Lestrema destra, nota anche come ultradestra, è un termine utilizzato per definire una varietà di movimenti politici, ideologie e partiti che si collocano più a destra dello spettro politico rispetto alla destra politica convenzionale. Il concetto è emerso nel linguaggio politico francese e inizialmente indicava, fino al XIX secolo, le posizioni più regaliste e reazionarie, spesso associate al sostegno per la dinastia dei Borbone.. In contrasto, l'estrema sinistra storica comprendeva coloro che si dichiaravano più liberali o repubblicani.. In Europa, degli esempi di movimenti di estrema destra del diciannovesimo secolo includono gli Ultra-Tories nel Regno Unito e l'Action Française in Francia, oggi ancora esistente, oppure l'Associazione Nazionalista Italiana, in Italia, la quale divenne subito uno dei primi movimenti dell'estrema destra italiana.
Con l'avvento del fascismo, l'estrema destra acquisì tratti decisamente più populisti, abbandonando le vecchie tendenze elitiste. Ciò portò diversi autori a parlare di "estrema destra delle masse" per distinguerla dalla destra dell'Ancien Régime.. Questa nuova estrema destra metteva maggiormente in risalto il nazionalismo e/o il razzismo per raggiungere un sentimento collettivo di unità nazionale. Il nazionalsocialismo di Adolf Hitler, ispirato al "socialismo prussiano" (Preussentum und Sozialismus) di Oswald Spengler., rappresentò un esempio significativo delle politiche di odio razziale e pulizia etnica portate alle estreme conseguenze: il genocidio del popolo ebraico.
Sebbene parte della nuova estrema destra, nell'ambito del Partito Nazionalsocialista () non fu ostile verso i gruppi reazionari, ma assorbì tra i suoi membri il Partito Popolare Nazionale Tedesco (), reazionario, monarchico e nazionalista., ed inoltre intrattenne rapporti con alcuni esponenti dell'alta nobiltà decaduta tedesca, i quali entrarono a far parte del partito dal 1925 fino alla resa del Terzo Reich, la nuova "estrema destra" emersa dalle categorie ideologiche del Novecento fu sempre orientata in senso piuttosto populista (spesso addirittura apertamente socialista, in senso nazionale), oltre che tendenzialmente anti-monarchico (è il caso del nazismo e dello stesso fascismo italiano prima e dopo il compromesso con la monarchia italiana). Addirittura molti dei principali esponenti della resistenza anti-nazista in Germania (soprattutto in ambito militare, come nel caso del fallito attentato del 20 luglio 1944) furono aristocratici e monarchiciGerhard Ritter, I cospiratori del 20 luglio 1944. Carl Goerdeler e l'opposizione antinazista. Torino: Einaudi, 1963..
Occorre inoltre notare che le radici del suprematismo razziale dell'estrema destra, derivate dall'obsoleta teoria del razzialismo, precedono il fascismo e il nazismo.. Basti pensare ad esempi storici come gli Stati Confederati d'America (1861-1865) che sostenevano la superiorità di alcuni gruppi etnici, come gli Europei e i Cherokee, sulle popolazioni di origine africana. Allo stesso modo del primo Ku Klux Klan (1865-1872), il quale, come gli schiavisti confederati, credeva che i neri fossero discendenti di Canaan e quindi destinati alla subordinazione per volere divino..
Nei Paesi in cui, per ragioni storiche o demografiche, le politiche razziste non erano attuabili, l'estrema destra assunse forme incentrate sull'uniformità culturale e religiosa della nazione. Un esempio di questo fenomeno sono gli integralisti brasiliani nell'America meridionale; sebbene alcuni esponenti fossero antisemiti, gli integralisti presero le distanze dal nazismo perché Plínio Salgado credeva che ogni persona, indiscriminatamente dalla razza, dovesse unirsi sotto la bandiera dell'Integralismo.. Un altro esempio significativo di estrema destra in America Latina è stato rappresentato dai sostenitori della dittatura di Augusto Pinochet in Cile (1973-1990), noti come pinochetisti, famosi per il loro anticomunismo radicale e le persecuzioni politiche ad opera delle squadre della morte..
In generale, l'estrema destra rappresenta un'ampia gamma di movimenti politici caratterizzati da ideologie ultranazionaliste, reazionarie ed identitarie. Sebbene esistano variazioni significative all'interno di questa collocazione politica, l'estrema destra è spesso associata a posizioni xenofobe, scioviniste, nativiste, autoritarie, anticomuniste e social-conservatrici.Fascism and Nazism:
alt-right, white supremacy:
Ultranationalist, racist, homophobic, xenophobic ecc.:Ethnic persecution, forced assimilation, cleansing, ecc.:
Traditional social institutions:
.Nationalism:
Anti-communism:
Nativism and authoritarianism: Gli Stati Uniti d'America presentano una forma unica di estrema destra, che comprende sia la già menzionata estrema destra suprematista bianca (neonazisti e Ku Klux Klan), sia un'estrema destra tradizionalista e antigovernativa che si focalizza sulla fervente difesa del capitalismo di libero mercato che comprende filoni della destra del libertarismo e del paleoconservatorismo. In questa definizione secondaria cadono i gruppi del movimento della milizia come gli Oath Keepers e i Three Percenters o la realtà del movimento dei cittadini sovrani...
Alcuni gruppi e movimenti adottano posizioni più radicali e estreme rispetto ad altri. Ad esempio, mentre alcuni partiti di estrema destra possono essere più moderati e partecipare al processo politico democratico (destra radicale), altri adottano posizioni più estreme, come le ideologie neonaziste o neofasciste. Esistono più metodi per la loro classificazione, come la scala di Leonard W. Ferguson, il diagramma di Hans Eysenck, il modello a due assi dei valori politici di Milton Rokeach, etc., ma nessuno di questi è universalmente accettato; c'è però un consenso generale nell'identificare il fascismo e il nazismo come ideologie di estrema destra. La posizione di coloro che sostengono che "estrema sinistra" e "estrema destra" non siano estremi opposti è conosciuta come "teoria del ferro di cavallo".
Definizioni La definizione non rigorosa di estrema destra, variabile anche a seconda dell'area geopolitica, rende oggetto di dibattito sia la dimensione di essa sia il numero di movimenti e partiti a essa ascrivibili. Molti di questi, inoltre, rifiutano tale qualifica giudicandola denigratoria e/o pregiudizievole. L'aggettivo estrema, che potrebbe richiamare il sostantivo "estremismo", è respinto da alcuni movimenti considerandolo come un'etichetta arbitraria, a loro assegnata dagli avversari politici per oscurarne le proposte.
La larga maggioranza di questi movimenti cavalca sentimenti popolari di opposizione all'immigrazione, definendola come una conseguenza di un eccesso di solidarismo propugnato da ideologie di sinistra o come uno strumento delle classi liberiste per introdurre un nuovo capitale umano sul territorio. Agli occhi dei seguaci di questi movimenti l'immigrazione non solo sottrarrebbe posti di lavoro ma intaccherebbe in varie forme lo stipendio medio della popolazione e porterebbe, inoltre, degrado sociale e delinquenza.
Gli aspetti ideologici su cui questi movimenti si fondano portano a volte al rifiuto, più o meno parziale, dei valori democratici (come per esempio il parlamentarismo) perché considerati corrotti e inadeguati e spesso soggetti all'ingerenza di poteri extranazionali come i gruppi di pressione, la NATO, l'Unione europea e l'ONU. Essi infatti prediligono forme di partecipazione come lo Stato organicoRutilio Sermonti, Lo Stato organico, unica democrazia seria.Julius Evola, Lo Stato organico. Scritti sull'idea di Stato 1934-1963. che sarebbe capace di integrare il volere popolare a un forte potere centrale. In nome del bene comune tali movimenti si oppongono a qualsiasi forma di società segreta, da quelle massoniche a quelle legate alla delinquenza organizzata. Dichiaratamente antisionista (non sempre), alcune frange minoritarie dell'estrema destra hanno riproposto a più riprese le teorie del complotto massone-giudaico pansionista che vede come protagonisti numerosi personaggi dell'alta finanza appartenenti al mondo ebraico.
Alcuni movimenti affermano che il termine "estrema destra" sia ambiguo e utilizzato sia dai commentatori politici sia dai partiti maggioritari per classificare un gran numero di formazioni politiche che ben poco hanno in comune, si collocano in posizioni contrapposte rispetto a certi argomenti e provengono da storie politiche diverse (ad esempio guardando all'estrema destra francese
Interpretazioni politologiche I politologi hanno variamente interpretato la categoria dell'estrema destra. Da un lato la scuola marxista ha tradizionalmente visto questi partiti come una diretta continuazione del fenomeno fascista, anche se alcuni autori hanno accettato l'uso del termine "estrema destra" come intermedio tra il fascismo e la destra tradizionale. Seguendo la tradizionale interpretazione marxista del fenomeno, tali partiti vengono visti come una varietà estrema della destra, di cui condividerebbero elementi come il capitalismo, i valori morali conservatori e l'anticomunismo. Viene inoltre spesso sottolineato l'elemento della violenza politica e i collegamenti con le ali più radicali dei partiti della destra tradizionale..
Tale interpretazione è stata tradizionalmente fortemente criticata dalla scuola liberale e conservatrice, che ha invece dato vista a un'interpretazione basata sulle categorie del totalitarismo e dell'estremismo, che accomunerebbero i partiti, di destra e sinistra, ostili alla democrazia. Questa teorizzazione è stata a sua volta criticata da sinistra per l'equivalenza che fa tra partiti di destra radicale e di sinistra radicale, oltre che per il possibile uso polemico del termine e per la definizione limitata..
Una terza interpretazione, detta la teoria della "modernizzazione", ha invece visto la nuova estrema destra nata negli anni Ottanta come una reazione ai cambiamenti sociali in corso a partire da quel periodo: liquefazione della società, ritiro dello stato sociale, immigrazione. L'estrema destra sarebbe quindi un fenomeno che nascerebbe dagli sconfitti di questo processo. Alcuni tra questi autori hanno inoltre sostenuto come essa sia una "contro-rivoluzione" silenziosa in risposta alla rivoluzione postmateriale (teorizzata da Inglehart) nata dagli anni Settanta con i partiti della sinistra ecologista e libertaria..
Una quarta interpretazione infine sottolinea le affinità proprio tra l'estrema destra odierna e la sinistra postmateriale, sostenendo che esse siano due facce dello stesso fenomeno. Anche questi autori vedono un legame tra queste due famiglie e il processo di globalizzazione. Alcuni sostengono che la sinistra libertaria ed ecologista sia espressione dei "vincitori" del processo, o almeno di coloro che si percepiscono come tali, mentre l'estrema destra dagli sconfitti del medesimo processo (o almeno da coloro che così si autodefiniscono). Altri invece sostengono la nascita di un vero e proprio nuovo cleavage, con da un lato i sostenitori del multiculturalismo e dall'altro gli etno-nazionalisti.
Estrema destra, destra radicale e ultradestra Sebbene i termini "estrema destra" e "destra radicale" siano spesso usati come sinonimi per identificare l'intera famiglia politica, vari autori, soprattutto tedeschi hanno proposto a partire dagli anni Novanta una distinzione interna alla collocazione più ampia, proponendo di differenziare i partiti di estrema destra (Rechtsextremismus) dai partiti di destra radicale (Rechtsradikalismus). Prendendo le mosse da una distinzione nata sempre in Germania in ambito giuridico per differenziare i partiti incostituzionali da quelli che pur essendo ostili ai principi costituzionali non violano la lettera della Grundgesetz, la differenza secondo tali autori consiste sostanzialmente nel rapporto con l'ordinamento democratico: i partiti di estrema destra mirerebbero al rovesciamento dell'ordinamento democratico, mentre quelli di destra radicale no..