Questa lista comprende tutte le persone che sono sopravvissute all'internamento al campo di sterminio di Sobibór.
Superstiti del campo Si è a conoscenza di soli 58 superstiti di Sobibór, 48 uomini e 10 donne, alcuni dei quali fuggirono dal campo prima della rivolta del 14 ottobre 1943. Altri ancora sopravvissero a Sobibór, ma vennero uccisi nei mesi successivi, poco prima della fine della guerra. Salvo dove diversamente indicato, i sopravvissuti erano degli Arbeitshäftlinge, ovvero dei prigionieri tenuti in vita e ridotti in schiavitù per svolgere le diverse mansioni del campo, secondo gli ordini delle SS. Si trattava di pochissimi fortunati, poiché la stragrande maggioranza delle persone trasportate a Sobibór era destinata ad essere subito assassinata nelle camere a gas. Degli Arbeitshäftlinge costretti a lavorare come Sonderkommando nel campo III, ovvero l'area di sterminio del campo in cui erano situate le camere a gas e le fosse comuni, nessuno sopravvisse.
Lista dei superstiti Shlomo Alster (Shlomo Elster, 1908-1992). Nacque a Chełm in Polonia il 1º dicembre 1908. Nel novembre 1942 venne deportato a Sobibór, dove lavorò come carpentiere e, talvolta, nel Bahnhof-kommando. La moglie Hanna Grindberg, che sposò nel 1936, e i suoi due figli di tre e cinque anni vennero uccisi dai tedeschi. Dopo la rivolta, raggiunse la sua città natale e, assieme ad altri due fuggiaschi, rimase nascosto in uno scantinato per nove mesi. Nel 1946 emigrò a Rehovot, in Israele. Morì nel marzo 1992. Moshe Bahir (Moshe Szklarek, 1927-2002). Nacque a Płock in Polonia il 19 luglio 1927. Giunse a Sobibór il 24 maggio 1942. Lavorò inizialmente nel Bahnhof-kommando, poi nel magazzino alimentare e infine come barbiere. Dopo la guerra emigrò in Israele e fu testimone nel Processo Eichmann. Morì nel novembre 2002. Antonius Bardach (1909-1959). Nacque a Leopoli in Polonia (ora Ucraina) il 16 maggio 1909. Giunse a Sobibór il 25 maggio 1943 sul trasporto n° 53 proveniente dal campo di internamento di Drancy, in Francia. Dei mille deportati lui e Josef Duniec furono gli unici sopravvissuti. Dopo la guerra emigrò in Belgio. Morì nel 1959 circa.
Philip Bialowitz (Fiszel Bialowitz, 1925-2016). Nacque a Izbica il 25 novembre 1929. A 13 anni venne deportato a Sobibór nel gennaio 1943 assieme ad altri ottocento ebrei provenienti da Izbica. Lui e altre 45 persone vennero selezionate per lavorare nel campo. Philip lavorò dapprima nel magazzino alimentare, poi nelle baracche di smistamento dove doveva cercare i gioielli e i preziosi nei vestiti dei deportati. In seguito dovette tagliare i capelli delle donne prima di essere mandate alle camere a gas, e lavorò nel Bahnhof-kommando. Dopo la rivolta Bialowitz ed il fratello vennero nascosti da una famiglia di contadini polacchi. Emigrò negli Stati Uniti e partecipò al processo di Sobibór e al processo contro il nazista John Demjanjuk, una delle guardie del campo. Morì il 6 agosto 2016 in Florida. Symcha Bialowitz (Simha o Simkha, 1912-2014). Nato a Izbica in Polonia il 6 dicembre 1912, era il fratello maggiore di Philip. Giunse a Sobibór tre mesi dopo l'arrivo del fratello, il 28 aprile 1943. Fuggì dal campo e dopo la guerra emigrò in Israele assieme alla moglie Leah. Il padre di Philip e Symcha venne ucciso nel cimitero di Izbica, mentre la madre e le loro due sorelle furono gasate a Sobibór.Simcha Bialowitz Interview , 9 febbraio 2010 Symcha emigrò in Israele dove morì il 12 febbraio 2014. Rachel Birnbaum (Rachel Ejber, 1926-2013). Nacque a Włodawa l'11 luglio 1925Database of Rachel Birnbaum, Holocaust Survivors and Victims Database. Poco dopo essere arrivata a Sobibór con il treno riuscì a fuggire nel bosco, dove venne nascosta da dei contadini polacchi. Sruel Bajtelman, un cugino di Rachel, venne ucciso da polacchi dopo aver fatto ritorno alla sua città natale.Two Jewish cousins greet one another upon their return to their hometown of Wlodawa after the war, United States Holocaust Memorial Museum. Rachel morì nel marzo 2013. Jakob Biskubicz (1926-2002). Nacque a Hrubieszów in Polonia il 17 marzo 1926. Nel giugno del 1942 giunse a Sobibór assieme ai suoi genitori e ad altri parenti su un trasporto di circa duemila persone. 80 persone di questo trasporto vennero selezionate per il lavoro e portate in altri campi, mentre altre 32 rimasero a lavorare a Sobibór. Biskubicz doveva bruciare i vestiti e i documenti dei prigionieri portati alle camere a gas. Successivamente lavorò come falegname e, per circa nove mesi, nel Bahnhof-kommando. Il sergente delle SS Gustav Wagner gli ordinò di disperdere le ceneri delle vittime nell'orto del campo. Dopo la rivolta si unì ai partigiani e venne poi arruolato nell'esercito polacco. Nel 1949 emigrò in Israele. Morì nel marzo 2002 a Ramat Gan.
Thomas "Toivi" Blatt (Tomasz Blatt, 1927-2015). Nacque a Izbica in Polonia il 15 aprile 1927. Giunse a Sobibór il 23 aprile 1943 assieme ad alti trecento ebrei di Izbica. Fu uno dei quaranta giovani che vennero selezionati per lavorare nel campo. I suoi compiti erano lucidare gli stivali del sergente delle SS Karl Frenzel, rafforzare la recinzione intorno al campo e bruciare i vestiti e gli oggetti personali delle vittime. Dopo la rivolta venne nascosto da un contadino polacco, che poi sparò al ragazzo per rubargli il denaro. Toivi, colpito alla mascella, finse di essere morto e riuscì a fuggire e a tenersi in vita. Dopo la guerra cambiò temporaneamente il suo cognome in Stankiewicz ed emigrò negli Stati Uniti. Morì a Santa Barbara, in California, il 31 ottobre 2015. Herschel Cukierman (1893-1979). Nacque a Kurów il 15 aprile 1893. Nel maggio del 1942 giunse a Sobibór assieme alla moglie e al figlio Josef su un convoglio di 2.500 persone. Anche se era un giardiniere, si offrì volontariamente per esercitare la professione di cuoco assieme al figlio di soli dodici anni. Fino al giorno della rivolta lavorò nella cucina del Campo I. Grazie alla sua eccellente memoria Herschel dopo la guerra fu in grado di identificare molti uomini delle SS che lavorarono a Sobibór. All'inizio degli anni '50 emigrò negli Stati Uniti. Morì nel luglio del 1979 all'età di 86 anni. Josef Cukierman (1930-1963). Il più giovane sopravvissuto da Sobibor, nacque a Kurów il 26 maggio 1930. Nel maggio 1942 venne deportato a Sobibór assieme ai suoi genitori su un trasporto di 2.500 persone. Esercitò assieme al padre la professione di cuoco ma lavorò anche nella mensa delle SS. Inoltre, doveva pulire gli stivali dei sergenti. Dopo la guerra si trasferì in Germania, dapprima a Stoccarda e successivamente a Karlsruhe. Morì il 15 giugno 1963 all'età di 33 anni. Leon Cymiel (Leon Szymiel o Szimel, 1924-1997). Nacque a Chelm in Polonia il 20 febbraio 1924. Fuggì da Sobibór nel 1943, prima della rivolta dell'ottobre dello stesso anno. Morì nel 1997 all'età di 73 anni. Josef Duniec (1912-1965). Nacque a Równo il 21 dicembre 1912. Nel 1932 emigrò in Francia per studiare chimica. Il 25 marzo 1943 venne deportato a Majdanek su un trasporto proveniente dal campo di internamento di Drancy ma il campo non aveva posto per tutti quei deportati e il treno proseguì verso Sobibór, dove tutti i deportati (eccetto 31 persone, tra cui Duniec) vennero gassate. Dopo la rivolta sopravvisse nascosto nella foresta. Nel dopoguerra Duniec si stabilì in Israele. Morì per un attacco di cuore ad Haifa il 1º dicembre 1965. Il giorno successivo avrebbe dovuto testimoniare nel processo di Sobibór. Chaim Engel (1916-2003). Nacque a Brudzew in Polonia il 10 gennaio 1916. Come prigioniero di guerra dell'esercito polacco fu inviato al lavoro coatto in Germania fino al marzo 1940. Rientrato in Polonia, lui e suo fratello vennero deportati a Sobibór il 6 novembre 1942 su un trasporto di duemila persone. Di queste, solo Engel e altre 27 persone sono stati selezionati per lavorare nel campo. Svolse molti lavori: riordinò i vestiti delle vittime, tagliò i capelli alle donne prima che fossero mandate alle camere a gas, lavorò nel Bahnhof-kommando e divenne persino Kapo delle baracche delle donne. Durante la rivolta lui ed il Kapo Pozycki uccisero il sergente delle SS Rudolf Beckmann. Fuggì nei boschi assieme alla sua ragazza, Selma Wijnberg, che poi diverrà sua moglie. La coppia fu liberata nei pressi di Chełm il 23 giugno 1944. Raggiunsero Amsterdam via Odessa e Marsiglia, dove si nascosero per un po', ma poiché loro non erano cittadini olandesi furono costretti a trasferirsi in Israele. Nel 1957 emigrarono negli Stati Uniti. Chaim morì il 4 luglio 2003 a New Haven, (Connecticut) all'età di 87 anni.
Selma Engel-Wijnberg (Saartje "Selme" Wijnberg, 1922-2018). Nacque a Groninga in Olanda il 15 maggio 1922. Giunse a Sobibór il 9 aprile 1943 su un trasporto di 2.020 ebrei proveniente dal campo di transito di Westerbork. Lavorò principalmente nelle baracche di smistamento, e di tanto in tanto nel Wald-kommando. Lei e Chaim Engel, che diverrà sua marito, fuggirono nel bosco e furono liberati nei pressi di Chełm il 23 giugno 1944. Raggiunsero Amsterdam via Odessa e Marsiglia, dove si nascosero per un po', ma poiché loro non erano cittadini olandesi furono costretti a trasferirsi in Israele. Nel 1957 emigrarono negli Stati Uniti. È morta a Branford, nel Connecticut, il 4 dicembre 2018 all'età di 97 anni.
Leon Feldhendler (1910-1945). Nacque a Turobin in Polonia nel 1910. Figlio di un rabbino, fu capo del consiglio ebraico della città di Żółkiewka. Venne deportato a Sobibór all'inizio del 1943. Lavorò nel magazzino e talvolta dovette dare una mano nel Bahnhof-kommando. Insieme al soldato ucraino Aleksandr Pečerskij pianificò la rivolta del 14 ottobre 1943, di cui fu anche il leader. Dopo la liberazione di Lublino condivise una casa in Kowalski Street 4 con due compagni sopravvissuti: Chaskiel Menche e Meier Ziss. Scrisse un rapporto dettagliato sulla sua esperienza al campo di Sobibor. Il 3 aprile 1945 fu gravemente ferito da un colpo di pistola, forse esploso da alcuni nazionalisti polacchi antisemiti, e morì in ospedale tre giorni dopo, il 6 aprile. Dov Freiberg (Berek Freiberg, 1927-2008). Nacque a Varsavia il 15 maggio 1927. Giunse a Sobibór il 15 maggio 1942 su un trasporto di mille persone proveniente da Krasnystaw. Fu costretto a scavare delle buche dove bruciarci dentro l'immondizia. In seguito pulì gli stivali delle guardie ucraine e tagliò i capelli delle donne mandate alle camere a gas. Dopo la rivolta fuggì nel bosco e si unì ai partigiani. Dopo la guerra si trasferì a Łódź per un breve periodo e poi in Germania. Testimoniò nel 1961 al processo Eichmann e nel 1986 al processo Demjanjuk in Israele. Alla fine del 2007 morì la moglie di Freiberg, Sarah. L'anno successivo fu la volta di Dov, che morì nel marzo 2008 a Ramla in Israele. Catharina Gokkes (1923-1944). Nacque a L'Aia in Olanda il 1º settembre 1923. Fu deportata a Sobibór il 6 aprile 1943 su un treno proveniente da Westerbork, assieme a Ursula Stern e Selma Wijnberg, con cui aveva fatto amicizia nel Campo di concentramento di Herzogenbusch. Dopo la rivolta si unì ai partigiani. Gokkes fu uccisa il giorno prima che le ostilità nella regione cessassero, il 20 settembre 1944. Secondo altre fonti, Gokkes morì di tifoCatharina Gokkes - Joods Monument, Joods Monument. Herman Gerstenberg (Herman Posner, 1909-1987). Nacque a Liuboml l'8 ottobre 1909. Secondo la sua dichiarazione Gerstenberg arrivò a Sobibór su un trasporto proveniente da Chełm il 14 marzo 1943. Nel campo lavorò come falegname. Dopo la guerra cambiò il suo nome in Posner e emigrò negli Stati Uniti. Morì l'8 giugno 1987 a New York.