La Collina 262, o Monte Ormel (elevazione 262 m sul livello del mare, da qui il nome) è un'area rialzata nei pressi del paese di Coudehard in Normandia che fu teatro di un sanguinoso scontro nelle fasi finali della sacca di Falaise durante la battaglia di Normandia. Nella tarda estate del 1944, il grosso di due armate tedesche era rimasto accerchiato nei pressi della città di Falaise. I crinali del Monte Ormel, con l'eccellente vista sulla valle, si trovavano proprio sull'unica via di ritirata percorribile. Le forze polacche presero controllo della punta nord il 19 agosto e, nonostante l'isolamento e i violenti attacchi nemici, tennero la posizione saldamente fino al 21 agosto, contribuendo in maniera decisiva alla successiva vittoria alleata.

Il successo americano nell'Operazione Cobra fornì agli Alleati l'opportunità di isolare e annientare la maggior parte delle truppe tedesche a ovest della Senna. Americani, britannici e canadesi convergerono sull'area di Falaise, intrappolando la 7ª Armata e diversi elementi della 5ª Armata Panzer in quella che divenne nota come sacca di Falaise. Il 20 agosto il Generallfeldmaschall Walter Model ordinò un ripiegamento generale, ma gli Alleati erano già riusciti a bloccare tutte le vie di fuga. Nella notte del 19 agosto, due reparti della 1ª Divisione Corazzata polacca comandati da Stanisław Maczek si erano schierati all'uscita della sacca, sulla cima e tutto attorno alla punta settentrionale del Monte Ormel.

Il 20 agosto, con le sue forze ormai circondate, Model organizzò attacchi contro le postazioni polacche, sia da dentro che da fuori la sacca. I tedeschi riuscirono a isolare la catena montuosa e ad aprirsi uno stretto corridoio di fuga. Mancando di forze per chiudere questo percorso, i Polacchi decisero di martellare le unità nemiche in ritirata con un costante ed efficace sbarramento di artiglieria, causando perdite ingenti alle forze tedesche. Esasperati, i tedeschi lanciarono ripetuti e violenti attacchi contro i difensori polacchi trincerati sulla collina. Esausti e praticamente senza munizioni, i polacchi riuscirono nonostante tutto a mantenere le loro posizioni sul Monte Ormel. Il giorno seguente, attacchi via via più deboli si susseguirono fino a mezzogiorno, quando l'ultimo tentativo tedesco di prendere la collina fu respinto combattendo praticamente in corpo a corpo. I polacchi furono raggiunti dai canadesi poco dopo mezzogiorno; la loro eroica resistenza aveva permesso la chiusura della sacca di Falaise e il collasso delle truppe tedesche rimaste in Normandia.

Panoramica

Il 25 luglio 1944, il generale Omar Bradley lanciò l'Operazione Cobra contro le difese tedesche che tenevano la 1ª Armata statunitense bloccata sulle teste di ponte stabilite sulle spiagge della NormandiaWilmot, pp. 390–392. Sebbene intesa solamente come mezzo per aprire un corridoio verso la Bretagna e uscire dalla scomoda situazione del combattimento nei bocageHastings (2006), pp. 250–252, l'offensiva causò un rapido e repentino collasso delle forze tedesche quando il Gruppo di Armate B agli ordini del Generalfeldmarschall Günther von Kluge fu troppo lento a ritirarsi, perdendo gran parte degli effettivi in futili contrattacchiWilliams, p. 197. Con il fianco sinistro tedesco ormai distrutto, gli americani iniziarono una rapida marcia verso la Bretagna ma una grande concentrazione di forze tedesche - inclusa buona parte della forza corazzata - finì per trovarsi in mezzo tra gli americani da un lato e gli inglesi e i canadesi dell'altro. Cogliendo l'opportunità per accerchiare queste forze e infliggere così una decisiva sconfitta ai tedeschi, su pressione anche del generale Bradley, il comandante delle forze di terra alleate Bernard Montgomery ordinò al generale George Patton di deviare verso nord con la sua 3ª Armata in direzione della città di Falaise. La cattura della cittadina avrebbe virtualmente ragliato fuori tutte le forze tedesche ancora asserragliate in NormandiaD'Este, p. 404. Con gli americani a sud e la 2ª Armata britannica a ovest, il compito di chiudere l'accerchiamento ricadeva sull'appena istituita 1ª Armata Canadese comandata dal generale Harry Crerar. Per assolvere al compito, Crerar e il tenente generale Guy Simonds (del 2º Corpo d'armata canadese) pianificarono un'offensiva congiunta anglocanadese con il nome in codice Operazione TotalizeHastings (2006), p. 296. Pensata con lo scopo di rendere sicura un'area elevata a nord di Falaise, già il 9 agosto l'offensiva si era arenata ed era a rischio fallimento nonostante i primi successi a Verrière e nei pressi di CintheauxHastings (2006), p. 301. La strenua difesa tedesca e le indecisioni nella catena di comando canadese fiaccarono gli sforzi alleatiReid, pp. 357 and 366 e la 4ª Armata Canadese e la 1ª Divisione Corazzata Polacca subirono perdite ingentiBercuson, p. 230. Le forze anglocanadesi raggiunsero la Collina 195 a nord di Falaise il 10 agosto ma non furono in grado di proseguire oltre, quindi l'Operazione Totalize venne interrotta.

I canadesi si riorganizzarono e il 14 agosto lanciarono l'Operazione Tractable; tre giorni dopo Falaise caddeCopp (2006), p. 104. Il cappio alleato si stava impietosamente stringendo attorno alle forze di von Kluge, e il compito di stringere il nodo ricadde sulla 1ª Divisione Corazzata polaccaWilmot, p. 419. In un incontro con i comandanti di divisione il 19 agosto, Simonds fece notare a al generale Stanisław Maczek l'importanza di chiudere rapidamente la Sacca di Falaise. Con il compito di occuparsi dell'area tra Moissy-Chambois-CoudehardStacey, pp. 259-260, la 1ª Divisione Corazzata polacca di Maczek si divise in tre gruppi (ognuno composto di un reggimento corazzato e un battaglione di fanteria) e cominciò a ripulire la campagna a nord di ChamboisStacey, p. 260. Tuttavia, a causa di un'accanita resistenza tedesca e con il gruppo comandato da Koszutski in difficoltà, la divisione non era ancora riuscita a prendere né Chambois, né Coudehard né il Monte OrmelCopp (2003), p. 240. Spinto da Simonds, Maczek era determinato a portare i suoi uomini in posizione sull'obiettivo il prima possibileCopp (2003), p. 243. Il 10° Dragoni (anche noto come 10º Battaglione di fanteria motorizzata) spinse con forza verso ChamboisStacey, p. 261, la cui cattura avrebbe permesso di ricongiungersi alle truppe della 90ª Divisione di fanteria americana che stava attaccando la città da sudJarymowycz, p. 195. Dopo aver preso Trun e Champeaux, la 4ª Armata corazzata fu in grado di assistere nell'offensiva e alla sera del 19 agosto la città era ormai in mano alleata.

Sebbene l'accerchiamento fosse completo, gli alleati non erano ancora posizionati sulla via di fuga della 7ª Armata tedesca con forze sufficienti e le posizioni cominciarono a trovarsi sotto violenti attacchiCopp (2003), p. 244. Nel corso della giornata, una colonna corazzata della 2ª Panzerdivision sfondò le linee canadesi a St. Lambert, conquistando metà del paese e mantenendo aperto un corridoio per oltre sei ore prima di essere costretti alla ritirataWilmot, p. 422. Molti tedeschi uscirono per questa via, mentre altri gruppi guadarono il fiume Dives a piedi nel corso della notteWilmot, p.423.

Il crinale del Monte Ormel A nord-est di Chambois, sovrastante la valle del fiume Dives, un costone roccioso coperto di foreste corre da nord a sud sopra il paese di CoudehardMcGilvray, p. 46. I due picchi più alti el crinale, Punta 262N (nord) e Punta 262S (sud) si trovano sui lati opposti di un passo su cui si trova il paesino di Mont Ormel (da cui il crinale prende il nome). Una delle poche strade verso ovest in quest'area parte da Chambois in direzione di Vimoutiers e del fiume Senna attraverso il passoStacey, p. 262. Lo storico Michael Reynolds dice che dalla Punta 262N "si aveva una vista ottima sull'intera Sacca di Falaise"Reynolds (2001), p. 273. Commentando la zona sulle mappe alleate, Maczek disse che il crinale gli ricordava la forma di una clava con due protuberanze; per questo i polacchi soprannominarono il luogo Maczuga, ovvero "Mazza"Dallas, p. 158. Il crinale, denominato dagli alleati Collina 262McGilvray, p. 41, formava un posto di blocco naturale fondamentale per chiudere la Sacca e impedire l'arrivo di eventuali rinforzi dall'esterno che potessero assistere la 7ª Armata tedesca.

Sabato 19 agosto 1944

Poco dopo mezzogiorno del 19 agosto, il gruppo del luogotenente colonnello Zgorzelski (1º Reggimento corazzato, 9º Battaglione di fanteria e un gruppo di soldati armati di armi anticarro) lanciò un rapido attacco verso Coudehard e il crinale del Monte Ormel. Mentre parte del gruppo rimase a Coudehard, due compagnie si lanciarono alla conquista della Punta 262N, seguite dagli squadroni corazzati comandati da Aleksander Stefanowicz che dovettero inerpicarsi sulla collina attraverso l'unico accesso percorribile dai veicoliLucas & Barker, p. 143. I polacchi raggiunsero la cima alle 12:40 e catturarono diversi prigionieri tedeschi prima di martellare la colonna corazzata tedesca (quasi 2 miglia in lunghezza) composta di carri Panther, semicorazzati, artiglierie da 88 mm e 105 mm, Nebelwerfer, camion e carri trainati da cavalli.

Tre compagnie del 1º Reggimento corazzato polacco aprirono il fuoco con mitragliatrici pesanti e cannoni: i veicoli in testa furono rapidamente rdistrutti e i Panther, mal posizionati, non potevano colpire gli Sherman posti in cima alla collina (i colpi passavano di pochi centimetri sopra le torrette dei carri). A causa della quasi totale distruzione e dei pochissimi prigionieri catturati, i polacchi soprannominarono la strada che attraversava il passo da Vimoutier "Psie Pole"Lucas & Barker, p. 144. La vittoria fu raggiunta nel corso di diverse ore: i tedeschi, benché sorpresi nell'apprendere che i polacchi controllavano la Punta 262N, risposero rapidamente con un bombardamento. I polacchi contrattaccarono e presero prigionieri altri tedeschiMcGilvray, pp. 46–47 che furono spostate in un vecchio capanno di caccia (lo Zameczek) sul pendo settentrionale del crinale. La Punta 137, nei pressi di Coudehard, fu presa alle 15:30 consegnando ai polacchi ulteriori prigionieri.

Attorno alle 17:00, il gruppo del luogotenente colonnello Koszutski (2º Reggimento corazzato e 8º Battaglione di fanteria), arrivò sul crinale, seguito dai superstiti del Battaglione montano polacco (Samodzielna Brygada Strzelców Podhalańskich) e del 9º Battaglione di fanteria alle 19:30. I resti del 9º Battaglione di fanteria e la compagnia anticarro erano rimasti nei pressi di Boisjos (circa 2 km a nord di Coudehard), ma il grosso dei due gruppi armati (circa 80 carri, 20 armi anticarro e circa uomini) era ora concentrato a presidio della Punta 262N. I polacchi decisero di non occupare la Punta 262S. Nonostante il tenente colonnello Zdzisław Szydłowski, a capo del 9º Battaglione di fanteria, avesse ricevuto il compito di occupare la punta sud, il calare della notte e il fumo della colonna tedesca in fiamme, costrinsero il comando a rimandare l'attacco alla notte successivaMcGilvray, p. 48. I polacchi passarono la notte seguente fortificando la Punta 262N e trincerandosi sugli accessi posti a sud-est, sud-ovest e nord-est delle loro posizioniD'Este, p. 456.

Domenica 20 agosto 1944