Ligustrum L., 1753 è un genere di piante arbustive della famiglia delle Oleacee.
Etimologia Il nome del genere deriva da un antico nome latino, già usato da Plinio il Vecchio (23 – 79) scrittore, ammiraglio e naturalista romano, e da Virgilio (70 a.C. – 19 a.C.), poeta romano, per le piante chiamate volgarmente ligustro o olivella.. ll primo botanico a usare questo nome associato al "ligustro" è stato Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco dell'antichità, che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone; mentre in "tempi moderni" è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (Aix-en-Provence, 5 giugno 1656 – Parigi, 28 dicembre 1708) a usare questo vocabolo con valore di genere.. Il nome deriva dal latino ligare: fa riferimento alla possibilità di usare i suoi rami flessibili per legature in diversi lavori agricoli. Il nome scientifico è stato definito da Linneo (1707 – 1778), biologo svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum - 1: 7. 1753" del 1753.
Descrizione Queste piante possono arrivare fino ad una altezza di 20 - 30 metri. La forma biologica è fanerofita arborea (P scap), sono piante legnose con portamento arboreo e gemme poste ad altezze dal suolo superiori ai due metri. Altre forme biologiche sono: nano-fanerofita (NP), sono piante perenni e legnose, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 30 cm e i 2 metri o anche fanerofite cespugliose (P caesp) a seconda del tipo di crescita. Alla base del fusto possono formarsi diversi stoloni che diffondendosi per via vegetativa creano densi cespugli. In genere queste piante sono profumate dal tipico odore di lattice.... Radici Le radici in genere sono legnose. Fusto La parte aerea del fusto è cespugliosa e prostrata oppure decisamente arborea ma sempre molto ramosa; la corteccia in genere è colorata di bruno-verdastro e liscia.
Foglie Le foglie sono intere, coriacee e lucide, verdi su entrambe le facce ed hanno un portamento opposto; formano dei verticilli a 2 a 2 e ogni verticillo è posizionato a 90° rispetto a quello sottostante. In genere le foglie sono caduche (nelle zone climatiche più calde come nel Mediterraneo sono più o meno persistenti anche durante la stagione invernale). Le foglie sono picciolate e si dividono in foglie basali (quelle dei rami più bassi) con una lamina da ovale-acuminata a ellittica e quelle apicali con lamine lanceolate. Sia il picciolo che le venature centrali possono essere rossastre. Le stipole sono assenti. Infiorescenza Le infiorescenze sono formate da pannocchie terminali con forme ovato-piramidali. I fiori sono raccolti densamente e in genere sono subsessili. Fiore I fiori sono ermafroditi, actinomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 verticilli: calice– corolla – androceo – gineceo) e tetrameri (ogni verticillo ha 4 elementi). Formula fiorale. Per la famiglia di queste piante viene indicata la seguente formula fiorale: * K (4), [C (4), A 2], G (2), supero, bacca/capsula.
Il calice, gamosepalo, è piccolo a forma campanulato-troncata e termina con 4 lobi o denti. La corolla è gamopetala e ruotata, con forme più o meno da obconiche a imbutiformi. Termina con 4 lobi valvati a forma di cappuccio lievemente patenti; la parte tubolare è meno lunga della parte lobata, ma più lunga del calice. Il colore della corolla è bianco-latte a volte bianco-rossastro. L'androceo è formato da 2 stami inclusi (o sporgenti) e adnati alla corolla (alla bocca del tubo). Le antere, con forme oblunghe, sono formate da due teche con deiscenza longitudinale. Il colore delle antere è giallo o viola. Il polline è tricolpato. Il gineceo è bicarpellato (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli) ed ha un ovario supero, biloculare con 2 ovuli penduli per loculo. Gli ovuli sono provvisti di un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. La placentazione è assile. Lo stilo, più corto degli stami, è unico e termina con uno stigma bifido. Il nettare è secreto dalle ovaie.
Frutti Il frutto è una bacca subsferica con endocarpo membranoso o cartaceo, raramente è una drupa oppure è lucolicida. I semi sono da 1 a 4 con endosperma carnoso e con una breve radichetta verso l'alto. Il colore del frutto in genere è nero lucido tendente al rossastro cupo; le bacche sono velenose.
Biologia Le specie di questo genere si riproducono per impollinazione mediata dagli insetti (impollinazione entomogama) o dal vento (impollinazione anemogama).
I semi cadendo (dopo aver eventualmente percorso alcuni metri a causa del vento - dispersione anemocora) a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat L'area di origine delle specie di questo genere è sia europea (Europa centro meridionale e Africa settentrionale) sia est-asiatica (Cina, Corea e Giappone), con habitat temperati. Allo stato spontaneo cresce nei boschi e nelle siepi. In Europa è soprattutto naturalizzata (come anche nell'America del Nord).
Distribuzione delle specie alpine Delle cinque specie presenti sul territorio italiano solamente due si trovano sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaLigustrum lucidum14collinareCa - SineutromediomedioB9tutto l'arco alpino(naturalizzato)Ligustrum vulgare13montanocollinareCa - Ca/Sibasico-neutrobassomedioG4 I2 I3tutto l'arco alpinoLegenda e note alla tabella. Substrato: con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano. Comunità vegetali: 13 = comunità arbustive; 14 = comunità forestali.
Ambienti: B9 = coltivi umani; G4 = arbusteti e margini dei boschi; I2 = boschi di latifoglie; I3 = querceti submediterranei.
Tassonomia La famiglia delle Oleaceae) comprende 27 generi e circa 600 specie con distribuzione cosmopolita dalle regioni tropicali fino a quelle temperate. Il genere Ligustrum fa parte della sottotribù Ligustrinae (tribù Oleeae); gruppo botanico caratterizzato dalla presenza di flavoni glicosidi, ovario con 2 ovuli penduli per loculo, vasi multipli e fibre libriformi nel legno..
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 46 (48).
Specie Il genere comprende le seguenti specie:
Ligustrum angustum B.M.Miao, 1985 Ligustrum australianum F.Muell., 1865 Ligustrum compactum (Wall. ex G.Don) Hook.f. & Thomson ex Brandis, 1874 Ligustrum confusum Decne., 1879 Ligustrum cumingianum Decne., 1879 Ligustrum delavayanum Har., 1900 Ligustrum expansum Rehder, 1916 Ligustrum gamblei Ramamoorthy, 1976 Ligustrum glomeratum Blume, 1851 Ligustrum gracile Rehder, 1916 Ligustrum henryi Hemsl., 1889 Ligustrum ibota Siebold, 1846 Ligustrum japonicum Thunb., 1780 Ligustrum leucanthum (S.Moore) P.S.Green, 1995 Ligustrum lianum P.S.Hsu, 1966 Ligustrum lindleyi (Wall. ex G.Don) P.S.Green, 1995 Ligustrum liukiuense Koidz., 1916 Ligustrum lucidum W.T.Aiton, 1810 Ligustrum micranthum Zucc., 1846 Ligustrum morrisonense Kaneh. & Sasaki, 1931 Ligustrum myrsinites Decne., 1879 Ligustrum nepalense Wall., 1820 Ligustrum novoguineense Lingelsh., 1927 Ligustrum obovatilimbum B.M.Miao, 1985 Ligustrum obtusifolium Siebold & Zucc., 1846 Ligustrum ovalifolium Hassk., 1844 Ligustrum perrottetii A.DC., 1844 Ligustrum pricei Hayata, 1915 Ligustrum punctifolium M.C.Chang, 1985 Ligustrum quihoui Carrière, 1869 Ligustrum retusum Merr., 1935 Ligustrum robustum (Roxb.) Blume, 1851 Ligustrum salicinum Nakai, 1918 Ligustrum sempervirens (Franch.) Lingelsh., 1920 Ligustrum sinense Lour., 1790 Ligustrum stenophyllum Quisumb. & Merr., 1928 Ligustrum strongylophyllum Hemsl., 1889 Ligustrum tamakii Hatus., 1977 Ligustrum tenuipes M.C.Chang, 1985 Ligustrum tschonoskii Decne., 1879 Ligustrum undulatum Blume, 1851 Ligustrum vulgare L., 1753 Ligustrum xingrenense D.J.Liu, 1988
Specie spontanee italiane In Italia sono presenti le seguenti specie (più o meno naturalizzate):. Ligustrum japonicum Thunb., 1780: è un arbusto di 1 - 4 metri sempreverde; allo stato spontaneo si trova solo nei Friuli-Venezia Giulia. Ligustrum lucidum Aiton, 1810: può essere alto oltre 10 metri; si trova in modo discontinuo su tutto il territorio italiano. Ligustrum ovalifolium Hassk., 1844: è originario del Giappone; è altro 1 - 2 metri; si trova inselvatichito solamente al Nord. Ligustrum sinense Lour., 1790: allo stato spontaneo si trova un po' in tutta italia Ligustrum vulgare L., 1753: si tratta di un arbusto alto al massimo 2 - 3 metri; è la specie che meglio si è naturalizzata sul territorio italiano.
Alcune specie
Usi Il genere si compone di arbusti e piccoli alberi sempreverdi o decidui che per la loro resistenza sono spesso usati in giardini (piante ornamentali), a costituire barriere verdi occludenti, o siepi.
Dalle bacche si estrae, mediante trattamento con acqua distillata bollente, una sostanza colorante, la ligulina, che è usata come indicatore chimico di pH in quanto ha la proprietà di virare al color rosso in ambiente acido (da pH 6 a 0), e di virare al verde in ambiente basico (da pH 8 a 14). Segnala, inoltre, la presenza di calcare nell'acqua, col viraggio dell'acqua stessa al colore azzurro.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni Ligustrum IPNI Database Ligustrum The Plant List - Checklist Database Ligustrum EURO MED - PlantBase Checklist Database Ligustrum eFloras Database
Categoria:Oleaceae Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Taxa descritti nel 1753