Phleum L., 1753 è un genere di piante angiosperme monocotiledoni appartenente alla famiglia Poaceae (o Gramineae, nom. cons.). È l'unico genere della sottotribù Phleinae Dumort., 1868..
Etimologia Il nome del genere deriva da un nome greco classico per una canna palustre non identificata..
Il nome scientifico del genere è stato definito da Linneo (1707 – 1778), biologo svedese considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" (Sp. Pl. 1: 59 - 1753) del 1753. Il nome scientifico della sottotribù è stato definito dal botanico, naturalista e politico belga Barthélemy Charles Joseph Dumortier (1797-1878) nella pubblicazione "Bulletin de la Société Royale de Botanique de Belgique" (Bull. Soc. Roy. Bot. Belgique 7: 69. 1868) del 1868.
Descrizione Portamento Il portamento delle specie di questo gruppo in genere è cespuglioso o rizomatoso con forme biologiche tipo terofita cespitosa (T caesp), geofita rizomatosa (G rhiz) o emicriptofita cespitosa (H caesp) e quindi cicli biologici annuali o perenni. I culmi, eretti, genicolati o decombenti, sono cavi a sezione più o meno rotonda; a volte possono essere ingrossati alla base (come un bulbo). In queste piante non sono presenti i micropeli. Le radici possono essere fibrose. Altezza massima delle piante: da 30 a 150 cm.......
Foglie
Le foglie lungo il culmo sono disposte in modo alterno, sono distiche e si originano dai vari nodi. Sono composte da una guaina, una ligula e una lamina. Le venature sono parallelinervie. Non sono presenti i pseudopiccioli e, nell'epidermide delle foglia, le papille. Guaina: la guaina è abbracciante il fusto (aperta lateralmente) e in genere è priva di auricole. Ligula: la ligula, corta, è membranosa e a volte è cigliata. Lamina: la lamina, dal portamento rigido, ha delle forme generalmente lineari, più o meno piane con margini scabrosi. Infiorescenza
Infiorescenza principale (sinfiorescenza o semplicemente spiga): le infiorescenze, terminali e prive di rami laterali, in genere sono formate da alcune spighette ed hanno la forma di una pannocchia peduncolata, densa, cilindrica (a volte allungata, altre corta e oblunga) e appuntita; può essere clavata o globosa. La fillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Colore della pannocchia: verde o verde-grigia. Infiorescenza secondaria (o spighetta): le spighette, compresse lateralmente, sottese da due brattee distiche e strettamente sovrapposte chiamate glume (inferiore e superiore), sono formate da un fiore. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due brattee: la palea e il lemma. La disarticolazione avviene con la rottura della rachilla sopra le glume. L'estensione della rachilla può essere presente oppure assente. Glume: le glume sono più corte o più comunemente sono più lunghe del fiore; sono fortemente compresse (e ristrette all'apice), con carene che si estendono in archi rigidi; gli apici delle glume sono troncati ma mucronati oppure no. Possono essere cigliate sulla carena. Palea: la palea è un profillo con due venature; può essere cigliata. Lemma: il lemma è bianco con apice acuto o mutico o con una breve scorza; il lemma a volte è pubescente.
Fiori
I fiori fertili sono attinomorfi formati da 3 verticilli: perianzio ridotto, androceo e gineceo.
Formula fiorale: *, P 2, A (1-)3(-6), G (2–3) supero, cariosside.
Il perianzio è ridotto e formato da due lodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 sepali). Le lodicule sono membranose e non vascolarizzate.
L'androceo è composto da 3 stami ognuno con un breve filamento libero, una antera sagittata e due teche. Le antere sono basifisse con deiscenza laterale. Il polline è monoporato.
Il gineceo è composto da 3-(2) carpelli connati formanti un ovario supero. L'ovario, glabro ed ellittico, ha un solo loculo con un solo ovulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è anfitropo e semianatropo e tenuinucellato o crassinucellato. Lo stilo, breve, è unico con due stigmi allungati, piumosi e distinti.
Frutti I frutti sono del tipo cariosside, ossia sono dei piccoli chicchi indeiscenti, con forme trasversalmente ovoidali, nei quali il pericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'endocarpo non è indurito e l'ilo è puntiforme. L'embrione è piccolo e provvisto di epiblasto ha un solo cotiledone altamente modificato (scutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.
Biologia Come gran parte delle Poaceae, le specie di questo genere si riproducono per impollinazione anemogama. Gli stigmi più o meno piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il polline aereo.
La dispersione dei semi avviene inizialmente a opera del vento (dispersione anemocora) e una volta giunti a terra grazie all'azione di insetti come le formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat La distribuzione delle specie di questo genere è relativa alle regioni dell'Eurasia temperata del nord e all'America del Nord orientale.
Specie della zona alpina Delle 11 specie spontanee della flora italiana solamente 6 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione della specie alpina.. SpecieComunitàvegetaliPianivegetazionaliSubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpinaPhleum alpinum7alpinosubalpinoSiacidobassobagnatoE1tutto l'arco alpino(a quote elevate)Phleum bertolonii11montanocollinareCa - Ca/SineutromediobagnatoF2 F3tutto l'arco alpinocon discontinuitàPhleum phleoides9montanocollinareCa - SineutrobassoaridoF2tutto l'arco alpinoPhleum hirsutum10subalpinoCa - Ca/SibasicomediomedioF5tutto l'arco alpinoPhleum paniculatum2collinareCa - SineutromedioseccoB1 B2tutto l'arco alpinocon discontinuitàPhleum pratense11montanocollinareCa - SineutroaltomedioF3tutto l'arco alpinoLegenda e note alla tabella. Substrato: con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali: 2 = comunità terofitiche pioniere nitrofile; 7 = comunità delle paludi e delle sorgenti; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri. Ambienti: B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; E1 = paludi e torbiere basse; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F5 = praterie rase subalpine e alpine.
Tassonomia La famiglia delle Poacee comprende circa 800 generi e oltre specie. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle monocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, la sottotribù Phleinae fa parte della sottofamiglia Pooideae, tribù Poeae.
Specie Il genere Phleum comprende 17 specie e due ibridi riconosciuti (per le specie europee è indicata la distribuzione euro-mediterranea):
Phleum alpinum L., 1753 - Distribuzione: Europa completa, Transcaucasia e Anatolia. Phleum arenarium L., 1753 - Distribuzione: Europa occidentale, Penisola Balcanica, Crimea, Israele e Magreb Phleum arenosum Charit. Phleum bertolonii DC., 1813 Phleum boissieri Bornm., 1912 - Distribuzione: Anatolia e Siria Phleum × brueggeri K.Richt., 1889 Phleum crypsoides (d'Urv.) Hack., 1892 - Distribuzione: Grecia e Cipro Phleum echinatum Host, 1805 - Distribuzione: Penisola Balcanica Phleum exaratum Griseb., 1846 - Distribuzione: Europa meridionale-orientale, Anatolia e Siria Phleum himalaicum Mez, 1921 Phleum hirsutum Honck., 1782 - Distribuzione: Europa centrale e Penisola Balcanica Phleum iranicum Bornm. & Gauba, 1939 Phleum montanum K.Koch, 1848 - Distribuzione: Penisola Balcanica, Transcaucasia, Anatolia e Siria Phleum paniculatum Huds., 1762 - Distribuzione: Europa meridionale-mediterranea, Transcaucasia e Anatolia Phleum phleoides (L.) H.Karst., 1880 - Distribuzione: Europa completa, Transcaucasia, Anatolia e Magreb. Phleum pratense L., 1753 - Distribuzione: Europa completa e Mediterraneo completo Phleum rhaeticum (Humphries) Rauschert Phleum subulatum (Savi) Asch. & Graebn., 1899 - Distribuzione: Europa meridionale-mediterranea, Anatolia, Asia mediterranea e Africa mediterranea Phleum × viniklarii Röhl., 1934
Specie della flora italiana Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra):
Gruppo 1A: l'apice delle gume è progressivamente ristretto, è acuto ma non è mucronato; Gruppo 2A: il ciclo biologico delle piante è annuo; Gruppo 3A: la forma della pannocchia è clavata, ovata o globosa, ed è lunga 1,5 volte la larghezza; Phleum arenarium L. - Codolina delle spiagge: le glume sono acute con apici diritti ma non mucronati; l'altezza della pianta varia tra 8 e 25 cm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Mediterraneo - Atlantico; gli habitat tipici sono le dune dei litorali; in Italia è una specie comune distribuita su tutto il territorio (Alpi escluse). Phleum exaratum Griseb. - Codolina greca: le glume hanno apici divergenti brevemente mucronati; l'altezza della pianta varia tra 1 e 2 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo - Orientale; gli habitat tipici sono gli incolti aridi; in Italia è una specie rara e si trova al Sud fino ad una altitudine di 500 . Nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti questa entità è indicata con il sinonimo di P. graecum Boiss. et Heldr.. Phleum crypsoides (d'Urv.) Hack. - Codolina di Sardegna: le glume hanno delle ciglia pettinate presenti solamente nella metà apicale della carena; l'altezza della pianta varia tra 1 e 3 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è endemico; gli habitat tipici sono le dune marittime; in Italia è una specie molto rara e si trova solamente in Sardegna. Nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti questa entità è indicata con il sinonimo di P. sardoum (Hackel) Hackel. Gruppo 3B: la forma della pannocchia è cilindrica, ed è lunga 6 - 15 volte la larghezza; Phleum subulatum (Savi) Asch. & Graebn. - Codolina subulata: l'altezza della pianta varia tra 1 e 4 dm; il ciclo biologico è annuo; la forma biologica è terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo; gli habitat tipici sono gli incolti, i pascoli aridi, le vigne e gli oliveti; in Italia è una specie comune e si trova, con qualche discontinuità, su tutto il territorio fino ad una altitudine di 600 . Gruppo 2B: il ciclo biologico delle piante è perenne; Phleum hirsutum Honck. - Codolina irsuta: l'altezza della pianta varia tra 2 e 6 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz); il tipo corologico è Orofita / Sud Est Europeo; gli habitat tipici sono i prati aridi; in Italia è una specie rara e si trova solamente al Nord fino ad una altitudine compresa tra 500 e . Nella "Flora d'Italia" di Sandro Pignatti associata a questa entità si trova anche la specie P. ambiguum Ten., considerata attualmente un sinonimo di P. hirsutum. È indicata inoltre un'altra specie simile a P. hirsutum: Phleum montanum K. Koch.