Chiari (; Ciare in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Geograficamente è situato nella pianura della Bassa Bresciana occidentale, a ridosso del fiume Oglio. Nel territorio si è svolta la sanguinosa battaglia di Chiari, avvenuta nel 1701, tra le truppe francesi contro quelle austriache durante la Guerra di successione spagnola, con l'intento di impossessarsi del Ducato di Milano. È stato il primo comune in Italia ad essere nominato Capitale italiana del libro.

Geografia fisica Territorio Chiari si trova nella parte più estrema della Bassa Bresciana occidentale, vicino alle rive del fiume Oglio.

La sua superficie è di 38,02 km², la seconda maggiore della Bassa Bresciana occidentale dopo Orzinuovi. L'altitudine media è di 138 m sul livello del mare.

Fanno parte di Chiari quattro frazioni: Monticelli, Santellone, San Bernardo e San Giovanni.

Idrografia Una delle caratteristiche di Chiari, è la presenza dei corsi d'acqua irrigui, le seriole. Lo sviluppo urbano e dell'economia clarense procede fin dal Medioevo con il continuo ampliamento della fitta rete di canali. I nomi delle rogge appartengono alla storia dell'idrografia della città di Chiari e, nel tragitto urbano delle seriole, i canali costituiscono un elemento strettamente legato alle radici della città. La Roggia Castrina conserva una nomea che è entrata nel dialetto locale, come segnale di appartenenza alla città, tipico del detto "bere l'acqua della Castrina".

Clima

Situata nella pianura padana, Chiari ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con diverse giornate di pioggia. La nebbia è principalmente diffusa dove il terreno è altimetricamente più basso rispetto all'abitato. Le estati sono calde, afose, umide. Le temperature, in tale periodo, superano spesso i e l'umidità può superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato "afa". Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Chiari, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione. L'umidità è quindi sempre molto elevata per tutto l'anno. Nella tabella seguente si possono osservare le temperature massime mensili:

Storia Un primo insediamento fu fondato nel 1125 con il nome di Clarium, sotto forma di un castello (demolito nel XIX secolo). L'andamento delle mura circolari del borgo più antico è ancora perfettamente leggibile nel tessuto urbano attuale.

Nel 1237 il castello fu assediato da Federico II, nel 1259 fu conquistata da Ezzelino da Romano, nel 1272 fu distrutto dai guelfi, ma fu ricostruito dai ghibellini.

All'inizio del XV secolo Chiari si trovava sotto il potere dei Visconti di Milano.

Nel 1422 Filippo Maria Visconti gli concesse privilegi amministrativi e riconobbe l'autonomia politica. Ciononostante nel 1426, dopo un pesante bombardamento, la cittadina fu occupata dalle truppe della Serenissima e donata al Conte di Carmagnola, condottiero della Repubblica di Venezia. Da questo momento in poi, Chiari fu sotto il dominio politico indiretto o diretto della Repubblica, condividendone le sorti, fino alla sua fine nel 1797. Nello stesso 1426, i veneziani dotarono Chiari di Statuti autonomi, suddividendola amministrativamente in quattro Quadre (quartieri): Zeveto, Marengo, Cortezzano e Villatico.

Nel 1512 subì il saccheggio degli svizzeri di Lautrecht: i Lanzichenecchi.

Nel 1630, insieme a gran parte del nord Italia, Chiari fu colpita da un'epidemia di peste che causò molti morti.

Il 1º settembre del 1701 Chiari fu teatro di una sanguinosa battaglia tra francesi e austriaci con oltre 5000 morti, decisiva per la successione spagnola del Ducato di Milano. In questo episodio, nonostante la Serenissima fosse neutrale e non consentisse ai belligeranti di accedere alle proprie fortezze, il principe Eugenio di Savoia forzò la popolazione a far accedere il proprio esercito nella fortificazione, sfruttandone il vantaggio strategico contro i francesi capitaneggiati dal maresciallo François de Neufville de Villeroy. I due eserciti rimasero nell'area per altre settimane, causando notevoli danni e disagi alla popolazione della zona.

Nel 1713 si aprì l'ospedale "Mellino Mellini", fondato dall'omonimo nobile. Nel 1762, con i suoi numerosi filatoi di seta, la città diventò uno dei più importanti centri industriali del bresciano. Nel 1758 iniziò la costruzione della torre civica.

A seguito del Congresso di Vienna, nel 1815 il territorio divenne parte del regno Lombardo-Veneto, controllato dagli Asburgo. Nel 1859, con l'annessione della Provincia di Brescia al Regno di Sardegna (che poi diventò Regno d'Italia nel 1861, tramite il Decreto Rattazzi, con il quale si riorganizzò la struttura amministrativa del Regno), Chiari divenne il capoluogo del Circondario di Chiari fino al 1926, anno in cui il circondario venne abolito.

Durante la Seconda guerra mondiale il territorio clarense fu soggetto a vari bombardamenti aerei.

Simboli Stemma

Lo stemma di Chiari è diviso orizzontalmente in due campi. Quello superiore contiene la figura dell'aquila asburgica nera su sfondo oro (giallo), simbolo della fazione ghibellina. Nella parte inferiore ci sono tre stelle a sei punte su sfondo rosso, tre chiari celesti a ricordare visivamente il nome del paese, significato rafforzato dall'etimo in lingua locale ciàr, termine che definisce le stelle. Lo scudo è accompagnato dalla scritta " cioè "Città di Chiari". Ancora oggi ci sono dubbi sull'origine dello stemma: un'ipotesi è che sia ispirato all'antica famiglia medioevale dei Chizzola (di rosso, a tre focacce, dette in dialetto bresciano "chishöle", poste 2 e 1; col capo dell'impero).

Gonfalone Il gonfalone di Chiari è un drappo partito di giallo e di rosso. Nel centro è collocato lo stemma cittadino; al di sopra di esso compare la scritta "".

Il motto di una passata amministrazione di sinistra di Chiari era: "Il destino non viene da lontano ma cresce dentro ciascuno di noi". Tale frase è incisa su una grande lastra, posta su una delle facciate del palazzo comunale.

Onorificenze

Con decreto del 5 ottobre 1862, Chiari è stata dichiarata Città da Vittorio Emanuele II di Savoia.

Monumenti e luoghi d'interesse

Duomo di San Faustino e Giovita

Il cinquecentesco Duomo è dedicato a santi Faustino e Giovita e situato in piazza Zanardelli. All'interno le opere scultoree di A. Calegari e le pitture di Pietro Ricchi, chiamato il Lucchesino, una tela del 1700 e la Pietà dei celesti dell'artista Pompeo Batoni.

Cripta di Sant'Agape Nel piano sotterraneo del Duomo, le reliquie di Sant'Agape, ricomposte in un simulacro di ceroplastica, martire estratta della catacomba romana di Ciriaca: le sue reliquie sono meta di pellegrinaggio. La leggenda narra che fu la Santa a chiedere di essere inviata a protezione della città.

Torre civica

La torre, alta 55 m e costruita in marmo bianco, fu progettata da A. Marchetti ed eretta nel 1758 nella piazza principale di Chiari (Piazza Zanardelli), ben visibile da qualsiasi zona della città. Ciascuna delle quattro facciate presenta un orologio con lo sfondo centrale del colore della rispettiva quadra su cui si affaccia: la facciata che è rivolta su Zeveto è gialla, quella di Cortezzano è blu, quella di Marengo è verde e quella di Villatico è rossa.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

La chiesa venne costruita nel 1200 e successivamente ampliata nel 1400. Nel 1517 vi lavorò Stefano Lamberti e nel 1700 venne rifatta la facciata su progetto di Antonio Marchetti. All'interno della chiesa ci sono notevoli cantorie lignee intagliate e dorate del 1700 e il pulpito ornato di bronzi. Santa Maria Maggiore è la seconda chiesa per dimensioni della città di Chiari.

Chiesa di San Rocco La chiesa di San Rocco, costruita nel 1400, è situata nel centro della città, ricca di statue e decori presenta una grande doppia facciata in pietra di Sarnico. Davanti a sé l'edificio presenta Piazza San Rocco di discrete dimensioni. La chiesa risulta essere una delle più antiche della città.

Villa Mazzotti Fu costruita tra il 1911 e il 1916 in stile neorinascimentale su progetto dell'architetto Antonio Vandone di Cortemilia, in collaborazione con l'architetto Alessandro Citterio allo scopo di essere utilizzata come residenza dal conte Lodovico Mazzotti e dai suoi famigliari.

Si tratta di un edificio a pianta quadrata che si articola attorno ad un peristilio centrale con scalone monumentale illuminato da una vetrata a tre campate in stile Liberty. La struttura si sviluppa su due livelli ed è ricoperta da un lucernario. Assieme alla villa sorgono le scuderie, il garage, il villino del custode con torretta e le serre.

Il parco della villa si estende su una superficie di . Fu concepito come giardino all'italiana dall'architetto Vandone di Cortemilia, ma nel 1927 fu trasformato dallo studio di architettura parigino Adam & Co. che lo abbellì con un teatrino, una voliera, vari tempietti, vasi e statue neoclassiche e circa otto chilometri di siepi. Il versante sud-est del giardino è protetto da una recinzione costituita da una cancellata in ferro, ornata a motivi floreali e sorretta da pilastri bugnati in cemento.

Dal 1981, la villa e le strutture annesse sono di proprietà comunale. Dal 1999 sono vincolati come beni di rilievo storico-artistico. Nel 2006 si è proceduto al restauro della recinzione.

Viale Mazzini

Situato a nord-est della città, con una lunghezza di e mezzo, Viale Mazzini è il viale più lungo della città. Lungo il suo cammino si può incontrare la Villa Mazzotti e l'Ospedale Mellino Mellini. Alla fine del viale viaggiando verso il centro si raggiunge Piazza della Rocca.

Ponte del Marengo La costruzione del ponte del Marengo risale all'origine medioevale del castrum clarense, di fatto esso era una delle possibili vie per entrare nelle mura cittadine. Attualmente rappresenta il punto di passaggio tra il centro storico e la periferia della città ed è ancora sovrastante l'antico canale che circondava le mura difensive.

Salone Marchettiano Si trova all'interno del Palazzo Marchettiano costruito intorno al 1500 che conserva ancora tutt'oggi le sue forme e greche, nel piano terra ospita la biblioteca comunale. Il salone è tutt'oggi usato per riunioni comunali o eventi di rispettosa importanza. Il palazzo fu il primo ospedale cittadino. Fondato da Mellino Mellini.

Le quattro vie medioevali L'impianto della città è palesemente medievale, a pianta circolare: oltre alla circonvallazione principale, esterna al nucleo centrale, ne esiste tuttora una interna, mentre una terza intermedia è sopravvissuta per circa 2/3, modificata in parte nel corso dei secoli. Vi sono poi 4 vie principali: Via Villatico, Cortezzano, Zeveto e Marengo sono un altro luogo d'interesse della città di Chiari. Queste quattro vie sono le più antiche della città, vennero costruite nel 1200 circa e fino ad oggi sono le vie più importanti e storiche del centro storico di Chiari. Ognuna di esse porta il nome del corrispettivo quartiere della città. In particolare il nome della via Zeveto pare sia nato dalla scritta in Veneto Xe veto, cioè è vietato, dovuto alla presenza di un arsenale; nome nel tempo trasformato ed adattato dal linguaggio locale. Al termine di via Cortezzano si trova una piccola piazza che non ha una sua toponomastica, ma che localmente è conosciuta come antica sede di un mercato riservato al pollame.

Rocca Viscontea