Cervignano del Friuli (Çarvignan in friulano standard, nella variante locale Sarvignan o anche Cervignan) è un comune italiano di abitanti, è il 4º comune della provincia di Udine per popolazione; a partire dagli anni 2000 è uno dei centri di maggiore crescita della regione Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica La città è situata nella Bassa Friulana orientale, di cui è il centro principale, è bagnata dal fiume Ausa, chiamato anticamente Alsa, e si trova a circa 10 km dalla laguna di Grado e a circa 16 km dal mare Adriatico. Il territorio comunale confina a nord e a nord-ovest con il comune di Bagnaria Arsa, a sud con quello di Terzo di Aquileia, a ovest con Torviscosa, a est con Villa Vicentina, a nord-est con Ruda e Aiello del Friuli.

Clima La tabella sottostante riporta i valori medi che si registrano in città nel corso dell'anno:

Origini del nome Nonostante la tradizione popolare faccia derivare il nome del paese da "cervo", il toponimo è in realtà un prediale, ossia deriva dal nome proprio dell'antico proprietario romano della zona, Cervenius, Cervonius o Cervinius, col suffisso -anus a indicare appartenenza. Cervignano è attestato nelle fonti a partire dal 912 nella forma Cerveniana. Al 1041 risale invece la prima forma al maschile, Cirvignanum e allo stesso anno risale anche l'unica attestazione della variante Serviana. Nei secoli successivi si alternano le forme Cervignano, Cervignana, Cervegnano e Cervegnana. Noto in epoca asburgica semplicemente come "Cervignano", la specificazione "del Friuli" venne aggiunta col regio decreto n.800 del 1923 per evitare l'omonimia con Cervignano d'Adda.

In friulano locale la cittadina è nota come Sarvignan, forma coniata negli ultimi decenni per meglio rispecchiare la pronuncia rispetto alla versione scritta tradizionale, Zarvignan. In sloveno la cittadina è nota con l'esonimo Červinjan.

Storia La storia di Cervignano si ricollega, come tutta quella della Bassa Friulana, alla fondazione di Aquileia nel 181 a.C. da parte dei triumviri romani Lucio Manlio Acidino, Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio mandati dal senato di Roma antica a sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali d'Italia. Come avvenne anche in altri luoghi, le terre attorno alla città furono ben presto assegnate ai veterani: una strategia che, solitamente, permetteva la graduale romanizzazione della regione circostante. La nascita di Cervignano, come praedium o villa, va quindi ascritta a questo tipo di strategia di urbanizzazione. Nei pressi di Cervinianum, inoltre, morì l'imperatore Costantino II, caduto in una imboscata dell'esercito del fratello Costante I, nell'aprile 340.Aurelio Vittore, Caesaribus, 41.22; Aurelio Vittore, Epitome, 41.21; Eutropio, x.9.2; Zosimo, ii.41-2.

Dall'VIII secolo fu sede di un'abbazia benedettina dedicata a San Michele Arcangelo: assegnata al celebre monastero aquileiese di Santa Maria (secolo XI), vi esercitò i diritti d'avocazia il conte di Gorizia.G. Caiazza, Documenti storici sulla "abbazia" di San Michele di Cervignano pp. 188-217.

Repubblica di Venezia Nel 1420 il paese e l'intero territorio passò sotto Venezia. Nel 1477, in seguito alla pace stipulata tra Federico d'Asburgo e l'impero Turco, con cui l'imperatore asburgico si impegnava a non interferire con le imprese turche contro le terre friulane, cominciarono le scorribande ottomane favorite anche dal conte di Gorizia Leonardo che ne permise il libero passaggio attraverso le sue terre. A Cervignano le milizie veneziane comandate da Giovanni Novello opposero una resistenza eroica, seppur vana, alle orde di saccheggiatori turche sull'Isonzo.

Passaggio sotto il Sacro Romano Impero Nel 1509 il paese passò sotto la contea di Gorizia, da poco annessa alla Casa d'Austria, e vi rimase ininterrottamente nei tre secoli seguenti, salvo una breve occupazione veneziana durante la guerra di Gradisca nel 1615-1617.

In seguito alla suddivisione della contea di Gorizia in 16 Capitanati stabilita da Massimiliano I, Cervignano venne a trovarsi nel capitanato di Aquileia. Diverse parti dell'attuale territorio comunale, tra cui Muscoli, Pradiziolo, Scodovacca e alcune tra le odierne periferie dello stesso capoluogo, restarono invece possesso veneziano: fu il fiume Ausa fin nel suo tratto cittadino, dove sorgeva il porto ed il primo ed unico ponte dalla sua foce, a fungere da confine tra i due stati.

Guerre veneziane e napoleoniche Solo brevi parentesi interruppero il dominio austriaco sul capoluogo: durante la guerra di Gradisca e negli anni delle guerre napoleoniche, quando Cervignano fu trattata dagli austriaci come merce di scambio nei trattati. Proprio in seguito alle guerre napoleoniche, nel 1805 con la Pace di Presburgo Cervignano passò sotto il possesso italo-francese: la regione a occidente dell'Isonzo fu inclusa nel Regno Italico e il suo territorio venne organizzato nei dipartimenti di Passariano, del Tagliamento e dell'Adriatico. A loro volta i dipartimenti vennero divisi in distretti e questi in cantoni. Cervignano venne elevato al rango non solo di comune ma anche di capoluogo del IV Cantone dipendente dal III Distretto di Gradisca che faceva parte del Dipartimento di Passariano.

Dominazione Imperiale Austriaca Nel 1813 tutta la regione venne riconquistata dall'Austria e il paese venne a far parte della Provincia di Gorizia. Il Congresso di Vienna nel 1815 confermò questo stato di fatto. L'Ausa, nel tratto a valle poco fuori dall'abitato a sud-ovest, segnò il confine internazionale fra l'Impero austro-ungarico e il Regno d'Italia dal 1866, termine della Terza guerra d'indipendenza italiana, quando il Veneto e il Friuli centro-occidentale furono annessi all'Italia, fino alla prima guerra mondiale. Il 28 luglio 1914 l'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, il 31 luglio Francesco Giuseppe firma la mobilitazione generale e in Agosto anche Cervignano viene colpita dalla coscrizione obbligatoria nell'esercito Imperiale, agli uomini chiamati alle armi viene ordinato di presentarsi entro due giorni alla "Caserma Grande" di Trieste dove vengono inquadrati nel 97º reggimento, vengono forniti vestiario militare e un minimo di addestramento formale, l'11 agosto parte dalla stazione centrale di Trieste e viene inviato al fronte in Galizia, dove agli uomini viene per la prima volta consegnato il fucile. Il 23 agosto 1914 gli uomini del 97º reggimento praticamente privi di addestramento vengono mandati in prima linea in quella che passerà alla storia come la battaglia di Galizia, e dove oltre il 70% di loro troverà la morte.

Passaggio al Regno d'Italia Cervignano fu sede di forti movimenti dell'irredentismo (vedi associazioni storiche), che auspicavano il passaggio all'Italia. Nel 1914 l'irredentista Giuseppe Rizzatti, insieme a Romeo Battistig, Ugo Zilli e Gualtiero Valentinis, era riuscito a falsificare perfettamente i timbri della polizia austriaca di Cervignano; servendosi di questo documento, un centinaio di allievi ufficiali di Gorizia avrebbero dovuto approfittare di una festa popolare a Lucinico per passare in forze il confine. Il piano fallì e Rizzatti venne arrestato, processato, e condannato alla pena di morte, ma grazie a degli errori procedurali il dibattimento è stato ripetuto davanti alla Corte d’assise di Lubiana, che ha ridotto la pena a dieci anni di carcere duro, muore l'anno dopo durante la reclusione.

Sul piazzale immediatamente prospiciente l'attuale ponte sull'Ausa durante la prima guerra mondiale, arrivò uno dei primi colpi d'artiglieria italiana che da San Giorgio di Nogaro sparò sulla prima città austriaca da conquistare, appunto CervignanoFaccio notare che Cervignano nel 1915 era Austrica, e che la lapide che ricorda questo primo colpo di cannone si trova su un edificio, ancora in piedi. La lapide che ospita un cerchio di circa 20 cm. di diametro indica il punto dell'edificio che venne colpito dai colpi italiani sparati, come è usanza militare fare, prima dell'attacco.

Quindi è errato pensare che l'Italia avesse piazzato un pezzo di artiglieria sul tetto di una casa a Cervignano per sparare dove?... e a chi visto che gli italiani avanzarono nei giorni successivi fino alle prime alture del Carso in direzione Monfalcone, senza trovare resistenza. Solo là infatti l'esercito austro-ungarico aveva organizzato linee difensive efficaci a fermare l'avanzata italiana. Vivo a Cervignano e sarei felice che su questo meraviglioso strumento di conoscenza, la storia venisse raccontata a chi non la sa, con precisione storica e con un pizzico di buon senso. Grazie, Alberto Vianello, Cervignano del Friuli (UD).. In loco esiste tuttora una lapide che commemora l'evento che cita: "Qui, con il primo colpo di cannone, la mattina del 24 Maggio 1915, l'Italia preconizò l'unità della Patria". La cittadina dopo il bombardamento venne abbandonata dalle truppe austriache e fu presa il 24 maggio 1915 dai Bersaglieri italiani e mantenuta dal Regio Esercito sino alla fine di ottobre del 1917, divenendo sede del comando della III Armata, guidata da Emanuele Filiberto di Savoia duca d'Aosta e da luglio 1915 del I Gruppo fino ad agosto.

La città durante il periodo bellico venne ripetutamente bombardata dalle truppe austriache; dalle alture del Carso sparavano artiglierie di grosso calibro mentre si susseguivano diverse incursioni aeree. L'Esercito Italiano dotò la cittadina di diversi manufatti in cemento armato quali rifugi per la popolazione ai predetti bombardamenti (rifugi che, in parte, sussistono ancora).

Dopo la disfatta di Caporetto quanti poterono cercarono rifugio nell'Italia centrale, chi rimase dovette sottostare alla pesante occupazione e alla rappresaglia dall'esercito austro-ungarico, che impiccò vari presunti collaborazionisti a monito della popolazione. A confortare e sostenere la popolazione in quello che fu definito "un lungo anno di squallida miseria e di triste abbandono" furono due sacerdoti, il parroco del paese e il suo catechista Angelo Molaro insegnante di religione delle scuole primarie.

Arrivata la notizia che il 30 ottobre 1918 Trieste aveva proclamato il distacco dall'Austria, Angelo Molaro convocò segretamente per il 1 di novembre i capifamiglia al bar "Alla Nave" stabilendo la costituzione di un Comitato di Salute Pubblica con i pieni poteri in attesa dell'esercito italiano, il testo del manifesto con cui veniva data pubblica ufficialità alla cittadinanza è tuttora scolpito su una targa di marmo in piazza Unità d'Italia sulla facciata dello stesso locale dove si era tenuto l'incontro. Esso proclama che Cervignano di sua volontà è la seconda città dopo Trieste "che da sola si proclama libera dall'autorità austriaca".

La mattina del 4 novembre entrarono in città anche un gruppo di mitraglieri della II Divisione di Cavalleria comandata dal maggiore Federico Noris dei Lancieri di Firenze. Nel pomeriggio dello stesso giorno giunse a Cervignano l'allora colonnello Oreste De Gaspari comandante del 14º Reggimento bersaglieri a cui il Comitato di Salute Pubblica consegnò l'autorità governativa.

Manifesto della Liberazione dall'Austria

La città fu consegnata all'ufficiale italiano in nome della Repubblica (il Comitato di Salute Pubblica era infatti un collegio di rappresentanti del popolo con pieni poteri) pertanto Cervignano del Friuli è stata anche se per soli 4 giorni una Repubblica statuaria indipendente.

Seconda guerra mondiale - Eccidio del 29 aprile 1945 Anche Cervignano del Friuli contò diverse vittime durante la seconda guerra mondiale: 9 i deceduti per i bombardamenti aerei alleati e ben 58 le altre vittime per eventi diversi.