Trasferitosi da ragazzino nella cittadina toscana di Barga, emigrò in Scozia giovanissimo alla fine del primo decennio del '900. Rientrato in patria, ottenne un impiego nella marina mercantile e nel 1927 si stabilì clandestinamente a New York, dove entrò in contatto con gli ambienti del fuoruscitismo e iniziò a scrivere per la stampa di lingua italiana negli Stati Uniti.

Nel 1933 si trasferì a Barcellona: partecipò alla guerra civile spagnola con i repubblicani, fu esponente della Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo e inviò corrispondenze a numerose testate antifasciste di tutto il mondo.

Tornò in Italia alla vigilia della scoppio della seconda guerra mondiale, durante la quale fu incarcerato prima a Lucca e poi a Piacenza.

A guerra finita, si impegnò per la ricostruzione del proprio paese e nel 1949 fondò la testata locale Il Giornale di Barga. Nel 1974 fu insignito del Premiolino, uno dei più prestigiosi riconoscimenti per la stampa italiana, proprio in funzione del suo impegno con Il Giornale di Barga, definito nella motivazione del premio «Non un bollettino di paese, ma un prezioso foglio di informazione che ogni mese parte da Barga e a migliaia di copie raggiunge, ricco di notizie locali, tutti i Barghigiani emigrati sparsi in Italia e nel mondo».

Biografia

Originari di Livorno e di antica ascendenza ebraica, i Sereni si spostarono per motivi di lavoro a Milano e lì nel 1905 nacque Bruno, terzo figlio di Umberto e Palmira Pasquinelli.

Due anni dopo, Umberto Sereni avviò una piccola attività di produzione macchine edili a Breganze, in provincia di Vicenza, e la famiglia si trasferì in Veneto..

In seguito alla sconfitta dell'esercito italiano a Caporetto nella prima guerra mondiale e sotto la minaccia di invasione austro-ungarica, nel 1917 i Sereni abbandonarono il Veneto come altre migliaia di profughi civili. e si rifugiarono in provincia di Lucca, a Barga. La scelta del luogo fu dettata dalla presenza di alcune conoscenze della madre di Bruno, che a Barga completò le scuole elementari e poco dopo fu assunto al reparto munizioni della "Metallurgica" (poi KME) di Fornaci di Barga, di proprietà della famiglia Orlando.

Emigrazione in Scozia e ritorno a Barga

Al termine della prima guerra mondiale, dopo una parentesi lavorativa in un albergo barghigiano, Bruno Sereni emigrò in Scozia, dove rimase per circa tre anni. Alla sua esperienza personale e alla condizione dei molti barghigiani in Scozia. dedicò il ciclo di articoli Ricordi di Glasgow, pubblicati su Il Giornale di Barga a partire dal 1964, e il libro They Took the Low Road, tradotto in inglese dall'amico Mario Moscardini., in cui afferma:

Sereni fu richiamato in Italia per espletare il servizio di leva e si arruolò nella Regia Marina, per poi fermarsi a Barga una volta congedato..

Erano i primi anni '20, il periodo dell'espansione del fascismo in Italia, ma la famiglia Sereni era di altre tendenze politiche: il fratello Sereno era stato arrestato nel 1919 con l'accusa di "aver incitato dei soldati alla ribellione", mentre il padre Umberto figurava fra i fondatori e gli attivisti della sezione locale del Partito Socialista Italiano – che a Barga poteva contare su una figura di riferimento come Cesare Biondi – frequentata dallo stesso Bruno.

Il clima dell'epoca, culminato in scaramucce con alcuni fascisti barghigiani., spinse Sereni ad abbandonare l'Italia una seconda volta. Grazie all'esperienza maturata da militare, Sereni riuscì ad ottenere un impiego a bordo delle navi della Navigazione Generale Italiana.

In America

Nel 1927, al suo secondo viaggio negli Stati Uniti, Sereni abbandonò il transatlantico sul quale era di servizio e si stabilì clandestinamente a New York.

Trovò lavoro in uno dei tanti speakeasy della città.: i locali dove si vendevano illegalmente alcolici negli anni del proibizionismo americano. Il suo incarico era quello di miscelare le bevande e talvolta effettuare consegne a domicilio.. In occasione di una di queste, si trovò faccia a faccia con il fratello di Al Capone..

A New York, iniziò la sua formazione da autodidatta alla New York Public Library ed entrò in contatto con l'ambiente degli antifascisti di origine italiana: prima frequentando i comizi., poi facendone conoscenza personale. Tre incontri in particolare segnarono il futuro di Bruno Sereni: quelli con Vincenzo Vacirca., Gaetano Salvemini. e Carlo Tresca.

Vacirca fu il primo direttore a pubblicare un articolo di Sereni, sulle colonne de Il nuovo mondo., offrendogli l'occasione per fare il primo passo nel mondo del giornalismo.

Salvemini, con il quale rimase in contatto anche negli anni successivi., diventò modello e ispirazione per Sereni fin dal loro primo incontro:

Al nome di Carlo Tresca, con il quale prese a collaborare per il giornale Il Martello, è legato invece l'arresto di Sereni in seguito a un volantinaggio di protesta organizzato dallo stesso Tresca in occasione della visita ufficiale negli Stati Uniti di Dino Grandi.

Poco tempo dopo (giugno 1933), dopo essersi consigliato con il compagno di militanza e avvocato Giuseppe Lupis., Sereni partì alla volta della Francia per poi spostarsi a Barcellona.

Corrispondente dalla guerra di Spagna

Iscritto alla Rubrica di Frontiera (un registro delle persone sospette che si spostavano tra Italia e Svizzera) del Casellario Politico Centrale dal 1932 e segnalato in Spagna nell'anno successivo, appena arrivato in Catalogna Sereni finì nella lista degli antifascisti tenuti sotto osservazione dagli agenti dell'OVRA. che lavoravano in collaborazione con il consolato italiano e la polizia spagnola..

Fra i "controllori" di Sereni vi fu Mario Carletti.: l'informatore che fornirà indicazioni decisive per l'arresto di Pietro Nenni in Francia nel 1943. Carletti inviò a Roma foto di Sereni a Barcellona e informazioni su di lui. e documentò la sua attività per la Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo.

Erano gli anni della seconda repubblica spagnola e della rivoluzione delle Asturie.. Per sopravvivere e per allontanare la sorveglianza della polizia, Sereni lasciò Barcellona e intraprese l'attività di venditore ambulante in giro per fiere e mercati della Catalogna settentrionale..

Nel 1936, al momento del colpo di Stato dei generali, si trovava a Tàrrega, nella provincia di Lleida.. Da lì, in precedenza, aveva inviato al settimanale Giustizia e Libertà di Parigi un'intervista al leader del Partito Operaio di Unificazione Marxista Joaquín Maurín..

Sfruttando l'influenza di cui godeva nel piccolo centro catalano, scrisse di suo pugno un lasciapassare per facilitarsi il viaggio. e arrivò a Barcellona, dove si unì a una colonna del POUM per raggiungere il fronte di Aragona..

Il 1º agosto del 1936, nei pressi di Siétamo, fu ferito e venne riportato a Barcellona per essere ricoverato in ospedale.. Tornò al fronte, nella zona di Huesca, per poi rientrare nella capitale catalana, dove strinse amicizia con Aldo Garosci. e Dino Fienga, il medico napoletano al quale fu affidato l'incarico di allestire l'infermeria della caserma "Lenin". raccontata da George Orwell nel suo Omaggio alla Catalogna. Conobbe inoltre Carlo Rosselli e Camillo Berneri, l'anarchico ucciso dagli stalinisti a Barcellona durante le giornate di maggio. Sereni prese parte ai suoi funerali, così come fu presente a quelli di Mario Angeloni, Libero Battistelli e Mario De Leone..

Gli articoli di Sereni dalla guerra di Spagna vennero pubblicati a New York su La Stampa Libera, a Buenos Aires su L'Italia del popolo, a Parigi su Il Nuovo Avanti (con lo pseudonimo di Bruno Bruni) e a Lugano su Libera Stampa.

Nel 1937 scrisse a Carlo Rosselli (rientrato a Parigi) per esortarlo a celebrare su Giustizia e Libertà i cento anni dalla scomparsa di Giacomo Leopardi ed egli lo accontentò dedicando un'intera pagina all'anniversario. Quel numero del settimanale, che ospitava anche un contributo di Bruno Sereni, fu pubblicato in concomitanza con l'uccisione dei fratelli Rosselli.

Quando Francisco Franco sembrava ormai avviato a diventare dittatore con l'aiuto determinante della Germania nazista, dell'Italia fascista e del Portogallo di Salazar., Sereni tentò di abbandonare una prima volta la Spagna imbarcandosi clandestinamente su un transatlantico diretto in Brasile, ma venne arrestato a Dakar e rimandato indietro.

Lasciò definitivamente Barcellona nel 1938.:

La parentesi di Marsiglia

Dalla Catalogna, Sereni si trasferì a Marsiglia, adattandosi a fare lo scaricatore di porto per sopravvivere.

Nonostante le lettere inviate alla madre fossero piene di rassicurazioni, il periodo trascorso da Bruno Sereni in Francia fu piuttosto difficile: sia dal punto di vista politico (il governo francese era ancora in buoni rapporti con l'Italia fascista e spesso chi aveva combattutto in Spagna veniva di fatto imprigionato nei campi profughi) che da quello economico.

Sereni pensò quindi di recarsi in Messico, dove già si trovavano il fratello Sereno e l'amico Dino Fienga. A tal fine, fece richiesta a Libera Stampa di essere accreditato come corrispondente della testata, ma il progetto non andò in porto.

Fra Barga e il carcere in tempo di guerra

Dopo aver concordato con il consolato italiano una lettera per evitare di essere arrestato al confine, Sereni tornò a Barga nel 1939.

Il rientro però non fu facile: la fiducia nel fascismo era alta e gli oppositori del regime isolati e con nessuna possibilità di trovare lavoro.

Dopo un incarico temporaneo come manovale nei lavori per mimetizzare la fabbrica metallurgica di Fornaci di Barga durante la guerra, Sereni venne assunto da un caseificio di Castelnuovo di Garfagnana grazie all'amico Vittorio Baiocchi, ma dopo un paio di mesi fu licenziato ed espulso da Castelnuovo per volontà del locale segretario del fascio..

Meno tesi erano i rapporti con le autorità barghigiane, la cui massima carica era ricoperta da Morando Stefani.

Giunto a Barga nel 1923 da New York (dove frequentava antifascisti importanti come Fiorello La Guardia. e Carlo Tresca). e direttore del giornale locale La Corsonna prima che la pubblicazione venisse sospesa per la guerra, Stefani procurò a Sereni un incarico temporaneo come autotrasportatore., prima che venisse assunto dall'azienda boschiva Carlo Orsi di Barga, dove arrivò a ricoprire il ruolo di contabile..

Il 24 dicembre 1943., per ordine di Mario Piazzesi, nominato capo della provincia in seguito alla riorganizzazione dell'Italia durante la Repubblica di Salò., Sereni venne arrestato e condotto in carcere a Lucca.. Quando Piazzesi fu nominato capo della provincia di Piacenza, Sereni ed il suo compagno di carcere Libero Mariotti furono trasferiti nella città emiliana..

A Piacenza, poco prima di essere rilasciato, Sereni incontrò monsignor Ugo Civardi., personaggio di collegamento fra clero e resistenza della zona, in particolare pp. 67-71.. Fu proprio Civardi a raccontare a Sereni la storia del suo trasferimento a Piacenza: nel corso di una trattativa per lo scambio di prigionieri, ai partigiani era stata accordata la liberazione di quelli incarcerati a Lucca per motivi politici. All'ultimo momento, Piazzesi in persona si era opposto alla liberazione di Sereni e Mariotti adducendo la motivazione che erano stati arrestati per reati comuni. Non avendo tempo a disposizione per fare le opportune verifiche, Civardi aveva creduto alla versione di Piazzesi e Sereni e Mariotti erano rimasti quindi in carcere..

Dopo essere scampato per tre volte alla deportazione in Germania fingendosi malato di sifilide con la complicità del personale medico del carcere di Piacenza., il 20 settembre 1944. fu rimesso in libertà, grazie anche al fatto che nel frattempo a Piazzesi era stata tolta la responsabilità della provincia di Piacenza: