Volt Europa (spesso abbreviato in Volt) è un movimento politico europeo federalista, sotto forma legale di associazione di partiti e persone, fondato nel 2017 da Andrea Venzon con il supporto di Colombe Cahen-Salvador e Damian Boeselager. È presente in trentadue Stati d'Europa: oltre a tutti gli stati membri dell'Unione europea, Volt raggiunge alcuni stati che non ne fanno parte, come Albania, Regno Unito, Svizzera, Ucraina e Kosovo.
Volt si presenta come un movimento paneuropeo e progressista che sottolinea l'importanza di creare una voce europea unitaria e federale che abbia un maggiore peso al livello mondiale.
Volt Europa non è formalmente un partito politico europeo, ma si articola in diversi partiti nazionali che ne rispettano lo statuto, le politiche (Mapping of Policies) e gli ideali politici. Attraverso i diversi Volt nazionali, che ambiscono a diventare partiti in tutti i Paesi in cui sono presenti, Volt Europa punta a partecipare alla vita politica europea su tutti i livelli: comunitario, nazionale e locale. La collaborazione tra i vari partiti nazionali permette a Volt di valorizzare la condivisione delle buone pratiche.
Alle elezioni europee del 2019, ottenendo lo 0,7% dei voti in Germania, Volt elegge Damian Boeselager come suo primo eurodeputato. Gli iscritti del movimento hanno votato per far aderire Boeselager al gruppo parlamentare I Verdi/Alleanza Libera Europea, col quale era già stato raggiunto un accordo.
Storia La fondazione Volt Europa è stato fondato il 29 marzo 2017: secondo i fondatori, la fondazione fu una reazione al crescente populismo nel mondo e alla Brexit. Il progetto, inizialmente denominato Vox Europe e successivamente rinominato a causa dell'omonimia con il partito spagnolo Vox, è finanziato attraverso delle campagne di crowdfunding e donazioni private.
Nel marzo del 2018 ad Amburgo è nato il primo partito nazionale collegato a Volt Europa. Il 14 luglio 2018 è stato invece fondato a Bologna il relativo partito italiano, Volt Italia, il cui primo congresso nazionale si è tenuto a Firenze a febbraio del 2019.
Il 14 ottobre 2018 per la prima volta un partito affiliato a Volt partecipa a delle elezioni locali, in Belgio.
Le elezioni europee del 2019 Il 27 e il 28 ottobre l'assemblea generale, riunita ad Amsterdam con più di 450 delegati partecipanti, ha approvato la Dichiarazione di Amsterdam, il programma unitario con cui Volt intendeva correre alle elezioni europee del 2019. Per l'occasione Volt ha presentato una propria lista in otto stati membri, con l'obiettivo di eleggere abbastanza rappresentanti per poter creare un gruppo all'interno del Parlamento europeo.
Dal 22 al 24 marzo 2019 Volt Europa ha organizzato il suo primo congresso europeo a Roma, presentando i propri candidati per le elezioni del Parlamento europeo del 2019. A seguito di queste ultime, è stato eletto un unico eurodeputato: il tedesco Damian Boeselager. Successivamente si sono aperte le trattative con altri gruppi politici, nella specie l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa e I Verdi/Alleanza Libera Europea; dopo un accordo di massima coi liberali e i verdi, tra il 7 e il 9 giugno gli iscritti di Volt sono stati chiamati a votare tra questi due gruppi e quello dei Non iscritti e, in tale circostanza, più dell'80% dei votanti si è espresso per l'accordo col gruppo Verdi/ALE.
Dal 12 al 13 ottobre 2019 Volt Europa ha ospitato a Sofia la sua seconda assemblea generale per eleggere il nuovo board di Volt Europa. Il movimento ha eletto lex-presidente di Volt Germania Valerie Sternberg e lex-capolista alle elezioni europee e leader di Volt Paesi Bassi, Reinier van Lanschot, come co-presidenti di Volt Europa. La neoeletta tesoriera è lex-candidata alle europee di Volt Lussemburgo Julia Pitterman. I membri non esecutivi del board sono stati Konrad Ritter, Eileen O'Sullivan, Bruno Sánchez-Andrade Nuño, Sofia Gentiloni Silveri, Joel Boehme e Cornelia-Florina German.
A causa della pandemia di COVID-19, Volt non ha ospitato la sua assemblea generale della primavera 2020 a Lisbona come previsto, ma è diventato invece il primo movimento politico paneuropeo a ospitare pubblicamente un'assemblea generale digitale, inclusa una votazione sul suo programma fino al 2024.
Primi successi nei parlamenti nazionali Alle elezioni legislative del 2021 Volt Paesi Bassi ottenne più di voti e tre seggi alla Tweede Kamer, segnando il primo ingresso di una sezione nazionale di Volt Europa in un parlamento nazionale. Tale successo venne bissato già nel novembre successivo, quando Volt Bulgaria riuscì ad ottenere due parlamentari all'interno della coalizione Continuiamo il Cambiamento. Non riuscì invece l'ingresso parlamentare a Volt Germania, che nelle elezioni federali ricevette lo 0,4% dei voti e non elesse nessun parlamentare.
Dal 16 al 17 ottobre 2021, Volt Europa ha ospitato la sua quarta Assemblea Generale a Lisbona, in Portogallo. È stata la prima Assemblea Generale fisica dal 2019. Durante l'Assemblea Generale del 2021, Reinier van Lanschot, che era già stato eletto all'assemblea di Sofia nel 2019, è stato rieletto. Francesca Romana D'Antuono è stata eletta co-presidente mentre Johannes Heinrich è stato eletto tesoriere. I sei membri del consiglio non esecutivi eletti sono stati Ines Consonni, Anouk Ooms, Lucia Nass, Thor Larholm, Charles Evain e Lucas Amorelli Ribeiro Kornexl. Sebbene molti dei consiglieri uscenti fossero ricandidati, nessuno di loro è stato rieletto.
Il 12 e il 13 marzo del 2022 Volt ha organizzato a Budapest, in Ungheria, un retreat dedicato alla condizione femminile, ai diritti delle donne e all'empowerment femminile. All'evento hanno partecipato 40 delegate da 10 paesi diversi, tra cui la presidente di Volt Europa Francesca Romana D'Antuono.
Le elezioni europee del 2024 Il programma del partito per le elezioni europee del 2024 è stato approvato all'assemblea generale di Volt Europa il 27 novembre 2023 a Parigi e adottato formalmente alla conferenza del partito il 21 gennaio 2024 a Unna. Alle elezioni Volt ha ottenuto il 2,6% dei voti in Germania, ottenuto tre seggi per Damian Boeselager, Nela Riehl e Kai Tegethoff, e il 5,13% nei Paesi Bassi, ottenendo due seggi per Reinier van Lanschot e Anna Strolenberg, per un totale di 5 europarlamentari eletti. In una riunione tenutasi a Bruxelles il 7 aprile 2024, Volt Europa ha annunciato che dopo le elezioni avrebbe negoziato con il I Verdi/Alleanza Libera Europea e Renew Europe l'adesione ad un gruppo parlamentare, decisione successivamente sottoposta al voto dei suoi membri, che hanno deciso di aderire al gruppo I Verdi/Alleanza Libera Europea con l'87% dei voti.
Programma Per Volt è necessario riformare l'Unione europea in senso federale, avendo come obiettivo il raggiungimento degli Stati Uniti d'Europa, e maggiormente democratico, dando più poteri al Parlamento, abolendo i poteri di veto dei governi nazionali in seno al Consiglio europeo e sostituendo la commissione europea con un governo europeo. Questa federazione dovrebbe poi funzionare secondo il principio di sussidiarietà. Tutto ciò si lega inoltre alla promozione del "patriottismo europeo". Il partito enuncia nel suo programma anche la necessità di avere un Presidente europeo direttamente eletto dai cittadini e quella di avere un ministero federale dell'economia e delle finanze che si occupi del bilancio europeo. Volt, sebbene abbia piccole variazioni ideologiche a seconda del capitolo nazionale, si dichiara progressista e pragmatista.
Riforma dell'Unione europea Volt propone di rafforzare il Parlamento europeo, in quanto unico organo eletto direttamente dai cittadini, e propone di dargli il potere di iniziativa legislativa. Il partito si batte anche per una riforma elettorale, denunciando il sistema progressivo degressivo come un principio contrario ai valori dell'Unione, e propone la creazione di una circoscrizione paneuropea e la divisione degli stati membri in circoscrizioni di uguale dimensione. Volt propone radicali modifiche anche al Consiglio europeo, dove propone di eliminare il diritto di veto e di trasformarlo in una seconda camera legislativa. Alcune modifiche sono proposte anche per il potere esecutivo; tra queste vengono citate nel programma la creazione dei ministeri e l'abolizione dei commissari europei.
Volt propone di estendere le prerogative della Corte europea di giustizia, creando degli organi periferici nazionali.
Conseguentemente, l'organizzazione punta a ottenere politiche comuni in tema di immigrazione, a unificare gli eserciti e le agenzie dintelligence, a istituire un salario minimo europeo al fine di combattere la povertà, ad armonizzare maggiormente i sistemi di tassazione al fine di combattere i paradisi fiscali interni all'eurozona, a mettere in comune il debito attraverso gli eurobond, a trovare risposte comuni all'impatto della quarta rivoluzione tecnologica sul mercato del lavoro, ad aumentare il bilancio europeo per finanziare progetti per l'adeguamento alla globalizzazione e la riduzione delle disuguaglianze. Volt sostiene l'ingresso dell'Albania, del Regno Unito e dell'Ucraina all'interno dell'Unione europea.
Visione economica e fiscalità La visione economica elaborata da Volt Europa richiede di ridurre le disuguaglianze tra le economie dell'UE e affrontare le future sfide economiche con approcci informati e basati sui dati. Un'attenzione importante è dedicata alle startup, che Volt intende fortemente incentivare. A tal proposito, il partito propone una diminuzione della burocrazia e una digitalizzazione dei servizi dell'impresa. Volt sostiene inoltre gli investimenti nell'economia verde, blu e circolare, coerenti anche con una decisa lotta al surriscaldamento globale e all'inquinamento. Viene inoltre sottolineata la necessità della collaborazione fra pubblico e privati, utile per rilanciare la crescita economica e ridurre la disoccupazione. Parte importante del programma è dedicata alla tassazione: Volt vuole abbassare le tasse sui dividendi delle PMI, ridurre il numero delle detrazioni in favore di aliquote fiscali più basse e ridurre il numero di tasse e mantenere bassa l'IVA sui beni di prima necessità. Il movimento paneuropeo è favorevole all'introduzione di una tassa europea per le grandi aziende, con una aliquota minima del 15%.
Politiche sociali Il movimento sostiene delle solide politiche di welfare pubblico, in particolare relative a sanità e istruzione, oltre che l'aumento dei fondi per la ricerca; il tutto andrebbe finanziato con una tassazione progressiva ed equa. Volt propone un approccio di prevenzione e cura della salute mentale e l'introduzione dello psicologo di base. Per combattere la decrescita della popolazione, Volt propone misure a sostegno della maternità, tra cui l'ampliamento dei congedi parentali e l'aumento degli asili nido.
Nel campo delle politiche educative e scolastiche, Volt propone l'aumento e la diversificazione del metodo d'insegnamento per la prima infanzia, improntandolo su un approccio creativo. Il partito è favorevole all'aumento del budget dei progetti Erasmus, Erasmus+ e ErasmusPro ed è favorevole a facilitare la mobilità educativa. Volt propone inoltre investimenti europei per le università in aree svantaggiate.
Digitalizzazione La digitalizzazione è uno dei capisaldi dei programmi di Volt Europa: il partito punta a creare amministrazioni paper-less e intercomunicanti tra loro. L'organizzazione paneuropea punta alla creazione di un fascicolo sanitario digitalizzato, la digitalizzazione dei tribunali ed è favorevole al voto elettronico sul modello estone. Volt enuncia inoltre nel suo programma la necessità che tutti i software delle istituzioni europee siano open source.
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