Dotato di una caratterizzazione vocale da haute-contre, egli fu un componente di primo piano della compagnia stabile dellAcadémie Royale de Musique di Parigi nell'ultimo scorcio del XVIII secolo.

Biografia Nato a Soissons nel 1761, Rousseau fu ammesso a nove anni nella cantoria della cattedrale della sua città, ricevendo ivi i rudimenti dell'educazione letteraria e musicale ed uscendone con una bella voce da tenore acuto o haute-contre, come si diceva allora in Francia. Avendo avuto modo di farsi notare durante esibizioni nel teatro di Reims, nel 1779 egli ricevette, secondo la prassi allora in uso per il reclutamento dei membri dell'Académie Royale de Musique di Parigi, un ordine regio (equivalente di una lettre de cachet) perché si presentasse nella capitale per un'audizione, e fu immediatamente arruolato nella compagnia dell'Opéra, come rimpiazzo per il primo tenore, Joseph Legros.Fétis. Nel settembre dello stesso anno gli fu affidata la sua prima particina originale (un abitatore delle selve) in Écho et Narcisse di Christoph Willibald Gluck.Chouquet, p. 362.

Gli esordi all'Opéra Gli inizi della sua carriera all'Opéra, furono abbastanza agitati. Nell'Académie Royale de Musique regnava all'epoca un notevole malcontento: gli artisti mal sopportavano che i loro ingaggi fossero di tre volte inferiori a quelli degli attori della Comédie-Française e della Comédie-Italienne, e per di più solo in parte fissi e continuativi e per il resto legati alle attività svolte dal teatro. Rousseau si rese allora protagonista di un acceso confronto, di tipo quasi sindacale (nel senso moderno del termine), nei confronti della direzione, affiancato da due giovani cantanti entrati in compagnia praticamente in contemporanea con lui, il baritono François Lays e il basso Auguste-Athanase Chéron (1760-1829). Quando nel giugno del 1781 un incendio ebbe distrutto la seconda sala del Palais-Royal, sede del teatro, causando l'interruzione delle rappresentazioni e quindi lasciando i cantanti col solo trattamento fisso, i tre decisero di porre rimedio a tale situazione accettando ingaggi all'estero, cosa che non era loro giuridicamente consentita dalla posizione di pensionnaires (attori stipendiati) del re che essi occupavano. Rousseau però fu il solo a riuscire a raggiungere furtivamente Bruxelles e ad esibirsi nel Théâtre de la Monnaie, il secondo maggior teatro in lingua francese del mondo di allora, mentre Lays fu invece addirittura arrestato la sera del 20 agosto 1781, alla vigilia della partenza, e trattenuto per una decina di giorni in prigione.Anne Quéruel, François Lay, dit Laÿs: la vie tourmentée d'un Gascon à l'Opéra de Paris, Cahors, La Louve, 2010, cap. 2, Le rebelle - 1779-1788, pp. 25-49 (passim). ISBN 978-2-916488-37-0.

Le fonti consultate non riferiscono né la durata né le conseguenze della scappatella di Rousseau a Bruxelles, vero è comunque che non risultano nuovi ruoli a lui affidati nel repertorio dellOpéra del 1781 e del primo semestre del 1782.Pitou, p. 477. Nello stesso 1782 il direttore del teatro, Antoine Dauvergne, fu costretto a dimettersi dal suo incarico, e la gestione della struttura fu assunta cooperativamente dagli artisti, con esiti però così disastrosi che il vecchio direttore dovette essere richiamato in servizio il primo aprile del 1785, senza che peraltro i suoi rapporti col terzetto di contestatori migliorassero granché. Nel suo rendiconto sullo svolgimento dell'assemblea generale degli artisti nel 1786, Dauvergne definiva Lays come l'anima nera del gruppetto, Rousseau come "un gran bravo ragazzo" se solo avesse frequentato un po' meno Lays, e Chéron anch'egli come un bravo ragazzo (per quanto fornito del cervello di un dodicenne), ma intimidito dalle bastonate promessegli dagli altri due in caso di tradimento del sodalizio. Alla fine i tre dovettero piegarsi alla pressione della direzione del teatro, non prima però di essere stati promossi "Premiers Sujets" (prime parti), anziché semplici rincalzi quali erano stati fino ad allora, e comunque dopo che i salari medi degli artisti furono stati praticamente raddoppiati rispetto ai valori che avevano alla fine del decennio precedente.Youri Carbonnier, Le personnel musical de l'Opéra de Paris sous le règne de Louis XVI, «Histoire, économie et société», 2003, 22-2, 177-206, p. 192 (accessibile gratuitamente on-line in Persée).

L'attività come 'primo tenore' e la morte precoce Rousseau, in particolare, fu affiancato a Étienne Lainez (1753–1822) nella posizione di primo tenore che era rimasta vacante nel 1783 a seguito del ritiro di Joseph Legros, vedendosi affidare soprattutto – nell'ambito dell'attività di repertorio – le parti (come quella di protagonista dell'Orfeo ed Euridice di Gluck o dell'Atys di Piccinni) che richiedevano un particolare grado di flessibilità della voce e probabilmente anche una migliore padronanza della zona acuta. Secondo l'astronomo e viaggiatore francese amante dell'opera Joseph-Jérôme Lefrançois de Lalande, se si prendeva come pietra di paragone il grandissimo Pierre de Jélyotte in carriera fino agli anni '50-'60 , Rousseau era l'unico dei successori di Legros ad essere in grado di arrivare con sicurezza ai toni di una vera haute-contre,Nell'uso francese dell'epoca barocca, mentre i termini usati per designare le tipologie vocali femminili erano di genere grammaticale maschile, così come i loro equivalenti italiani (dessus/soprano, bas-dessus/contralto), quelli impiegati per gli uomini erano invece di genere femminile; ancor oggi del resto, il termine in uso per la voce di basso, "basse", è rimasto di genere femminile. anche se però «lui era in possesso di un volume di voce molto modesto»Citato da Mary Cir in On performing 18th-century Haute-Contre Roles, «Musical Times», vol 118, 1997, pp 292 (il saggio è stato in seguito riproposto in id., Essays on the Performance of Baroque Music. Opera and Chamber Music in France and England, Aldeshot (UK)/Burlington, VT (USA), Ashgate Variorum, 2008 (saggio n. IX). ISBN 978-0-7546-5926-6), e tratto dalla cronaca di de Lalande Voyage en Italie (2/1786), p. 204-5. La data a cui la Cyr fa risalire le affermazioni di de Lalande, il 1768, è evidentemente un errore di stampa, dal momento che è largamente precedente ai fatti raccontati: Rousseau aveva allora solo sette anni e Legros aveva appena iniziato la sua carriera ed era ben lontano dal ritirarsi. La data esatta è molto probabilmente quella dichiarata di pubblicazione dell'opera di de Lalande, o, meglio ancora, quella dell'edizione da cui la Cyr dichiara di aver tratto la citazione, e cioè il 1786 (che corrisponde del resto, a cifre parzialmente invertite, al 1768).. Egli fu però probabilmente l'ultimo dei cantori settecenteschi dell'Académie Royale de Musique a potersi fregiare a buon diritto dell'appellativo di haute-contre, destinato ad essere di lì a poco superato per quello moderno di "tenore" (ténor).

Nel primo decennio di attività gli furono affidate comunque meno parti nuove che a Lainez e spesso in posizione di subordine rispetto a lui: nel Tarare di Salieri, ad esempio, nel 1787, mentre il ruolo eponimo era interpretato dal secondo,Peraltro con estrema riluttanza: Lainez detestava profondamente il personaggio di Tarare e, solo con il mandato di arresto in tasca, il direttore musicale dell'Opéra, Louis Joseph Francœur (1738-1804), riuscì a indurlo a prendere parte alla sesta rappresentazione; cosa che comunque non lo salvò dall'imprigionamento il 25 novembre, dopo che si era ulteriormente rifiutato in ripetute occasioni di vestire i panni dell'odiato Tarare (Lajarte, p. 358). a Rousseau era attribuita la parte da comprimario eroicomico di Calpigi, capo degli eunuchi. Non mancarono tuttavia certamente anche ruoli da protagonista come quelli di Ippolito nella Phèdre (1786) e di Valerio in Les prétendus (1789), opere entrambe di Jean-Baptiste Moyne, detto Lemoyne. Nel decennio successivo, dopo il 1792, i nuovi ruoli interpretati da Rousseau andarono calando di numero e si fecero più irregolari nel tempo: ciò non fu dovuto comunque a ripercussioni delle vicende della rivoluzione francese allora nella sua fase più burrascosa (di essa il cantante, massone di lungo corso,La partecipazione di Lays, Rousseau e Chéron ad una cerimonia funebre tenuta nel 1785 presso la loggia parigina delle Neuf Sœurs, dove i tre eseguirono un inno massonico di Piccinni, è testimoniata ad esempio da Guillaume Imbert de Boudeaux (1744-1803) nella Correspondance secrète, politique, & littéraire (Londra, Adamson, 1789, XVII, p. 402; accessibile gratuitamente online come ebook-gratis Google). Secondo il sito Web del Musée virtuel de la musique maçonnique (consultato il 6 maggio 2015), Lays e Rousseau erano membri, oltre che delle Neuf Sœurs, anche della loggia di Saint Jean d'Ecosse du Contrat Social, mentre Chéron apparteneva soltanto alla prima (fonti richiamate: Louis Amiable, Une loge maçonnique d'avant 1789, la loge des Neuf Sœurs, Parigi, Alcan, 1897, pp. 339 e 350, accessibile gratuitamente online presso Internet Archive; Alain Le Bihan, Francs-maçons parisiens du Grand Orient de France (fin du XVIIIe siècle), Parigi, Bibliothèque nationale, 1966). Si veda pure la precedente nota 1. era sostenitoreÈ perfino possibile che nel 1793 le entrature rivoluzionarie di Rousseau salvassero dalla forca il nobile marito della sua amante Madame de Navailles (Gabriel Monod, La Vie et la Pensee de Jules Michelet (1798-1852), Ginevra/Parigi, Slatkine Reprints/Honoré Champion, 1975, p. 35). al pari dei suoi compagni di lotte Lays e Chéron), ma ai cronici problemi di salute – «une maladie de langueur» a detta di Fétis (e cioè il mal sottile) – che avevano cominciato ad affliggerlo e che lo portarono prematuramente a morte nel 1800.Pitou, p. 478 e passim.

Essi non gli impedirono peraltro di legarsi di una relazione amorosa con Claude Oudette Gilles Charles (1766-1832),Gabriel Monod, op. cit. supra. la spregiudicata moglie dell'anziano – e anch'egli tisico – barone Henri de Navailles, relazione dalla quale nacque nel 1792 (e quindi in stato di illegittimità) una figlia, Pauline. Ella fu poi probabilmente legittimata dopo la morte del barone nel 1794 e comunque assunse il cognome di Rousseau, così come il secondo figlio nato successivamente dalla relazione della coppia e morto prematuramente. Pauline Rousseau (1792-1839) sarebbe diventata, negli anni venti del nuovo secolo, la prima moglie del famoso storico Jules Michelet.Stephen A. Kippur, Jules Michelet: A Study of Mind and Sensibility, Albany, State University of New York Press, 1981, p. 20. Michelet sarebbe stato a lungo ossessionato dal pensiero che la suocera potesse aver convissuto more uxorio, dopo il 1800, con il figlio diciassettenne avuto dal matrimonio con il barone, e quindi in condizione incestuosa.

Ruoli creati Il seguente repertorio dei personaggi interpretati originariamente da Rousseau è tratto da quello riportato, peraltro con molte lacune, nella voce sul cantante dell'enciclopedia The Paris Opéra curata da Spire Pitou (e meglio specificata in bibliografia): gli scostamenti sono giustificati in nota a piè di pagina.