È stato definito da The Times il "filosofo morale inglese più brillante e importante del suo tempo". Obituary, Professor Sir Bernard Williams, The Times, 14 giugno 2003
Williams trascorse più di 50 anni a cercare delle risposte a una domanda: Che cosa vuol dire vivere bene?. Questa è una questione filosofica che pochi filosofi hanno esplorato, preferendo invece concentrarsi sulle questioni concernenti il dovere morale. Per Williams, il dovere morale, è una frase che non ha alcun significato se non viene connessa al conseguimento dell'individualismo e del ben vivere.
Professore Knightbridge di filosofia all'Università di Cambridge per più di un decennio e rettore del King's College (Cambridge) per quasi altrettanto,l'articolo commemorativo, senza alcun nome dell'autore, su The Daily Telegraph, del 14 giugno 2003. Williams divenne noto a livello internazionale per il suo tentativo di far tornare alle origini lo studio della filosofia morale: dalla storia alla cultura, dalla politica alla psicologia e, in particolare, ai Greci. Descritto come un "filosofo analitico con l'anima di un umanista", The New York Review of Books, 10 aprile 2003. si considerava un sintetico che raggruppava le idee da quei campi che sembravano essere più incapaci di comunicare con gli altri. Rigettò il riduzionismo scientifico ed evolutivo, non appena ebbe definito i riduzionisti "quelli che non piacciono per niente perché moralmente dotati di scarsa fantasia".Baker, Kenneth, , un'intervista con Bernard Williams, San Francisco Chronicle, 22 settembre, 2002. Secondo Williams, la complessità era bella, significativa e irriducibile.
Fu noto per la grande solidarietà mostrata per le donne dedite agli studi accademici,, Boston Review, ottobre-novembre 2003. notando in esse la possibilità di quella sintesi tra ragione e emozione che sentiva come filosofia analitica sfuggevole. La filosofa americana Martha Nussbaum disse che Williams era "così vicino ad essere un femminista come poteva essere un uomo potente della sua generazione."
Biografia Williams nacque nell'Westcliff-on-Sea, nell'Essex. Era figlio unico di un dipendente pubblico. Fu istruito alla Chigwell School e lesse i Grandi(Classici) al Balliol College di Oxford. Dopo essersi laureato nel 1951 con la rara distinzione di una laurea congratulatoria ad honorem di prima classe, il più alto riconoscimento di questo livello nel sistema universitario britannico, svolse per un anno il servizio militare nella Royal Air Force (RAF), pilotando Spitfires in Canada.
Incontrò la sua futura moglie, Shirley Brittain-Catlin, la figlia dello scienziato politico e filosofo George Catlin e della romanziera Vera Brittain, mentre lui lasciava New York, dove lei stava studiando presso la Columbia University. All'età di ventidue anni, dopo aver vinto un Premio Fellowship al All Souls College di Oxford, Williams ritornò in Inghilterra con Shirley per accettare la propria carica – sebbene essa avesse avuto prima una relazione sentimentale con il corridore (famosi sono i suoi quattro minuti) Roger BannisterJeffries, Stuart, The Guardian, 30 novembre 2002. – e si sposarono nel 1955. Shirley Williams, come fu presto conosciuta, fu eletta Membro del Parlamento del Partito Laburista (Regno Unito), poi attraversò i banchi dei deputati come una della "Banda dei quattro" per diventare un membro fondatore del PSD, un partito separatista del centro. In seguito fu nobilitata, divenendo la Baronessa Williams di Crosby, e rimase un membro di rilievo dei Liberal Democratici.
Williams lasciò Oxford per dar spazio alle ambizioni di ascesa politica di sua moglie, trovando un posto prima all'University College London e poi al Bedford College, mentre sua moglie lavorava come giornalista per il Financial Times. Per diciassette anni, la coppia visse in una grande casa a Kensington con l'agente letterario Hilary Rubinstein e la sua sposa. Durante questo periodo, descritto da Williams come uno dei più felici della sua vita, il matrimonio diede vita ad una figlia, Rebecca, ma lo sviluppo della carriera politica di sua moglie tennero la coppia a distanza, e le marcate differenze nei loro princìpi personali – Williams fu un ateo incallito, sua moglie una devota cattolica – misero a dura prova la loro relazione, che raggiunse il punto di rottura quando Williams ebbe una storia con Patricia Law Skinner, allora moglie dello storico Quentin Skinner. Il matrimonio di Williams si dissolse nel 1974, e Williams e Skinner poterono giungere a nozze, uno sposalizio da cui nacquero due figli.
Williams divenne Professore della cattedra Knightbridge di Filosofia Morale all'Università di Cambridge nel 1967, poi restò in carica come Rettore del King's College dal 1979 fino al 1987, quando si trasferì presso l'Università della California a Berkeley per insegnare alla cattedra Sather di Letteratura Classica. Secondo quanto riferì un giornale britannico, Williams poteva permettersi a stento di comprare una casa nel centro di Londra con lo stipendio di un accademico. La sua polemica per i bassi salari nelle università britanniche fece apparire, ma in realtà tale era l'intenzione di Williams, la sua partenza come un esempio di fuga dei cervelli, tale espressione fu coniata dai mezzi di comunicazione di massa britannici. In un'intervista al The Guardian nel novembre 2002 riferì che si rammaricava che la sua partenza fosse diventata così pubblica: "Ero convinto che ci fosse un reale problema nelle condizioni accademiche e che se la mia partenza fosse stata resa nota ciò avrebbe portato questi problemi sotto la pubblica attenzione. La cosa un po' avvenne, ma mi considerai una spia, e quando ritornai in patria dopo tre anni tutto ciò apparve alquanto assurdo. In effetti, tornai per ragioni personali – è molto difficile vivere altrove con una famiglia, come supponevo.
Ritornò in Inghilterra nel 1990 per diventare Professore della Cattedra White di Filosofia Morale ad Oxford, una carica che occupò fino al 1996, quando fu nominato Professore di Filosofia a Berkeley. Rimase ad Oxford fino alla sua morte.
In aggiunta alla vita accademica, Williams presiedette e fece parte di un numero di Commissioni Reali e comitati governativi. Negli anni settanta, presiedette la Commissione dell'Oscenità e della Censura dei Film. In una relazione del Comitato del 1979, Williams faceva notare che: "Data la quantità in circolazione di esplicito materiale sessuale e considerate le relative asserzioni spesso formulate circa i suoi effetti, è sorprendente rilevare nella cronaca dei casi di violenze e omicidi a sfondo sessuale l'assenza di alcun richiamo alla pornografia come possibile causa scatenante di tali reati." La relazione della Commissione venne chiaramente influenzata dal pensiero liberale di John Stuart Mill, un filosofo tenuto in grande stima da parte di Williams che si rifece al principio di libertà di Mill per sviluppare l'idea della "condizione di danno", in base alla quale "nessuna condotta deve essere soppressa per legge a meno che non si possa dimostrare che arrechi danno a qualcuno." Williams giunse alla conclusione che nella pornografia non è riscontrabile alcunché di dannoso e che "il ruolo della pornografia non è determinante nell'influenzare la società;... pensarla diversamente in merito significherebbe ingrandire il problema della pornografia a tal punto da far perdere di vista i problemi ben più gravi che assillano oggi la società." La commissione dichiarò che, fin tanto che i ragazzi fossero protetti dal vedere materiale pornografico, gli adulti possono ritenersi liberi di leggere e vedere pubblicazioni pornografiche a loro piacere.
Oltre alla commissione della pornografia, Williams fece anche parte di altre commissioni che presero in esame vari temi quali: il ruolo della scuola pubblica in Inghilterra nel periodo 1965–70; l'abuso di droghe nel 1971; il gioco d'azzardo nel periodo 1976–78; la giustizia sociale nel 1993–94. A proposito di questi impegni, egli disse: "Ho praticato tutti i vizi principali".
Williams era notoriamente molto svelto nelle discussioni. Il filosofo Gilbert Ryle una volta disse a tal proposito: "Williams capisce ciò che l'interlocutore sta per dire ancor prima che questi abbia formulato il suo pensiero, inoltre prevede tutte le possibili obiezioni da sollevare e tutte le risposte che l'interlocutore può dare alle obiezioni sollevate ancor prima che questi sia giunto a concludere la frase.
Williams fu nominato Sir nel 1999 e divenne membro della British Academy e membro onorario della American Academy of Arts and Sciences. Fece parte del consiglio della English National Opera e compilò la voce "opera" per il Grove Dictionary of Music and Musicians. Morì il 10 giugno 2003, mentre trascorreva una vacanza a Roma. Aveva un mieloma multiplo, una forma di cancro. Egli lasciò la seconda moglie Patricia Law Skinner, i loro due figli, Jacob e Jonathan, e Rebecca, la figlia avuta dal primo matrimonio.
Filosofia morale
Le opere di Williams contengono studi sulla filosofia di René Descartes e quella greca, come anche attacchi più dettagliati all'utilitarismo e al Kantismo.
Williams era un distruttore di sistemi, attaccando tutti gli "ismi" con uguale vigore. Egli voltò le spalle alla metaetica e agli interrogativi - "Che cos'è il Bene?" e "Che significa la parola 'dovere'?" oggetto di studio della maggior parte dei filosofi morali della tradizione analitica occidentale e si concentrò invece sull'etica pratica. Williams provò a rispondere alla domanda "come vivere una buona vita?", concentrandosi sulla complessità, la "fortuna morale", come la chiamò lui, della vita di tutti i giorni.
In Morality: An Introduction to Ethics (1972), egli scrisse che "mentre la maggior parte della filosofia morale è stata per lo più vacua e noiosa;... la filosofia morale contemporanea ha trovato un modo originale per essere tediosa, cioè non discutendo affatto delle questioni." Lo studio della morale, egli sosteneva, deve essere essenziale e coinvolgente. Williams voleva proporre una morale che desse spiegazione della psicologia, della storia, della politica e della cultura. Nel suo rigetto della morale da lui definita come "una singolare istituzione", cioè un diviso e divisibile dominio del pensiero umano, alcuni hanno notato delle affinità con il filosofo tedesco del XIX secolo Friedrich Nietzsche sebbene Nietzsche fosse su posizioni opposte, come si evince dalle parole del filosofo tedesco alla fine di Ecce Homo: "nel concetto dell'uomo buono, si sostiene tutto ciò che è debole, malato, mal riuscito, sofferente". Nonostante che, a prima vista, il filosofo tedesco fosse un riduzionista, Williams fu un grande ammiratore di Nietzsche, tanto che diceva spesso che gli sarebbe piaciuto citare Nietzsche ogni venti minuti.O'Grady, Jane. The Guardian, 13 giugno 2003.
Anche se il disdegno di Williams per il riduzionismo a volte lo faceva apparire un relativista morale, era lontano dall'esserlo. Credeva, come gli antichi greci, che i cosiddetti "thick concepts", i concetti morali, come 'coraggio' e 'crudeltà', fossero reali e universali.
Critica all'utilitarismo Williams criticò particolarmente l'utilitarismo, la teoria consequenzialista che nella sua versione più semplice afferma che le azioni morali sono buone solo se rendono felici il maggior numero possibile di persone.