La fava di Fratte Rosa è un'antica varietà tradizionale di fava (Vicia faba L., 1753) tipica del circondario di Fratte Rosa, un comune alto-collinare della Provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche.
Descrizione Trattasi di una varietà orticola autoctona, coltivata in un particolare terreno argilloso ricco di calcare, detto "lubaco", presente nel territorio frattese. Questa cultivar marchigiana si mantiene dolce e tenera fino al termine della maturazione ed è consumata sia fresca che secca. Con il termine commerciale "Favetta" si identifica l'associazione di tutela costituita dai produttori e coltivatori dei territori comunali di Fratte Rosa, Barchi, San Lorenzo in Campo, Pergola e Mondavio, areale storico di presenza del legume. La stessa argilla, che arricchisce i suoli, è da sempre utilizzata anche per produrre le pregiate terrecotte locali dette "cocci".
Storia Fratte Rosa sorge tra le valli del Metauro e del Cesano, su terreni argillosi denominati "lubachi". Nel tempo, le fave coltivate ed il terreno argilloso hanno portato alla selezione di una forma particolare, derivante da incroci tra favino e fava maggiore. Un detto storico, afferma che "la fava migliore è quella che viene dai lubachi". Oggi la fava di Fratte Rosa è stata oggetto di recupero da parte del C.R.A. di Monsampolo del Tronto e restituita agli areali di origine, creando una vera e propria filiera corta di ordine alimentare e gastronomico che valorizza la biodiversità orticola. La varietà è stata reperita nelle campagne del Comune di Fratte Rosa (PU), borgo situato a circa 420 m di altitudine e posto a cavallo tra le medie valli del Cesano e del Metauro, al confine con la provincia di Ancona.
Cucina Uno dei piatti tipici della cucina frattese sono i Tacconi, un formato di pasta fresca realizzato con una percentuale di farina di fave. Avendo il timore di rimanere senza grano durante l'inverno, i contadini del posto hanno da secoli utilizzato farine alternative come quella di fava nelle loro pietanze. I tacconi si presentano come piccole strisce lunghe e spesse , da condire con un sugo fresco di pomodoro e aglio. Oltre a questo primo tradizionale, possiamo trovare anche un secondo in abbinamento, ovvero "le fave in porchetta".
Note
Bibliografia Ambra Micheletti, La biodiversità agraria delle Marche : il repertorio regionale L.R. 12/2003.
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