'esaltazione delle peculiarità territoriali (a volte retoriche) di una Terni dove «convergono quattro tronchi ferroviari, città punto di confluenza di cinque vallate, che occupa un posto rilevante nei commerci e nell'industria»Città di Terni, Breve Relazione sull'opportunità del decentramento amministrativo dell'Umbria, Officina Tipografica "L'Economica", Terni 1923. e prese di posizione fortemente conservative del prefetto dell'Umbria: «Lozzi riteneva che non avesse consistenza (la provincia di Terni), specie dopo lo smembramento di Rieti e la concessione di maggiore autonomia alle Prefetture».Renato Covino, Dall'Umbria verde all'Umbria rossa, Einaudi, Torino. Si trattava dunque di scontri politici in seno ai dirigenti del Partito Nazionale Fascista ternano e perugino. Nelle stesse dispute politiche si inserivano i rapporti fra le varie città umbre: per la prima volta Terni stava acquisendo autorità amministrativa su Spoleto, mentre Orvieto e Foligno avrebbero richiesto maggiore centralità politica dell'antica provincia dell'Umbria.

La confusione amministrativa non cessò quando fu esclusa la possibilità di costituire una nuova provincia composta dai circondari di Terni e Rieti. Si discusse ancora sulla possibilità di creare una provincia della Tuscia (provincia di Viterbo), del Lazio, e della Sabina con capoluogo Terni o Rieti. Di contro una forte opposizione antiternana proponeva l'annessione del circondario di Orvieto alle province di Viterbo, Roma o Siena.

La politica di Elia Rossi Passavanti Successivamente, si pose il problema del controllo del bacino del Nera e del Velino, tema di scontro tra il comune di Terni, la società Terni e la provincia dell'Umbria. Fu in questi anni che entrò in gioco Elia Rossi Passavanti, deputato prima e podestà di Terni poi. Fu grazie a lui se si arrivò alla realizzazione della provincia di Terni. Sposato con una dama di corte della regina, era ben inserito negli ambienti della nobiltà ed, essendo stato inserito nella lista fascista della circoscrizione Umbria-Lazio per la scelta dei vertici del PNF, era altresì conosciuto tra le alte cariche del regime.

Nel 1926 non si discuteva più se fare la nuova provincia dell'Umbria meridionale, ma come farla. Rieti preferiva l'accorpamento con Roma; Orvieto e Todi, a causa della loro caratterizzazione agricola, avrebbero dovuto rimanere con Perugia, che tra l'altro non voleva perdere il prestigio di capoluogo "forte"; storica era la conflittualità tra Terni e Spoleto.

Si ipotizzò una circoscrizione provinciale formata dai comuni della Valnerina fino a Visso e Leonessa; verso il Lazio, con l'accorpamento dei comuni di Orte, Morro Reatino, Labro, Configni, Vacone, Rocchette, Montebuono, Tarano, Montasola e CottanelloOttavio Donatelli, La Provincia del Nera, L'Economica, Narni 1926, e quando ormai era questione di giorni, il prefetto Mormino propose che questa provincia avrebbe dovuto riunire i circondari di Rieti e di Terni, alcuni comuni della Valnerina (Preci, Norcia, Vallo di Nera, Sant'Anatolia di Narco, Poggiodomo, Scheggino e Monteleone di Spoleto) e i comuni "di confine" Visso, Leonessa e OrteRelazione del Prefetto dell'Umbria al ministro dell'Interno, 30 novembre 1926..

Rieti poi riuscì a istituire una propria provincia. I comuni della Valnerina Cascia, Norcia, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera, che prima avevano richiesto l'aggregazione a Terni, successivamente, tranne Norcia, si opposero e rimasero legati alla Provincia di Perugia. La scelta fu dunque di unire il circondario di Orvieto, che aveva già manifestato intenzioni "separatiste", alla nuova realtà amministrativa.

La vicenda giunse alla conclusione con il pacchetto licenziato dal Consiglio dei ministri il 6 dicembre 1926 con il quale venivano istituite le nuove province (Aosta, Vercelli, Varese, Savona, Bolzano, Gorizia, Pistoia, Pescara, Rieti, Terni, Viterbo, Frosinone, Brindisi, Matera, Ragusa, Castrogiovanni, Nuoro), ufficializzate con il Regio Decreto Legislativo del 2 gennaio 1927 n. 1/1927 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali". Nello stesso anno furono soppressi i circondari che costituivano circoscrizioni subprovinciali sedi di sottoprefettura e tribunale.

Provincia di Perugia Nel 1927 venne distaccato il territorio dei circondari di Orvieto e di Terni (salvo alcuni aggiustamenti minori), istituendo la nuova provincia di TerniR.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1; nello stesso anno ottenne i comuni di Monte Santa Maria Tiberina e Monterchi, già appartenenti alla provincia di Arezzo.R.D.L. 31 marzo 1927, n. 468, art. 1.

Nel 1929 cedette il comune di Visso alla provincia di Macerata.R.D.L. 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1.

Simboli Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 20 settembre 1928.

Il grifo appare sulle insegne di Perugia fin dall'XI secolo e anche oggi è sullo stemma della città ma posto in posizione rampante. È riprodotto un bronzo d'epoca etrusca posto sopra il portale del Palazzo dei Priori di Perugia. Dal 1933 al 1943 allo stemma provinciale era aggiunto il capo del Littorio.

Sia il gonfalone che la bandiera sono costituiti da un drappo di azzurro.

Onorificenze I comuni o le città della provincia decorati da medaglia sono quattro; quattro sono state conferite dai presidenti della Repubblica per le sofferenze e sacrifici subiti durante la seconda guerra mondiale.

Il 9 giugno 1898, la città di Perugia è stata insignita della medaglia d'oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale"Quirinale.it Conferimento medaglia d'oro (Perugia) con la seguente motivazione:

"A ricordare l'eroiche gesta compiute dalla cittadinanza di Perugia nel 1859. Nel giugno del 1859 si consumarono le cosiddette «stragi di Perugia», una serie di asperrimi combattimenti fra i difensori della città, che si era ribellata al governo di Roma, e i reggimenti svizzeri, che riconquistarono successivamente le altre città ribelli dell'Umbria e delle Marche."

Numerosi attestati a partire dal 28 marzo 1944, furono assegnati alla popolazione di Marsciano, che ha visto soccombere alla bruta violenza fascista i fratelli Ceci, fucilati per aver rinunciato alla guerra, il 28 marzo 1944. Il premio provinciale fu attestato con le seguenti parole: "Marsciano ha visto morire questi baldi giovini, e la popolazione giunta allo stremo per colpa della dittatura fascista, ha sopportato rapine, bombardamenti, aggressioni e ricatti da parte di gerarchi o altri organi fascisti, ciò è stato il tassello iniziale per uno sviluppo veramente importante per Marsciano."

Il 22 novembre 1961, la città di Foligno è stata insignita dal presidente delle Repubblica, di medaglia d'argento al valor civile con la seguente motivazione:

"Sopportava con fiero comportamento ripetuti bombardamenti che arrecavano gravi distruzioni agli impianti ed ai fabbricati e numerose perdite di vite umane. Partecipava con intrepido coraggio alla lotta per la liberazione, offrendo alla resurrezione della patria un largo tributo di sangue dei suoi figli migliori."

Il 26 gennaio 2004, la città di Assisi è stata insignita della medaglia d'oro al merito civileQuirinale.it Conferimento Medaglia d'Oro (Assisi) con la seguente motivazione:

"Con spirito cristiano ed encomiabile virtù civile, durante l'ultimo conflitto mondiale, si distinse per particolari iniziative e atti umanitari che evitarono la distruzione di un inestimabile patrimonio artistico e consentirono la salvezza di numerosi perseguitati politici, ebrei, profughi e sfollati, nonché la cura di migliaia di feriti di ogni nazionalità, ricoverati nelle strutture sanitarie cittadine. Splendido esempio di amore per il prossimo e di solidarietà tra i popoli. Assisi, 1943/1944."

Il 9 novembre 2005, la città di Magione è stata insignita della medaglia di bronzo al merito civileQuirinale.it Conferimento Medaglia di bronzo (Magione) con la seguente motivazione:

"Partecipava con fierezza e profonda fede in un'Italia democratica alla lotta partigiana, subendo, da parte delle truppe tedesche in ritirata, una feroce rappresaglia nella quale venivano uccisi undici suoi concittadini. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. 8 giugno 1944 – Fraz. Agello – Montebuono/Magione (PG)"

La città di Pietralunga è stata insignita della medaglia di bronzo al valor militare per la guerra di liberazione.

Geografia fisica Idrografia

L'unico lago importante sul territorio provinciale è il Lago Trasimeno, quarto lago d'Italia per estensione. Si segnalano poi il lago di Corbara e il piccolo lago di Arezzo, nei pressi di Spoleto, ai confini con la provincia di Terni. Da citare sono anche le note Fonti del Clitunno, in prossimità di Pissignano (Campello sul Clitunno): oltre ad esser state cantate dal poeta Giosuè Carducci, sono importanti in quanto il piccolo lago è la rimanenza di un grande bacino che un tempo occupava l'Alta Valle del Tevere e la Valle Umbra, per la lunghezza di 115 chilometri, da Sansepolcro a Terni: il lago era diviso in due parti, la prima denominata "lacus umber" e la seconda "lacus clitorius".