Biografia Combattente, partigiano nella Resistenza romana, nel movimento Bandiera Rossa; partecipò a diverse missioni e battaglie armate contro i nazifascisti, tra le più note vi è quella che lo vide protagonista alla fine del 1943 del recupero di 2 militari radiotelegrafisti inglesi (probabilmente legati alla Missione Law) sbarcati a Genova con un sottomarino, e da lui condotti in una località segreta.
Nel tentativo di occupare la stazione radio di Roma Prato Smeraldo fu catturato nel gennaio 1944p. 122, Matteo Matteotti, Quei vent'anni: dal fascismo all'Italia che cambia, Rusconi, 1985 e detenuto nel carcere di Regina Coeli fino al 24 aprile 1944, quando fu deportato assieme agli altri prigionieri politiciAntonella Tiburzi, I deportati da Roma verso i campi di concentramento in Germania, DHI 5-6 Maggio 2011 online dai nazisti nel Campo di Concentramento di Dachau. Della sua liberazione si interessò anche papa Pio XII.p. 445 in: Sandro Gerbi, Un banchiere nella resistenza romana Stefano Siglienti, 1943-44, Belfagor, Vol. 49, No. 4 (31 luglio 1994), pp. 433-453, Casa Editrice Leo S. Olschki s.r.l., 1994p. 60 Pierre Blet Robert A. Graham Angelo Martini Burkhart Schneider, Actes et documents du Saint Siege relatifs à la seconde guerre mondiale - Le Saint Siège et les victimes de la guerre janvier 1944 - juillet 1945, Secretairerie d'état de sa Saintete, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano, 1980. Soltanto da pochi anni è emerso (dalle stesse parole di Erich Priebke, e della sorella di Canacci) che durante la Resistenza il partigiano Ilario Canacci venne fucilato dalle SS proprio perché erroneamente scambiato per Mario Sbardella.
A Dachau giunse il 28 aprile 1944, dove fu marcato col numero di matricola 67262, al suo arrivo fu individuato come importante figura politica da Giovanni Melodia (con il quale, assieme a Franco Marchetilli, lavora nel famigerato kommando Kabel al recupero del piombo) che faceva parte dell'organizzazione clandestina International Prisoner Committee, impegnata, ove possibile a coordinare la resistenza dei prigionieri nel campo contro i nazisti, che in un documento lo definirono come l'esponente più interessante di un gruppo di antifascisti romanipp. 50, 51, 53 Un documento militare americano sul lager di Dachau,nella quale si impegnò fino all'arrivo degli Alleati un anno dopo al campo con la liberazione dei deportati superstiti.
In seguito alla liberazione del campo da parte degli alleati americani, Mario Sbardella fa parte del Comitato di supporto ai prigionieri, che si occupava di collaborare alla evacuazione del campo stesso: attraverso la fondazione di un apposito "bollettino interno" sulle varie procedure da seguire e intitolato "Italiani in Dachau", di cui è direttore editoriale assieme a compagni come Giovanni Melodia, distribuirà le necessarie indicazioni a tutti gli internati che prima di essere ricondotti nelle proprie città di origine, subiranno un periodo di quarantena a causa delle epidemie (tra cui il tifo) e le scarse condizioni igieniche in cui il campo riversava. Negli anni successivi svolge la professione di tecnico presso la RAI TV.
Alcune sue lettere e diversi numeri del bollettino "dal campo" sono custoditi presso l'Archivio "Filiberto Sbardella" e presso la "Fondazione Memoria della deportazione" della Biblioteca archivio Aldo Ravelli.
Note
Voci correlate Filiberto Sbardella (fratello) Bandiera Rossa (Movimento Comunista 'Italia) Resistenza romana Partigiani italiani Campo di concentramento di Dachau Giovanni Melodia Ilario Canacci (partigiano) Trasmettitore Prato Smeraldo
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