È stato il fratello maggiore di Tadao Tsuge, anch'egli fumettista.
Carriera È stato attivo nel fumetto tra il 1955 e il 1987. Le sue opere spaziano dai racconti di vita all’onirico, e spesso mostrano la sua passione per i viaggi attraverso il Giappone. Raggiunge la notorietà attraverso i suoi lavori surreali e onirici che pubblica alla fine degli anni 1960 nella rivista d'avanguardia Garo.
Tsuge muove i primi passi, nell'ambito del fumetto, nel 1954 con racconti di ispirazione noir che segnano il suo debutto nel mercato delle librerie a prestito, le , che prosperò nel Giappone del dopoguerra. In questa prima fase realizza fumetti nello stile gekiga ma anche illustrazioni e strisce umoristiche ispirate ai classici del genere. I dieci anni successivi all’esordio sono segnati da crisi professionali ed esistenziali che culminano nel tentato suicidio del 1962.
Il 1965 rappresenta l’anno della rinascita. Tra il 1965 e il 1970, entra nella sua fase più produttiva, inaugurando una proficua collaborazione con la rivista Garo. Tra l’agosto del 1965 e il marzo del 1970 produce ventidue storie che lasceranno il segno nella storia del fumetto. del 1968, opera surreale e introspettiva, segna l’inizio del manga di matrice onirica e apre il dibattito sul valore artistico e letterario del fumetto in Giappone. A partire dagli anni 1970, non pubblicò più i suoi lavori su Garo. Dopo una pausa di circa due anni nel 1972 torna a pubblicare opere, lasciate le pagine di Garo, concentrandosi su racconti autobiografici o di matrice erotica e grottesca. È comunque su Garo che nel 1966 , con Chico, pubblica la prima opera biografica, realistica, intimista. Per questo è considerato il creatore del genere semi-autobiografico, il "watakushi manga" letteralmente "manga su di me" , segnato dall'impronta della miseria e della depressione, dal ricordo della propria infanzia popolare e dagli inizi da mangaka squattrinato, sviluppando uno stile in contrasto con una società molto sensibile alla vergogna e che scoraggia la rappresentazione di se. Nel 1985 pubblica , da molti considerato il suo capolavoro. Il libro racconta la vita di un uomo incapace di provvedere alla sua famiglia, un sognatore i cui progetti finiscono sempre per scontrarsi con la dura realtà.
Nel 1987, a causa di problemi psicologici e familiari, abbandona il mondo del fumetto con il suo ultimo lavoro .
Muore il 3 marzo 2026, a causa di una polmonite da aspirazione.
Opere
Hannin wa dare da!! (犯人は誰だ!!), 1954 Uwasa no Bushi (噂の武士), 1965 Chiko (チーコ), 1966 Hatsutake gari (初茸がり), 1966 Numa (沼), 1966 Akai Hana (紅い花), 1967 Lee-san Ikka (李さん一家), 1967 Nejishiki (ねじ式), 1968 Gensen-kan Shujin (ゲンセンカン主人), 1968 Realism no Yado (リアリズムの宿), 1973 Yoshio no Seishun (義男の青春), 1974 Hissatsu surumegatame (必殺するめ固め), 1979 Munō no Hito (無能の人), 1985. Betsuri (別離), 1987
Traduzioni italiane
Note
Voci correlate Gekiga Garo (periodico)
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