Biografia Pochissime sono le fonti biografiche che possediamo su Borsini. Nel 1822, Carlo Gervasoni lo chiama Lorenzo Borzini e lo descrive un mirabile conoscitore dell'armonia (allievo di Paolo Salulini, a cui succedette come maestro di cappella del duomo di Siena nel 1780, e maestro di Deifebo Romagnoli), rammaricandosi del suo suicidio nel 1786. Rinaldo Morrocchi, nel 1886, lo chiama Luigi Borsini, e lo tratteggia come un malato mentale, morto suicida dopo essere sopravvissuto a un precedente tentativo di darsi morte pochi anni prima, si dice per «questioni avute coi suoi sottoposti». Morrocchi lo dice cantante (nel 1757 interprete a Siena in un Demofoonte) e conferma la sua carica di maestro di cappella del Duomo dal 1780 come successore di Salulini. Inoltre, informa sulla sua musica sacra, che viene detta estrosa e profonda (soprattutto l'ultima messa e un Magnificat). A nome Lorenzo (più raramente Luigi) Borsini sopravvivono oggi alcune composizioni sacre conservate a Siena, all'Opera MetropolitanaSergio Balestracci, I fondi musicali senesi dell'Archivio dell'Opera del Duomo e della Biblioteca degli Intronati, in Giulia Giovani (a cura di), Fonti musicali senesi. Storie, prassi e prospettive di ricerca, Siena, Accademia senese degli Intronati, 2018, pp. 171-186. e nei fondi Provenzano e Pieri della Biblioteca degli Intronati. Nel 1991, Antonio Mazzeo ha curato un'edizione moderna della messa e del Magnificat citate da Morrocchi..
Note
Bibliografia
Edizione a cura di Luciano Banchi con nota biografica dell’autore di Raffaello Lapi. Ristampa anastatica: Bologna, Forni, 1969
Sergio Balestracci, I fondi musicali senesi dell'Archivio dell'Opera del Duomo e della Biblioteca degli Intronati, in Giulia Giovani (a cura di), Fonti musicali senesi. Storie, prassi e prospettive di ricerca, Siena, Accademia senese degli Intronati, 2018, pp. 171-186.
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