Biografia Secondo il Chronicon regum LegionensiumIl Chronicon regum Legionensium è la storia dei re di León, dall'inizio del regno di Bermudo II (982), sino alla morte di Alfonso VI (1109), scritta verso il 1120, dal vescovo e storico, Pelagio da Oviedo, detto il favolista, per le molte invenzioni., Urraca era la figlia del re Alfonso VI e della sua seconda moglie, Costanza di Borgogna, che secondo la Ex chronico Ternociensis era figlia del conte di Charolais e di Langres, duca di Borgogna e anche conte d'Auxerre, Roberto I e di Helie di SemurIl nome era un omaggio al Sole (in latino Helios)... Come riporta il documento n° XCIV della appendice II delle Antiguedades de España, Alfonso VI era il figlio terzogenito (maschio secondogenito) del re di Castiglia e re consorte di León, Ferdinando I e della regina del León e regina consorte di Castiglia, Sancha I, che, sia secondo la Historia genealógica y heráldica de la monarquía española, Volume 1, che secondo la Historia De Los Hechos De España di Rodrigo Jimenez De Rada era figlia del re di León e Castiglia Alfonso V e di Elvira Menéndez de Melanda, figlia del Conte di Portucale, il galiziano Menendo González e di sua moglie, Tutadona Moniz de Coimbra (dona Mayor).

Urraca fu erede presunta dei Regni di Castiglia e León fino al 1100, quando suo padre, Alfonso VI, riconobbe il suo figlio illegittimo, Sancho, come suo erede.

Matrimoni

Il posto di Urraca nella linea di successione la fece diventare il centro della politica dinastica, e, come conferma lo storico medievalista statunitense, Bernard F. Reilly, all'età di circa otto anni, nel 1087, fu fidanzata a un nobile francese, Raimondo di Borgogna, giunto in Leon, dopo aver abbandonato l'assedio di Tudela, assieme ai cugini, Oddone futuro duca di Borgogna ed Enrico di Borgogna, che avevano accolto l'invito dell'abate di Cluny che invitava alla guerra santa contro i Mori, dopo che l'emiro degli Almoravidi, Yūsuf ibn Tāshfīn aveva sconfitto il padre di Urraca, il re di León e Castiglia, Alfonso VI, nella battaglia di al-Zallaqa del 1086.

Il matrimonio di Urraca con Raimondo faceva parte della strategia diplomatica di Alfonso VI per avere alleanze anche al di là dei Pirenei.

Tra il 1º maggio 1092 e il gennaio 1093 Raimondo sposò Urraca, divenendo così genero del re; nel documento, n° 116, inerente una donazione (non consultato) del cartulario del Monasterio de San Salvador de Oña Urraca viene citata come figlia di Alfonso VI e moglie di Raimondo (Urraca regis filia et Reimundi comiti uxor) e nella Colección diplomatica de San Salvador de Oña 822-1284, Tomo I 822-1214. Alfonso VI aveva concesso il governo del regno di Galizia al genero Raimondo (il documento n° V della Apendice della HISTORIA DE LA SANTtA IGLESIA DE SANTIAGO DE COMPOSTELA, tomo III, cita Raimondo, come governatore della Galizia -Comes dominus Ramundus Imperans Gallicia sub gratia Imperatoris Ildefonsi-) come conferma La web de las biografias, mentre aveva concesso, in sottordine a Raimondo, come riporta lo storico Rafael Altamira la contea di Portogallo (a sud del fiume Miño) a Enrico di Borgogna, marito di Teresa, figlia naturale di Alfonso VI] e sorellastra di UrracaRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 878, che governò la contea, praticamente in autonomia dalla Galizia, difendendola dagli attacchi dei Mori. Secondo Reilly Raimondo ed Enrico avevano fatto un patto che prevedeva che alla morte di Alfonso VI, Raimondo avrebbe ottenuto tutti i domini di Alfonso VI e avrebbe ceduto ad Enrico il regno di Galizia e parte della taifa di Toledo, in quanto Raimondo era stato nominato governatore della città di Toledo, e nel 1098, Alfonso VI lo fece conte di Grajal. Ancora secondo Reilly Raimondo e Urraca, dal 1102, si erano ritirati a vivere nel castello di Grajal.

Urraca rimase vedova nel 1107; Raimondo morì prima del 20 settembre, in quanto in quella data vi fu un Elogio funebre di Raimondo, come conferma il documento n° 420 delle Chartes et documents de Saint-Bénigne de Dijon : prieurés et dépendances, des origines à 1300. Tome 2. Nel dicembre di quello stesso anno, Urraca, nel documento n° XXV della Apéndice del tomo III della Historia de la Santa Iglesia de Santiago de Compostela (Santiago), viene citata come signora di Galizia (urraca adefonsi imperatoris filia, et totius gallecie domina) Historia de la Santa Iglesia de Santiago de Compostela (Santiago), Tomo III Apéndice, doc. XXV, pagg. 75 e 76.

Da questa unione nacquero due figli: Sancha Raimúndez (prima dell'11 novembre 1095 - 28 febbraio 1159, secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia).

Sancha compare in diversi documenti di donazioni a varie chiese (tra cui due al monastero di Cluny), prima con la madre Urraca e poi con il fratello, Alfonso Raimundez, che affiancò nella conduzione del regno. Fondò, nel 1147, la chiesa di Spina a Valladolid.

Sopravvisse al fratello, Alfonso VII, due anni e fu sepolta nella Real Basílica di Sant'Isidoro a León. Alfonso Raimundez (1105 o 1106, secondo gli Annali toledaniGli Annali toledani sono una serie di annali, raccolti in tre parti riguardanti il regno di Toledo: il primo narra il periodo che inizia con la creazione della Contea di Castiglia sino al 1219, il secondo termina con il 1250 e il terzo arriva sino al XIV secolo. - 21 agosto 1157) re di Galizia e re di León e Castiglia.

Essendo Urraca l'erede al trono, Raimondo pensava di succedere ad Alfonso VI sul trono di León e Castiglia e, tra il 1094 e il 1095, aveva convenuto con Enrico, come su citato, che al momento della successione gli avrebbe lasciato il regno di Galizia. Ma le cose poi andarono diversamente in quanto Alfonso, nel 1100 circa, legittimò Sancho, il suo unico figlio maschio, che divenne così l'erede al trono e Raimondo nel 1107 premorì ad Alfonso.

Nel 1108 le truppe castigliano-leonesi comandate da Álvar Fáñez erano state sconfitte a Uclés, dove il fratellastro, Sancho, nella battaglia di Uclés, era morto, come riporta il Chronicon de Cardena e Urraca era nuovamente l'erede al trono. Alfonso VI aveva riunito i nobili del Regno a Toledo e aveva annunciato che la figlia era la prescelta per succedergliRafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pag. 877. I nobili erano d'accordo con la designazione reale ma richiesero che Urraca si sposasse di nuovo. Parecchi candidati per la sua mano apparvero immediatamente, compresi i conti Gómez González e Pedro González de Lara. Alfonso VI temeva che le rivalità tra nobili castigliani e leonesi sarebbero aumentate se avesse sposato qualcuno di questi pretendenti e decise che sua figlia avrebbe sposato Alfonso I d'Aragona, aprendo l'opportunità di unire Castiglia-León con l'Aragona.

Regno I negoziati per il matrimonio erano ancora in corso quando Alfonso VI morì nel 1109 e Urraca divenne regina, deludendo Enrico che si aspettava il regno di Galizia. Molti dei consiglieri di Alfonso VI e dei principali magnati del regno formarono una "opposizione silenziosa" al matrimonio della regina con il re di Aragona. Secondo Bernard F. Reilly, questi magnati temevano l'influenza che il re di Aragona avrebbe potuto esercitare su Urraca e sulla politica del regno. Urraca protestò contro il matrimonio ma onorò i suoi desideri del defunto padre (e del Consiglio Reale) e continuò con le trattative matrimoniali, sebbene lei e i consiglieri più vicini a suo padre si stessero stancando delle richieste di Alfonso I. Il matrimonio ebbe luogo all'inizio di ottobre del 1109 nel Castello di Monzón de Campos, come riporta il Ex Gestis Comitum Barcinonensium. Il matrimonio di Urraca e di Alfonso I provocò quasi subito ribellioni in Galizia e gli intrighi della sua illegittima sorellastra Teresa e del cognato Enrico.

Uno dei primi atti dei nuovi sposi fu quello di firmare un patto in base al quale i monarchi si concedevano l'un l'altro soberana potestas sui reciproci regni, dichiarando eredi di entrambi i loro futuri figli, e, nel caso in cui l'unione fosse senza figli, il coniuge superstite avrebbe dovuto succedere l'altro sul trono e Alfonso Raimundez sarebbe stato l'erede di entrambi i regni, come riporta il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia. Fin dall'inizio, la fazione galiziana era divisa in due tendenze: una diretta da Diego Gelmírez, arcivescovo di Santiago di Compostela, che difese la posizione di Alfonso Raimúndez, figlio di Urraca e Raimondo, come successore di Urraca sul trono di Galizia, come voluto dal nonno, Alfonso VI, che tentò di far nominare Alfonso anche re di Leon e un altro guidato dal conte Pedro Fróilaz de Traba, precettore del giovane principe, che era incline alla completa indipendenza della Galizia sotto il governo di Alfonso, ma che ben presto si accordò con Gelmirez, come riporta La web de las biografias . Un terzo gruppo di opposizione al matrimonio reale si trovava a corte ed era diretto dal conte Gómez González, che secondo il Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia era uno dei pretendenti alla mano della regina, la cui motivazione era il timore di perdere il potere, una sensazione presto confermata quando Alfonso I nominò nobili aragonesi e navarrini per importanti incarichi pubblici e amministratori delle fortezze..

Dalla Galizia il conte di Traba iniziò la prima ribellione contro i monarchi che reclamavano i diritti ereditari di Alfonso Raimúndez, cercando di condurre Alfonso in Leon, ma venne sconfitto e fatto prigioniero dagli aragonesi, che in risposta alla ribellione galiziana, guidati da Alfonso I d'Aragona, nel 1110, erano entrati in Galizia e avevano ristabilito l'ordine dopo avere sconfitto le truppe locali a Monterroso.

La ribellione galiziana contro il potere reale fu solo l'inizio di una serie di conflitti politici e militari che, con le personalità opposte di Urraca e Alfonso I e la loro avversione reciproca, diedero vita a una continua guerra civile nei regni ispanici sui seguenti anni.

Mentre la loro relazione si inaspriva Urraca accusò Alfonso di abusi fisici e nel maggio del 1110 si separò da Alfonso. In aggiunta alle sue obiezioni al modo in cui Alfonso gestiva i ribelli, la coppia ebbe un crollo per la sua esecuzione di uno dei ribelli che si era arreso alla regina, a cui la regina era incline a essere misericordiosa. Inoltre, poiché Urraca era sposata con qualcuno che nel regno non era molto amato, il figlio ed erede della regina divenne un punto di riferimento per gli oppositori al matrimonio.

Il cognato Enrico di Borgogna, nel 1110, arruolato un esercito in Francia, stipulò un accordo con Alfonso I per deporre la regina e dividersi il regno. Però una temporanea riconciliazione tra i coniugi fece fallire l'accordo. E, nel 1111, furono proclamati entrambi sovrani di Castiglia e di León mentre il giovane erede Alfonso Raimundez veniva incoronato re di Galizia.

Nel 1111 fu rinnovata la lega tra Enrico e Alfonso I che sconfissero le truppe della regina Urraca a Candespina, nei pressi di Sepúlveda, dove morì Gómez González. Le cronache ci raccontano di una infinita serie di conflitti tra marito e moglie e menzionano le infedeltà della regina come motivo, o pretesto, per il quale il re la rinchiuse nella fortezza aragonese di El Castellar, nei pressi di Teruel.