Stipa tirsa Steven, 1857 è una pianta angiosperma monocotiledone appartenente alla famiglia delle Poacee (o Gramineae, nom. cons.).

Etimologia Il nome generico (Stipa) deriva da una parola greca il cui significato è "stoppa, lino, fibra, cordame" in riferimento alle infiorescenze piumose o plumose di alcune specie di questo genere. L'epiteto specifico (tirsa) deriva da un nome vernacolare della specie usato nella steppa russa meridionale..

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico ed entomologo russo, nato in Finlandia, Christian von Steven (Fredrikshamn, Finlandia, 1781 - Simferopol, Crimea, 1863) nella pubblicazione "Bulletin de la Société Imperiale des Naturalistes de Moscou. Moscow" (Bull. Soc. Imp. Naturalistes Moscou 30(2): 115) del 1857.

Descrizione

Queste piante arrivano ad una altezza di 4 - 10 dm. La forma biologica è emicriptofita cespitosa (H caesp), sono piante erbacee densamente cespugliose, perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e presentano ciuffi fitti di foglie che si dipartono dal suolo....... Radici Le radici sono secondarie e fascicolate da rizoma. Fusto La parte aerea del fusto è eretta (spesso incurvata all'apice); alla base è avvolta da fibre biancastre. I culmi in genere hanno 5 nodi. Gli internodi dei culmi sono glabri distalmente. Foglie

Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole; è inoltre glabra. Ligula: la ligula, nelle foglie basali, è breve o quasi nulla; nelle foglie cauline è lunga 1 mm. I bordi della ligula sono cigliati. Lamina: le foglie sono rigide (hanno uno strato continuo di sclerenchima sulla faccia inferiore) con lamina filiforme, capillare e conduplicata, con apice sottile e più o meno aristato. In sezione trasversale si presenta con 2 - 3 coste per lato con forme arrotondate (2 - 3 volte più larghe che alte); la pelosità si presenta su tutta la superficie delle coste. Diametro delle foglie rotonde: da 0,3 - 0,4 mm a 1 - 2 mm. Infiorescenza Le infiorescenze sonoInfiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, formate da alcune spighette solitarie, hanno la forma di una pannocchia lineare e contratta. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Alla base le infiorescenze sono abbracciate dalle foglie. Lunghezza della pannocchia: 35 – 55 cm. Spighetta Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, con forme lanceolate e affusolate, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da un fiore fertile senza estensione della rachilla. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla sotto il fiore fertile. Lunghezza della spighetta: 40 – 80 mm. Glume: le glume sono diseguali con delle reste che superano la lunghezza del fiore; le glume sono persistenti. Palea: la palea è un profillo meno lungo del lemma. Lemma: i lemmi sono molto grandi con la linea dorsale dei peli (vedi immagine) più lunga di quelle subdorsali, mentre le linee marginali non raggiungono l'apice. I lemmi terminano con delle lunghe reste. Lunghezza del lemma: 15 - 18 mm. Fiore I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.

Formula fiorale: , P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.

Il perianzio è ridotto e formato da tre lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.

L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato.

Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, glabro, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, breve, è unico con due (o tre) stigmi papillosi e distinti.

Fioritura: da maggio a giugno. Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è lungo e lineare. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.

Biologia Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo. La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Europeo / Siberiano ma anche Ovest Asiatico. Distribuzione: in Italia questa specie è rara e si trova con discontinuità al Nord. Fuori dall'Italia, nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimento delle Alpes-Maritimes). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Monti Balcani e nei Carpazi. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo questa specie si trova nell'Europa Centrale e Orientale (esclusa la parte settentrionale); si trova anche nella Transcaucasia e in Anatolia. Fuori dall'Europa questa specie si trova in Asia temperata (Siberia, Asia centrale sovietica, Caucaso e Asia occidentale). Habitat: l'habitat preferito per queste piante sono i pascoli aridi e sassosi. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi, in Italia, queste piante si possono trovare da 200 a ; nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e montano.

Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino Stipa tirsa appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche Classe: Festuco-Brometea Ordine: Festucetalia valesiacae

Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, il genere Stipa fa parte della sottofamiglia Pooideae, tribù Stipeae.

Filogenesi Il genere Stipa fa parte della supertribù Stipodae L. Liu, 1980 (tribù Stipeae, Clade I Eurasiatico). La supertribù Stipodae è il quarto nodo della sottofamiglia Pooideae ad essersi evoluto (gli altri tre sono la tribù Brachyelytreae, e le supertribù Nardodae e Melicodae)..

Stipa tirsa fa parte del Gruppo di Stipa pennata; un gruppo polimorfo costituito da diverse specie che si distinguono soprattutto per la pelosità delle foglie e dei lemmi. I caratteri principali del gruppo sono: il portamento è densamente cespuglioso con culmi eretti (alla base sono avvolti da fibre biancastre); le foglie sono rigide (hanno uno strato continuo di sclerenchima sulla faccia inferiore) con lamina sottile e conduplicata; la ligula è breve o quasi nulla; le pannocchie hanno delle forme lineari e sono pauciflore; le spighette hanno un solo fiore; le glume sono diseguali con reste; i lemmi hanno delle lunghe reste piumose (20 – 30 cm). Gli habitat tipici per queste specie sono i prati aridi steppici.

Nella flora spontanea italiana, oltre alla S. tirsa, il gruppo è formato dalle seguenti specie: Stipa austroitalica Martinovský Stipa joannis Celak. Stipa pennata L. Stipa pulcherrima Koch

Il numero cromosomico di S. tirsa è: 2n = 44.

Sinonimi Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

Stipa aperta Janka ex Celak. Stipa cerariorum Pancic Stipa cerariorum Pančić Stipa longifolia Borbás Stipa pennata f. glaucescens Novak Stipa pennata var. stenophylla Lindem. Stipa pennata var. tirsa (Steven) Novák Stipa pennata subsp. tirsa (Steven) Kneuck. Stipa pennata var. tirsa (Steven) Čelak. Stipa schmidtii Woronow ex Grossh. Stipa stenophylla (Lindem.) Czern. ex Trautv. Stipa tirsa f. glaucescens Soó

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni Stipa tirsa EURO MED - PlantBase Checklist Database Stipa tirsa The Plant List - Checklist Database Stipa tirsa KEW science-Plants of the World online - Database Stipa tirsa IPNI Database

Categoria:Pooideae Categoria:Taxa classificati da Christian von Steven Categoria:Taxa descritti nel 1857