Membro di due famiglie reali e Wazir, fu viceré e Cheteria (governatore) di Sarawak dal 1820 al 1841 e della Malesia Sud dal 1857 alla sua morte, nonché unico Consigliere del Sultanato, comandando secondo le fonti "come un tiranno". Fu lui a guidare la prima spedizione di esploratori che fondò la capitale Kuching, nel 1827. Il suo ruolo presso Sarawak venne assunto da James Brooke, che costituì un reame indipendente nel 1846. Fu anche poeta: è suo il celebre componimento Syair Rakis.
Biografia Diretto discendente del sultano dei Brunei Abdul Hakkul Mubin e nipote (da parte di madre) del penultimo sultano indipendente di Sambas, Umar Aqamaddin, nacque nella capitale Sambas (Kalimantan) nel 1791, rampollo di due famiglie reali. Passò i primi anni nella terra natale, trasferendosi poi a Città del Brunei insieme ai genitori. Dal 1802, infatti, Sambas aveva perso la sua indipendenza diventando un protettorato olandese, motivo per cui la sua famiglia aveva preferito stabilirsi nei Brunei, dove fu accolta con tutti gli onori nel palazzo del sultano. Mantenne così il titolo di "Pengiran" cioè "principe".
Come tutti i membri della famiglia regnante (Bolkiah) fu educato ad un'elevata istruzione, nel suo caso prima in Batavia e poi in Olanda (in virtù dei suoi legami con Sambas). Richiamato in patria a studi finiti dal sultano Mohammad Kanzul Alam nel 1820, aiutò il sovrano nell'amministrazione del Brunei e fu poi nominato capo del governo di Sarawak (Cheteria). Come rappresentante supremo dei Brunei guidò, nel 1827, la spedizione volta a fondare la futura capitale di Kuching da un sito noto come Lidah Tanah, a dieci chilometri dal fiume Samarahan. Il nome stesso Koo Chin significa "piccolo porto".
L'arrivo di Mahkota non fu affatto gradito dagli abitanti locali, i Daiacchi, che fino a quel tempo si erano autoamministrati; inoltre i tre precedenti amministratori di Sarawak nominati dal Brunei, i datus, vennero emarginati e privati di potere. Stessa ostilità avrebbero poi mostrato i Malesi di Sarawak, che emigreranno dall'Indonesia nel 1831 dopo un colpo di stato contro il signore di Sumatra.
Questa nomina fu tuttavia un grande evento per la carriera politica di Mahkota, poiché gli permetteva di diventare uno dei Wazir (Visir), i quattro principali re. Ma fu anche motivata da un movente politico: il sultano voleva garantirsi la fiducia del Raja, così da evitare sue rivendicazioni su Sarawak (appartenuto in origine al sultanato di Sambas, ora in mano olandese) e da proteggersi dalla potenza coloniale inglese. La parentela di Mahkota con il sultano giocò un ruolo fondamentale, e così l'elevata istruzione del Raja, che era definito "uno degli uomini più importanti e acculturati del Brunei". Inoltre in quegli anni (1824-30) la famiglia di Mahkota, che già possedeva moltissimi giacimenti in Sambas, riuscì ad impossessarsi di molte miniere d'oro e antimonio, soprattutto nella valle di Lawas e in Lidah. Decine di giacimenti vennero acquistati dal Raja a prezzi stracciati o molto convenienti sfruttando i vasti poteri da governatore, e altri ancora vennero sottratti ai legittimi padroni (etnie cinesi, malesi e Daiacchi) per essere dirottati a piacimento verso i seguaci di Mahkota.
"As several precious resources were discovered in Sarawak, Mohammad Kanzul Alam sent in that region Pengiran Indera Mahkota Muhammad Salleh, a kinsman to the Sultan. (...) Mahkota was chosen to hold such a power post because he was a well-educated man. In fact he has received early education in Batavia and furthered his high studies in Netherlands. (...) Under Mahkota's governship Sarawak flourished and Kuching Town was founded. (...) But the Viceroy's oppressive politic would prove dangerous in the latter years."
Mahkota incrementò notevolmente il commercio di Sarawak grazie a trattati con le altre regioni del Brunei e con gli Stati esteri. La ricchezza del paese aumentò notevolmente, anche se rimase concentrata nelle mani di pochi nobili. In particolare, la grande quantità di minerali estratti permise un "boom" economico per i grandi proprietari, che esportavano verso Singapore, e incrementò infinitamente la ricchezza del Raja e dei suoi seguaci. Ma l'esito della politica troppo esigente, delle tasse enormi e delle estrazioni forzate costrinse molti indigeni ad emigrare o a fuggire, in particolare dalla vasta regione di Bidayuh. Le popolazioni locali erano infatti vessate e saccheggiate, considerate di poco conto e su di loro gravavano imposte sempre più insostenibili volte ad arricchire i governanti; nemmeno il riso e il pesce, due beni primari, erano risparmiati. Una fonte sostiene persino che Mahkota vendesse Bidayas e cinesi come schiavi e facesse rapire le donne più belle per ridurle a concubine (la stessa versione si ritrova anche nelle teorie sulla morte del Raja per mano dei locali).
Nel 1834 il Bendahara (Primo Ministro) Pengiran Muda Hashim fu inviato in Sarawak dal sultano Saifuddin II, cugino di Mahkota, per reclamare una rendita di grande valore; tuttavia non venne accolto personalmente da Mahkota, che si limitò ad inviare degli officiali per riceverlo mentre egli stesso rimaneva ad attendere nella sala della corte, badando ai propri affari. Hashim lo accusò di non essere rispettato in quanto zio di Saifuddin, ma Mahkota rispose che egli era stato nominato dal sultano in persona e, dunque, poteva fare quello che credeva fosse giusto. In realtà sembra che temesse di essere sostituito da Muda Hashim nel suo incarico, e così si sviluppò una certa tensione. Da quel giorno il conflitto tra i due scoppiò (senza che mai si vedessero di persona) e divenne più aspro con l'arrivo di James Brooke a Kuching nel 1838.
"Mahkota, the Sultan appointed Viceroy and Saifuddin's cousin, was an harsh man and his govern was unfair. He sacked the local people and forced them to work in mines, kidnapping their woman to use them as his personal servants or concubines and selling the strongest men to other states as slaves. Hence the uprising. (...) It appears that Raja Mahkota and Hashim didn't see eye by eye. So there was tension between them. (...) Mahkota feared that, with the arrival of Hashim, his power over Sarawak would become smaller and weaker."
Già con l'arrivo di Hashim, in realtà, il governo di Sarawak era spaccato in due. Hashim non riusciva nemmeno a frenare la tirannia di Mahkota, che si rifiutava di incontrarlo e di collaborare. Ne conseguì una situazione difficile, aggravata dalla gravissima crisi dei Daiachi e dei ribelli di Datu Patinggi Ali, uno dei capi di Sarawak. Questi infatti si opponevano ai lavori forzati imposti da Mahkota, che comandava come un tiranno e schiavizzava i nativi, e la loro rivolta minava alla stabilità del sultanato stesso. Secondo una fonte non del tutto attendibile Mahkota in persona avrebbe poi confessato a Spencer St. John, segretario di Brooke e console del Borneo, di aver saccheggiato e spogliato le popolazioni locali senza pietà:
"I was brought up to plumber the Dyaks, and it makes me laugh that I fleeced a trib down up to its very cooking-pot."
Ma oltre ad essere un tiranno, Mahkota (famoso come poeta) era davvero intelligente e abile: lo stesso Brooke scrisse sui suoi diari di questa scaltrezza, dicendo che gli era impossibile influenzarlo e che costituiva una minaccia al suo piano di ottenere il governo su Sarawak. Mahkota era infatti a conoscenza del patto segreto tra Hashim e Brooke, che cercavano di sostituirlo, e li vedeva come una minaccia: con loro, il suo potere su Sarawak rischiava di ridursi sempre di più sia in intensità che in estensione. Cercò dunque di sbarazzarsi dei due, senza riuscirci.
"Mahkota was strong enough to resolve all the problems. He was a tyrant but also able in every field, and Brooke noticed his shrewdness in his diary. For this shrewdness Brooke could not influence him, which was the only threat for his plain to take over Sarawak. And Mahkota knew about the promise between Raja Hashim and Brooke to overcome his power, so tried several times to dispose them."
Alla fine, James Brooke riuscì a sedare la rivolta di Datu Patinggi Ali, quindi attaccò il palazzo del governatore e con i potenti cannoni minacciò di uccidere Mahkota definendolo "un tiranno" e così per i suoi seguaci; Mahkota fu dunque costretto a firmare un trattato con Hashim, il 24 settembre 1841, per evitare ulteriori spargimenti di sangue. Brooke divenne così ufficialmente governatore e Raja, ma quando il ruolo di Mahkota non era stato formalmente ancora abolito, il che ferì molto il nobile malese e lo spinse a lasciare Sarawak, dove non aveva più alcuna autorità. Il Raja si recò dunque a Mukah, dopo un lungo viaggio via nave sul fiume di Batang Lupar, e vi rimase fino al 1845 in un certo agio. I Daiacchi e gli altri ribelli di Sarawak si acquietarono, ma le élite malesi impiegarono tempo per abituarsi al nuovo re, pur non mostrando la stessa ostilità che avevano verso Mahkota.
Durante il viaggio di ritorno da Mukah al Brunei (1845-8), Mahkota scrisse un'opera poetica molto famosa, Syair Rakis o "Il cammino delle stelle" (letteralmente “La perla perduta”) in cui rimpiangeva la recente perdita della “perla del Brunei”, Labuan (1846), a favore del Regno Unito. Scritta in origine come lettera in versi nel 1847 e completata in Brunei dopo alcuni mesi di riflessione e aggiustamenti, fu fatta avere al sultano Saifuddin II e al figlio Pengiran Anak Abdul Momin, che ne rimasero colpiti a tal punto da ordinarne una massiva pubblicazione. Divenne famosa in tutta la corte e fu data da leggere ai capi politici del Brunei.
Tornato in patria - a Darussalam - nel 1848 per volere di Saifuddin II, Mahkota fu ricevuto dal sultano e gli venne affidato un importante incarico politico. In quei tempi Mahkota passò molto tempo con la sua famiglia e ottenne da Saifuddin l'incarico, finora mai esistito, di unico "Consigliere del Sultanato", con grandi poteri per aiutarlo a gestire il Brunei. Giocò così un ruolo davvero importante nell'amministrazione e nel governo, diventando un pilastro fondamentale dell'impero, e per questo fu sempre temuto e osteggiato da James Brooke.
Per i suoi meriti Saifuddin gli concesse addirittura la massima onorificenza di Pengiran Shahbandar o Pengiran Indera Mahkota, riservata alla sola famiglia reale, nel 1852 (ma fu il figlio Abdul Momin a conferirla ufficialmente, poiché il padre era morto quello stesso anno). Mahkota così il portatore ufficiale della corona del sultano, chiamata appunto Mahkota e seconda solo al Kris Si Naga per importanza. Il titolo completo che gli venne concesso fu quello di "Pengiran Syahbandar Sahibol Bandar Indera Mahkota Pengiran Mohammed Salleh".
Lo stesso sovrano Abdul Momin apprezzò fin da subito le abilità politiche e la saggezza del Raja, poiché vedeva in lui la possibilità di opporsi al crescente potere di Brooke in Sarawak, e gli concesse grandi poteri nella gestione del governo come aveva fatto il padre, se non di più. Inoltre gli insegnamenti contenuti nel celebre poema di Mahkota furono utilizzati e applicati dal sultano nel suo governo.
"The Sultan called him back to Brunei in order to help him in the administration of the sultanate. Mahkota, who has been already one of the most prominent men in Brunei and played a significant role in the sultanate, became the Sultan's principal and closest advisor. He was awarded the first and only Counsellor of the Empire and received the Pengiran Shahbandar or Pengiran Indera Mahkota honour in 1852, the highest possibile in Brunei. (...) He was murdered on his way to suppress a rebellion in Limbang in 1858. (...)"
Morte e successione Su come Mahkota morì le fonti sono perlopiù concordi, tuttavia esistono alcune differenze tra le versioni. Secondo la più plausibile: