L'investitore intelligente (titolo originale The Intelligent Investor) è un saggio fondamentale sugli investimenti finanziari di Benjamin Graham, pubblicato nella sua prima versione nel 1949. Benjamin Graham, stimato professore di finanza alla Columbia University di New York, molti anni prima aveva scritto l'altrettanto famoso Security Analysis, un testo che era stato pubblicato per la prima volta nel 1934.

Contesto e storia The Intelligent Investor è basato sul value investing, un approccio d'investimento che Graham iniziò ad insegnare alla Columbia Business School nel 1928. L'autore fa tesoro di quanto appreso durante gli eccessi degli anni '20, con le speculazioni di borsa che mandavano alle stelle i prezzi delle stesse, e di quanto occorse nel successivo decennio degli anni '30, in cui rovinosamente le quotazioni crollarono o si ridimensionarono. Per questo il saggio rappresenta un epocale cambiamento nell'approccio nella selezione delle azioni e nella visione del mercato nel suo insieme.

Egli lo spiega così:

La prefazione di Warren Buffett Secondo la prefazione di Warren Buffett, personaggio che ha letto e riletto il libro innumerevoli volte come da lui stesso sottolineato, i capitoli più importanti sono due: l'ottavo ("L’investitore e le fluttuazioni del mercato") e il ventesimo ("Il margine di sicurezza come concetto centrale degli investimenti)". Infatti essi trasmettono, rispettivamente, una spiegazione di come deve porsi il soggetto davanti alle brusche variazioni di prezzo determinate dagli operatori del mercato azionario e come ridurre il rischio di aver sopravvalutato un titolo in borsa grazie al concetto di "margine di sicurezza". Warren Buffett precisa che il libro del suo maestro è stato così lungimirante da fargli cambiare prospettiva per sempre oltre che ad averlo meglio orientato in tema di investimenti finanziari.

Edizioni Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1949, fu rivisto più volte da Graham. L'ultima revisione, pubblicata nel 1973 come "Fourth Revised Edition" (Quarta Edizione Rivista), includeva una prefazione e appendici a cura di Warren Buffett. I commenti e le nuove note sono state aggiunte alla quarta edizione da Jason Zweig e la nuova revisione è stata pubblicata nel 2003.

Benjamin Graham e Jason Zweig, The Intelligent Investor (Edizione rivista 1973), HarperBusiness Essentials, 2003, 640 pages. ISBN 0-06-055566-1. Benjamin Graham, The Intelligent Investor (riedizione del 1949), Collins, 2005, pp. 269, ISBN 0-06-075261-0.

Il 7 luglio 2015 è stata pubblicata anche una versione audio integrale dell'edizione rivista di The Intelligent Investor.

L'11 settembre 2020 è stata pubblicata la versione italiana del saggio con il titolo "L'investitore Intelligente", curata da Paolo Basilico e tradotta da Ilaria Katerinov.

Contenuti del libro edizione americana (2003) Introduction: What This Book Expects to Accomplish Commentary on the Introduction Investment versus Speculation: Results to Be Expected by the Intelligent Investor The Investor and Inflation A Century of Stock Market History: The Level of Stock Market Prices in Early 1972 General Portfolio Policy: The Defensive Investor The Defensive Investor and Common Stocks Portfolio Policy for the Enterprising Investor: Negative Approach Portfolio Policy for the Enterprising Investor: The Positive Side The Investor and Market Fluctuations Investing in Investment Funds The Investor and His Advisers Security Analysis for the Lay Investor: General Approach Things to Consider About Per-Share Earnings A Comparison of Four Listed Companies Stock Selection for the Defensive Investor Stock Selection for the Enterprising Investor Convertible Issues and Warrants Four Extremely Instructive Case Histories and more A Comparison of Eight Pairs of Companies Shareholders and Managements: Dividend Policy "Margin of Safety" as the Central Concept of Investment Postscript Commentary on Postscript Appendixes The Superinvestors of Graham-and-Doddsville Important Rules Concerning Taxability of Investment Income and Security Transactions (in 1972) The Basics of Investment Taxation (Updated as of 2003) The New Speculation in Common Stocks A Case History: Aetna Maintenance Co. Tax Accounting for NVF's Acquisition of Sharon Steel Shares Technological Companies as Investments Endnotes Index

edizione italiana (2020) Introduzione: che cosa si prefigge di ottenere questo libro COMMENTO ALL’INTRODUZIONE

Investimento e speculazione: i risultati che l’investitore intelligente può attendersi L’investitore e l’inflazione Un secolo di storia del mercato azionario: il livello dei prezzi all’inizio del 1972 La strategia generale di portafoglio: l’investitore difensivo L’investitore difensivo e le azioni ordinarie La strategia di portafoglio dell’investitore intraprendente: approccio negativo La strategia di portafoglio per l’investitore intraprendente: il lato positivo L’investitore e le fluttuazioni del mercato Investire nei fondi di investimento L’investitore e i suoi consulenti L’analisi dei titoli per l’investitore dilettante: l’approccio generale Aspetti da considerare sugli utili per azione Un confronto fra quattro società quotate La selezione dei titoli per l’investitore difensivo La selezione dei titoli per l’investitore intraprendente Le emissioni convertibili e i warrant Quattro case study estremamente istruttivi Un confronto tra otto coppie di aziende Azionisti e management: la politica dei dividendi Il «margine di sicurezza» come concetto centrale degli investimenti

Poscritto Appendici

Investimento vs speculazione Nel primo capitolo del libro Graham distingue tra investimento e speculazione. In particolare, egli riprende la definizione di investimento già presente in Security Analysis (1934):

In altre parole, secondo Graham l'attività d'investimento deve possedere 3 elementi, senza i quali è pura speculazione, ossia: analisi approfondita di una società e verifica della solidità del suo business, prima di acquistarne le azioni; protezione calcolata del capitale contro eventuali perdite importanti; ritorno adeguato (non straordinario) sull'investimento.

L'investitore, dunque, calcola il valore delle azioni in base al valore della società e del suo business; lo speculatore, invece, scommette che il prezzo delle azioni salirà e che qualcuno sarà disposto a comprarle anche ad un prezzo alto. Il primo giudica "il prezzo di mercato in base a standard di valore stabiliti"; il secondo, invece, "basa [i propri] standard di valore in base al prezzo di mercato". L'uno non dà alcun valore alle quotazioni dei titoli; per l'altro "sono come ossigeno".

L'investitore intelligente naturalmente sa che laddove c'è un'opportunità di profitto, c'è anche una certa percentuale di rischio: il rendimento e il rischio sono inevitabilmente correlati, né esistono investimenti redditizi privi di rischiosità. Tuttavia, sottolinea Graham, il rischio legato all'investimento cresce vertiginosamente nel momento in cui l'investitore: non possiede conoscenze e competenze appropriate; rischia nella speculazione più denaro di quanto possa permettersi effettivamente di perdere; segue il mercato, lasciandosi influenzare dal giudizio altrui e sopraffare dalle emozioni.

Il portafoglio dell'investitore Secondo la visione tradizionale, il tasso di rendimento è più o meno proporzionale al grado di rischio che l'investitore è pronto a correre. Tuttavia, secondo Graham, "il tasso di rendimento ricercato deve dipendere piuttosto dalla misura dell'impegno intelligente che l'investitore è disposto e in grado di mettere in campo nel proprio compito". Pertanto "il rendimento minimo spetta al nostro investitore passivo, che vuole sia la sicurezza che la libertà dalle preoccupazioni"; invece, "il massimo rendimento verrebbe realizzato dall'investitore attento e intraprendente che padroneggia la massima intelligenza e competenza". In altre parole, il rendimento atteso dall'investitore non dipende dalla sua propensione al rischio, bensì dal suo impegno nell'attività di investimento, nonché dalla sua conoscenza e competenza; di conseguenza, dunque, un investitore attivo otterrà sempre rendimenti superiori rispetto ad un investitore passivo.

Dunque, dice Graham, l'aggressività del portafoglio "dipende non tanto dalla tipologia di investimenti effettuati, quanto piuttosto dalla tipologia di investitore che si desidera essere". Pertanto, ci sono due modi di essere un investitore intelligente: ricercare, selezionare e monitorare continuamente un mix dinamico di azioni, titoli o fondi comuni d'investimento; oppure creare un portafoglio permanente che funziona con il pilota automatico e non richiede ulteriori sforzi. Il primo è un approccio "attivo" o "intraprendente" e richiede una grande quantità di tempo ed energie; il secondo, invece, è un approccio "passivo" o "difensivo", che richiede poco tempo e sforzo, ma porta minori rendimenti. L'uno si addice all'investitore che ha tempo da dedicare all'attività d'investimento (considerando appunto l'investimento come un'attività a tempo pieno), è molto competitivo ed è pronto ad accettare una complicata sfida intellettuale; l'altro, invece, si addice all'investitore che ricerca la semplicità e non desidera pensare al denaro.

Le regole dell'investimento Nel libro Graham enuncia 7 regole di base che l'investitore deve seguire nella selezione dei titoli azionari: adeguata dimensione dell'azienda - Graham suggerisce di prendere in considerazione solo le società che abbiano un fatturato non inferiore ai 100 milioni per le aziende industriali e non inferiore ai 50 milioni per le utility (occorre considerare che Graham scrive all'inizio degli anni '70), escludendo le piccole società, in quanto esse sono più vulnerabili ad eventuali vicissitudini; situazione finanziaria sufficientemente solida - Il totale degli asset deve essere almeno il doppio dell’indebitamento; stabilità degli utili - l'azienda deve aver prodotto utili almeno negli ultimi 10 anni; pagamento dei dividendi - i dividendi devono essere stati distribuiti ininterrottamente per almeno 20 anni; crescita degli utili - gli utili devono essere aumentati di almeno un terzo negli ultimi 10 anni; moderato rapporto prezzo/utili - il prezzo corrente delle azioni deve eguagliare non più di 15 volte l'ammontare degli utili medi relativi agli ultimi 3 anni; moderato rapporto prezzo/valore contabile degli asset - il prezzo corrente delle azioni non deve essere superiore a 1,5 volte il valore contabile degli asset

Un rapporto prezzo/utili superiore a 15 volte l'ammontare degli utili può essere giustificato a condizione che via sia un rapporto prezzo/valore contabile degli asset inferiore al massimo consigliato. In ogni caso, il valore derivante dalla moltiplicazione dei due rapporti (cioè prezzo/utili e prezzo/valore contabile degli asset) non deve essere superiore a 22,5 (che è dato appunto da 15 moltiplicato per 1,5): ad esempio potrebbe essere ammissibile un rapporto prezzo/utili pari a 9 e un rapporto prezzo/valore contabile degli asset pari a 2,5.

Le fluttuazioni di mercato Le azioni ordinarie sono soggette a ricorrenti e ampie fluttuazioni di mercato, che ne fanno oscillare i prezzi. Tuttavia, l'investitore intelligente non dovrebbe temere tali fluttuazioni, bensì dovrebbe vederle come un'opportunità di profitto. In particolare, ci sono due approcci per trarne profitto: timing - l'investitore tenta di anticipare i movimenti del mercato azionario, comprando o mantenendo in portafoglio le azioni quando prevede un rialzo, vendendo o astenendosi dal comprare quando prevede un ribasso; pricing - l'investitore si astiene dall'acquisto di azioni finché non percepirà la possibilità di acquistarle ad un prezzo sufficientemente basso.