Lo Omladinski fudbalski klub Beograd (cirillico: Омладински фудбалски клуб Београд), in lingua italiana Club calcistico giovanile Belgrado, è una squadra di calcio professionistica con sede a Belgrado, più precisamente a Karaburma, un quartiere del comune di Palilula. Viene pronunciato "Ofkà" e fa parte della polisportiva OSD Belgrado.

Il club ha vinto 5 campionati del Regno di Jugoslavia: 1930–31, 1932–33, 1934–35, 1935–36 e 1938–39, vinti col vecchio nome BSK (Beogradski Sport Klub). Inoltre ha vinto 5 coppe nazionali: 1934, 1953, 1955, 1961–62 e 1965–66.

Il club ha registrato significativi risultati nelle coppe europee, raggiungendo la semifinale nella Coppa delle Coppe 1962-1963, sconfitti dal , ed i quarti di finale nella Coppa UEFA 1972-1973, fermati dal .

Il club si piazza al primo posto nella classifica perpetua del Regno di Jugoslavia. In quella della Jugoslavia socialista si trova al nono posto.

Storia 1911-1945 Il club nasce il 6 luglio 1911, quando si tiene l'assemblea di fondazione e viene eletto il consiglio (presidente Andre Jović, vicepresidenti Danilo Stojanović e Jevrem Pantelić e segretario Dušan Milošević). Il regolamento del club viene confermato il 1º settembre 1911. Il primo campo da gioco del BSK presso l'ippodromo, luogo dove oggi si trovano le facoltà tecniche e l'Hotel Metropol, viene decorato e preparato per le partite con gli sforzi dei membri del club. Il BSK gioca la sua prima partita il 13 ottobre 1911 contro lo Šumadija di Kragujevac e vince 8-1. Tra i primi giocatori c'è Miloš Ekert, che fino ad allora aveva giocato per il , che ha proposto il nome di "Beogradski sport klub" ed è anche il tesoriere del club.

Il più grande rivale cittadino del BSK è lo SK Jugoslavija, che ha costruito il suo stadio un po' più a sud, dove oggi si trova lo Stadio Rajko Mitić. Oltre allo Jugoslavia, i più grandi rivali nel Državno prvenstvo ("campionato nazionale") sono i club di Zagabria HAŠK, Concordia e Građanski e l'. Questi club, insieme al BSK, sono tutti campioni nazionali tra il 1923 e il 1940, nel periodo in cui si disputano 17 campionati di calcio nel Regno di Jugoslavia. Il BSK vince cinque titoli in quel periodo e gioca alla pari in amichevole contro i club europei più famosi.

All'inizio il club utilizza lo Stadion na Trkalištu ("Stadio dell'ippodromo"), un impianto da 1000 posti. Ma il terreno viene espropriato per costruire le facoltà tecniche, così nel 1929 il BSK costruisce un nuovo stadio da 30mila posti a Topčidersko Brdo (una località nel comune di Savski Venac). Lo Stadion na Topčiderskom brdu, in cui viene installato l'impianto di illuminazione nel 1935, è considerato il più grande e moderno dei Balcani nel periodo interbellico. Dopo la seconda guerra mondiale lo stadio viene demolito ed al suo posto sorge lo Stadio Partizan.

Il primo periodo d’oro della squadra arriva negli anni Trenta: il club, guidato dal capitano Blagoje Marjanović, vince cinque titoli di campione di Jugoslavia in dieci anni, di cui due consecutivi nella stagione 1934-35 e 1935-36.

Sei giocatori del BSK formano la spina dorsale della nazionale jugoslava che raggiunge le semifinali ai mondiali 1930: Blagoje Marjanović, Aleksandar Tirnanić, Milorad Arsenijević, Đorđe Vujadinović, Ivan Bek e Dragoslav Mihajlović. Uno dei dirigenti del club, Mihailo Andrejević, è pure membro della FIFA per quattro decenni.

Oltre ai giocatori nella nazionale jugoslava, ai mondiali 1930 il BSK presenta anche due giocatori rumeni: Rudolf Wetzer e Dezideriu Lacki, i primi calciatori professionisti nella sottofederazione di Belgrado."50. godina BFS", pagina 37

Il capitano della squadra nazionale prebellica, Milutin Ivković, collabora con il movimento di liberazione nazionale dopo l'occupazione della Jugoslavia nel 1941. A causa del suo legame con il movimento operaio e il partito comunista, viene arrestato e perseguitato più volte. Appare per l'ultima volta sul campo di calcio il 6 maggio 1943, su richiesta dei suoi amici, durante la celebrazione del 40º anniversario del BASK. Non molto tempo dopo, il 24 maggio 1943 alle 23:45, viene arrestato dalla Gestapo e imprigionato nel campo di Banjica. Viene giustiziato la mattina dopo a Jajinci per "attività comunista".

Il 20 ottobre 1944 Belgrado viene liberata; due mesi dopo, il BSK viene menzionato per la prima volta dalla stampa: è stata programmata una conferenza del club per il 21 dicembre per eleggere il nuovo comitato. I club di spicco di tutta la Jugoslavia considerati politicamente ed ideologicamente incompatibili con il nuovo regime comunista, vengono soppressi e rimodellati secondo i dettami dell'Unione Sovietica. Nel febbraio 1945, la lega giovanile antifascista inizia la creazione di nuove società. Il 5 maggio 1945, la segretaria allo sport del Partito Comunista Mitra Mitrović firma ufficialmente un decreto che scioglie tutte le squadre di calcio non conformi alle regole del regime. Etichettate come "collaboratrici dei borghesi", queste includono la maggior parte dei principali club prebellici che hanno continuato l'attività durante l'occupazione, ed il BSK è fra queste.

Nasce il Metalac Il comitato di iniziativa per l'istituzione del club si riunisce nel febbraio 1945 ed è composto da Božidar Jeremić dell'industria automobilistica Rakovica, Dušan Ćorković, segretario dell'amministrazione centrale del sindacato dei metalmeccanici, ex giocatori del BSK e membri della squadra nazionale Sava Marinković, Milorad Arsenijevic e molti altri.Dejan Zec, Početak izgradnje socijalističkog sporta u Srbiji 1944-1945 Il 25 marzo 1945 viene costituita la squadra del sindacato metalmeccanico FK Metalac e le vengono dati i locali del FK Jadran prebellico. Viene anche fondata la polisportiva Fiskulturno društvo Metalac ("Società di educazione fisica Metalac"), con le sue sette sezioni: calcio, wrestling, basket, pallamano, hockey, ciclismo e atletica leggera. Successivamente, il wrestling e l'hockey vengono aboliti e le sezioni di tennis e scacchi saranno aggiunte molto più tardi. Josip Broz Tito è dichiarato presidente onorario del club, dato che ha accettato l'invito tramite il suo rappresentante e ha consegnato un prezioso dono in denaro alla società a suo nome.Miroslav Milovanović (2011), "Naš plavi bukvar"

Il club mantiene i colori del BSK prebellico: combinazione di colori azzurro-blu scuro. Nello stesso anno in cui è fondato, il Metalac diviene campione di Belgrado (un torneo a 6 squadre), e nella partita decisiva pareggia con la , che è bastato per il primo posto. Il Metalac partecipa regolarmente ai campionati del nuovo stato, che si giocano dalla stagione 1946-47.

Cambio del nome in BSK Dopo aver assorbito alcuni club più piccoli, come l'Električna centrala ed il , nell'assemblea straordinaria del club del 22 luglio 1950 si prende la decisione di cambiare il nome del club, dato che è stata aperta una porta ai giovani, e non solo ai rappresentanti della professione metallurgica. Grazie a Vladimir Dedijer, il nome BSK viene ripristinato, ma molti sono scettici sul fatto che il governo avrebbe consentito che quel nome fosse usato di nuovo. Dedijer risponde che BSK è "un nome molto carino" e che non vede alcun problema, e così il nome BSK viene ripristinato. Il club somiglia a quello omonimo prebellico, ed il colore blu scuro-azzurro delle maglie non cambia e lo stemma è simile a quello precedente.

Con questo nome, il club vince la coppa nazionale nel 1953 e nel 1955, battendo in entrambe le occasioni l'Hajduk in finale, mentre nel campionato 1954-55 sono gli spalatini a sopravanzare il BSK di due punti. In quel periodo, la squadra giovanile diviene campione della Jugoslavia nel 1951. Stanoje Jocić è stato il capocannoniere del campionato 1952 e Predrag Marković lo è nel 1954-55. È interessante notare che la seconda squadra del BSK raggiunge gli ottavi di finale di coppa nel 1951, quando la prima squadra è stata eliminata al primo turno.

In quegli anni molti giocatori si distinguono e sono ricordati, come Dragiša Filipović, Aleksandar Panić, Sreten Davidović, Lazar Tasić, Zdravko Juričko, Vasilije Šijaković, Sava Antić, Predrag Marković, Petar Radenković, Tomislav Kaloperović, Stanoje Jocić e Živko Josić.

Fusione col TSK Šumadija e cambio del nome in OFK Beograd Nella seconda metà degli anni cinquanta il club attraversa una grave crisi finanziaria ed è sull'orlo del fallimento. Nel frattempo, i generali dell'esercito ed i membri dell'UDBA si scontrano sulla gestione del FK Partizan ed i generali hanno la meglio: i membri dell'UDBA, guidati da Srbo Savić, lasciano il club. Dopodiché rilevano un club di classe inferiore, il TSK Šumadija e poi si trasferiscono al BSK. Così BSK e TSK si fondono ed il nome proposto è "BSK Šumadija", cosa che non va a buon fine perché suona nazionalista. Alla fine, il nome scelto per il club è Omladinski fudbalski klub, abbreviato in OFK, come suggerito da Mišo Pavićević nel consiglio di amministrazione. L'assemblea di fondazione si tienee nella sala dell'università operaia "Braća Stamenković" il 26 novembre 1957. Il nome viene scelto anche in base al nuovo impinato di gioco, lo Stadio Omladinski: precedentemente il BSK non ne aveva uno proprio, bensì aveva prima utilizzato lo Stadio Stella Rossa, e successivamente lo Stadio JNA. I colori del club cambiano in blu e bianco.

Gli anni d'oro

Subito dopo il cambio del nome, l'OFK viene retrocesso in seconda serie nella stagione 1957-58. Nella stagione successiva torna in Prva liga e presto inizia il periodo di maggior successo del nuovo club, che dura dagli anni Sessanta fino alla metà degli anni Settanta. In quel periodo, i giocatori dell'OFK vengono soprannominati i "romantici" per via del loro gioco attraente. Nel 1962, battendo 4-1 in finale lo , vince la Coppa di Jugoslavia grazie alla doppietta di Sava Antić ed agli acuti di Srđan Čebinac e Spasoje Samardžić. Nella stagione successiva partecipa a due competizioni europee: la Coppa Intertoto (non ancora organizzata dalla UEFA) e la Coppa delle Coppe. Nell'Intertoto raggiunge i quarti di finale, mentre nella seconda arriva in semifinale dopo aver eliminato lo SC Chemie Halle, il ed il . Nelle semifinali incrocia il guidato da Jimmy Greaves: l'OFK perde entrambe le gare, 1-2 ed 1-3, ma ottengono il riconoscimento degli avversari per la loro resistenza.

Nella stagione 1963-64 l'OFK si piazza secondo in campionato, 3 punti dietro alla Stella Rossa. Secondo molti, l'OFK è stato privato del titolo per non rompere la tradizione delle "velike četvorke" (le quattro grandi: Stella Rossa, Partizan, Dinamo Zagabria e Hajduk Spalato). Nella Coppa delle Fiere viene eliminato al primo turno dalla : due partite non sono bastate, nella "bella" di Trieste sono i bianconeri di Torino a prevalere. Nella stagione 1965-66 vince ancora la coppa nazionale, stavolta contro la Dinamo, col punteggio in finale di 6-2: tre doppiette del "trio S" Skoblar, Samardžić e Santrač. A detta di molti la Dinamo è superiore, ma ogni tiro dell'OFK è andato in rete.Sve je ušlo - ricordi del 26 maggio 1966

Dopo quel successo vi è un breve periodo di pausa a causa della partenza di molti giocatori, periodo interrotto dall'arrivo di Miloš Milutinović e Dragoslav Šekularac, due assi del calcio jugoslavo, giunti a finire la carriera all'OFK. Negli anni in cui Milutinović e Šekularac formano un tandem, lo stadio Omladinski viene regolarmente riempito (nella gara contro il Partizan del 24 marzo 1968, viene registrato il record di 35mila presenze allo stadio). Santrač è il capocannoniere delle stagioni 1967-68, 1969-70, 1971-72 (quando vince la scarpa di bronzo europea con 33 gol) e 1972-73. In campionato segna 186 volte con la maglia dell'OFK, e un totale di 218 gol, il che lo rende il detentore del record per numero di reti nel campionato di Jugoslavia.