Fu uno degli otto presidenti del Consiglio mondiale delle chiese, eletto il 22 febbraio 2006.
Biografia Istruzione e sacerdozio Anastasios Giannoulatos nacque il 4 novembre 1929 nel Pireo in una famiglia originaria di Cefalonia. Dopo aver terminato gli studi secondari, entrò nella Facoltà di Teologia all'Università di Atene nel 1947, dove si laureò nel 1952.
Fu ordinato diacono il 7 agosto 1960, poi presbitero il 24 maggio 1964. Poco dopo partì per l'Uganda, dove prestò servizio per qualche tempo come sacerdote. Tornato poi in Grecia, nel 1965 iniziò gli studi di storia delle religioni ed etnologia nelle università di Amburgo e Marburgo, diventando poi ricercatore presso la Makerere University di Kampala. Durante il suo soggiorno in Germania, fu sacerdote della comunità greca. Nel 1970 conseguì un dottorato in teologia summa cum laude. Nel 1972 divenne professore associato di storia delle religioni all'Università di Atene e poi professore ordinario nel 1976.
Episcopato Il 19 novembre 1972 ricevette la chirotonia episcopale con il titolo di vescovo di Androussa da Girolamo I, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia. Nel 1980, grazie alla sua buona conoscenza dell'Africa, fu nominato vescovo nell'Africa orientale (la sua diocesi copriva Kenya, Uganda, Tanzania). Sotto la sua guida, fu aperto un seminario e furono costruite 67 nuove chiese, nonché scuole e centri medici. Supervisionò la traduzione di libri liturgici in quattro lingue locali.
Primate della Chiesa d'Albania Nel 1991, in seguito alla caduta del comunismo, la Chiesa ortodossa albanese cercò di riprendersi. Bandita sotto il regime comunista (che bandì tutte le religioni e dichiarato la Repubblica Popolare Socialista d'Albania uno stato ufficialmente ateo), nei primi anni '90 si ritrovò a dispozione solo 22 chierici, rispetto ai 440 del 1940.
In questo contesto, il Patriarca di Costantinopoli Demetrio I mandò il vescovo Anastasio in Albania per aiutare a ripristinare la chiesa locale. Arrivò a Tirana nel luglio 1991. Il 2 agosto 1992 fu intronizzato come arcivescovo di Tirana e Durazzo, divenendo quindi Primate della Chiesa ortodossa d'Albania.
Riorganizzò tutta la vita religiosa locale nonostante le difficoltà. Vennero riaperte oltre 400 parrocchie in disuso, in seguito furono costruite 150 nuove chiese, furono formati e ordinati 150 nuovi chierici. Allo stesso tempo, furono creati istituti di istruzione superiore e centri di formazione nei settori della sanità, dell'istruzione e dello sviluppo rurale.
Durante la guerra del Kosovo, mise in piedi un vasto programma umanitario che permise di aiutare più di 40000 rifugiati nel paese. Nel 1998 fu nominato membro onorario dell'Accademia teologica di Mosca. Nel 2000, fu candidato per il premio Nobel per la pace. Fu presidente onorario della conferenza mondiale delle religioni per la pace.
Controversie Critiche sulla grecizzazione Nonostante lo statuto della Chiesa Ortodossa Autocefala Albanese KOASH (Kisha Ortodokse Autoqefale Shqiptare), riconosciuta nel 1937, preveda esplicitamente l'uso della lingua albanese nelle celebrazioni liturgiche e stabilisca che l’arcivescovo "debba essere albanese di sangue e di lingua", la nomina nel 1991 di un greco Anastasios Yannoulatos come Arcivescovo suscitò diffuse e accese polemiche tra gli albanesi ortodossi, cosi come ai cattolici e nonché ai musulmani. La decisione, maturata nel contesto della ricostruzione della Chiesa ortodossa albanese dopo il periodo comunista, fu percepita da parte dell’opinione pubblica come il risultato di pressioni esercitate dalla Chiesa di Grecia.
Benché ritenuta una misura provvisoria, in attesa della formazione di un clero locale idoneo a ricoprire le più alte cariche ecclesiastiche, alla luce di un clero ormai ampiamente formato e del progressivo consolidamento delle strutture ecclesiastiche in Albania, la permanenza dell’arcivescovo negli anni successivi continuò a essere oggetto di dibattito e apparve sempre meno legata al recupero dell'ortodossia albanese che ad altri intenti. Ulteriori critiche emersero in occasione della consacrazione della nuova nuova Cattedrale Ortodossa di Tirana nel maggio 2014, quando parte della liturgia fu celebrata in lingua greca, suscitando reazioni negative nell’opinione pubblica. Tali episodi alimentarono il dibattito sulla presenza e sull’influenza politica neogreca all’interno della Chiesa ortodossa albanese, anche in relazione a storiche tensioni tra Albania e Grecia e alle loro pretese territoriali, talvolta richiamate nel contesto della cosiddetta Megali Idea.
Alcuni critici sostennero che tali dinamiche potessero favorire processi di ellenizzazione, in particolare nelle regioni meridionali del Paese, già storicamente cattolica di rito "greco"-bizantinoI monaci basiliani d'Italia in Albania: appunti di storia missionaria secoli XVI-XIX / Nilo Borgia, jeronomaco italo-albanese, Roma, Istituto per l'Europa Orientale, 1935.. La Chiesa Ortodossa Autocefala Albanese, tuttavia - dipendente infatti in gran parte da finanziamenti provenienti da enti religiosi in Grecia - ha però più volte difeso l’operato dell’arcivescovo, sottolineando il suo ruolo nella rinascita e nel rafforzamento delle istituzioni ecclesiastiche dopo la caduta del regime comunista.
Onorificenze
Note
Altri progetti
Categoria:Studenti dell'Università Nazionale Capodistriana di Atene Categoria:Religiosi albanesi Categoria:Chiesa ortodossa in Albania