È salita alla ribalta alla fine del 2021, quando a 18 anni e dieci mesi, partendo dalle qualificazioni come n° 150 del ranking WTA, e alla sua prima apparizione nel torneo, si aggiudicò gli US Open senza perdere un set. Di conseguenza, all'inizio del 2022 riuscì a portare il suo best ranking al n° 10, entrando nella top 10. Nelle stagioni successive, anche a causa di pesanti infortuni, non è riuscita a riconfermarsi al vertice, raggiungendo, nei cinque anni seguenti, due sole finali, entrambe perse, una di categoria 250 e una di categoria 500.
Biografia Emma Raducanu è nata a Toronto, in Canada, il 13 novembre 2002 da padre romeno originario di Bucarest e madre cinese proveniente da Shenyang. Si è trasferita con la famiglia nel Regno Unito quando aveva appena due anni ed è cresciuta a Londra. Ha conseguito gli studi e si è formata tennisticamente presso il borgo londinese di Bromley. Ha indicato Li Na e Simona Halep come i suoi due idoli tennistici.
Carriera 2021: storica vittoria allo US Open e top 20 Raducanu fa il suo debutto nel circuito maggiore a Nottingham 2021, torneo disputato grazie ad una wild-card da parte degli organizzatori; in tale circostanza, viene estromessa all'esordio dalla connazionale Harriet Dart in due comodi set. Qualche settimana più tardi, esordisce anche in una competizione Slam al torneo di Wimbledon, dove riesce a spingersi fino agli ottavi di finale grazie alle vittorie su Vitalija D'jačenko, la finalista Slam Markéta Vondroušová, e Sorana Cîrstea, prima di ritirarsi contro Ajla Tomljanović sul punteggio di 6–4, 3–0 in favore dell'australiana. Così facendo Raducanu diventa la più giovane tennista britannica dell'era Open ad aver raggiunto gli ottavi a Wimbledon. Dopo un'uscita prematura a San José, disputa la finale del WTA 125 di Chicago, persa contro la danese Clara Tauson in tre set.
Quindi prende parte agli US Open partecipando alle qualificazioni: battendo Bibiane Schoofs, Mariam Bolkvadze e l'egiziana Mayar Sherif si guadagna un posto per il tabellone principale dell'ultimo Slam dell'anno, alla sua quinta apparizione complessiva nel circuito maggiore. Al primo turno coglie la sua prima vittoria nel main-draw newyorkese contro la lucky loser Stefanie Vögele. Al secondo turno, lascia sei giochi a Zhang Shuai, mentre al terzo turno ne lascia uno solo a Sara Sorribes Tormo. Si spinge quindi nel suo secondo ottavo slam consecutivo, dove trova l'ultima americana rimasta in tabellone, Shelby Rogers, reduce della vittoria contro la numero uno del mondo Ashleigh Barty; la britannica ha la meglio accedendo per la prima volta in carriera nei quarti di finale in uno Slam. Qui trova la campionessa olimpica in carica Belinda Bencic, che regola in due set qualificandosi per la semifinale, diventando la prima tennista nella storia degli US Open a raggiungere tale traguardo partendo dalle qualificazioni. Inoltre, ci arriva senza perdere un set e trovandosi fuori dalle prime cento del mondo: prima di lei ci sono riuscite solo tenniste del calibro di Billie Jean King e Kim Clijsters. Nella semifinale, batte Maria Sakkarī in due set, centrando la sua prima finale in un torneo dello Slam. Raducanu diventa la prima qualificata nella storia dello US Open a raggiungere la finale di un major; inoltre, è la prima britannica a giungere in finale da quando ci riuscì Virginia Wade nel 1968. Per la conquista del titolo incontra l'altra sorpresa del torneo, la coetanea Leylah Fernandez, nella prima finale Slam tra teenagers dallo US Open 1999 che vide opposte una diciassettenne Serena Williams alla diciannovenne Martina Hingis: Raducanu si impone con il punteggio di 6–4, 6–3. Grazie a tale successo infrange numerosi primati: diventa la prima tennista in assoluto a riuscire nell'impresa partendo dalle qualificazioni, la tennista più giovane a vincere un Major dai tempi del trionfo di Marija Šarapova a Wimbledon 2004 e la prima tennista britannica a imporsi in uno Slam dopo Virginia Wade nel 1977. Qualche settimana prima, a Wimbledon si era spinta fino agli ottavi di finale, diventando la più giovane tennista britannica nell'era Open a raggiungere gli ottavi di finale nello Slam londinese, alla sua prima partecipazione. Grazie allo strepitoso risultato, scala vertiginosamente le classifiche fino alla 22ª posizione mondiale.
Successivamente, accetta una wildcard per disputare il WTA 1000 di Indian Wells che esclusivamente per l'edizione 2021 si svolge ad ottobre a causa della pandemia di COVID-19. Ottenuto il bye all'esordio, Raducanu viene sorpresa dalla bielorussa Aljaksandra Sasnovič, che la supera in due set. Centra la sua prima vittoria in un torneo del circuito WTA due settimane dopo a Cluj-Napoca, grazie ad una rimonta contro Polona Hercog. Al secondo turno, elimina Ana Bogdan, guadagnandosi il primo quarto di finale nel circuito maggiore contro la coetanea Marta Kostjuk che le lascia appena tre giochi. Nel mese di novembre entra a far parte delle prime venti al mondo, collocandosi precisamente alla posizione n°20. Chiude la stagione a Linz, dove da prima testa di serie viene estromessa nel suo match d'esordio dalla qualificata cinese Wang Xinyu in tre set; ciononostante, perfeziona il suo best ranking alla 19ª posizione.
Al termine della stagione tennistica 2021, viene premiata come giovane dell'anno nell'ambito dei WTA Awards.
2022: top 10
Inaugura l'anno malamente: a Sydney, annichilita dalla nona testa di serie Elena Rybakina che le lascia appena un gioco (6–0, 6–1); all'Australian Open batte all'esordio l'ex top 3 Sloane Stephens in tre set, per poi essere sorprendentemente fermata al secondo turno dalla montenegrina Danka Kovinić sempre in tre set, complice anche un infortunio alla mano destra. Tuttavia, riesce a ottenere il suo best ranking al termine del torneo, salendo al tredicesimo posto.
Ritorna in campo qualche settimana più tardi a Guadalajara, ma è costretta al ritiro al terzo set a causa di un nuovo problema fisico nel match che la vedeva opposta a Daria Saville sul punteggio di 7–5, 6(4)–7, 3–4 in favore dell'australiana. Sebbene non si sia concluso, si è trattato del match più lungo della stagione con una durata di oltre tre ore di gioco. Ritrova fiducia sui campi dell'Indian Wells Tennis Garden a inizio marzo, dove prende parte per la seconda volta in carriera al WTA 1000 californiano. Ottenuto il bye per il primo turno, si impone in tre set sulla francese Caroline Garcia nel secondo. Nei sedicesimi cede il passo a Petra Martić in tre parziali. Non va meglio a Miami, dove, dopo il bye, si arrende alla ceca Kateřina Siniaková in tre set.
Successivamente, la britannica prende parte alle qualificazioni per le fasi finali della Billie Jean King Cup: vince il suo primo incontro ufficiale su terra in carriera contro Tereza Martincová (7–5, 7–5); tuttavia, viene nettamente sconfitta nel secondo singolare contro Markéta Vondroušová, che le lascia due giochi. Alla fine, il Regno Unito non riuscirà a qualificarsi, perdendo il tie per 3-2. A Stoccarda gioca il suo primo tabellone principale WTA su terra rossa: esordisce con un comodo successo su Storm Sander, per poi imporsi su Tamara Korpatsch al terzo set, approdando ai quarti di finale, dove perde da Iga Świątek con un duplice 4–6. Nel WTA 1000 di Madrid sconfigge ancora Martincová e al secondo turno si impone agevolmente su Kostjuk prima di cedere a un'altra ucraina, Anhelina Kalinina, in tre set. Si ritira dal match di primo turno degli Internazionali d'Italia contro una rientrante Bianca Andreescu sul punteggio di 6–2, 2–1 in favore della canadese. Al Roland Garros, superata la qualificata Linda Nosková in rimonta, si fa a sua volta rimontare da Aljaksandra Sasnovič. Sull'erba si ritira ancora una volta dal match di primo turno, questa volta contro Golubic a Nottingham durante il primo set. Ritorna in campo direttamente a Wimbledon dove, dopo un'ottima prestazione contro Alison Van Uytvanck, cede nettamente a Garcia.
Chiamata a difendere la vittoria dello US Open, Raducanu disputa tre tornei di preparazione su cemento per l'ultimo Slam stagionale: a Washington coglie il secondo quarto stagionale grazie alle vittorie su Louisa Chirico e Camila Osorio, perdendo dalla russa Samsonova; in Canada si arrende subito a Camila Giorgi, mentre a Cincinnati supera Serena Williams in due set nel penultimo torneo disputato dall'americana prima del suo ritiro dalle competizioni, e batte nettamente Viktoryja Azaranka prima di essere eliminata da Jessica Pegula. Agli US Open, chiamata al difficile compito di riconfermarsi, cede subito per 6–3, 6–3 ad Alizé Cornet, precipitando in classifica dalla posizione numero 11 alla numero 83.
Chiude la stagione in maniera piuttosto mesta rispetto alle aspettative. Supera un solo turno allo Slovenia Open WTA 125, si ritira in semifinale contro Jelena Ostapenko in Corea e viene eliminata all'esordio a Ostrava.
2023 Fatica a confermarsi anche a inizio 2023, venendo eliminata al secondo turno all'ASB Classic. Priva di testa di serie, esce al secondo turno anche nello Slam australiano, eliminata in due set dalla n° 7 al mondo Coco Gauff. Supera un turno in più a Indian Wells, eliminando due teste di serie, la ventesima Magda Linette e la tredicesima Beatriz Haddad Maia, ma cede alla n° 1 Iga Świątek. Esce invece all'esordio a Miami, per mano dell'ex promessa Bianca Andreescu. Dopo una nuova, netta sconfitta per mano di Jelena Ostapenko al primo turno dello Stuttgart Open si ritira dal successivo torneo di Madrid e chiude la stagione in anticipo a causa di un infortunio che l'ha portata a essere operata a entrambi i polsi e alla caviglia. Di conseguenza, chiude l'anno alla posizione n° 289.
2024: rientro in top 100 A causa della discesa in classifica, la programmazione del rientro viene condizionata dalle offerte di wild card e dall'uso del ranking protetto, bloccato alla posizione n° 103, ovvero non sufficiente a entrare di diritto nel main draw dei tornei più importanti, Slam inclusi.
A inizio anno le viene offerta una wild card per l'ASB Classic, dove pareggia il risultato dello scorso anno uscendo al secondo turno contro Elina Svitolina. Grazie ad alcuni ritiri, il suo ranking protetto si rivela sufficiente a farla accedere al tabellone degli Australian Open, e anche in questo caso difende il secondo turno del 2023.
Ad Abu Dhabi esce nuovamente al secondo turno, contro Ons Jabeur, mentre in Qatar esce all'esordio, dopo aver perso il primo set per 0-6. Si prende un periodo di pausa e rientra nel circuito a Indian Wells, dove raggiunge il terzo turno e viene fermata dalla n° 2 Aryna Sabalenka. Riceve una wild card per Miami, ma si ritira dopo il sorteggio adducendo un infortunio alla schiena.
Ulteriori wild card le vengono offerte a Stoccarda, dove raggiunge il primo quarto di finale della stagione, che la riporta in top 250, e a Madrid, dove accusa un'ulteriore uscita al debutti, che imputa a un "esaurimento fisico e mentale". Non essendole state offerte ulteriori wild card e non volendo disputare le qualificazioni, rinuncia agli Internazionali d'Italia e al Roland Garros, chiudendo in anticipo la stagione su terra.
A Nottingham raggiunge la sua prima semifinale in stagione, e a Eastbourne ottiene la sua prima vittoria su una top 10 ai danni di Jessica Pegula, solo per essere eliminata al secondo turno da Daria Kasatkina. A Wimbledon riesce a raggiungere a sorpresa gli ottavi di finale, ottenendo anche la sua seconda vittoria su una top 10, Maria Sakkari, al terzo turno. Nonostante la netta sconfitta per mano della qualificata Lulu Sun, il risultato le vale il rientro in top 100.
A Washington supera due turni e lotta al terzo prima di arrendersi a Paula Badosa. Agli US Open esce all'esordio, mentre raggiunge i quarti in Corea.
A causa di un nuovo infortunio, chiude in anticipo anche questa stagione.
2025: ritorno in top 30