I XXV Giochi olimpici invernali, noti anche come Milano Cortina 2026, si sono svolti dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d'Ampezzo, città ospitanti della manifestazione in forma congiunta (novità assoluta nella storia dei Giochi). Oltre che a Milano e a Cortina d'Ampezzo, le gare si sono tenute in Lombardia a Rho, Assago, Bormio e Livigno e in Trentino-Alto Adige a Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero.
È la terza edizione olimpica invernale ospitata in Italia dopo la stessa Cortina d'Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006, nonché la quarta assoluta includendovi quella estiva di . Oltre a essere la prima edizione con ufficialmente due città ospitanti, è stata la seconda in cui le cerimonie di apertura e di chiusura si sono tenute in due sedi differenti, dopo .
Con questa edizione, inoltre, Cortina d'Ampezzo è diventata la quarta località a ospitare i Giochi invernali per almeno due volte, dopo Sankt Moritz (che ha ospitato le edizioni del 1928 e 1948), Lake Placid (1932 e 1980) e Innsbruck (1964 e 1976).
Assegnazione
La seconda candidatura olimpica ufficiale di Milano e la sesta di Cortina d'Ampezzo, in questo caso per ospitare congiuntamente i XXV Giochi olimpici invernali nel 2026, avvenne il 1º ottobre 2018 con la presentazione al CIO della richiesta da parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, a firma del presidente Giovanni Malagò, a seguito del sostegno Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ricevuto il 28 settembre.
I XXV Giochi olimpici invernali del 2026 furono assegnati il 24 giugno 2019, durante il 134º congresso del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) svoltosi a Losanna. Nella sede congressuale, ospitata nei locali del Centro Congressi SwissTech di Losanna, vennero presentate le due candidature ufficiali rimaste in lizza, Milano-Cortina d'Ampezzo (Italia) e Stoccolma-Åre (Svezia).
La candidatura di Milano e Cortina d'Ampezzo venne scelta rispetto alla proposta svedese, ottenendo la maggioranza assoluta dei voti. Il risultato fu annunciato alle ore 18:03 alla platea del Congresso dal presidente del CIO Thomas Bach.
+ Risultato della selezione Candidatura PaeseRound 1Milano-Cortina d'Ampezzo47Stoccolma-Åre34
Il 20 febbraio 2022, durante la cerimonia di chiusura dei XXIV Giochi olimpici invernali di Pechino, alle ore 21:05 UTC+8 vi fu il tradizionale passaggio di consegne, noto anche come "cerimonia di Anversa": la bandiera dell'Italia venne issata su uno dei tre pennoni accanto a quelle greca (nazione "patria dei Giochi") e cinese, con l'esecuzione de Il Canto degli Italiani, inno nazionale d'Italia, eseguito dalla cantante italiana Malika Ayane accompagnata al violino da Giovanni Andrea Zanon (durante l'inno vi fu la proiezione del territorio italiano, sulla pista di ghiaccio, formato da 7.904 stelle rappresentanti i comuni del Paese in quel momento); successivamente il sindaco di Pechino Chen Jining consegnò la bandiera olimpica al presidente del CIO Thomas Bach che, a sua volta, la passò nelle mani dei sindaci di Milano Giuseppe Sala e di Cortina d'Ampezzo Gianpietro Ghedina, che la sventolarono al centro dello Stadio nazionale di Pechino.
Successivamente si svolse la "sezione a tema italiano" della cerimonia, dal titolo «Duality, Together», che iniziò con i due bambini Vittorio e Gloria, che rotolarono un globo che rappresentava le due città italiane e la storia della Via della seta. Un primo filmato mostrò due ballerini che attraversavano le città ospitanti: un uomo che correva nel paesaggio urbano di Milano e una donna che correva sulle montagne innevate di Cortina d'Ampezzo; finito il filmato i due ballerini si esibirono insieme allo stadio di Pechino in una danza moderna per rappresentare la storia e gli aspetti culturali dell'Italia, realizzata su direzione artistica di Marco Balich, concludendosi con la proiezione della scritta "Milano Cortina 2026" sul ghiaccio. Un secondo filmato mostrò dapprima vari atleti che reggevano diverse bandiere italiane e altri drappi con il logo dei Giochi del 2026, poi le Frecce Tricolori che sorvolavano i cieli di Venezia e delle Alpi italiane, e infine i presidenti delle due regioni ospitanti, Attilio Fontana per la Lombardia e Luca Zaia per il Veneto, che davano il benvenuto in Italia in lingua cinese.
Il 21 febbraio i sindaci Sala e Ghedina e la delegazione italiana presenti a Pechino sbarcarono all'aeroporto di Milano-Malpensa con la bandiera olimpica, che rimarrà conservata a Palazzo Marino, sede comunale del capoluogo lombardo, per il successivo quadriennio olimpico, mentre una copia sarà esposta per lo stesso periodo presso il palazzo municipale di Cortina d'Ampezzo.
Sviluppo e preparazione Organizzazione
In base al "Contratto della Città ospitante" sottoscritto il 24 giugno 2019 a Losanna, il Comitato Olimpico Internazionale assegnò al Comitato Olimpico Nazionale Italiano e ai comuni di Milano e Cortina d'Ampezzo la responsabilità dell'organizzazione dei Giochi olimpici e dei XIV Giochi paralimpici invernali.
L'organismo tecnico che si occupa della realizzazione delle opere (impianti di gara e infrastrutture) necessarie allo svolgimento dei Giochi, è la società per azioni denominata "Società Infrastrutture Milano Cortina 2020–2026", il cui acronimo è "SIMICO", costituita il 22 novembre 2021, con sede a Roma. La società svolge tutte le attività di realizzazione, quale centrale di committenza e stazione appaltante, anche stipulando convenzioni con altre amministrazioni aggiudicatrici, delle opere nel rispetto delle disposizioni del Decreto Legge dell'11 marzo 2020.
Comitato Organizzatore
Il Comitato Organizzatore dei XXV Giochi olimpici invernali, il cui nome ufficiale è "Fondazione Milano Cortina 2026", è l'ente costituito dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, dal Comitato Italiano Paralimpico, dalle regioni Lombardia e Veneto, dalle provincie autonome di Trento e Bolzano e dai comuni di Milano e di Cortina d'Ampezzo, con il compito di organizzare l'evento e i XIV Giochi paralimpici invernali.
Sedi
Per i XXV Giochi olimpici invernali i quattordici impianti di gara utilizzati saranno così dislocati: sette in Lombardia (due a Milano e uno ciascuno nei vicini comuni di Assago e Rho della stessa città metropolitana di Milano, due a Livigno e uno a Bormio in provincia di Sondrio); quattro in Veneto (tre a Cortina d'Ampezzo in provincia di Belluno e uno a Verona); tre in Trentino-Alto Adige (uno ciascuno a Predazzo e Tesero nella provincia autonoma di Trento e a Rasun-Anterselva nella provincia autonoma di Bolzano).
Le sedi di gara sono suddivise e inserite tutte in quattro cluster: "Milano" (gli impianti del capoluogo lombardo, Assago e Rho), "Cortina" (gli impianti della conca ampezzana e quello di Rasun-Anterselva), "Valtellina" (gli impianti di Bormio e Livigno) e "Val di Fiemme" (gli impianti di Predazzo e di Tesero). La dislocazione degli impianti ripropone il modello già utilizzato nei Giochi invernali, la prima volta in Europa per l'edizione di e replicato successivamente a , e : gli sport sul ghiaccio disputati in città, in questo caso nei cluster di Milano e di Cortina, gli eventi sulla neve nelle regioni montane, cluster di Valtellina e Val di Fiemme..
Delle quattordici sedi ufficiali, il solo nuovo impianto permanente progettato e realizzato è il Pala Santagiulia; quello esistente demolito e totalmente ricostruito è il Cortina Sliding Centre; otto sono gli impianti già esistenti adeguati per i Giochi (il Forum di Assago, il Livigno Aerials & Moguls Park, lo Stadio olimpico del ghiaccio di Cortina, la pista Olimpia, la pista Stelvio, lo Stadio del salto Giuseppe Dal Ben, l'Arena Alto Adige e il Centro del fondo e del biathlon Fabio Canal); due le strutture esistenti temporaneamente adibite a impianto sportivo (la Fiera di Milano e l'Arena di Verona); un solo impianto temporaneo (il Livigno Snow Park); e, infine, impianto già esistente senza necessità di lavori, lo Stadio Giuseppe Meazza. Rispetto alle sedi proposte in fase di candidatura, sono state apportate alcune modifiche nella lista finale dei Giochi: le gare di hockey su ghiaccio inizialmente previste al PalaSharp a Milano e il pattinaggio di velocità da svolgersi al stadio del ghiaccio di Baselga di Piné, saranno disputate alla Fiera di Milano a Rho e dei tre villaggi olimpici proposti a Milano, Cortina e Livigno, non verrà realizzato quest'ultimo (sostituito dagli accordi con alberghi di Bormio e della stessa Livigno) e ne verrà realizzato invece uno a Predazzo.
Sono esclusi dalle opere di SIMICO i lavori ad alcune sedi del cluster di Milano (PalaItalia, Fiera di Milano e Villaggio Olimpico di Milano) in quanto sono a carico di investitori privati.
Il costo preventivato in fase di candidatura per le opere sugli impianti permanenti e temporanei sedi di gara e di allenamento sarebbe di ,Per le sedi di gara di investimenti pubblici e di investimenti privati, per le sedi non competitive di investimenti pubblici. mentre la spesa per i tre villaggi olimpici sarebbe quantificata in ; di investimenti pubblici e di investimenti privati. considerando altre voci di spesa, nel dossier di candidatura il totale dei costi sulle sedi risulterebbe di di investimenti pubblici e di di investimenti privati.
Sedi non competitive
CittàImpiantoCapacitàEventoMilanoStadio Giuseppe MeazzaCerimonia di aperturaVeronaArena di VeronaCerimonia di chiusura
Sedi di gara
CittàImpiantoCapacitàSportMilano (MI)Arena Santa GiuliaNome temporaneo dell'impianto, per il periodo dei Giochi.Hockey su ghiaccioCortina d'Ampezzo (BL)Cortina Sliding CentreBobSkeletonSlittinoTofane Alpine Skiing CentreSci alpinoCortina Curling Olympic StadiumNome temporaneo dello Stadio olimpico del ghiaccio, per il periodo dei Giochi.CurlingAssago (MI)Milano Ice Skating ArenaNome temporaneo dato all'Unipol Forum, nome commerciale del Forum di Milano, per il divieto del CIO di utilizzare nomi sponsorizzati per gli impianti dei Giochi.Pattinaggio di figuraShort trackBormio (SO)Stelvio Ski CentreSci alpinoSci alpinismoLivigno (SO)Livigno Snow ParkFreestyleSnowboardLivigno Aerials & Moguls ParkFreestylePredazzo (TN)Predazzo Ski Jumping StadiumNome temporaneo dello Stadio del salto Giuseppe Dal Ben, per il periodo dei Giochi.Combinata nordicaSalto con gli sciRasun-Anterselva (BZ)Anterselva Biathlon ArenaNome temporaneo dell'Arena Alto Adige, per il periodo dei Giochi.BiathlonRho (MI)Milano Ice ParkNome temporaneo dei padiglioni della Fieramilano, per il periodo dei Giochi.Hockey su ghiaccioPattinaggio di velocitàTesero (TN)Tesero Cross-Country Skiing StadiumNome temporaneo del Centro del fondo e del biathlon Fabio Canal, per il periodo dei Giochi.Combinata nordicaSci di fondo
Villaggi olimpici
In linea con le precedenti edizioni dei Giochi olimpici invernali, sono stati progettati cinque Villaggi Olimpici anziché uno, per venire incontro alle esigenze degli atleti in termini di distanze dalle sedi di gara; tre di questi saranno complessi realizzati appositamente con edifici a carattere permanente o provvisorio mentre due saranno un accordo con le strutture alberghiere del luogo. Saranno realizzati pertanto i villaggi di Milano, di Cortina d'Ampezzo, di Predazzo, di Bormio e di Livigno.
Il Villaggio Olimpico di Cortina d'Ampezzo, realizzato presso l'ex aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames, è un complesso di edifici a carattere temporaneo per ospitare approssimativamente atleti. La cerimonia di inaugurazione avverrà entro il 30 ottobre 2025 e gli alloggi per gli atleti saranno collocati in 377 casette in legno prefabbricate.
Il Villaggio Olimpico di Predazzo è un complesso di edifici a carattere permanente realizzato nell'area della Scuola alpina della Guardia di Finanza, per ospitare approssimativamente atleti. Gli alloggi per gli atleti saranno collocati in cinque padiglioni.