All'anagrafe Eliezer Lippa Ben Jossip David ha Cohen, era originario della Galizia. Di origine ebrea, per motivi razziali e politici trascorse i dodici anni del nazismo in esilio. Quel periodo movimentato comprese anche più di un anno imprigionato dalle autorità in Svizzera, dove tra le motivazioni si trovava inclusa quella di "danno alla neutralità [svizzera]" ("Verletzung der Neutralität"). Dopo il 1945 rimase politicamente impegnato nelle varie zone di occupazione in cui era divisa la Germania. Nel 1953 fu condannato da un tribunale militare di Berlino Est alla deportazione nell'Unione Sovietica per l'esecuzione capitale. La sua condanna fu poi commutata in un periodo di 25 anni in un campo di lavoro siberiano. Quindi, nell'ottobre 1955, fu riportato nella Germania occidentale nel contesto di un accordo tra i governi di Bonn e Mosca per il ritorno dei prigionieri di guerra tedeschi sopravvissuti. Bauer divenne in seguito consigliere del cancelliere Brandt, specializzato sulle relazioni tra le due Germanie (Ostpolitik).

Vita e carriera Primi anni Leopold Bauer nacque a Skalat, una cittadina nella Galizia orientale che a quel tempo faceva parte dell'impero austro-ungarico (oggi si trova nell'Ucraina occidentale). Suo padre era un orologiaio e un commerciante d'oro. Durante la seconda metà del diciannovesimo secolo, la popolazione di Skalat era aumentata per l'arrivo di un gran numero di ebrei scappati dai pogrom che si stavano verificando nei territori occidentali della Russia. Si stima che nel 1900 circa il 50% della popolazione della città fosse di origine ebrea. Nel luglio del 1914, allo scoppio della guerra, , la famiglia fuggì verso ovest per allontanarsi da ulteriori pogrom. Altrove si afferma semplicemente che desideravano allontanarsi dai russi che avanzavano. Finirono a Chemnitz, in Sassonia, dove Leo Bauer frequentò le scuole tra il 1919 e il 1930. Gli fu concessa la cittadinanza tedesca nel 1924 o nel 1925.

Impegno politico

A scuola, ancora quattordicenne, Bauer fu spinto da un insegnante che era membro del Partito Socialdemocratico (SPD) ad unirsi ai giovani socialisti ("Sozialistische Arbeiter-Jugend"). L'anno successivo si iscrisse al SPD. Era un periodo di rinnovata austerità economica e di intensificazione della polarizzazione politica: Bauer rapidamente si trovò coinvolto negli scontri che le organizzazioni operaie stavano affrontando. Nel 1930 la famiglia si trasferì a Berlino. Invece di trasferirsi in una nuova scuola, nel 1931-32 fu istruito privatamente. Nel 1932 superò l'esame finale di scuola (Abitur), che gli aprì la strada all'istruzione universitaria. Politicamente tendeva verso l'ala sinistra del Partito socialdemocratico e nel 1931 passò al Partito socialista operaio (Sozialistische Arbeiterpartei Deutschlands, SAP), come anche Willy Brandt, e ai comunisti nel 1932.

Università e cambio di regime Nel 1932 si iscrisse all'Università di Berlino e iniziò un corso di laurea in giurisprudenza ed economia. La sua situazione cambiò rapidamente dopo che Hitler prese il potere nel gennaio 1933 e rapidamente trasformò la Germania in una dittatura a partito unico. L'antisemitismo, che nel 1932 era stato semplicemente un espediente retorico tossico dei politici populisti, fu ora trasformato in un pilastro fondamentale della strategia del governo. Leopold Bauer fu escluso dagli studi universitari a causa della sua origini ebraiche e per il suo attivismo politico.

Durante il 1932-33 Bauer fu impiegato nell'apparato militare ("M-Apparat"), che operò in Germania fino al 1937 come ramo dell'intelligence del Partito Comunista. All'interno dell'organizzazione era conosciuto con il nome in codice "Rudi". Il partito comunista era stato preso di mira con maggiore intensità dalle autorità dalla fine di febbraio del 1933 e Bauer, ormai 21enne, era uno dei tanti compagni di partito arrestati e detenuti nel marzo del 1933. Fu internato in un campo di concentramento recentemente completato. Solo con l'aiuto di un ex compagno di scuola che si era unito alle SA riuscì a ottenere la liberazione nel giugno del 1933. L'amico fu ucciso un anno dopo, nel contesto dell'epurazione delle SA di Röhm. Bauer riprese la sua attività illegale per il M-Apparat.

Periodo nazista ed esilio Nel dicembre del 1933, usando il nome di copertura "Rudolf Katz", emigrò a Praga. Da qui, con altri compagni, gli fu ordinato dalla direzione del partito di trasferirsi nel febbraio del 1934 a Parigi dove, nel corso degli anni successivi, lavorò contro il regime nazionalsocialista in Germania. Aiutò a fondare e partecipò attivamente al "Circolo degli amici del Fronte popolare tedesco" e dal 1935 si occupò del sostegno ai rifugiati. Tra il 1936 e il 1939, ancora con sede a Parigi, fu sottosegretario dell'Alto Commissariato della Società delle Nazioni per i rifugiati tedeschi. Sia Parigi che Praga furono centri di attività politica per i comunisti tedeschi in esilio durante la metà e, nel caso di Parigi, la fine degli anni 30. Dopo l'accordo di Monaco, Leo Bauer fu rimandato a Praga dove, sempre usando lo pseudonimo di "Rudolf Katz", ebbe un ruolo centrale nell'organizzazione dell'evacuazione dei quadri del Partito comunista tedesco verso l'Inghilterra.

La guerra scoppiò nel settembre del 1939 e per la maggior parte dei parigini ci furono pochi cambiamenti nell'immediato. Non fu così tuttavia per le diverse migliaia di rifugiati politici tedeschi che avevano cercato rifugio dalla persecuzione trasferendosi a Parigi. Leo Bauer fu arrestato nel settembre del 1939 e detenuto in una serie di campi di internamento fino all'armistizio franco-tedesco del giugno 1940. Nel luglio riuscì a fuggire in Svizzera con il suo compagno di partito Paul Bertz. In Svizzera visse illegalmente sotto falsa identità come impiegato di banca a Ginevra con il nome di "Paul-Eric Perret". Divenne informatore del Partito comunista nella Svizzera occidentale e prese parte a "lavori di frontiera" che coinvolsero il confine franco-svizzero.

Bauer conobbe Noel Field nell'ottobre del 1941. Non vi è concordanza tra le fonti se Field debba essere considerato principalmente una spia americana che lavorava per minare l'Unione Sovietica o una spia sovietica che operava, durante gli anni della guerra, in Francia e Svizzera per sostenere i rifugiati ebrei comunisti e antifascisti. Ci furono altri incontri a Ginevra tra Bauer e Field tra ottobre 1941 e ottobre 1942, con Bauer che fungeva da collegamento tra Field e l'esiliato leader del Partito Comunista Paul Bertz, che si nascondeva a Berna. Le riunioni vennero evidentemente all'attenzione delle autorità svizzere e il 27 ottobre 1942 l'impiegato di banca e sospettato di spionaggio Paul-Eric Perret (nome con cui Leo Bauer era ancora noto in questo contesto) fu arrestato nella sua casa di Ginevra. Allo stesso tempo furono trovate quantità significative di materiale incriminante relativo al lavoro del suo partito. Per Bauer seguì un anno di detenzione cautelare. Fu processato e condannato nell'ottobre del 1943, ritenuto colpevole di falsificazione del passaporto, attività di spionaggio, "danno alla neutralità [svizzera]" e "attività comuniste". La condanna fu una pena detentiva di trenta mesi di cui dodici erano già stati scontati durante la detenzione cautelare. Sembra che abbia trascorso il suo tempo in detenzione cautelare e diversi mesi successivi nella prigione di Saint-Antoine, dopo di che fu trasferito nel campo di internamento di Bassecourt, recentemente creato per "detenuti politici".

Nel maggio del 1944 ottenne la scarcerazione anticipata dal campo di internamento di Bassecourt, anche se soggetto a condizionale e monitoraggio (Aufbewahrungspflicht). Nel giugno del 1944 iniziò a lavorare per il Comitato nazionale per una Germania libera, un'organizzazione che aveva le sue origini nei campi di prigionia dell'Unione Sovietica e che, durante l'ultima parte della guerra, stava estendendo la propria azione al di fuori dell'URSS. Bauer divenne il leader regionale per la Svizzera occidentale. Stabilì collegamenti con il Partito del lavoro svizzero (Partei der Arbeit der Schweiz, PdA), istituito all'inizio di quell'anno da ex membri del Partito Comunista Svizzero, messo al bando dal 1940. Divenne inoltre il segretario della Centrale Sanitaire Suisse (CSS), un'organizzazione di assistenza medica istituita sette anni prima, in origine per aiutare le vittime "internazionaliste" della guerra civile spagnola. Tra gli elementi conservatori in Svizzera è ancora considerata seriamente un'organizzazione "di sinistra" e nel 1944 si credeva che la CSS fosse strettamente allineata con il Partito Comunista.

Nella Germania del dopoguerra: zona di occupazione americana Leo Bauer tornò in Germania nel luglio del 1945. Non fece ritorno nella sua città natale Chemnitz che ora faceva parte della zona di occupazione sovietica, ma a Francoforte sul Meno, che stava diventando il principale centro militare e amministrativo della zona di occupazione americana. Qui si affermò come rappresentante a Francoforte della CSS. . Bauer ricorderà in seguito che durante questo periodo si sentì descritto da un compagno di partito come "il tipo di giovane funzionario di partito altamente ambizioso che evidentemente voleva arrivare fino ai vertici"."Der Typ eines sehr ehrgeizigen jungen KPD-Funktionärs der ganz nach oben kommen möchte." Francoforte era la città principale nel nuovo stato dell'Assia. Con i due terzi occidentali rimanenti della Germania divisi in quattro zone di occupazione militare separate, Bauer combatté con entusiasmo per una "Germania democratica antifascista" unificata. Dalla prospettiva comunista di Bauer quell'ambizione fallì (tranne nella zona di occupazione sovietica) perché i negoziati per fondere il Partito Socialista Unificato con il Partito Socialdemocratico fallirono. Verso la fine degli anni '40 Leo Bauer emerse come una figura di spicco nel gruppo dirigente del Partito Comunista regionale e come uno dei più importanti politici dell'Assia, sebbene fosse anche troppo facile generare diffidenze, anche tra i compagni di partito. Leo Bauer non fece mai alcun tentativo per presentarsi come un "tipico" funzionario di partito comunista: curava il suo vestiario e si presentava sicuro di sé e cosmopolita. Era felice di discutere con persone di diversi paesi, diversi partiti e di una vasta gamma di ambienti sociali. ciò è dovuto al fatto che gran parte del suo esilio dalla Germania nazista lo aveva trascorso a Parigi ed a Ginevra, città intellettualmente dinamiche e aperte. Ma i trenta uomini che erano volati a Berlino il 30 aprile 1945 con un programma accuratamente perfezionato di ricostruzione nazionale per la Germania avevano vissuto per dodici anni a Mosca durante gli anni più oppressivi della dittatura di Stalin. Il volto pubblico della squadra di leader politici tedeschi nella zona di occupazione sovietica era Walter Ulbricht.