Fòppolo (; Fòpol in dialetto bergamasco ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia, situato in Alta Val Brembana, a circa 58 chilometri a nord dal capoluogo orobico ed è il più alto comune della provincia di Bergamo.

Geografia fisica Territorio È situato alla fine della valle: dopo Foppolo non prosegue una normale strada verso la Valtellina. Il territorio sale fino a circa 2.600 metri ed è circondato dalle Orobie.

Il paese è composto da un piccolo nucleo storico e da una parte molto più sviluppata turisticamente. Nel tempo sono stati costruiti numerosi condomini e seconde case, soprattutto grazie allo sviluppo dello sci.

Caratteristiche principali

Foppolo è soprattutto una località turistica di montagna:

In inverno: sci, neve, ciaspolate e turismo dei weekend.

In estate: clima fresco, trekking, passeggiate, MTB/e-bike, laghi alpini e turismo legato alla natura.

La caratteristica più importante è il forte contrasto tra pochissimi residenti permanenti e moltissime abitazioni turistiche. Per questo durante alcuni periodi il paese è molto tranquillo, mentre nei weekend, nelle festività e nelle stagioni turistiche la presenza di persone aumenta parecchio.

Clima

Storia Le origini del paese sono tuttora molto incerte. Alcune ipotesi sostengono che i Romani, arrivati in molte località dell'alta valle Brembana per lo sfruttamento delle miniere, giunsero anche a Foppolo per utilizzare le risorse minerarie presenti in località Cadelle.

Altri invece asseriscono che i primi abitanti furono i pastori mandriani che, sin dall'epoca medievale, trasferivano le mandrie presso gli eccellenti pascoli di Foppolo durante i mesi estivi, per poi abbandonare la zona durante la fredda stagione invernale, che qui presentava temperature gelide anche a causa della conformazione territoriale del luogo, inserito tra anguste vallette, che assumevano l'aspetto di cavità del terreno. Ed è da questa caratteristica, che in dialetto locale si esprime con Foppa che vuol dire "piccola conca" (traslato poi in Foppolo), dal quale deriva il toponimo. All'allevamento dei bovini, nell'economia tradizionale di Foppolo, si accompagnava la fabbricazione dei formaggi, smerciati alla frequentatissima fiera di Branzi.

Non sono molti i documenti scritti che attestano l'esistenza del piccolo borgo: il principale, risalente all'anno 1331, è uno statuto nel quale Foppolo veniva menzionato come borgo facente parte dell'unità amministrativa comprendente i vicini Carona, Valleve, Cambrembo, e Fondra.

Scarse sono le notizie riferite anche all'epoca medievale, della quale si sa che il borgo venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale. Si sa inoltre che si verificò un ulteriore sviluppo delle miniere di ferro, tanto che il territorio venne parzialmente disboscato per favorire tale attività.

Nel 1452 Foppolo si staccò come comune da Valleve, e nel 1481 venne fondata una piccola chiesa parrocchiale con tre altari: monsignor Federico Corneli nella visita pastorale del 1624 riportando i dati di una pergamena allora in possesso del parroco, scrive:

Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, ottenne l'autonomia amministrativa e fu inserito nel distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell'alta valle, con capoluogo posto a Valnegra e godeva di sgravi fiscali e numerosi privilegi.

La vita del borgo si sviluppava anche intorno a due confraternite: quella della SS. Sacramento, eretta dal rev. Visitatore di S. Carlo durante la sua visita (3 ottobre 1575) e l'altra del S. Rosario. Dell'oratorio di San Rocco di Foppolo in monte, nominato dal suddetto visitatore, esistono forse appena le fondamenta. L'attuale chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta venne ricostruita nel 1735 sotto il parroco don Giovanni Maria Dominoni, a seguito della distruzione della precedente da parte di una valanga, e consacrata da Mons. Vescovo Redetti durante la visita pastorale del 2 luglio 1737.

Con l'arrivo della dominazione austriaca, il territorio fu soggetto a forti dazi e tasse, che affossarono le esportazioni del ferro e fecero cadere in una crisi irreversibile l'economia valligiana.

Al Passo Dordona sul confine tra la provincia di Sondrio e Bergamo è possibile ancora osservare i resti delle trincee risalenti alla prima guerra mondiale. Queste trincee poste sul crinale orobico non furono costruite lungo il fronte del combattimento, ma servivano come seconda linea difensiva, in caso di sfondamento austriaco attraverso l'alta Valtellina, per evitare che le truppe asburgiche raggiungessero in breve tempo Milano. Il generale Cadorna ordinò pertanto la costruzione di trincee e postazioni d'artiglieria lungo il tratto occidentale del versante Orobico che offriva alcuni passi di facile accesso, come il Passo di San Marco e il Passo Dordona.

In preparazione dello sforzo bellico, venne anche costruito un tratto di carrozzabile militare da Valleve a Cambrembo. Il tratto, allargato e risistemato, venne prolungato fino a Foppolo in epoca fascista, su impulso del podestà Antonio Bianchi, ed inaugurato nel 1934 intitolandolo ad Arnaldo Mussolini (fratello di Benito). La strada carrozzabile tolse dall'isolamento il paese, fino ad allora raggiungibile soltanto tramite anguste e pericolose mulattiere da Valleve, e permise più avanti la realizzazione degli impianti di risalita per la stagione invernale con il conseguente sviluppo turistico con hotel e nuovi appartamenti.

A partire dal secondo dopoguerra il paese ha visto un rilevante incremento turistico, facendo diventare il paese una delle mete più rinomate delle montagne bergamasche per quanto riguarda gli sport invernali. Ciò ha permesso a Foppolo di non risentire, al pari dei paesi vicini, del fenomeno dell'emigrazione e dello spopolamento del territorio. Dalle visite pastorali risulta che gli abitanti di Foppolo nel 1575 erano 110; nel 1699, 270; nel 1780, 150; nel 1858, 172; nel 1920, 165; nel 1945, 137.

Foppolo, così come la vicina Valleve resta comunque un territorio di alta montagna naturalmente soggetto al fenomeno delle valanghe: il 12 gennaio 1977 una valanga si staccò da poco sotto la vetta del monte Arete (2.227 metri) e, percorrendo il canale Vallesino, si abbatté con estrema violenza sulla parte bassa dell'abitato di Foppolo, investendo numerosi condomini e abitazioni, oltre alla chiesa, che riportò non pochi danni. La vittime furono in totale otto, e il paese rimase isolato per una settimana.

Simboli Lo stemma è liberamente utilizzato dal comune ed è privo di formale decreto di concessione.

Il gonfalone in uso è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Dal punto di vista storico, si può ancora ammirare la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta. Edificata nel XVIII secolo in luogo di un'altra, originaria del XV secolo distrutta da una valanga, è composta da tre altari e custodisce opere di buon pregio, tra le quali una Pietà in legno del XV secolo. Si possono ancora ammirare le varie contrade di antica realizzazione, rimaste ancora intatte. Del XX secolo è la chiesa della Beata Vergine della Neve.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 7, pari al 3.15% della popolazione.:

Geografia antropica Contrade

Il territorio di Foppolo si divide in parecchie contrade: Arale, Costa, Moretti, Piano, Rovera, Sponda, Teggie, Cortivo e Vendulaperto. Molte di queste sono disabitate, ma mantengono intatto lo stile rurale che le ha contraddistinte nel corso dei secoli.

Il nucleo storico invece ha visto stravolgere il proprio aspetto nel nome del turismo: migliaia di appartamenti (1800 non abitati), adibiti alla funzione di seconde case, costruiti un po' ovunque, hanno completamente snaturato l'originale paesaggio.

Località Località Piano Località Tegge

Amministrazione

Lo sviluppo del turismo alpino

Lo sviluppo turistico di Foppolo è storicamente legato alla posizione geografica del paese e alla sua vocazione di località alpina, frequentata sia durante la stagione invernale sia nei mesi estivi. Nel tempo, accanto alle tradizionali strutture alberghiere e alle seconde case, si è sviluppata anche un’offerta di appartamenti e abitazioni destinati alla permanenza turistica.

Questa evoluzione ha interessato anche il recupero e la riqualificazione di immobili esistenti, successivamente destinati all’ospitalità turistica.

Durante la stagione estiva Foppolo offre numerose possibilità escursionistiche, adatte a diversi livelli di preparazione. Tra le principali mete si trovano il Monte Toro e il Monte Pegherolo, i passi di Valcervia, del Porcile e del Dordona, dove sono ancora visibili alcune trincee rivolte verso la Valtellina, oltre ai laghi Moro, Foppa e delle Trote, tutti situati a oltre 2.000 metri di altitudine.

La conca di Foppolo è circondata dal Monte Valgussera (2.200 m), Pizzo del Vescovo (2.175 m), Pizzo Corno Stella (2.621 m), Monte Toro (2.524 m), Monte Cadelle (2.483 m), Monte Valegino (2.415 m), Monte Arete (2.227 m), Monte Cavallo (2.323 m, sopra San Simone) e Monte Pegherolo (2.369 m).

Durante il periodo invernale Foppolo rappresenta uno dei principali centri sciistici delle Orobie bergamasche. La località sciistica è collegata, sci ai piedi, con le piste di Carona-Carisole, formando un comprensorio che si sviluppa dai circa 1.635 metri dell’abitato fino ai 2.200 metri del Monte Valgussera.

A Foppolo è presente anche una pista da fondo in località Convento, con un percorso di circa 3 km. L’offerta dedicata agli sport invernali comprende inoltre diverse scuole di sci e attività legate allo sci alpino e al freestyle.

A pochi chilometri si trovano le piste di San Simone, nel territorio di Valleve, storicamente comprese nel comprensorio Brembo SuperSki.

Nel 2017 la società Brembo SuperSki S.r.l., alla quale erano affidati gli impianti di risalita, viene dichiarata fallita. Gli oneri ricadono sui comuni di Foppolo, Valleve e Carona, che ne erano soci. La maggioranza delle quote apparteneva al Comune di Foppolo, chiamato quindi a sostenere una parte rilevante del deficit della società partecipata. A seguito di questa e di altre vicende, la giunta comunale si dimette e il Comune di Foppolo, come già quello di Valleve, viene commissariato.

Negli anni successivi la località ha continuato a sviluppare una proposta turistica non limitata alla sola stagione sciistica, affiancando agli sport invernali escursionismo, attività all’aperto ed eventi durante la stagione estiva.

Note

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