Fu reggente del marchesato di Mantova per quasi un anno durante l'assenza del marito Francesco II Gonzaga e per due anni durante la minorità del figlio Federico. Mecenate delle arti nonché capofila della moda, il cui innovativo stile di vestire venne copiato da numerose nobildonne, viene ritenuta una delle donne più autorevoli del Rinascimento e del mondo culturale italiano del suo tempo. Il poeta Ludovico Ariosto la definì "Isabella liberale e magnanima",. mentre Matteo Bandello "suprema tra le donne".. Niccolò da Correggio andò anche oltre, salutandola come "la prima donna del mondo".

Biografia Infanzia

Primogenita femmina di Ercole I d'Este, secondo duca di Ferrara, e della principessa Eleonora d'Aragona, nacque il 17 maggio 1474 nel Palazzo Ducale di Ferrara e, anche se il padre avrebbe preferito un maschio, fu comunque festeggiata con grande gioia. Ricevette il nome di Isabella in omaggio alla nonna materna Isabella di Chiaromonte, regina consorte di Napoli, defunta nel 1465. Venne portata al battesimo da Giovanni Romei, uomo di fiducia del duca Ercole I.

Nei due anni successivi nacquero altri due fratelli, Beatrice e Alfonso, l'erede designato. Nel 1477, all'età di tre anni, la madre Eleonora, incinta di un quarto figlio, si recò a Napoli per presenziare al matrimonio del padre Ferrante d'Aragona con la cugina Giovanna e condusse con sé le due figlie femmine. Qui lo zio Federico, vedendo Isabella tanto bella, dichiarò che, se non fosse stato per la congiunzione di sangue e per la tenera età, l'avrebbe assolutamente voluta per sposa.Alessandro Luzio. Isabella d'Este e Francesco Gonzaga, Promessi Sposi, Archivio Storico Lombardo: Giornale della Società storica lombarda (1908 mar, Serie 4, Volume 9, Fascicolo 17), p. 41. Dopo aver dato alla luce un secondo maschio, chiamato Ferrante in onore del nonno, Eleonora rientrò a Ferrara e decise di portare con sé soltanto Isabella, mentre lasciò a Napoli la minore Beatrice e il neonato appena partorito..

Educazione

Isabella d'Este ebbe in gioventù un'educazione di grande impronta culturale, come testimonia la sua copiosa corrispondenza proveniente da Mantova. Per dote naturale ed essendo intellettualmente precoce, ricevette una formazione d'eccellenza e fu sempre assistita dai genitori. Nel 1479, trovandosi Ercole a combattere in Toscana e sapendo che la bambina, pur avendo solo quattro anni, aveva già intrapreso gli studi, se ne rallegrò con la moglie, ma raccomandò esplicitamente che non le fossero "date bote" neppure dalla madre, se per caso non imparava.

Ebbe come precettore, tra il 1481 e il 1482, il famoso umanista Battista Guarino, docente all'Università di Ferrara. Isabella studiò storia romana e rapidamente imparò a tradurre il latino, dimostrandosi capace di recitare a memoria brani di Virgilio e Terenzio. Ciò la rese in grado di discutere i classici e gli affari di Stato con gli ambasciatori. Presto cominciò anche a imparare il canto e divenne una discreta musicista, imparando a suonare il liuto grazie a Giovanni Angelo Testagrossa.Ness, Arthur J. "Giovanni Angelo Testagrossa". In L. Root, Deane. Grove Dictionary of Music and Musicians. Oxford University Press. In aggiunta a ciò, fu istruita nell'arte della danza da Ambrogio, un maestro di ballo ebreo..

Proposte matrimoniali

Nel 1480, all'età di sei anni, Isabella fu promessa in sposa a Francesco II Gonzaga, erede al marchesato di Mantova. Solamente pochi giorni dopo l'ufficializzazione, non essendo la notizia ancora diffusa, Isabella fu richiesta da Bona di Savoia come sposa per il cognato Ludovico il Moro, all'epoca co-reggente del ducato di Milano. Poiché ciò non era possibile, a Ludovico fu promessa, in cambio di Isabella, la sorella minore Beatrice.. Nel 1484 la zia Beatrice d'Aragona, regina d'Ungheria, desiderando avere Isabella con sé nel proprio regno, propose alla sorella Eleonora uno scambio: Isabella avrebbe sposato il re di Boemia Ladislao II (presunto amante e poi marito della stessa Beatrice d'Aragona.), Francesco Gonzaga avrebbe sposato la minore Beatrice e il Moro avrebbe sposato un'altra nobile napoletana. Eleonora rispose che questa "permuta" non era possibile, sia perché Isabella era amatissima dai Gonzaga ("epso padre et figliolo gli portano tanto dolce amore che pare non habiano altro ochio in testa, et pare che questa sia tuto il suo bene"), sia perché Beatrice era sotto la potestà del nonno Ferrante e non della loro. Di conseguenza il progetto non fu attuato. Fu comunque tenuta in considerazione l'ipotesi di fidanzare segretamente Beatrice a Ladislao, al posto di Isabella, per premunirsi nel caso in cui Ludovico avesse disdetto le nozze.Enrica Guerra, Il carteggio tra Beatrice d'Aragona e gli Estensi (1476-1508), Aracne, 2010, pp. 41-43.

Isabella ammirava Francesco per la sua forza e il suo coraggio. Dopo i loro primi incontri, scoprì che le piaceva la sua compagnia e trascorse gli anni seguenti a conoscerlo, preparandosi a diventare la marchesa di Mantova. Durante il loro corteggiamento, Isabella apprezzò le lettere, le poesie e i sonetti che le mandò. Francesco compiva frequenti visite alla corte di Ferrara, e mostrava ai suoceri di amare molto Isabella: nel 1489 volle addirittura sposarla in forma privata, a dimostrazione delle proprie buone intenzioni, chiedendo che gli fosse mandata a Mantova al più presto.Magyar diplomacziai emlékek Mátyás király korából 1458-1490, Volume 4, Iván Nagy, Albert Nyáry, A M. Tud. Akadémia, 1878, p. 46.

La corte di Mantova

Isabella, da bambina, era gracile e di salute molto cagionevole (ancora nel 1490 pativa indisposizioni allo stomaco); pertanto, la madre si premurò di ritardare il più possibile le nozze.Alessandro Luzio. Isabella d'Este e Francesco Gonzaga, Promessi Sposi, Archivio Storico Lombardo: Giornale della società storica lombarda (1908 mar, Serie 4, Volume 9, Fascicolo 17), pp. 41, 51 e 61. Queste ebbero luogo il 12 febbraio 1490, quando Isabella raggiunse i quindici anni e mezzo, mentre Francesco i ventitré. A lui portò in dote la somma di ducati, oltre a preziosi gioielli, piatti, e un servizio d'argento.. Prima del sontuoso banchetto che seguì la cerimonia di nozze, Isabella guidò attraverso le principali vie di Ferrara in sella a un cavallo avvolto in gemme e oro.. Fece il suo ingresso a Mantova nel febbraio 1490 su un carro con al seguito quattordici bauli ripieni della sua dote e dipinti dal pittore ferrarese Ercole de' Roberti.. La prima notte di nozze fu traumatica per Isabella, a causa di una "rottura" provocata, forse, dalla fragilità fisica di lei e dall'irruenza del marchese..

Isabella trascorse i primi anni di matrimonio ritirata a Mantova, eccetto le frequenti visite ai parenti a Ferrara, al riparo, dunque, dai grandi stravolgimenti politici legati alla discesa di Carlo VIII in Italia e non coinvolta dal marito nelle faccende di governo. Francesco affidò per la prima volta la reggenza alla moglie proprio nel 1495 quando, nominato capitano generale della Lega Santa antifrancese, dovette partire con tutto l'esercito. Non mancò chi avvisasse il marchese di certi disordini scoppiati a Mantova per una presunta incapacità di Isabella di reggere lo stato, ma ella assicurò al marito trattarsi solo di malevolenze..

La giovane soffriva la nostalgia di casa e la ristrettezza della piccola corte di Mantova, come si desume dal carattere malinconico delle sue prime lettere ad amici e familiari.Letters Between Mothers and Daughters, Barbara Caine, Taylor & Francis, 2018. Quando la madre si accorse che la sua non era solo nostalgia, ma che mostrava una certa ritrosia anche nei confronti del marito, e sospettando che lo trattasse "troppo freddamente", la esortò insistentemente a stargli vicino, a interessarsi del suo benessere e a prendersene cura di persona, affinché egli riconoscesse e apprezzasse la vicinanza della moglie. La invitava a comportarsi con cautela durante le assenze del marito dalla corte e a non sfruttare eccessivamente la propria libertà.

In seguito divenne un'appassionata, addirittura avida, collezionista di statue romane, e commissionò sculture moderne in stile antico, che collocò in un mirabile ambiente privato, chiamato lo "studiolo di Isabella d'Este", all'interno della reggia dove risiedeva. Prolifica scrittrice di lettere, mantenne per tutta la vita una corrispondenza con la cognata Elisabetta Gonzaga, duchessa consorte di Urbino.

Relazioni con Milano Nel gennaio 1491 si recò con un piccolo seguito a Brescello e, di lì, a Pavia, navigando lungo il Po, per accompagnare la sorella minore Beatrice, che andava sposa a Ludovico il Moro. La traversata si rivelò terribile per il freddo eccezionale di quell'inverno e per diversi imprevisti che provarono duramente Isabella. Giunti a destinazione in salute, mentre a Beatrice lo sposo non piacque, al punto che per ben due mesi rifiutò di consumare il matrimonio, tra Isabella e Ludovico nacque subito una particolare intesa. Quest'ultima apprezzava la galanteria e l'affabilità del cognato, e svolse anche un ruolo importante nel tentare di far domesticare fra loro gli sposi novelli, dal momento che la sorella si era chiusa in un ostinato mutismo..

I festeggiamenti furono turbati dall'arrivo inaspettato di Francesco Gonzaga, desideroso di prendere parte alla memorabile giostra in preparazione. Poiché la Signoria di Venezia, per cui lavorava, non vedeva di buon occhio la sua presenza a quelle celebrazioni, egli vi aveva partecipato travestito, all'insaputa perfino della moglie, la quale, offesa, rifiutò di dormire nel suo stesso palazzo. Anche la madre Eleonora si trovò, in questo contesto, a dare ragione alla figlia, non gradendo la bassa considerazione in cui il marchese la teneva. L'ambasciatore Giacomo Trotti scrisse al duca Ercole che Francesco aveva commesso molte leggerezze a Milano e che era stato biasimato da tutti.Festa di nozze per Ludovico il Moro, Guido Lopez, 2008, pp. 130-145.

Il soggiorno milanese fruttò a Isabella un fitto, e a tratti umoristico, scambio epistolare con Galeazzo Sforza Visconti: si tratta verosimilmente di Galeazzo Visconti, conte di Busto Arsizio, cortigiano assai caro ai duchi e cavalier servente di Beatrice, che le aveva accompagnate per l'intero viaggio. Secondo le ipotesi alternative di Luzio e Renier, si sarebbe trattato dell'idolo della corte di Galeazzo Sanseverino, capitano generale sforzesco e genero amatissimo del Moro e di Beatrice, che Isabella aveva già conosciuto da bambina a Ferrara. Questi portava infatti altrettanto il cognome Sforza Visconti..

Fra i due si accese subito una disputa, destinata a prolungarsi per mesi, su chi fosse il miglior paladino, Orlando o Rinaldo: Galeazzo sosteneva il primo, le sorelle d'Este il secondo. Galeazzo, che esercitava una forte fascinazione, riuscì in breve a convertirle entrambe alla fede di Orlando, ma Isabella, una volta rientrata a Mantova, tornò a preferire Rinaldo, cosicché Galeazzo le ricordò come "io solo fui sufficiente a farla mutare opinione et cridare Rolando! Rolando!". Pertanto, la invitò a seguire l'esempio della sorella e giurò che l'avrebbe convertita una seconda volta, non appena si fossero rincontrati. Isabella rispose scherzosamente che avrebbe allora portato un ranocchio per offenderlo, e la disputa proseguì ancora a lungo..

L'11 febbraio, parlandole dei divertimenti che prendeva con Beatrice, le scriveva: "me sforzarò anche megliorare per poter dare magiore piacere a la S[ignoria] V[ostra], quando verò per essa questa estate", e lamentava la sua mancanza: "Madona Marchesa mia, io non poso pur smentigarme la vita nostra de la sera, et la sua dolce compagnia, et cusì vo pur al camerino de Madama [Beatrice], pensandome de trovarla che se conzi el capo et apresso Sua Signoria, Teodora [Angelini] et Beatrice [de' Contrari] in maniche de camixa, et cum si la Violante [de' Preti] et Maria pur desvestite, et quando non la trovo, me trovo de mala voglia"..