La famiglia Caetani, o Gaetani, Cajetani, di Gaetano, di Gaeta, è una famiglia nobile italiana, originaria della città di Gaeta (l'antica Caieta), da alcuni collegata alla stirpe dei signori del Ducato di Gaeta, nonché ai Gaetani patrizi della Repubblica di Pisa.

Svolse certamente un ruolo importante a Roma, nello Stato Pontificio e nel Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie.

Storia

Origini gaetane La famiglia Caetani, stando a una tradizione del XVII secolo, discenderebbe dai duchi di Gaeta:Sui Caetani di Anagni e di Sermoneta cfr. Gelasio Caetani, Domus Caietana, vol. I, parte I, Sancasciano Val di Pesa 1927. Per i Gaetani di Pisa si veda Gaetani in Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche la forma del cognome (Caietanus, Gaietanus) denuncia comunque che il capostipite era originario di Gaeta. Un filone di studi qualifica come membro della famiglia papa Gelasio II (Giovanni Coniuolo o Giovanni di Gaetano o Giovanni di Gaeta), nato a Gaeta nel 1060 e morto il 29 gennaio 1119. Si dispone di una genealogia documentata della famiglia soltanto a partire dal XII secolo, periodo in cui sono attestati rami distinti a Roma, ad Anagni, a Napoli, e a Pisa, riconducibili a un unico originario ceppo di Gaeta.

Secondo la tradizione erudita seicentesca, non verificabile su documenti certi e ormai superata dagli studi più recenti, dai duchi di Gaeta sarebbero discesi due rami principali della famiglia Caetani: quello pisano dei Gaetani patrizi di Pisa, esiliato da Pisa nel XIV secolo e vivente in Sicilia fino al secolo scorso, e il ramo laziale dei Caetani di Anagni - signori, poi duchi, di Sermoneta - da cui discesero poi anche i Gaetani d'Aragona o Gaetani dell'Aquila d'Aragona. In base alle evidenze documentali i Gaetani di Pisa e i Caetani di Anagni e di Sermoneta risultano essere due famiglie omonime, prive di origine comune.

Il ramo siciliano derivato dai Gaetani di Pisa utilizza lo stesso stemma dei Gaetani di Roma, inquartato con quello dei Duchi di Gaeta e con i pali d'Aragona, che sarebbero stati concessi dal papa Pasquale II nel 1113 a Gherardo Gaetani per la battaglia delle Baleari (Vedi Calendario d'Oro, anno 1899 pag. 173).

Caetani nel Lazio Anche se la tradizione domestica annovera tra i membri della famiglia papa Gelasio IIGelasio Caetani, Caietanorum genealogia, Roma 1920 (al secolo Giovanni di Gaeta, della famiglia Coniuolo), nel XII secolo i Caetani insediati nel Lazio (Anagni e dintorni) ebbero un'influenza molto marginale a Roma, finché nel 1294 avvenne l'elezione al soglio pontificio di un membro della famiglia, Benedetto Caetani con il nome di papa Bonifacio VIII; il nuovo pontefice elevò decisamente le sorti del casato: esso divenne in breve tempo uno dei più potenti e temuti, soprattutto grazie al nepotismo messo in atto da Bonifacio. Questi fece ottenere infatti ai familiari i territori di Sermoneta, Bassiano, Ninfa e San Donato (1297, 1300) e il marchesato di Ancona (sempre 1300), mentre il re Carlo II di Napoli, per ingraziarsi il pontefice, fece il di lui fratello conte di Caserta. Inoltre, per matrimonio di Roffredo III con Giovanna dell'Aquila (1299) i Caetani acquisirono il dominio sulla contea di Fondi nel Regno di Napoli, con il relativo titolo nobiliare. Essi si dimostrarono valorosi guerrieri e formarono un vero e proprio nucleo armato a protezione di Bonifacio VIII, che aveva in effetti molti nemici.

Tra il XIV e il XV secolo i loro screzi con i Colonna causarono rivolte e sommosse a Roma e nelle regioni periferiche del papato, talvolta al limite della guerra civile. Nel 1500 papa Alessandro VI, nel tentativo di piegare la potente nobiltà feudale romana, confiscò ai Caetani i loro territori nello Stato Pontificio e li diede a sua figlia Lucrezia Borgia e poi al figlio di lei Rodrigo Borgia d'Aragona, con il titolo di duca di Sermoneta; ma alla morte del papa i Caetani ripresero possesso dei loro domini.

Linee

Gaetani d'Aragona (o dell'Aquila d'Aragona), principi di Piedimonte e Gioia, duchi di Traetto e Laurenzana, conti di Fondi, Alife e Morcone Linea fondata da Onorato II Caetani, conte di Fondi, che nel 1466 ebbe da re Ferdinando I di Napoli il privilegio di aggiungere il cognome d'Aragona e di modificare il proprio stemma con le armi aragonesi. Dopo la perdita di Fondi e di Traetto (1497), concesse dal re a Prospero Colonna, i Gaetani d'Aragona continuarono a portarne il titolo solo nominalmente. Il ducato di Laurenzana, appartenente al Regno di Napoli, fu assunto invece da Alfonso Gaetani nel 1606 in seguito al suo matrimonio con Giulia di Ruggiero, duchessa di Laurenzana. Piedimonte fu elevata a principato nel 1715.

Onorato II (1414-1491), VI conte di Fondi Onorato III (m. 1528), I duca di Traetto, VII conte di Fondi Scipione (1528-1554), II duca di Traetto, VIII conte di Fondi Luigi (m. prima del 1612), III duca di Traetto, IX conte di Fondi Scipione (m. 1614), IV duca di Traetto, X conte di Fondi Alfonso (?-?), I duca di Laurenzana Francesco (1588-1624), II duca di Laurenzana Alfonso (1609-1644), III duca di Laurenzana Francesco (1633-1653), IV duca di Laurenzana Antonio (1638-1710), V duca di Laurenzana Nicola (1657-1741), I principe di Piedimonte, VI duca di Laurenzana Giuseppe Antonio (1726-1782), II principe di Piedimonte, VII duca di Laurenzana Nicola (1744-1801), III principe di Piedimonte, VIII duca di Laurenzana Onorato (1770-1857), IV principe di Piedimonte, IX duca di Lurenzana Antonio (1795-1863), V principe di Piedimonte, X duca di Laurenzana Onorato (1832-1904), VI principe di Piedimonte, XI duca di Laurenzana Nicola (1857-1924), VII principe di Piedimonte, XII duca di Laurenzana Antonia (1881-1959), VIII principessa di Piedimonte, XIII duchessa di Laurenzana

Caetani, duchi di Sermoneta, poi principi di Caserta e di Teano Questa linea fu fondata da Giacobello Caetani, al cui nipote, Guglielmo, fu concesso il ducato di Sermoneta da papa Pio III nel 1503, il marchesato di Cisterna venne invece concesso alla famiglia da papa Sisto V nel 1585. Nel 1642, Francesco, settimo duca di Sermoneta, divenne principe di Caserta per matrimonio con Anna Acquaviva unica figlia ed erede del principe Andrea Matteo IV; il suo discendente Michelangelo cedette nel 1750 il feudo ai Borbone, ottenendo in cambio il titolo di principe di Teano.

Nel XIX secolo, Michelangelo Caetani, tredicesimo duca di Sermoneta e terzo principe di Teano, fu apprezzato dantista, nonché brevemente sindaco di Roma dopo Porta Pia. Fu sua figlia Ersilia, sposata al conte Lovatelli, archeologa di valore, la prima donna a essere ammessa nell'Accademia dei Lincei.

L'altro figlio di Michelangelo, Onorato, fu un uomo politico. Tra il dicembre 1890 e il dicembre 1892 fu il sedicesimo sindaco di Roma, quindi senatore del Regno d'Italia e nel 1896, per breve tempo, ministro degli Esteri nel secondo Gabinetto di Antonio di Rudinì. Fu anche presidente della Società Geografica Italiana dal 1879 al 1887. Ebbe cinque figli: Leone (1869-1935), Roffredo (1871-1961), Livio (1873-1915), Giovannella (1875-1971), Gelasio (1877-1934) e Michelangelo (1890-1941). Leone fu uno dei massimi storici dell'Islam classico. Deputato nel 1909 per il IV collegio di Roma e di simpatie socialiste, votò contro l'intervento voluto da Giovanni Giolitti in Tripolitania e Cirenaica. Costituì col proprio patrimonio l'attuale "Fondazione Leone Caetani per gli Studi Islamici", presso l'Accademia nazionale dei Lincei. Roffredo, l'ultimo duca di Sermoneta, fu un distinto compositore. Sposò nel 1911 Marguerite Chapin, una colta americana che fonderà delle importanti riviste letterarie internazionali ("Commerce" in Francia, "Botteghe Oscure" in Italia). Dal matrimonio nacquero due figli: Camillo (1915-1940), morto nella II guerra mondiale in Albania, e Lelia (1913-1977), che dedicò la sua vita allo sviluppo del Giardino di Ninfa. Gelasio, ingegnere ed imprenditore, fu anche, tra l'altro, ambasciatore d'Italia a Washington dal 1922 al 1925, deputato e senatore del Regno, oltre a curare i Regesta chartarum e i Varia, raccolte di documenti sulla storia dei Caetani, fu autore Domus Caietana, vera e propria storia della sua famiglia fino al XVI secolo. Durante la prima Guerra Mondiale servì come tenente di artiglieria nel regio esercito ricevendo l'Ordine militare di Savoia e tre medaglie d'argento. In particolare fu l'ideatore del tunnel minato sotto la cima del Col di Lana che, dopo la sua esplosione il 17 aprile 1916, consentì all'esercito italiano di impossessarsi di un importante punto di osservazione e controllo delle vallate circostanti. Da Michelangelo (1890-1941), attraverso la figlia Topazia (1921-1990), sposata ad Igor Markevitch, discende il musicista Oleg Caetani.

Il patrimonio materiale e culturale dei duchi di Sermoneta è oggi affidato ad alcune fondazioni: oltre a quella citata in memoria di Leone presso i Lincei, quella intitolata a Roffredo CaetaniFondazione Roffredo Caetani e I luoghi dei Caetani , che gestisce la fortezza di Sermoneta ed il giardino di Ninfa, e quella che prende il nome da Camillo Caetani, figlio dello stesso Roffredo, che è titolare dell'archivio di famiglia e di parte del palazzo alle Botteghe Oscure.

Signori di Sermoneta Pietro (m. 1308), I signore di Sermoneta dal 1299. Roffredo (m. 1335), II signore di Sermoneta, I conte di Fondi Nicola (1310/1314-1348), III signore di Sermoneta, II conte di Fondi Onorato I (1336-1400), IV consignore di Sermoneta, III conte di Fondi con Guglielmo (1338-1423), IV consignore di Sermoneta, poi V signore di Sermoneta Ruggero (1390-1436), VI consignore di Sermoneta con Giacomo (1390-1433), VI consignore di Sermoneta con Onorato (1421-1479), VI consignore di Sermoneta, VII signore di Sermoneta Nicola (1440-1494), VIII signore di Sermoneta Bernardino Maria (m. 1500), IX consignore di Sermoneta con Guglielmo (1475-1519), IX consignore di Sermoneta sino al 1503 Lo stato di Sermoneta viene confiscato nel 1499; restituito ai Caetani nel 1503 con il titolo di duca.

Duchi di Sermoneta Rodrigo d'Aragona (1499-1512), I duca di Sermoneta dal 1501, sotto tutela del cardinale Francesco Borgia Guglielmo (1475-1519), II duca di Sermoneta (titolo concesso nel 1503) Camillo (1494-1550), III duca di Sermoneta Bonifacio (1516-1574), IV duca di Sermoneta Onorato (1542-1592), V duca di Sermoneta Pietro (1562-1614), VI duca di Sermoneta Filippo (1565-1614), VII duca di Sermoneta

Duchi di Sermoneta e principi di Caserta Francesco (1594-1683), VIII duca di Sermoneta, principe di Caserta a titolo personale ex uxore Anna Acquaviva Gaetano Francesco (1656-1716), IX duca di Sermoneta, nipote del precedente Michelangelo (1685-1759), X duca di Sermoneta, III principe di Caserta fino al 1750

Duchi di Sermoneta e principi di Teano Michelangelo (1685-1759), X duca di Sermoneta, dal 1750 I principe di Teano Francesco (1738-1810), XI duca di Sermoneta, II principe di Teano Enrico (1780-1850), XII duca di Sermoneta, III principe di Teano Michelangelo (1804-1882), XIII duca di Sermoneta, IV principe di Teano Onorato (1842-1917), XIV duca di Sermoneta, V principe di Teano Leone (1869-1935), XV duca di Sermoneta, VI principe di Teano Onorato (1902-1946), XVI duca di Sermoneta, VII principe di Teano Roffredo (1871-1961), XVII ed ultimo duca di Sermoneta, VIII principe di Teano Casata estinta Caetani di Torre Cajetani Linea fondata da Giacomo detto (Iaco)Bello Caetani (1319/1323 - impiccato il 1º agosto 1360), con la divisione dei feudi paterni ottiene Filettino, Vallepietra e Torre, il condomino di Sermoneta e Bassiano col fratello Nicolò il 14-3-1338. La linea si estinse nel 1898 con la morte di Anatolio, IX conte di Torre.

La linea è conosciuta anche come "di Anagni" e "di Filettino".

Giacomo detto Iacobello Caetani (1319/1323-1360), I signore di Torre; Onorato Caetani (m. 1481), II signore di Torre; Antonio Caetani (m. 1512), III signore di Torre; Cesare Caetani (m. 1529), IV signore di Torre;