Loccupazione di Alcatraz (20 novembre 1969 - 11 giugno 1971) fu una protesta che vide coinvolti 89 indiani d'America e i loro sostenitori, i quali occuparono l'Isola di Alcatraz. La protesta venne guidata da Richard Oakes, LaNada Means e altri; John Trudell fece da portavoce. Il gruppo rimase sull'isola sino a quando la protesta venne repressa dal governo statunitense.

Il gruppo di protesta scelse di chiamarsi Indians of All Tribes (IOAT), "Indiani di tutte le tribù". Secondo l'IOAT, sulla base del Trattato di Fort Laramie (1868) tra gli Stati Uniti ed i Lakota, tutte le terre abbandonate o non più in uso di proprietà dello stato dovevano tornare al popolo indiano che un tempo le occupava. Dal momento che il penitenziario di Alcatraz era stato chiuso il 21 marzo 1963 e l'isola era stata dichiarata non d'interesse dal governo federale nel 1964, diversi attivisti del movimento Red Power iniziarono a reclamare quell'area per il popolo indiano.

L'occupazione di Alcatraz ebbe degli effetti diretti sulla politica degli Stati Uniti in rapporto con gli indiani d'America. Oakes venne colpito a morte nel 1972, e l'American Indian Movement fu in seguito oggetto di indagini da parte dell'FBI e del COINTELPRO.

Antefatto L'8 marzo 1964 un piccolo gruppo di Sioux protestò occupando l'isola per quattro ore.Warrior, Robert and Smith, Paul Chaat. Like a Hurricane: The Indian Movement from Alcatraz to Wounded Knee. New Press, 1996. p. 10 L'intero gruppo era composto da circa 40 persone ed includeva fotografi, reporter ed Elliot Leighton, un avvocato legale rappresentante di coloro che reclamavano quelle terre. Secondo Adam Fortunate Eagle, questa dimostrazione aveva inizialmente l'idea di svolgersi per le strade di San Francisco, ma l'idea di occupare l'isola certamente avrebbe avuto un maggiore impatto. Gli attivisti Sioux erano guidati da Richard McKenzie, Mark Martinez, Garfield Spotted Elk, Virgil Standing-Elk, Walter Means e Allen Cottier. Cottier fece da portavoce per i dimostranti, dimostrando come essa fosse "pacifica e in accordo coi diritti dei Sioux". Coloro che protestavano offrirono pubblicamente al governo lo stesso valore che inizialmente il governo aveva offerto agli indiani locali quando acquistò l'isola: 9,40 dollari per l'intera isola o 5,64 dollari per dodici acri di terreno utilizzabile. Cottier disse inoltre che il governo federale avrebbe potuto mantenere l'uso del faro marittimo installato sull'isola. I manifestanti vennero allontanati dall'isola pochi giorni dopo, ma la protesta ebbe un certo effetto sui media.Fortunate Eagle, Adam. Alcatraz! Alcatraz! The Indian Occupation of 1969–1971. Heyday Books, 1992.

I Sioux pensarono quindi di scrivere un documento da inviare al governo per ribadire le posizioni del loro trattato. Vennero fatti anche dei piani per sfruttare al meglio le strutture presenti sull'isola di Alcatraz, trasformandole in centro culturale. Il 10 ottobre 1969 la comunità indiana locale perse in un incendio il San Francisco Indian Center, luogo dove gli indiani ricercavano lavoro, cure mediche, aiuto nelle questioni legali e opportunità sociali. Questo evento creò problemi nei rapporti col governo statunitense.

Nel 1969, Adam Fortunate Eagle pianificò un'occupazione simbolica per il 9 novembre. I leader di movimenti universitari mohawk Richard Oakes e Shoshone Bannock LaNada Means, dell'Università della California,Donna Hightower Langston, "American Indian Women's Activism in the 1960s and 1970s," Hypatia 18, 2: 2003, 120. aderirono alla protesta di Fortunate Eagle. Un gruppo di cinque navi venne organizzato con a bordo circa 75 indigeni che si diressero sull'isola. Adam Fortunate Eagle convinse Ronald Craig, proprietario della Monte Cristo, uno yacht, a passare per l'isola nel caso in cui le barche non fossero giunte. Oakes, Jim Vaughn (Cherokee), Joe Bill (Eskimo), Ross Harden (Ho-Chunk) e Jerry Hatch saltarono dall'imbarcazione, nuotarono fino a riva e reclamarono l'isola come terra nullius. La Guardia Costiera riuscì a rimuovere gli uomini, ma sul finire del giorno altri giunsero all'isola e quattordici vi rimasero per una notte. Il giorno successivo, Oakes rilasciò una dichiarazione, scritta da Fortunate Eagle, alla General Services Administration (GSA) reclamando l'isola per diritto di scoperta.

L'occupazione

Nelle prime ore del mattino del 20 novembre 1969, 89 indiani americani, tra cui 30 donne, studenti, coppie sposate e sei bambini, occuparono l'isola di Alcatraz. La Guardia Costiera riuscì a impedire che molti sbarcassero, ma quattordici manifestanti sbarcarono sull'isola e ne iniziarono l'occupazione. L'unico guardiano dell'isola, che era stato avvisato dell'imminente arrivo dei protestanti, diede un messaggio d'allarme via radio annunciando lo sbarco degli indiani. [The page still exists, but now says "Oops! You've reached a retired site page. PBS no longer has the rights to distribute the content that had been provided on this page."]

Al picco dell'occupazione sull'isola vi erano 400 persone. Indiani e non indiani portarono regolarmente cibo e altri beni di prima necessità sull'isola ma i frequenti blocchi della guardia costiera resero sempre più difficile farvi giungere rifornimenti. Spesso chi riforniva arrivava in canoa fino a metà tragitto, lanciando poi in acqua i beni in sacchi impermeabili che poi venivano recuperati dagli occupanti dell'isola. L'occupazione durò per 19 mesi ma si concluse pacificamente. Un'impiegata del Bureau of Indian Affairs, Doris Purdy, che era anche una fotografa amatoriale, accompagnò il gruppo il 29 novembre, vi rimase una notte intera e realizzò un filmato ancora oggi disponibile su YouTube.

I manifestanti, in particolare studenti, trassero ispirazione e tattiche dai dimostranti dei diritti civili a loro contemporanei. Gli originari quattro studenti che occuparono l'isola erano LaNada Means War Jack, Richard Oakes, Joe Bill, David Leach, John Whitefox, Ross Harden, Jim Vaughn, Linda Arayando, Bernell Blindman, Kay Many Horse, John Virgil, John Martell, Fred Shelton e Rick Evening. Jerry Hatch e Al Miller, entrambi presenti al primo sbarco, non furono in grado di lasciare la barca nella confusione dopo la vista della Guardia Costiera e tornarono a riva con un'imbarcazione privata. I primi sbarcati vennero poi raggiunti da molti altri giunti nei giorni successivi, tra cui Joe Morris e l'uomo che poi divenne "la Voce di Alcatraz", John Trudell.

Dopo l'incendio che distrusse il San Francisco Indian center, il segretario per l'interno Walter J. Hickel offrì Alcatraz come parco nazionale ai protestanti mobilitati.Johnson, Troy R. "Roots of Contemporary Native American Activism," American Indian Culture and Research Journal, 20(2):127–154.Kotlowski, Dean J. "Alcatraz, Wounded Knee, and Beyond: The Nixon and Ford Administrations Respond to Native American Protest," Pacific Historical Review, 72(2):201–227.

Ai media ed al governo federale Means disse da subito che gli occupanti volevano il completo controllo indiano dell'isola, sulla base del Trattato di Fort Laramie, col proposito di costruirvi un centro culturale di studi sui nativi americani, oltre ad un centro spirituale indiano in America, un centro ecologico ed un museo dei nativi americani. Secondo quando disposto da Means, il centro avrebbe incluso dei consulenti, degli insegnanti, dei bibliotecari e membri dello staff tutti di provenienza indiana per raccontare le storie degli indiani di tutte le tribù americane.Paul Chaar Smith and Robert Allen Warrior, Like a Hurricane: The Indian Movement from Alcatraz to Wounded Knee, (New York: The New Press, 1996), 76. Gli occupanti ad ogni modo non mancarono di ribadire il trattamento subito durante gli anni di segregazione ed accusarono il governo statunitense di aver infranto molti trattati sottoscritti con gli indiani.

Richard Oakes inviò un messaggio alla sede del dipartimento dell'interno a San Francisco:

Il consigliere particolare del presidente Richard Nixon, Leonard Garment, iniziò i negoziati.

Il giorno del ringraziamento, centinaia di sostenitori si avviarono verso Alcatraz per celebrarne l'occupazione. Nel dicembre di quello stesso anno, uno degli occupanti, l'isani sioux John Trudell, iniziò delle trasmissioni radio quotidiane dall'isola, e nel gennaio del 1970 gli occupanti cominciarono a pubblicare le lettere ricevute a loro sostegno. Joseph Morris, un membro della tribù dei piedi neri, affittò un posto al Molo 40 per facilitare i trasporti di viveri e rifornimenti alla popolazione sull'isola.

Cleo Waterman (della tribù dei Seneca) era presidente dell'American Indian Center all'epoca. Come anziana, scelse di rimanere lontana dal clamore dell'occupazione e di lavorare invece sui trasporti e i rifornimenti agli occupanti. Lavorò a stretto contatto con Grace Thorpe e col cantante Kay Starr per richiamare l'attenzione del pubblico sull'occupazione e sui suoi propositi.

Grace Thorpe, figlia di Jim Thorpe (della tribù dei Sac and Fox), fu una degli occupanti che aiutò a convincere celebrità come Jane Fonda, Anthony Quinn, Marlon Brando, Jonathan Winters, Buffy Sainte-Marie e Dick Gregory a far visita all'isola per mostrare il loro supporto alla causa. Non solo Thorpe riuscì a portare l'attenzione nazionale e internazionale sull'occupazione, ma riuscì anche a mantenere viva e attiva l'occupazione stessa. Thorpe donò agli occupanti un generatore, una chiatta ed un servizio di ambulanza completo per l'isola. La rock band Creedence Clearwater Revival supportò l'occupazione con una donazione di dollari che vennero utilizzati per comprare una barca che venne chiamata in loro onore Clearwater, per il trasporto verso e da Alcatraz. Ancora bambino, l'attore Benjamin Bratt si trovava tra gli occupanti con sua madre ed altri parenti.

La fine dell'occupazione Il 3 gennaio 1970, Yvonne Oakes, la tredicenne figlia di Annie e figlia adottiva di Richard Oakes, morì, il che spinse la famiglia Oakes a lasciare l'isola. Molti dei primi occupanti lasciarono l'isola per tornare a scuola e alcuni dei nuovi occupanti portarono con loro delle droghe. Alcuni non-indiani e hippie di San Francisco si spinsero sull'isola con gli occupanti, sino a quando il gruppo non proibì ai non-indiani di rimanere sull'isola di notte.

In un'intervista a "Radio Free Alcatraz", l'occupante indiano sioux John Trudell, si lamentò di come "l'acqua [fosse] ancora [il loro] primo problema da risolvere" e di come "con rapidità, uno dei [loro] problemi [fosse] l'elettricità". Il governo spesso infatti negava l'elettricità all'isola e rendeva difficile raggiungere l'isola per nuovi occupanti con l'intento di renderla deserta.