Latisana (Tisane in friulano standard, Tisana nella variante locale, La Tisana in veneto) è un comune italiano di abitanti dell'ex provincia di Udine, in Friuli-Venezia Giulia.
Geografia fisica
Il comune si trova nella bassa pianura veneto-friulana, sulla sponda sinistra del basso corso del fiume Tagliamento e fa parte della regione storico-geografica della Bassa Friulana. A ovest, il fiume Tagliamento costituisce la maggior parte del confine con il Veneto (San Michele al Tagliamento). A sud, il comune è lambito dal canale navigabile Litoranea Veneta, che lo separa da Lignano Sabbiadoro. A sud-est, in località Aprilia Marittima e Bevazzana il comune si affaccia per un tratto sulla Laguna di Marano, che comprende l'area umida della Valle Pantani. La località di Isola Picchi, appartenente al comune di Latisana, è situata sulla sponda destra del Tagliamento e pertanto è accessibile solo dal Veneto, costituendo quindi una quasi-enclave. Il territorio comunale è costituito da una striscia di terra estesa in direzione nord-sud per circa e larga mediamente 2-.
Il territorio, interamente pianeggiante, nelle sue aree non edificate è oggi prevalentemente adibito a usi agricoli. Nelle aree golenali del fiume Tagliamento (ossia nella striscia di terreno compresa tra il fiume e gli argini e soggetta a periodici allagamenti) sopravvivono aree boschive di modesta entità. Fino ai primi decenni del '900, una parte consistente del territorio era occupata da paludi e foreste, essendo parte dell'area denominata Silva Lupanica sin dall'epoca romana. L'altitudine della casa comunale è di . Quella del territorio comunale varia da 0 (Laguna di Marano) a 12 (zona a nord al confine con Ronchis) m s.l.m. Latisana è situata nella zona climatica E e il suo grado di sismicità è considerato basso. Latisana: Clima e Dati Geografici, Riscaldamento
Storia L'età antica La regione della Bassa Friulana, di cui Latisana fa parte, è abitata sin dall'epoca preistorica, come testimonia il ritrovamento di resti umani neolitici (VI-V millennio a.C.) avvenuto nel 1992 in località Piancada, nel vicino comune di Palazzolo dello Stella.
Non ci sono dati certi sull'origine romana di Latisana, ma solo ipotesi basate su un diario del 333, lItinerarium Burdigalense, redatto da un pellegrino d'Aquitania. Costui, nel suo viaggio fino a Gerusalemme, tenne scrupolosamente nota di tutte le località incontrate e delle relative distanze in miglia romane. Lungo l'antica Via Annia, nel tratto che collegava Concordia (Iulia Concordia) ad Aquileia, scrisse che a 9 miglia (13,28 km) dalla prima si trovava la mutatio (stazione di cambio cavalli e ricovero viaggiatori) denominata Apicilia.
Studiando l'attuale carta geografica, si presume che tale luogo si trovi alla fine di via Trieste, nelle vicinanze della località detta "Crosere" dove ora sorge l'imponente torre dell'acquedotto. A prova di ciò, durante gli scavi per tale opera, sono stati rinvenuti nella zona dei reperti tra i quali una brocchetta contenente ceneri, tessere di mosaici, frammenti di anfore ecc. Attualmente, una targa situata di fronte al palazzetto dello sport in Via Giovanni Bottari testimonia il passaggio dell'antica Via Annia.
Non sono mai state trovate tracce di ponti di epoca romana sul Tagliamento nei pressi di Latisana. Pertanto, è probabile che l'attraversamento del fiume (o dei rami del fiume, visto che anticamente aveva una foce a delta formata da due rami che si separavano a decine di km dal mare) avvenisse tramite un guado o un servizio di barche.
L'origine romana di Latisana è inoltre attestata dal suo nome prediale, ossia derivato da quello del colono romano che si chiamava Atisius o Tisius, probabilmente un ex legionario di rango, al quale fu assegnato un fondo durante il periodo della centuriazione dell’agro aquileiese.
Il 27 agosto 2021, durante alcuni lavori di mitigazione del rischio idraulico lungo il Canale Latisanotta (in località Paludo, a sud del ponte della SR 102UD), sono stati rinvenuti alcuni resti di un edificio di epoca romana, risalente al I o II secolo d.C., nonché alcuni frammenti di anfore e una fibula in bronzo.
L'età medievale La prima citazione ufficiale è del 17 luglio 1072, giorno di consacrazione della chiesa dell'abbazia benedettina di Michaelbeuern (a da Salisburgo): nel documento ufficiale ivi conservato si cita tale "miles Marcqwart de Lantesana", ovvero cavaliere Marquardo di Latisana, come facente parte degli illustri personaggi al seguito del patriarca di Aquileia Sigeardo e del vescovo di Concordia Dietwino, presenti alla cerimonia.
Attorno al 1100, nel periodo in cui il Friuli si stava riprendendo economicamente dopo le disastrose invasioni degli Ungari, forse a causa di donazioni dei patriarchi di Aquileia e trasmissioni ereditarie, Latisana passa sotto dominazione feudale dei Conti di Gorizia, che si protrarrà fino all'inizio della dominazione veneziana nel 1430. Nel 1180 Latisana passa dal Patriarcato di Aquileia a quello di Grado.
Grazie al fiume Tagliamento, che la lambisce e che attualmente la divide dalla regione Veneto, divenne importante porto fluviale nei secoli XII e XIII. Fu soprattutto nota per il commercio del sale (da Cervia e dal ravennate verso l'entroterra e l'Istria), ma anche di legname (dalla Carnia per Venezia), granaglie, vino, minerali e bestiame nonché transito di passeggeri verso il Nord Europa e via di approdo per il mare Adriatico. La denominazione di Porto di Latisana venne fatta per la prima volta in un documento ufficiale del 27 ottobre del 1226. In tale atto si afferma che il conte di Gorizia Mainardo il Vecchio cede al Patriarca di Aquileia Bertoldo i diritti e le rendite sul porto.
La fiorente attività economica così avviata fece sì che i Conti di Gorizia permettessero pure la battitura di una moneta argentea, il denaro scodellato di Latisana, tuttora esistente in sette esemplari conosciuti, con varianti di conio e recanti i simboli comitali goriziani e la dicitura “Porto Tisana”. Nei documenti del XIII secolo Latisana è spesso menzionata con l’appellativo di "civitas", a testimonianza dell’importanza che il centro andava assumendo. Significativa è anche la citazione dello “staio a misura di Latisana”, risalente alla fine del XIII secolo. Nel 1245, lo Statuto della Terra e del Porto di Latisana, convenuto tra la comunità latisanese (universitas) e il conte di Gorizia, contiene disposizioni di natura civile, criminale e finanziaria. Il trattato fu ratificato a Verona il 13 luglio 1245 dall’imperatore Federico II. Per proteggere la località portuale, i Conti la trasformarono in un castrum, circondato da una cinta muraria lambita da una canalizzazione ad arco derivata dal fiume.
In documenti risalenti 1360 compare il sigillo medievale del Comune, rappresentante una torre con merlatura guelfa affiancata da due scudi con leone rampante, sormontati da una croce e contornato dall’iscrizione SIGILUM COMUNIS PORTUS LATISANAE, elementi analoghi a quelli presenti nel denaro. Latisana, pur non facendo mai parte del Parlamento della Patria del Friuli, venne assumendo un’importanza sempre maggiore all’interno della contea goriziana: infatti, a partire dal XIV secolo, vi fu la presenza stabile di un capitano in rappresentanza dei conti in luogo del gastaldo. Specchio di relazioni talvolta assai conflittuali è il giuramento di fedeltà preteso dal conte Mainardo IV e prestato solennemente dai rappresentanti del popolo di Latisana nella chiesa di Santa Croce, che sorgeva al centro del castrum, il 16 ottobre 1368.
Nel Medioevo era un villaggio circondato da mura con un fossato che prendeva l'acqua dal Tagliamento a monte della Rocca (attuale via Rocca) e con percorso ad arco verso sud riconfluiva nel fiume. Le uniche due porte d'ingresso erano quella di San Zuanne (presso l'attuale Piazza Garibaldi, tramite ponte levatoio, a sud) e quella di San Antonio (presso l'attuale Piazzale Osoppo, tramite ponte in legno, ad est), porta d'entrata per i viandanti provenienti dal Nord Europa.
L'età moderna Il Quattrocento è caratterizzato dal progressivo declino della signoria goriziana e dalle concomitanti mire espansionistiche della Serenissima su Latisana e sul Friuli in generale.
Episodio saliente fu il transito di Papa Gregorio XII il 6 settembre 1409, in fuga da Cividale. Il Papa si trovava a Cividale per il Concilio di Cividale, nel contesto dello Scisma d'Occidente, ma entrò in contrasto con la comunità locale e pertanto decise di fuggire segretamente, vestito da segretario e accompagnato dal suo segretario vestito con gli abiti papali. Raggiunta Latisana via terra, il segretario fu picchiato dalla folla che lo scambiò per il Papa; Gregorio XII si imbarcò prima per la Dalmazia, successivamente raggiunse la Puglia e infine si stabilì a Gaeta dove abdicò.
Latisana divenne Pieve autonoma già nel XII secolo ed il Papa Alessandro VII nel 1655 la elevò al rango di Abbaziale grazie alle numerose chiese ed ai tre conventi presenti sul suo territorio. Il 28 agosto del 1430 passò ufficialmente, dopo diverse vicissitudini, sotto il controllo della Repubblica di Venezia.
Da allora si susseguirono vari passaggi di proprietà del feudo di Latisana tra nobiluomini veneti (Morosini, Malombra e Vendramin). A partire dalla prima metà del XVI secolo, il feudo subì una serie di suddivisioni fino ad arrivare al Consorzio di famiglie nobili veneziane; fra esse quella dei Mocenigo deteneva la quota maggiore dei 24 “carati” o parti del feudo stesso. All’epoca della dominazione veneziana, la cosiddetta Terra della Tisana si estendeva su entrambe le rive del basso corso del Tagliamento, in un’area corrispondente a quella degli attuali Comuni di Latisana, Lignano Sabbiadoro, San Michele al Tagliamento e Ronchis (ad eccezione della "villa" di Fraforeano).
Nel 1451 Latisana passò dal Patriarcato di Grado a quello di Venezia.
Nel 1457 da Bartolomeo Vendramin, un esponente del potente casato veneziano e il cui padre Andrea fu eletto doge, acquisì la proprietà di Latisana, la quale non fu incorporata nella Patria del Friuli, retta dal luogotenente di stanza a Udine, ma dipese direttamente dal Senato della Serenissima.
A Latisana vi erano il Castello (o borgo murato), i cui abitanti costituivano l’Università, e il quartiere di Sottopovolo, con propria “amministrazione”. Latisana comprendeva le "ville" di Ronchis, Latisanotta, Gorgo e Pineda (corrispondente all'attuale Lignano) sulla sponda sinistra del Tagliamento e quelle di Villanova, San Mauro, San Giorgio, San Michele, Cesarolo e Pineda Destra (corrispondente all'attuale Bibione) sulla sponda destra del Tagliamento, i cui abitanti erano organizzati in vicinie. Nel periodo di dominazione veneziana del Friuli, Latisana costituì, come pochi altri centri, una “terra separata”, non soggetta al Luogotenente di stanza a Udine.
All’interno del borgo murato, a partire dal ‘500, le famiglie veneziane cominciarono a costruire i loro palazzi, alcuni dei quali ancora oggi adornano la piazza principale del centro (oggi Piazza Indipendenza), nonostante le distruzioni causate dalle ripetute alluvioni del Tagliamento e dai due conflitti mondiali.
Nel XVI secolo il centro politico-amministrativo passò nel Palazzo Vendramin appena costruito (distrutto nella seconda guerra mondiale, ora Palazzo Trevisan) e la sicurezza politica resa dalla Serenissima portò al progressivo decadimento della Rocca e del complesso murario difensivo ora non più necessario. Esiste un acquerello settecentesco di Antonio Banchieri che simula una veduta aerea della città e mette in luce alcuni monumenti ora scomparsi come la Chiesa di Santa Croce (in mezzo all'attuale Piazza Indipendenza, la più antica), che in una teca argentea conservava una reliquia della Croce.