Le elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2020 si sono svolte il 26 gennaio. Vennero prorogate legalmente oltre la scadenza esatta di novembre 2019 per permettere l'approvazione della legge di bilancio, evitando così l'esercizio provvisorio dell’amministrazione e tutte le conseguenze annesse. Sono state vinte dal presidente uscente Stefano Bonaccini e dalla coalizione di centro-sinistra con il 51,42% dei voti.
Contestualizzazione Fin dal 1970 (anno di istituzione delle regioni a statuto ordinario in Italia) l'Emilia-Romagna è stata governata ininterrottamente da maggioranze appartenenti all'area politica di sinistra e centrosinistra, tanto da essere definita, nel linguaggio mediatico, una delle "regioni rosse" per antonomasia. Analizzando gli scrutini delle dieci tornate precedenti, il Partito Comunista Italiano e successivamente le coalizioni guidate da formazioni da esso originatesi hanno sempre avuto una media di oltre 20 punti percentuali di vantaggio sugli sfidanti primi non eletti. Le elezioni del 2014indette dopo le dimissioni anticipate del presidente Vasco Errani a seguito dell'inchiesta «Terremerse», conclusasi poi con un'assoluzione definitivafurono caratterizzate da un'affluenza degli elettori alle urne molto bassa, pari al 37,71% (contro il 68% delle consultazioni del 2010), che stabilì il primato dell'astensionismo alle elezioni regionali in Italia. Anche le primarie della coalizione di centro-sinistra, svolte il 27 settembre 2014, videro la partecipazione di appena 58.000 votanti (meno dei soli iscritti al PD di tutta la regione), costituendo così un record storico negativo in questa tipologia di selezioni a partecipazione diretta.
Sistema elettorale
Le elezioni regionali del 2020 si sono svolte secondo il sistema elettorale previsto dalla L.R. 23 luglio 2014 n. 21, così come modificata dalla L.R. 6 novembre 2019, n. 23. La normativa prevede l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale a maggioranza relativa dei voti in un turno unico e garantisce alle liste che appoggiano il vincitore almeno 27 seggi su un totale di 50 (premio di governabilità). Quaranta dei consiglieri dell'Assemblea legislativa sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste circoscrizionali provinciali, con recupero dei voti residui in un collegio unico regionale. Nove consiglieri sono eletti con sistema maggioritario fra le coalizioni. L'ultimo seggio è riservato al candidato alla presidenza giunto secondo. Non sono ammesse all'assegnazione dei seggi le liste circoscrizionali il cui gruppo abbia ottenuto, nell'intera regione, meno del 3% dei voti validi, se non collegato a un candidato presidente che ha ottenuto almeno il 5% dei voti nella relativa elezione.
Candidati alla presidenza Per le elezioni del 2020 nessun partito o coalizione ha svolto primarie per la scelta del candidato Presidentea differenza delle volte precedentipreferendo ricandidare il Presidente uscente (coalizione di centrosinistra), accordarsi su un nome condiviso (coalizione di centrodestra) o tramite una selezione on-line tra i soli iscritti (M5S).
Le candidature alla carica di Presidente, sostenute da liste presentate in almeno cinque province della regione su nove, sono state ufficializzate il 27 e 28 dicembre 2019.
Di seguito la lista dei candidati ammessi: Stefano Bonaccini (PD), modenese e presidente uscente, in corsa per un secondo mandato; è sostenuto da una coalizione di centro-sinistra composta da: Partito Democratico, Emilia-Romagna Coraggiosa (lista formata da Articolo Uno, Sinistra Italiana, éViva e realtà politico-associative locali), Europa Verde, Volt, +Europa - Bonaccini Presidente (costituita da +Europa, PSI e PRI) e dalla civica Bonaccini Presidente (appoggiata da Italia in Comune, Azione, Possibile, Italia Viva e Centro Democratico); Lucia Borgonzoni (Lega), senatrice bolognese ed ex sottosegretario di stato al Ministero per i beni e le attività culturali, è sostenuta da una coalizione di centro-destra (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Cambiamo! e Il Popolo della Famiglia) più le liste civiche "Progetto Emilia-Romagna - Rete civica Borgonzoni presidente" e “Giovani per l’Ambiente”; in passato è stata anche consigliere provinciale di Bologna per un mandato e candidata nel capoluogo emiliano-romagnolo alle elezioni comunali del 2016; Simone Benini (M5S), imprenditore forlivese, già consigliere comunale pentastellato dal 2014; Marta Collot (PaP!), trevigiana trasferitasi a Bologna, studentessa al conservatorio e lavoratrice precaria; Stefano Lugli (L'Altra Emilia-Romagna), originario di San Giovanni in Persiceto (BO) e segretario regionale di Rifondazione Comunista; già consigliere di Sinistra Civica a Finale Emilia, è candidato per la lista L'Altra Emilia-Romagna, di cui fanno parte Partito Comunista Italiano, Partito del Sud e la stessa Rifondazione Comunista; Laura Bergamini (PC), parmigiana, educatrice di asilo nido; Domenico Battaglia (Movimento 3V), medico palermitano residente a Ferrara, sostenuto dal movimento pseudoscientifico antivaccinista “Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità”.
Un ulteriore candidato, sostenuto dalla lista "Riconquistare l'Italia", era stato annunciato dal Fronte Sovranista Italiano, che non è stato però in grado di raccogliere le firme necessarieComunisti, europeisti, sovranisti, antivaccinisti: chi ci prova per la prima volta, da ravennaedintorni.it, 13 dicembre 2019..
Le liste concorrenti si sono presentate in tutte le circoscrizioni provinciali della regione, eccetto «Cambiamo! - Il Popolo della Famiglia» (non presente nelle circoscrizioni di Bologna, Ferrara e Piacenza), «Giovani per l'Ambiente» e «Movimento 3V» (non presenti nella circoscrizione di Reggio Emilia), «Partito Comunista» (non presente nelle circoscrizioni di Ferrara, Piacenza e Ravenna) e «Potere al Popolo!» (non presente nelle circoscrizioni di Piacenza, Ferrara, Rimini e Reggio Emilia).
Programmi elettorali Il programma elettorale di Stefano Bonaccini rivendica i risultati conseguiti dall'amministrazione di centro-sinistra uscente (tra cui il "Patto per il Lavoro" del 2015), proponendo quattro punti prioritari accomunati dallo slogan "Un passo avanti": creare asili nido gratuiti e disponibili per tutti i bambini della regione, abbattere le liste d'attesa per gli interventi sanitari e i tempi di accesso nei pronto soccorsi, effettuare la manutenzione preventiva e la messa in sicurezza del territorio e ridurre il fenomeno dei NEET.
La Lega di Lucia Borgonzoni ha proposto l'introduzione di alcune buone pratiche già esistenti nelle regioni governate dal centro-destra (in particolare Lombardia e Veneto), tra cui l'apertura degli ospedali in orario festivo e notturno per l'effettuazione di visite mediche ed esami di laboratorio, la riduzione dell'addizionale regionale Irpef con introduzione dell'aliquota unica all'1,23%, il sostegno al comparto agricolo mediante un più accessibile e completo uso dei fondi strutturali europei, la ripresa degli investimenti nelle aree montane, la riduzione dei costi scolastici per le famiglie, il miglioramento della sicurezza nelle città e campagne oltre ad un generale cambiamento dell'amministrazione regionale, da sempre gestita dalla sinistra.
Il Movimento 5 Stelle punta su tematiche ambientaliste, sociali e infrastrutturali, tra cui la riscrittura della normativa vigente sull'urbanistica, la riprogettazione dell'autostrada regionale Cispadana come strada a scorrimento veloce senza pedaggio, la diminuzione dei rifiuti per chiudere inceneritori e discariche, la messa a dimora di circa 4,5 milioni di nuovi alberi (uno per ogni cittadino residente) oltre al sostegno di sanità pubblica, imprese, lavoro e agricoltura.
Stefano Lugli propone per la lista di sinistra L'Altra Emilia-Romagna una regione "sicura" perché «giusta, pubblica e sostenibile», basata cioè sull'eguaglianza sociale, il contrasto alla privatizzazione dei servizi e il rilancio delle politiche ambientali. Inoltre, prevede la rinuncia davanti al Governo di Roma ad ogni richiesta di autonomia differenziata, con la candidatura di un esponente di spicco del “Partito del Sud” (Natale Cuccurese, Presidente nazionale del partito) al collegio di Reggio Emilia proprio per raggiungere questo obiettivo.
Marta Collot di Potere al Popolo! presenta un «programma di rottura» basato sull'uguaglianza delle persone, in particolare richiedendo un salario minimo garantito di 9 euro all'ora, ridisegnando le politiche urbanistiche locali e ritirando la richiesta di autonomia regionale differenziata presentata dall'Emilia-Romagna al Governo.
Il Partito Comunista di Laura Bergamini mette al centro del proprio programma il lavoro e i cittadini in difficoltà, per garantire la giustizia sociale e l'uguaglianza tra il popolo.
Il Movimento 3V - Vaccini Vogliamo Verità chiede l'abolizione dell'obbligo vaccinale recentemente introdotto dal governo per l'accesso di bambini e infanti a scuole ed asili pubblici.
Campagna elettorale
La campagna elettorale ha avuto inizio il 14 novembre 2019 dalla Lega, che ha organizzato un evento al Paladozza di Bologna dove Matteo Salvini ha lanciato la candidata del centro-destra Lucia Borgonzoni (alla presenza di circa 5.000 persone) e gli slogan ufficiali “L’Emilia-Romagna è di tutti, liberiamola” e “Loro sono il PD, noi siamo il futuro”.