Il volo Ukraine International Airlines 752 è stato un collegamento aereo di linea tra Teheran (OIIE) in Iran e Kiev (UKBB) in Ucraina. L'8 gennaio 2020 il Boeing 737-800, con codice di registrazione UR-PSR, è stato abbattuto pochi minuti dopo il suo decollo dall'aeroporto Internazionale di Teheran-Imam Khomeini, uccidendo i 176 passeggeri a bordo, fra cui i 9 componenti dell'equipaggio. Tale avvenimento lo pone tra i più gravi incidenti in territorio iraniano dopo quello del volo Iran Air 655 abbattuto dall'incrociatore statunitense USS Vincennes il 3 luglio 1988 (290 vittime) e dell'incidente delle guardie della rivoluzione islamica avvenuto il 19 febbraio 2003 (275 vittime). È anche il primo incidente della compagnia Ukraine International Airlines.

Il contesto L'incidente è avvenuto nel corso di una crisi diplomatica tra Iran e Stati Uniti d'America, culminata qualche giorno prima con l'uccisione a Baghdad del generale Qasem Soleimani da parte di un aeromobile a pilotaggio remoto statunitense. L'11 gennaio 2020, dapprima il presidente iraniano Hassan Rouhani con un laconico comunicato su Twitter Hassan Rouhani on Twitter: «Armed Forces’ internal investigation has concluded that regrettably missiles fired due to human error caused the horrific crash of the Ukrainian plane & death of 176 innocent people. Investigations continue to identify & prosecute this great tragedy & unforgivable mistake. #PS752»., cui ha fatto seguito, con una conferenza stampa, il comandante generale della Forza aerospaziale del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, il generale di brigata Amir Ali Hajizadeh, hanno infine ammesso di aver abbattuto per errore il velivolo ucraino, scambiandolo per un mezzo militare ostile (missile da crociera) dopo giorni di tergiversazioni e a seguito di pressioni internazionali canadesi ed ucraine sulla vicenda.

La crisi diplomatica si è estesa alla Gran Bretagna poiché l'ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire, è stato arrestato dalla polizia locale dopo aver partecipato ad una veglia di preghiera proprio per le vittime del volo UIA 752; l'ambasciatore ha riferito di essersi recato alla veglia per omaggiare le vittime tra le quali tre cittadini britannici, ma di essersi immediatamente allontanato quando sono iniziati canti di protesta, nondimeno è stato bloccato mentre era già diretto all'ambasciata e trattenuto per mezz'ora. In seguito alle proteste oltre 30 dimostranti sono stati arrestati e si parla di uso di armi contro di loro, nonostante le autorità parlino di "tolleranza verso dimostrazioni legali". La vicenda ha generato reazioni nel giornalismo iraniano; tre donne in diversi ruoli nella rete pubblica iraniana Irib e in altre testate hanno dato le dimissioni con frasi come "Scusatemi, ho mentito per 13 anni", ed agenzie danno come causa scatenante proprio la censura imposta ai media relativamente alla vicenda dell'abbattimento, e reazioni simili si sono manifestate in vari settori della società iraniana.

L'incidente

Il volo era operato dalla Ukraine International Airlines, compagnia di bandiera e maggiore compagnia aerea dell'Ucraina. Partendo dall'aeroporto Internazionale Imam Khomeini della capitale iraniana Teheran, l'aereo avrebbe dovuto raggiungere l'aeroporto di Kiev-Boryspil' della capitale ucraina Kiev. L'aereo trasportava 176 persone, tra cui nove membri dell'equipaggio e quindici bambini.

Il volo 752 è decollato dalla pista 29R con un'ora di ritardo rispetto all'orario previsto, alle 06:12:08 ora locale (UTC+3:30), e doveva atterrare a Kiev alle 08:00 ora locale (UTC+2:00). Tra le 06:14:17 e le 06:14:45, l'aereo ha virato dalla direzione di decollo di 289° alla direzione 313°, seguendo la sua rotta pianificata.

Secondo i dati, l'ultima altitudine registrata dell'aereo era di sopra il livello medio del mare con una velocità al suolo di 275 nodi. L'aeroporto si trova a sopra il livello medio del mare e il terreno intorno a Parand e al luogo dell'incidente si trova circa più in alto, a . Il volo stava salendo a poco meno di 15 metri al secondo (3.000 ft/min) quando la registrazione dei dati di volo si è interrotta bruscamente vicino all'estremità settentrionale di Enqelab Eslami Boulevard a Parand.

L'analisi di alcuni video effettuata dal New York Times ha mostrato che l'aereo è stato colpito quasi immediatamente dal primo dei due missili a corto raggio (che ha messo fuori uso il transponder) lanciati a distanza di trenta secondi l'uno dall'altro dall'IRGC, e che l'aereo ha mantenuto la sua traiettoria, mentre il secondo missile è stato lanciato 23 secondi dopo, dopo di che ha virato a destra ed è stato visto scomparire in fiamme. Gli investigatori ucraini ritenevano che i piloti fossero stati uccisi all'istante dalle schegge del missile esploso vicino alla cabina di pilotaggio. Tuttavia, un'analisi del registratore vocale della cabina di pilotaggio ha indicato che per almeno 19 secondi dopo il primo attacco, tutti e tre i membri dell'equipaggio hanno continuato a tentare di pilotare l'aereo.

L'ultimo dato ADS-B ricevuto è stato alle 06:14:57, meno di tre minuti dopo la partenza, dopodiché la traccia dell'aereo è stata registrata solo dal radar primario. I suoi ultimi secondi sono stati ripresi in diverse registrazioni video. L'aereo si è schiantato nei campi ai margini del villaggio di Khalajabad, 15 chilometri a nord-ovest dell'aeroporto, e a circa 16 chilometri a Est-Nord Est dell'ultimo attacco missilistico, circa sei minuti dopo il decollo.

Poco dopo l'incidente, i soccorritori arrivarono con 22 ambulanze, quattro autobus e un elicottero, ma gli intensi incendi impedirono i tentativi di salvataggio. I rottami erano sparsi in un'ampia area e non sono stati trovati sopravvissuti. L'aereo è stato completamente distrutto al momento dell'impatto.

Tutti i 176 passeggeri e i 9 membri dell'equipaggio hanno perso la vita. È il secondo peggior incidente aereo coinvolgente un Boeing 737 Next Generation, secondo solo al volo Jeju Air 2216 e il terzo dell'intera famiglia del Boeing 737 dopo il volo Lion Air 610 e il già citato volo Jeju Air 2216.

Le indagini

Le autorità iraniane alle quali l'ICAO assegna l'autorità a condurre le investigazioni in un primo momento hanno annunciato che non avrebbero consegnato le scatole nere alle autorità statunitensi del National Transportation Safety Board (NTSB) o alla Boeing, casa costruttrice del velivolo. Le scatole nere erano state, secondo dichiarazioni di Ali Abedzadeh, direttore dell'Organizzazione dell'aviazione civile iraniana, danneggiate nell'urto; sempre secondo Abedzadeh l'aereo volava a quota diretto a ovest, quando ha virato per rientrare all'aeroporto di partenza.

Nell'immediatezza e nei giorni successivi sono state formulate varie ipotesi sul probabile abbattimento del velivolo a causa di uno o più missili, vista la tempistica che si colloca poco dopo le 02:42 UTC, alcune ore dopo l'inizio dell'attacco missilistico iraniano a due basi statunitensi in Iraq. Anche le autorità ucraine dopo una iniziale aderenza all'ipotesi di guasto ai motori, hanno cambiato l'atteggiamento ufficiale in una attesa delle risultanze dell'inchiesta che "non escludeva missili e neanche terrorismo"; l'inchiesta peraltro avrebbe visto la partecipazione di alcuni tecnici ucraini.

Dopo le iniziali varie voci sempre più insistenti e le successive affermazioni di fonti accreditate da parte USA, canadesi e britanniche sull'abbattimento dell'aereo con un missile da parte iraniana, probabilmente un SA-15 di fabbricazione russa, l'Ucraina ha chiesto di poter inviare dei suoi tecnici a cercare dei frammenti di missile tra i rottami, e l'Iran ha invitato la Boeing a partecipare alle indagini pur confermando decisamente di smentire le ipotesi di abbattimento.

L'11 gennaio, le forze armate iraniane hanno rilasciato un comunicato in cui ammettevano l'errore umano dietro lo schianto del velivolo, colpito da un loro missile. Fonti iraniane hanno rivelato che era stata la guida suprema Ali Khamenei ad ordinare la divulgazione delle vere cause del disastro. Il generale Amir Ali Hajizadeh si è preso la piena responsabilità dell'accaduto, mentre il ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif ha accusato gli Stati Uniti d'America di essere la causa indiretta della tragedia, per il clima di tensione generatosi in seguito all'uccisione del generale Soleimani. In ogni caso, l'assunzione di responsabilità da parte iraniana, posteriore alla diffusione di concrete e pesanti prove da parte di varie fonti, ha innescato una serie di proteste di piazza da parte degli studenti al grido di "Abbasso i bugiardi" e "morte al dittatore", complice anche il fatto che molti degli iraniani e canadesi con doppio passaporto presenti sul volo abbattuto erano giovani emigrati dal paese.

Già alcune analisi del 9 gennaio avevano evidenziato come la traiettoria dell'aereo lo avrebbe portato sopra una base di addestramento di un gruppo operazioni speciali dei Pasdaran a Shahrabad-e Ilat, e rilevato come tra questa e l'aeroporto Imam Khomeini da cui era partito il volo fosse dislocata una batteria di missili antiaerei Tor-1; foto con residui di testate di questo tipo di missile erano già state pubblicate il 12 gennaio 2020 ma in attesa di conferma sulla loro veridicità e geolocalizzazione; le ammissioni iraniane in merito non specificavano il tipo di missile; un nuovo video di una telecamera di sicurezza ha rivelato il lancio di due missili piuttosto che uno come valutato inizialmente mentre l'autore del video precedentemente diffuso tra i media era stato arrestato dalle Guardie Rivoluzionarie; secondo le fonti ufficiali i missili sarebbero stati lanciati perché l'aereo era stato scambiato per un missile da crociera.

Il 20 gennaio, l'Iran ha ribadito ufficialmente l'intenzione di non consegnare le scatole nere in quanto intenzionato ad analizzarle presso proprie installazioni, e ha dichiarato che comunque, se fosse stato deciso di spedirle all'estero, la scelta sarebbe ricaduta su Ucraina o Francia.

Il 2 febbraio, un canale televisivo ucraino ha trasmesso una registrazione delle comunicazioni tra un pilota di un volo di Iran Aseman Airlines e un controllore del traffico aereo iraniano. Il pilota avrebbe riferito (in persiano) di aver visto un lampo simile all'esplosione di un missile in cielo. Dopo la fuga di notizie, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che le nuove prove dimostravano che l'Iran era ben consapevole fin dai primi momenti che l'aereo era stato abbattuto da un missile. Per questo motivo, il giorno seguente, l'Iran ha interrotto la cooperazione con l'Ucraina nelle indagini sul disastro.

Il 5 febbraio, il Canada ha esortato l'Iran a inviare il registratore di dati di volo e il registratore vocale di cabina in Francia. L'Iran ha rifiutato.

Il 15 febbraio, l'Iran ha ripreso a cooperare con l'Ucraina nelle indagini sul disastro, concordando dove sarebbero stati inviati i registratori di volo per l'analisi.

Il 12 marzo, l'Iran ha accettato di consegnare le scatole nere all'Ucraina. Tuttavia, la pandemia COVID-19 ha ritardato indefinitamente la consegna, che a maggio non era ancora avvenuta.

Il 23 agosto 2020 il governo iraniano ha ammesso, dopo la decriptazione dei dati contenuti nelle scatole nere, che l'aereo era stato abbattuto da due missili Tor-1 a distanza di 25 secondi l'uno dall'altro; è stato inoltre ammesso l'errore umano da parte della base militare iraniana che fece partire i due missili, affermando che pensavano si trattasse di un missile da crociera. I dati registrati delle scatole nere sono, alla fine, stati inviati a tutti i paesi di origine dei passeggeri deceduti durante il volo (personale compreso).

L'8 gennaio 2021, primo anniversario dell'abbattimento, l'Ucraina e diversi altri Paesi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui richiedevano all'Iran un'indagine approfondita, ribadendo la necessità di perseguire chiunque sia coinvolto e di fornire un risarcimento completo.