Nelle sue opere descrisse la realtà sociale dell'impero zarista nella seconda metà del XIX secolo.
Biografia Nacque da un impiegato (figlio di un prete) e da una nobile russa il 16 febbraio 1831 a Gorochovo, località sita nel governatorato di Orël. Allevato nella casa dei ricchi zii materni dopo essere rimasto orfano di padre in tenera età, abbandonò a sedici anni la scuola, dopo un iter scolastico caratterizzato da scarso impegno e altrettanto scarso profitto, a causa dell'improvviso impoverimento dei parenti.
Fortemente avverso allo studio sistematico, maturò nel corso degli anni una accentuata ostilità verso l'ambiente intellettuale. Lavorò dapprima come copista nel tribunale di Orël con la qualifica di aiuto cancelliere, in seguito passò a Kiev nell'amministrazione delle finanze e, grazie all'esperienza conseguita nei suoi viaggi attraverso la provincia russa, nel 1860 scrisse alcuni brevi saggi di critica sociale (sull'alto prezzo del Vangelo, sull'alcolismo, sulla polizia, ecc.).
Nel 1861 si trasferì a Pietroburgo dove divenne collaboratore di varie riviste di divulgazione popolare. Nel 1862, dopo che numerosi incendi erano scoppiati in varie parti della città, scrisse un articolo nel quale alluse ad una presunta colpevolezza degli studenti nichilisti. Ciò gli alienò il favore dei circoli di avanguardia progressisti della capitale, che lo accusarono di essere al soldo della polizia.
L'articolo da lui scritto e le sue prime opere furono infatti interpretate univocamente come conservatrici e filo-ortodosse; ciò gli valse la benevolenza degli ambienti aristocratici e della corte, dai quali Leskov ottenne una sinecura al Ministero dell'Istruzione e, successivamente, un impiego nel consiglio pedagogico. Ritiratosi in pensione, morì di infarto il 5 marzo 1895 a Pietroburgo.
Analisi Prosa
La grande peculiarità della prosa di Leskov risiede senza dubbio nell'uso dei dialoghi che seguono la tecnica dello skaz, discorsi diretti improvvisati conditi con volute sciatterie e contaminati da linguaggio popolare e gerghi professionali, che dava a questa una genuina immediatezza. L'autore infatti fa derivare le proprie opere direttamente dalla tradizione orale e come tale, cerca di tenere vivo l'interesse dei lettori con continui scambi di battute in prima persona.
La sua abilità in tale metodo gli valse l'elogio di Gor'kij, che lo definì "il mago della parola". Risentono tuttavia di questa impostazione le descrizioni dei personaggi che riescono vivi e formati solo quando l'autore ce li presenta nella loro immediatezza, senza un piano prestabilito e senza tener conto dello sviluppo futuro del racconto: in particolare le figure degli intellettuali risultano piatte, monodimensionali anche perché Leskov, non frequentandoli, non riesce a descriverli compiutamente.
Pur iniziando la sua carriera letteraria con articoli e romanzi in cui espone le sue tesi politiche e sociali, la sua produzione migliore fu senza dubbio quella che ha per oggetto la povera vita degli abitanti della provincia russa. Infatti, quando descrive i soggetti dello strato popolare che fanno da sfondo alla narrazione (contadini, vagabondi, prostitute, preti e mercanti), Leskov, al pari di Turgenev, sfugge dall'atteggiamento esteriore di pietà aristocratica tipica della contemporanea produzione letteraria umanitaria, per tentare di recuperare dall'interno, attraverso le sue strutture di pensiero e di linguaggio, il materiale umano dei suoi racconti. Ispirò numerosi scrittori, tra i quali si può citare Gusev-Orenburgskij.
Poetica Leskov è uno scrittore che difende i valori ortodossi, e questo caratterizzò la sua fortuna a livello sociale; ma è anche uno scrittore che, nel corso della sua esperienza artistica, scopre di non volersi piegare alla religione del suo tempo, che ritiene immeschinita e imborghesita, puntando bensì a una religiosità di tipo eroico, quella degli eroi popolari cantati nelle "byliny".
E da ciò sorge la consapevolezza che i tempi non la consentono più, che chiunque si batta per questi è destinato a una figura donchisciottesca che ha fatto, insieme alla forma diretta e immediata della sua scrittura, la fortuna dell'autore nella Russia ottocentesca.
Opere principali 1863 - Il pecorone (Овцебык) trad. Margherita Silvestri-Lapenna, in La donna bellicosa, Torino: Slavia, 1929 trad. Bruno Del Re e Ettore Lo Gatto, Milano: Bompiani, 1965 trad. Piero Cazzola, Torino: Frassinelli, 1946; Milano: La vita felice, 1996 1864 - Non c'è via d'uscita (Некуда) 1865 - Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk (Леди Макбет Мценского уезда) trad. Anjuta Gancikov Chapperon e Piero Cazzola, in Novelle, Torino: Utet, 1969 trad. Vittoria De Gavardo, Firenze: Passigli, 1987 trad. Laura Brandolini, Milano: Polena, 1989 trad. Margherita Crepax, Milano: Anabasi, 1994 trad. Rosa Molteni Grieco, Nardò: Besa, 2007 1866 - Gli isolani (Островитяне) trad. Piero Cazzola, Bologna: CLUEB, 1986 1868] - La donna bellicosa (Воительница) trad. Margherita Silvestri- Lapenna, Torino: Slavia, 1929 trad. Giulia Baselica, Latina: L'argonauta, 1998 1869 - Tempi antichi nel villaggio di Plodomasovo (Старые годы в селе Плодомасове) trad. Margherita Silvestri-Lapenna, Lanciano: Carabba, 1930 trad. Margherita Lapenna Silvestri: La Vita Felice, 2013, ISBN 9788877993793 1871 - Ai ferri corti (На ножах) 1872 - I parrocchiani o Coloro che attendono il moto delle acque o I preti di Stàrgorod. Cronaca, trad. Sergio Molinari, Milano: BUR-Rizzoli, 1962 I preti della cattedrale, trad. Luigi Vittorio Nadai, Milano: Frassinelli, 1998 I preti di Stargorod, trad. Ettore Lo Gatto, Roma: Castelvecchi, 2016 1873 - Il viaggiatore incantato (Очарованный странник) trad. Domenico Ciampoli, 1898 trad. Bruno Del Re, Milano: Bompiani, 1942 trad. Tommaso Landolfi, Torino: Einaudi, 1967; poi Milano: Adelphi, 1994 trad. Anjuta Gancikov Chapperon e Piero Cazzola, in Novelle, Torino: Utet, 1969 trad. Ettore Lo Gatto, in Romanzi e racconti, Milano: Mursia, 1961; poi da solo Milano: Garzanti, 1973; poi in Carlo Ossola (a cura di), Gli angeli custodi, Torino: Einaudi, 2004 trad. Luigi Vittorio Nadai, Milano: Garzanti, 1996 trad. Danilo Cavalon, Roma: La Repubblica, 2004 trad. Bruno Osimo, Milano: Bruno Osimo, 2020 1873 - L'angelo sigillato (Запечатленный ангел) trad. Bruno Del Re e Ettore Lo Gatto, Milano: Bompiani, 1961 trad. Anjuta Gancikov Chapperon e Piero Cazzola, in Novelle, Torino: Utet, 1969 trad. Ettore Lo Gatto, Milano, Garzanti, 1973 trad. Sergio Rapetti, Gardolo di Trento: Reverdito, 1988 trad. Luigi Vittorio Nadai, Milano: Garzanti, 1996 trad. Bruno Osimo, Milano: Mondadori, 1999 trad. Bruno Osimo, in L’angelo sigillato. L’ebreo in Russia, Milano: Bruno Osimo, 2020. 1874 - Una famiglia decaduta (Захудалый род) trad. Dante Di Sarra e Leo Longanesi, Milano: Longanesi, 1946 trad. Flavia Sigona, Roma: Fazi, 1996 1875 - Agli estremi limiti del mondo (На краю света) con il monastero dei cadetti, Roma: Coletti, 1988 1877 - Il pope non battezzato (un avvenimento incredibile) (Некрещеный поп) a cura di Janna Petrova e Alberto Meschiari, Latina: L'argonauta, 1993 1878 - Le piccolezze della vita episcopale (Мелочи архиерейской жизни) 1879 - Sceramúr, il folle per amor del ventre (Шерамур) trad. Alfredo Polledro, in Il brigante di Ascalona, Lanciano: Carabba, 1927 1880 - Le montagne 1880 - Golovan l'immortale (Несмертельный Голован) trad. Claudia Piovene Cevese, Milano: Tranchida, 1993 1880 - Il brigante d'Ascalona (un avvenimento nel carcere di Erode) trad. Alfredo Polledro, Lanciano: Carabba, 1927 1880 - Gli stratagemmi degli ebrei (Жидовская кувырколлегия) 1881 - Lo spirito di Mme de Genlis (Дух госпожи Жанлис) trad. Francesco Fantasia in Lo scacciadiavoli, Roma: Lucarini, 1988 1881 - Il mancino (storia del fabbro mancino e strabico di Tula e della pulce d'acciaio) (Левша) trad. Piero Cazzola, Torino: Frassinelli, 1946; poi Torino: Paravia, 1961 trad. Anjuta Gancikov Chapperon e Piero Cazzola, in Novelle, Torino: Utet, 1969 trad. [Bruno Osimo], in Il pellegrino incantato Il mancino, Milano: Bruno Osimo, 2020 1882 - Un fantasma nel castello degli ingegneri (Привидение в Инженерном замке) trad. Francesco Fantasia in Lo scacciadiavoli, Roma: Lucarini, 1988 trad. Giovanna Zucconi, Latina: L'Argonauta, 1996
1883 - La belva (Зверь) trad. Piero Cazzola, Torino: Frassinelli, 1946; poi Milano: La vita felice, 1996 trad. Ettore Lo Gatto, in Il viaggiatore incantato, Milano: Bompiani, 1965 1883 - Il vero artista o L'artista del toupet (Тупейный художник) trad. Margherita Silvestri-Lapenna, in La donna bellicosa, Torino: Slavia, 1929 trad. Lia Sellerio Domenici, Palermo: Sellerio, 1983 1884 - L'ebreo in Russia (Еврей в России) trad. Bruno Osimo, in L'angelo suggellato, Milano: Mondadori, 1999 trad. Bruno Osimo, in L’angelo sigillato. L’ebreo in Russia, Milano: Bruno Osimo, 2020. 1887 - L'uomo sugli orologi (Человек на часах) 1887 - Gli apocrifi della vita 1887 - La rapina (Грабеж) trad. Piero Cazzola, Torino: Utet, 1985 1888 - La bella Aza (Прекрасная Аза) 1889 - Figura (Фигура) 1891 - Lo stupidello trad. Ettore Lo Gatto, in Romanzi e racconti, Milano: Mursia, 1961; poi in Carlo Ossola (a cura di), Gli angeli custodi, Torino: Einaudi, 2004 1894 - Il nascondiglio delle lepri (Заячий ремиз) I racconti dei "giusti", trad. Piero Cazzola, Torino: Utet, 1981; Milano: TEA, 1988 Il segreto dell'alfiere, trad. Giorgio Lussi e Alfredo Pitta, Milano: Sonzogno, 1933 Il meglio, trad. Dante Sarra, Leo Longanesi, Vittoria De Gavardo, Milano: Longanesi, 1953 Romanzi e racconti, a cura di Ettore Lo Gatto, Milano: Mursia, 1961 Tre giusti, trad. Paolo Nori, Milano: Marcos y Marcos, 2016
Bibliografia Ettore Lo Gatto, «LESKOV, Nikolaj Semenovič». In: Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti, Vol. XXI, Roma: Istituto Giovanni Treccani, 1934 Walter Benjamin, Il narratore: considerazioni sull'opera di Nikolaj Leskov, a cura di Alessandro Baricco; traduzione di Renato Solmi, Torino, Einaudi, 2011, ISBN 8806206524, ISBN 9788806206529
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