San Candido (AFI: ; , AFI: ; o San Candel) è un comune italiano di abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige, situato nell'Alta Pusteria e nel comprensorio della Val Pusteria. Comune-mercato dal 1303, è una nota località turistica invernale ed estiva delle Dolomiti, inclusa nel parco naturale Tre Cime.
Origini del nome Il toponimo è attestato come India nel 769,Martin Bitschnau, Hannes Obermair, Tiroler Urkundenbuch, II. Abteilung, Die Urkunden zur Geschichte des Inn-, Eisack- und Pustertals, vol. 1, Bis zum Jahr 1140, Universitätsverlag Wagner, Innsbruck, 2009, ISBN 978-3-7030-0469-8, pp. 174–182, n. 201. Intihha nell'822 e Intichingen nel 1070 e deriva forse dal nome di persona latino Indius attraverso una forma *Intica.AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano: Athesia 1995, ISBN 88-7014-634-0, p. 165.
Il nome italiano San Candido corrisponde a quello del compatrono della collegiata ed è attestato dal 1870 in area ladina fodom.Agostini, Ilario e Gaudenzio 1870. All'epoca Colle Santa Lucia faceva parte dell'Impero austro-ungarico Peraltro nel ladino della val Badia è attestato nel 1915 nella forma San Ciana,Calendar ladin 1915 tuttora usato anche dalla Provincia di Bolzano per i suoi testi in ladino.http://www.provinzia.bz.it/news/la/news.asp?news_action=4&news_article_id=287738 Provincia Bz Ettore Tolomei, nel contesto della sua campagna di italianizzazione del territorio, aveva proposto San Candido alla Drava, ma è stato accolto solo in parte da parte del regime fascista che ha adottato la forma San Candido.
Geografia fisica San Candido è situato nei pressi della sella di Dobbiaco, al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal fiume Drava, affluente del Danubio: San Candido e la vicina Sesto sono quindi tra i pochi comuni italiani non facenti parte della regione geografica italiana perché appartenenti al bacino idrografico del Danubio.Piani territoriali del Comune mapview.civis.bz.it
Storia Dalla nascita del borgo alla prima guerra mondiale
I primi reperti che si hanno di San Candido si possono ricondurre al 1000 a.C., dove passarono da sud-est gli Illiri. In seguito, e precisamente nel IV secolo a.C. vi sono tracce di insediamenti di Celti che fondarono un piccolo villaggio.
I Romani dal 15 a.C., fondarono le province romane Rezia e Norico che comprendeva anche San Candido. I Romani, riadattando antichi percorsi, costruirono nella regione alcune stradeː da San Candido (Littamum per i Romani), passava la via in compendium, convenzionalmente denominata dagli storici via Aguntum-Vipitenum, che attraverso la val Pusteria collegava la Iulia Augusta alla diramazione della via Claudia Augusta che da "Pons Drusi" (nella zona di Bolzano) lungo la vallata dell'Isarco conduceva a Vipiteno e a "Veldidena" (Innsbruck-Wilten) attraverso il passo del Brennero.La val Pusteria sul sito dell'Enciclopedia Treccani A Littamum sorse una importante mansio (luogo di sosta) lungo la via romana, della quale sono state ritrovate in val Pusteria ben 15 pietre miliari, segno della costante manutenzione e frequentazione del percorso. Il più antico miliare è dedicato all'imperatore Severo Alessandro, in carica dal 222 al 235 d.C., un secondo è attribuibile all'imperatore Probo, che regnò dal 276 al 283 d.C. Sul miliario dedicato a Severo Alessandro è ancora chiaramente leggibile la distanza, corrispondente a 63 miglia (circa 90 km) dalla città più vicina, Aguntum presso Lienz. Nei pressi di San Candido è stato ritrovato un miliare romano della metà del III secolo con dedica a Marco Filippo IIRaffaela Constantini, Sebatum, L'Erma di Bretschneider, 2002, imperatore bambino morto a soli 11 anni nell'anno 249.
Alcuni gravi scontri vi furono verso la fine del VI secolo che coinvolsero la popolazione degli Slavi da est contro i Bavari da ovest che con tutta probabilità distrussero l'allora insediamento di San Candido. Quest'ultimi da quel periodo in poi intensamente colonizzarono la zona, basandosi anche sulla chiesa vescovile di Frisinga, la più importante proprietaria fondiaria in zona nel medioevo configurando il territorio quale Hofmark.
Il borgo di San Candido, centro religioso dell'Alta Pusteria, si è sviluppato attorno all'omonimo monastero concesso dal duca Tassilone III di Baviera nel 769 durante la reggenza del vescovo Aribo di Frisinga e quindi dall'abate Atto di Scharnitz per convertire gli slavi, allora ancora pagani, al cristianesimo. Per secoli la dipendenza dal punto di vista ecclesiastico rimase alla diocesi di Frisinga (San Corbiniano), la più antica della Baviera. L'Imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone I di Sassonia, concesse nel 965 a San Candido l'immunità, ciò significò che la marca divenne "indipendente dall'impero". Gli antichi legami con Frisinga hanno portato a stabilire un gemellaggio tra le due località.Storia di San Candido sul sito comunale Attorno all'anno 1140 l'allora monastero di monaci benedettini venne mutato in una collegiata di tipo occidentale, ciò comportò l'insediamento di analoghi ecclesiastici e canonici.
Nel tardo medioevo il territorio di San Candido, nella sua massima estensione territoriale, si estendeva da Monguelfo a occidente fino a Abfaltersbach a oriente, a sud invece arrivava fino al Cadore. Alcune famiglie di agricoltori provenienti da San Candido colonizzarono nel corso del XIII secolo alcune località vicino all'attuale Tolmino in Slovenia. Il re Alberto I d'Asburgo, concesse a San Candido il 15 luglio 1303 la marca quindi il diritto di essere un comune di mercato. Nel 1554 scoppiò un grande incendio che distrusse l'intero paese, dato che la maggior parte delle abitazioni erano costruite in legno.
Intorno alla metà del XIV secolo il tentativo di fare del paese un centro commerciale lungo la via per il Cadore e la Carinzia fu contrastato dai conti di Gorizia, successivamente conti del Tirolo, che non vollero che si creassero rivalità economiche con la vicina Lienz. Verso la fine del dominio iniziale, nel 1803 rimase sotto il territorio di San Candido solamente la parte del paese. Fu così che San Candido rimase soprattutto un centro religioso, gravitante attorno alla Collegiata, che nei secoli ha attratto migliaia di pellegrini. Il centro storico è quindi caratterizzato da numerosi luoghi di culto, oltre che da case signorili del XVIII e XIX secolo. Negli anni precedenti il primo conflitto mondiale, San Candido come l'intera regione storica del Tirolo godeva di un'economia prettamente turistica, che finì con lo scoppio della guerra.Turismo & guerra su touriseum.it
San Candido italiana Con lo scoppio della prima guerra mondiale, San Candido si ritrovò nelle immediate retrovie del fronte, diventando così centro ospedaliero. Nella spartizione, nel 1918, del Tirolo fra Austria e Italia, San Candido avrebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria, trovandosi al di là dello spartiacque alpino ma per ragioni militari fu assegnata all'ItaliaGiorgio Federico Siboni Il confine orientale con due grandi caserme: la Cantore e la Druso, la prima ancora affidata al 6º Reggimento Alpini.
La presenza del confine nella frazione di Prato alla Drava determinò anche la presenza di una nutrita schiera di funzionari italiani: Guardia alla Frontiera (oggi non più esistente), polizia di frontiera, uffici doganali, una stazione di Carabinieri, un Commissariato di Pubblica Sicurezza e una sezione della Guardia di Finanza. Tra le due guerre San Candido comincia ad essere frequentata da un turismo di élite, il quale però rimarrà isolato, senza diventare un vero e proprio fenomeno. Solo dagli anni 2000 San Candido riesce ad imporsi come centro turistico e culturale nelle Dolomiti, attirando da diverse regioni d'Europa un turismo d'élite. Tra i frequentatori più rinomati, ci fu il duca d'Acquarone, Ministro della Real Casa che vi edificò una dimora di caccia.
San Candido ha costituito per anni il capolinea della linea ferroviaria che risaliva da Fortezza, mentre i sei chilometri di linea fino al confine, pur trovandosi in territorio italiano, erano gestiti dalle ferrovie austriache. Fino a che vi è stato un rigido controllo doganale, era caratteristica la presenza di treni-corridoio che univano Lienz, nel Tirolo orientale, con Innsbruck, capoluogo del Tirolo settentrionale che non effettuavano fermate nel territorio italiano.
Simboli Lo stemma mostra una torre d'argento di due palchi, merlata alla guelfa, aperta di nero e saracinescata d'argento; sopra il portale, uno stemma d'azzurro, raffigurante la testa di un moro, coronato di un diadema d'oro. La torre è posata sul verde della campagna con lo sfondo rosso. Lo scudetto con la testa di moro coronata ricorda che la località un tempo era sotto il dominio dei vescovi di Frisinga, proprietari, dal 769 al 1803, di una vasta area nella regione. Lo stemma fu concesso dal re Alberto d'Austria nel 1303 e riconosciuto con decreto del capo del governo del 24 settembre 1931.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Collegiata di San Candido
Il complesso della Collegiata di San Candido (Stiftskirche Innichen), considerato il più importante monumento romanico delle Alpi Orientali,Touring Club Italiano: Piccole città, borghi e villaggi. Milano 2006 fu costruito a partire dal 1043 sul sito del monasteroSan Candido. dalla fondazione della Collegiata (769) al Duecento beni-culturali.provincia.bz.it/it fondato nel 769 dall'allora abate di Scharnitz Atto, poi vescovo di Frisinga, su impulso di Tassilone III di Baviera per convertire gli Slavi allora insediati nella zona. Il poderoso campanile e l'atrio con il fonte battesimale precedono il grandioso interno a tre navate, che conserva numerose opere d'arte, tra le quali affreschi di Michael Pacher e il grande Crocifisso ligneo dell'altare maggiore.
Chiesa Parrocchiale di San Michele
La Chiesa Parrocchiale di San Michele, originaria del XII secolo con uno stile romanico, arricchita nel XV secolo con volte in stile gotico, fu rimaneggiata tra il 1735 e il 1760 per adattarla allo stile barocco, che dati i molteplici ornamenti può apparire anche come stile rococò. Fu più volte distrutta nella sua storia e della chiesa originale oggi rimane solo il campanile cilindrico. Esternamente la chiesa presenta finestre ad arco con nicchie che custodiscono delle statue e con una grande facciata principale che dà sulla piazza del paese.
Importanti sono gli affreschi, opera del pittore tirolese Christof Anton Mayr: sulla volta San Michele spinge gli angeli caduti nell'inferno; nella navata San Michele vincitore delle forze del male.
Chiesa del Convento dei Francescani Il convento è affacciato sul rio Sesto, consacrata a San Leopoldo e costruita a fine Seicento. Con annesso chiostro. La costruzione della chiesa e del convento è fatta risalire, al seguito dell'arrivo dei primi frati francescani, nel 1691. Più precisamente vennero costruiti tra il 1693 e il 1697, quando avvenne la consacrazione delle chiesa da parte del Principe Vescovo di Bressanone e la consegna ufficiale all'ordine. La struttura fu progettata dal frate francescano Vitus Rastpichler proveniente dall'Ötztal, che rispettando la tradizione povera dell'ordine non presenta un alto campanile e poche difficoltà architettoniche e artistiche. Notevole è la biblioteca storica del convento, oggi conservata a Bolzano. Manfred Schmidt, Die Franziskaner-Bibliotheken Kaltern, Innichen, Signat und Klosterlechfeld, Bressanone, Provinz-Verlag, 2007.