Costigliole Saluzzo (Costiòle 'd Salusse in piemontese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte, situato non lontano da alcune delle più note cittadine della provincia: Saluzzo, Savigliano, Fossano e Cuneo.

Geografia fisica

Comune del saluzzese all'imbocco della Valle Varaita è definito il paese dei tre castelli.. Castello Rosso, Castello Reynaudi e "Castlòt" (o Castellotto), infatti, dominano il borgo medioevale che ospita edifici di valore storico-artistico, tra i quali la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena. La particolarità del clima ha attratto nei secoli scorsi numerose famiglie nobili che hanno scelto Costigliole Saluzzo come loro residenza, costruendovi ville e palazzi, come il Palazzo Giriodi di Monastero, oggi sede del Comune, o il Palazzo Sarriod de La Tour, oggi sede della biblioteca comunale. Proprio la particolarità del clima è alla base dell'agricoltura locale, che permette a Costigliole Saluzzo di rientrare a pieno titolo nel distretto della frutta del saluzzese.

Territorio L'altitudine del territorio comunale è compresa fra una quota minima di 400 metri s.l.m. e una quota massima di 938 s.l.m. in località Bricco Alto. La casa comunale è situata a 460 metri s.l.m..

Il territorio comunale si trova, stando alla classificazione sismica della Protezione Civile, in zona 3 (zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti).

Le coordinate geografiche espresse in latitudine Nord (distanza angolare dall'equatore verso Nord) e longitudine Est (distanza angolare dal meridiano di Greenwich verso Est), con valori numerici riportati utilizzando il sistema sessagesimale DMS (Degree, Minute, Second): 44° 33' 55,80 N e 7° 29' 11,40 , mentre con il sistema decimale DD (Decimal Degree) sono 44,5655° N e 7,4865° E.

Idrografia La zona di pianura del territorio comunale si situa all'estremità occidentale della pianura cuneese, formata da serie di depositi alluvionali originatisi in ambienti deposizionali diversi, passanti dalla conoide, in corrispondenza del margine alpino, alla piana alluvionale, in corrispondenza del settore mediano della pianura. Si tratta di sequenze di depositi alluvionali generalmente ghiaioso-sabbiosi, localmente separati da livelli cementati, dotati di limitata continuità laterale. L'alimentazione dell'acquifero dipende, oltreché dall'infiltrazione diretta, dalle perdite dei corsi d'acqua, in particolare del torrente Varaita; il carattere "alimentante" del Varaita è confermato dalla carta piezometrica.

Clima

Origini del nome Costigliole Saluzzo trae il suo nome da quello latino delle ultime basse propaggini del Monte Pagliano "costeolae" su cui sorse.

Storia Epoca antica Le prime notizie certe sul borgo di Costigliole Saluzzo risalgono all'inizio del XII secolo, ma recenti scavi hanno portato alla luce tracce dell'età romana e studi storici hanno documentato lo stanziamento di tribù liguri in età antica. In epoca medioevale fu un importante feudo, governato dalla consorteria dei "da Costigliole", fedelissima al Marchesato di Saluzzo. È conosciuta in zona per i tre castelli medioevali e per i numerosi palazzi che importanti famiglie fecero costruire come residenze di villeggiatura a partire dal Settecento. Particolare la localizzazione della parte storica del paese, adagiata sulla collina dominata dai castelli e dalla chiesa parrocchiale di fine Quattrocento.

Dominio longobardo e franco

Fin dal 568 cominciarono a comparire in Piemonte insediamenti longobardi. Questa nuova occupazione avvenne gradualmente e fu opera dapprima di piccoli nuclei che presidiavano le zone di maggior importanza strategica, poi una sorta di colonizzazione che portò alla suddivisione del territorio in ducati. Le continue lotte tra duchi ribelli che parteggiavano per re ariani o re cattolici portarono ad uno scadimento progressivo dell'autorità regia. Le necessità di difesa indussero i vari gastaldi del re ad innalzare fortilizi alla base della valli Varaita, Maira, Grana e Po.

In seguito, dall'VIII secolo la gestione delle valli sarà poi organizzata sia dall'abbazia di Pagno, che amministrava il territorio delle valli Po, Bronda, Infernotto e Varaita, quest'ultima gestita assieme alla pievania del monastero di Falicetto (Verzuolo), che dall'abbazia di Villar San Costanzo, che amministrava il territorio della val Maira; e quest'ultima fu particolarmente influente poi per Costigliole Saluzzo.

Successivamente la presenza dei Saraceni comparsi in Provenza fin dall'anno 842 condizionò il territorio, rendendo il cuneese quasi del tutto abbandonato ed esposto e fu così che vennero assaltati i monasteri di Pagno, Villar San Costanzo e la città di Pedona (attuale Borgo San Dalmazzo)..

Il periodo del Marchesato di Saluzzo Dopo la cacciata dei saraceni il Piemonte presentava un aspetto desolato, campi incolti, boschi e selve. La graduale conquista alla coltivazione segnò il lento progredire dell'agricoltura e il miglioramento delle condizioni di vita. Risorsero i monasteri di Pedona, Pagno e Villar San Costanzo, con artefici di fondazioni e donazioni anche i Marchesi di Saluzzo. Saluzzo e le terre circostanti erano comprese nella diocesi di Torino e il vescovo vantava ampi diritti sulle sue giurisdizioni poiché Federico Barbarossa aveva accordato al clero enormi poteri. Con gli anni del Marchese Manfredo I, tra le famiglie feudatarie del Piemonte quella dei Costanzia da Costigliole era già conosciuta con il nome Da Costigliole, che emersero proprio con il Marchesato e a questo legarono la loro fortuna. La loro origine fu probabilmente preesistente e molto verosimilmente tenevano l'antica rocca fortificata sulla collina dell'attuale cappella di Santa Cristina. Successivamente, tra il 1200 e il 1300 Costigliole divenne un paese di una certa importanza, dalle poche abitazioni vennero edificati i castelli ai quali si accedeva dalle porte delle quali oggi resta traccia nella Porta Grafiona..

L'assedio dei Savoia del 1487

Il marchese di Saluzzo continuò a rivolgere pesanti suppliche al Re di Francia per ottenere l'aiuto dell'esercito per far fronte alle pressioni dei Savoia, ma a fine Quattrocento i francesi presero tempo e dilazionarono il loro intervento. Con l'avvicinarsi della Pasqua del 1487 gli assediati costigliolesi dovettero accettare la resa in cambio della salvaguardia della vita e in riconoscimento del loro eroico comportamento. Carlo di Savoia, detto il guerriero, poté così ampliare i suoi possedimenti e si impadronì di Costigliole. Il duca di Savoia ordinò distruzioni e l'atterramento delle torri e delle fortificazioni. In questo periodo venne così distrutto il primo maniero che sorgeva dove sorgono gli attuali castelli. La Chiesa di Sant'Eusebio perse importanza e si procedette all'edificazione della nuova Chiesa..

1796, Costigliole è francese Nel 1795 e 1796 la Francia attaccò i Savoia e Vittorio Amedeo dovette scendere a patti e trattare a Cherasco. Le truppe francesi erano schierate nel cuneese e occupavano lo stesso capoluogo. I Savoia erano disposti di fronte al nemico e a Costigliole avevano accantonato il reggimento Crist, formato da giovani svizzeri. Il fronte però continuava a spostarsi e il 30 giugno a Costigliole transitavano soldati francesi. L'idea repubblicana cominciò a serpeggiare nella popolazione che vedeva nel Napoleone Bonaparte il vessillo di una nuova libertà, il Piemonte nel 1799 venne unito alla Francia, anche a Costigliole vennero eretti simboli della rivoluzione. Quando però il Bonaparte venne sconfitto Vittorio Emanuele tornò a Torino e Saluzzo tornò ai suoi antichi confini, ai quali aggiunse in più Valmala..

Il ritorno ai Savoia, gli anni dell'Ottocento, Italia 1861 Con il ritorno dei Savoia si avviò in Piemonte la restaurazione. Il ritorno del monarca suscitò nei piemontesi i sentimenti più diversi. Tra la nobiltà prevalse un senso di soddisfazione, si ritrovavano antiche certezze, anche se non mancavano coloro che riconoscevano i progressi durante l'Impero. Dopo anni di buon governo e successi dello statista Cavour, che condizionarono anche Costigliole Saluzzo con azioni di ammodernamento economico che nel Regno di Piemonte e di Sardegna significarono la costruzione di ferrovie e trafori, il miglioramento della rete stradale, il potenziamento delle industrie, l'introduzione di tecniche più avanzate in agricoltura, l'élite intellettuale piemontese abbracciò la causa dell'unità italiana, che sopraggiunse nel 1861 dopo una serie di guerre. Con la formazione del regno d'Italia il Piemonte perse d'importanza la letteratura divenne provinciale; i Piemontesi si trovarono improvvisamente a passare dalla condizione di cittadini di uno stato rispettato e forte a quella di abitanti di una regione periferica di un regno appena nato e pieno di problemi. Nel 1864 Torino perse il suo ruolo di capitale. I successivi furono anni difficili segnati sul territorio da una serie di conflitti e di migrazioni obbligate, alla volta principalmente della Francia e dell'Argentina, che coinvolsero buona parte della gioventù, almeno sino ai primi decenni del Novecento.

Il Novecento, periodo giolittiano, la grande guerra e il fascismo Un miglioramento delle condizioni si ottenne con il periodo giolittiano, che ottenne ben presto un buon successo nell'opinione pubblica piemontese. Il pragmatismo, le capacità amministrative e finanziarie allargarono il consenso di Giolitti tra ampi settori dei ceti produttivi. La fine dell'età giolittiana coincise però con l'avvio della prima guerra mondiale, che anche a Costigliole Saluzzo costò la vita a buona parte della giovane popolazione. La debolezza strutturale e il clima di proteste vennero intercettati dalla proposta fascista, particolarmente appoggiata dalla cittadinanza per le aspettative economiche che trovarono in buona parte risposta a costo però di perdita di diritti e di un avvio di un processo di italianizzazione forzata.

La seconda guerra mondiale La drammaticità degli anni quaranta a Costigliole è testimoniata dalle numerose perdite al fronte che ancora una volta colpirono al cuore la fascia più giovane della popolazione. Una serie di guerre e di tragici eventi che coinvolse i Costigliolesi, dispersi nella drammatica ritirata della Divisione Alpina Cuneense in Russia, o prigionieri nei campi di sterminio nazisti o coinvolti nelle lotte partigiane delle quali resta vivo oggi il ricordo con la commemorazione dell'eccidio di Ceretto.. Il dopoguerra coincise finalmente con un periodo di ripresa economica e della produzione che ha permesso generalmente una buona qualità di vita sino ai giorni nostri.

Simboli Lo stemma del Comune di Costigliole Saluzzo è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 2 gennaio 1993.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Palazzo Giriodi di Monastero

Palazzo Giriodi di Monastero è sede comunale dal 1923. Il settecentesco palazzo è stato interessato da attenti lavori di restauro e recupero che, in particolar modo dal 2008, l'hanno riportato all'antico splendore. Gli interventi hanno riguardato la facciata, il portale, l'atrio principale, i porticati delle ali laterali e il cortile interno.. La costruzione, invece, si deve alla famiglia nobiliare dei Giriodi, che, intorno alla metà del Settecento, lo costruirono affidando la direzione all'architetto piemontese Antonio Vittone.. Gli interni del Palazzo furono affrescati ad opera dell'importante scenografo torinese Luigi Vacca, nel 1804.

Palazzo Sarriod de La Tour